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Il senso delle donne per l’elettrico

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Susan de Mena, madrilena, cliente numero 100mila della Nissan Leaf in Europa (consegna a inizio giugno)

Sono le donne, intese come clienti, la chiave di volta per far diventare di massa le auto elettriche. Lo dice uno studio realizzato da due importanti università nei mercati del Nord Europa, in cui i veicoli a batterie sono già una realtà affermata.

Non soffrono dell’ansia da ricarica

I ricercatori della University of Sussex e della Aarhus University volevano realizzare un identikit di chi già guida elettrico. Investigando diversi fattori come il sesso, il grado di educazione, l’occupazione, l’età e anche le dimensioni della casa in cui si vive. Il tutto attraverso interviste a possessori di Evs in Danimarca, Finlandia, Islanda, Svezia e Norvegia. Ovvero il paradiso della mobilità a emissioni zero. Ne è uscito non solo che le donne sono gli (le) acquirenti ideali, risultato piuttosto atteso.

Il display che mostra l’autonomia di percorrenza residua.

Ma che il gap rispetto agli uomini è molto più ampio del previsto. Un dato sconosciuto ai costruttori, che sembrano trascurare un target dalle potenzialità tuttora inespresse. Da dove nasce questo gap? Anzitutto dal fatto che le donne mediamente percorrono molti meno km degli uomini. E quindi non soffrono della sindrome che ancora frena il decollo delle vendite: l’ansia da ricarica, il timore di restare a piedi.

Pensano all’ambiente, i maschi alle prestazioni

Non solo: le donne sanno fare molto bene i conti sui costi di esercizio e sull’impatto ambientale delle vetture, un tema quest’ultimo molto meno caro ai maschietti. E sono molto sensibili al tema della sicurezza, su cui l’elettrico dà assolute garanzie. C’è anche un rovescio della medaglia: vorrebbero prezzi più abbordabili. E in genere hanno avuto meno occasioni di provarla, un’auto elettrica. Il che ripropone il tema di costruttori e rivenditori che ancora non hanno preso l’iniziativa per mettere le clienti donne al volante delle loro vetture. Continuano a concentrarsi sul target maschile, ma questo secondo il professor Benjamin Sovacool, che ha coordinato la ricerca e dirige il Centre on Innovation and Energy Demand (CIED) della University of Sussex “non fa altro che ritardare il momento in cui avverrà il passaggio a un modello più sostenibile di trasporti“. Questo non significa che gli uomini non acquistino auto elettriche. In particolare lo fanno i maschietti compresi tra i 30 e i 45 anni, con un alto livello di istruzione, spesso impegnati nelle università o in attività no-profit. Ma non è la molla ecologica a spingerli all’acquisto, privilegiando aspetti come il comfort e l’accelerazione. Che nelle auto elettriche, notevolmente, è notevole. Soprattutto nelle Tesla e ora (guarda) anche nella Jaguar.

———Puoi consultare qui l’intero studio, “La demografia dei trasporti a emissioni zero”——–

 

 

 

 

1 COMMENTO

  1. Per mia moglie la scelta di un’auto elettrica sarebbe sicuramente una scelta ambientale, ma in seconda battuta apprezza sicuramente le prestazioni, intese come scatto e ripresa.
    Per quel che riguarda me, diversamente dai maschietti citati nell’articolo, la scelta sarebbe innanzitutto ambientale (sia per l’assenza di emissioni, sia pensando all’inquinamento acustico) ed in seconda battuta per il comfort di marcia. E’ anche vero che sono al di fuori della fascia 30-45 anni, per cui ho parametri diversi…

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