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Donna Sicilia, il noleggio tursitico Ev farà il giro d’Italia

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Donna Sicilia e le sue sorelle: Donna Toscana sarà la secondogenita, Donna Emilia la terzogenita, Donna Veneto la quarta e via dicendo. Una per ogni regione. Nel giro di 2-3 anni, insomma, sarà replicato in tutta Italia il format vincente di auto elettrica a noleggio più itinerario turistico a “prova di ricarica” varato appena un anno fa da Tommaso Dragotto, vulcanico fondatore e patron di Sicily by car.

 

Tommaso Dragotto

Il tour green dell’Isola in 22 tappe

«Donna Sicilia _ ci racconta _ è il progetto del quale vado più orgoglioso: oggi non ci guadagno nulla, anzi ci rimetto, ma grazie a dio posso permettermelo. E’ un omaggio a due valori nei quali credo fermamente: l’orgoglio di appartenere a una terra con tremila anni di storia  e la passione per la sostenibilità del pianeta».

Incontriamo Dragotto a margine della due giorni palermitana “No Smog Mobility” organizzato da Italpress e SM SiciliaMotori.  E quando gli chiediamo un bilancio del primo anno di noleggio turistico elettrico ci anticipa immediatamente che è «già al lavoro per riprodurlo in tutte le principali regioni turistiche d’Italia». Il modello di business, unico in tutta Europa, resterà quello di Donna Sicilia: 200 variopinte Renault Zoe _ all’inizio erano bianche «ma con l’arrivo della primavera mia moglie mi ha fatto notare che la Sicilia è la terra dei fiori; così ho dipinto fiori anche sulle fiancate delle mie auto a zero emissioni» ci racconta _ dedicate a un servizio di noleggio turistico green.

Non solo Renault Zoe, anche colonnine

Per consentire ai clienti di raggiungere tutti i luoghi di interesse turistico, Dragotto, a sue spese, ha installato 22 impianti di ricarica a 22kW presso alcune delle dimore nobiliari più belle dell’Isola. Unica eccezione Agrigento, dove le colonnine di Donna Sicilia sono ospitate dall’unico hotel situato nel cuore della Valle dei Templi.

Dragotto ha investito circa 150 mila euro di tasca sua per dotare l’isola di un’infrastruttura che «chi ci amministra non ha avuto la lungimiranza di pianificare e contribuire a realizzare. Anzi, spesso ha ostacolato». Un duro attacco ai politici siciliani che poi Tommaso Dragotto ripete a muso duro dal palco, guardando dritto negli occhi i due assessori al territorio e all’Ambiente presenti in sala. Si tratta di Giusto Catania per il Comune di Palermo e Salvatore Cordaro per la Regione Sicilia.  E rincara accusando il Comune di aver voluto il monopolio pubblico del servizio di car sharing palermitano. Sicily By Car era pronta a realizzare qualcosa di «realmente importante, efficiente ed elettrico per il quale il permesso mi è stato negato» denuncia Dragotto

Donna Sicilia sconta i prezzi dell’Ev 

Ma lui non si rassegna e da “Caterpillar” come si definisce è più convinto che mai a far decollare nell’isola il turismo green. Tanto che ha scelto di “scontare” le tariffe di noleggio per le auto di Donna Sicilia. Anche se l’ investimento nella flotta e nell’infrastruttura è stato almeno doppio rispetto a quello affrontato per la flotta termica griffata Sicily by Car. La casa madre ha ormai raggiunto le 22 mila unità in tutta Italia, con propaggini in Albania e Russia.

Bruno Mattucci con il Nissan e-NV200 a 7 posti

 “V2G, cosa c’entrano Terna e FCA?”

L’incontro di Palermo, ospitato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università, è stato l’occasione per un’altra polemica, questa volta rivolta al Terna per l’accordo con FCA sulla tecnologia V2G. L’hanno lanciata il numero uno di Nissan Italia Bruno Mattucci e quello di Groupe PSA Italia Gaetano Thorel. Mattucci, in particolare, ha ricordato di aver proposto a Terna una collaborazione analoga già oltre un anno fa, senza essere stato ascoltato. «Eppure Nissan Leaf è l’unica auto elettrica sul mercato già in grado di collegarsi alla rete elettrica in modo bidirezionale. Che esperienza può avere invece FCA, che ancora oggi non ha nessun modello elettrificato in commercio?».  «Purtroppo in Italia _ rincara Thorel _ lo sviluppo della mobilità elettrica è stato frenato dalle resistenze del principale costruttore nazionale, troppo ascoltato dal mondo politico e dalle istituzioni».

 

2 COMMENTI

  1. FCA, contattata al numero verde europeo, non sapeva nemmeno cosa fosse la 120; al centralino si son dovuti informare lasciandomi in attesa e alla fine mi hanno risposto:”Ma è un concept!” Con l’aria di dire, non si farà mai.
    Ieri ho versato l’anticipo per una Vw, la e-up

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