Disavventura con auto elettrica a noleggio: “Ricaricarla…”


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Disavventura con auto elettrica a noleggio: Daniele ci racconta quanto capitato a un turista coreano incrociato a Ortisei. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

“Alla colonnina Alperia trovo un turista in difficoltà…”

Disavventura con auto elettrica
Una ricarica Alperia: simile a quella della vicenda qui raccontata.
“Vi scrivo per raccontarvi quanto accaduto durante le vacanze ad un povero turista sudcoreano, perché a mio avviso ha del paradossale. Ci troviamo a Ortisei, in Val Gardena (BZ). Dopo una settimana di vacanza, vado un sabato pomeriggio alla colonnina fast di Alperia per ricaricare il necessario per il viaggio di rientro. All’arrivo trovo un signore sulla sessantina, sudcoreano, che con evidente difficoltà cerca di avviare la ricarica per la Peugeot e-208 avuta a noleggio. Mentre ricarico la mia auto (da QR code previa registrazione, non con pagamento diretto mediante carta di credito), mi avvicino e gli chiedo in inglese se avesse bisogno di aiuto. Mi risponde con una pacatezza e gentilezza tipica del mondo orientale che ha problemi ad avviare la ricarica da quasi 2 ore! Penso che un italiano avrebbe già dato fuoco alla colonnina molto prima…

Disavventura con auto elettrica…/ “Ma dargli una card no?”

Disavventura con auto elettrica

Ad ogni modo gli chiedo il permesso di fare io la registrazione col suo smartphone sul sito Alperia in italiano. Qui vado in difficoltà anch’io. In Corea non esiste codice fiscale, ma il sistema lo richiede come dato obbligatorio. Non ne vengo fuori. Chiamo il servizio clienti di Alperia che, seppur gentilissimo, non riesce a darmi un’alternativa: il codice fiscale serve per la fatturazione.  Mi stufo ben prima di lui e gli propongo di fargli io la ricarica col mio account e darmi il corrispettivo in contanti. Ovviamente accetta. E mentre aspetto con lui la lenta ricarica (a 40kW con batteria al 20%!!) mi faccio raccontare del noleggio prenotato online da casa. Con l’auto ritirata in aeroporto e... arrangiati. Vabbè, mi dico, sono in vacanza, me la racconto con un gentile signore che vive dall’altra parte del mondo. Ma chiedo: dare una tessera RFID insieme all’auto è chieder troppo?”. Daniele Sacilotto
Risposta. La domanda finale è quella giusta: non si può lasciar solo un turista straniero nella piccola jungla della ricarica italiana. Non dovrebbe essere difficile munirlo di una card con la quale computare quanto speso alla colonnina durante il noleggio, no?
  • Leggi anche: le colonnine ci sono, manca chi ricarica
  • Puoi vendere l’energia che hai nella batteria dell’auto / Video-intervista a Giovanni Palazzo, n.1 di Elli-Volkswagen

 

Visualizza commenti (11)
  1. La disavventura raccontata da Daniele è simile ad un episodio capitato a mio Capo Ufficio. Un giorno di domenica ero in garage appena tornato da una giro in bici e noto una chiamata non risposta. Era il mio Capo Ufficio, lo richiamo e mi chiede da possessore di auto elettrica come caricare. Aveva noleggiato un auto elettrica e gli avevano dato una carta enel di ricarica che non funzionava. Gli propongo di attivare la ricarica da remoto mi avrebbe restituito i soldi il giorno seguente. Purtroppo non potevo avviare la ricarica la colonnina era guasta. Anche il mio Capo Ufficio aveva scaricato l’app ma a lui registrato come ospite la dava funzionante. Allora gli suggerisco di spostarsi a un km di distanza c’era un altra colonnina enel dove tutto è andato a buon fine.

  2. Stessa esperienza in Scozia nel luglio 2023 con un BEV noleggiato a Edimburgo per fare un tour di circa 1.000 km nel nord-est: auto consegnata con il 54% di batteria 🤬 e arrangiarsi… ma noi italiani siamo maestri in questo, e, dopo qualche difficoltà con le prime ricariche (alcune informazioni di provider locali risultate errate 🤦🏻), ci siamo goduti una delle più belle vacanze che abbiamo mai fatto! 🤩

  3. Io noleggio da svariati anni auto elettriche e l’auto noleggio “giallo” da una chiave per ricaricare sia in Italia che all’estero. Mi sono sempre trovato benissimo (a volte dei piccoli inconvenienti ma risolti con gli applicativi dei grandi rivenditori di energia).

    1. Confermo. Danno una RFID così puoi ripagare la ricarica in lingotti d’oro visto la cresta che ci fanno sopra. Ma giustamente è il loro business anche quello.
      Se invece ti danno una Tesla la ricarica ai SUC è al prezzo del SUC. Sebbene l’ultima volta che l’ho noleggiata a Toronto lo scorso Novembre, han provato a addebitarmi di più….. grr.

  4. Sacrosanto! È pure nei concessionari dovrebbero assicurarsi che che il cliente neo-elettrico abbia modo di ricaricare, o con una card già in possesso o consegnandone una nuova di un circuito convenzionato (sarebbe un business pure quello) e seguendolo nella registrazione/attivazione.
    Che poi altrimenti cosa a cosa serve un concessionario con i vari addetti, se la semplice vendita potrebbe essere risolta online?

    Da notare la differenza con Tesla: quando vai a ritirare l’auto hai già l’app attiva, la banca o la carta di credito associata, e puoi filare dritto al primo Supercharger – ma di solito non serve perchè te la fanno trovare già al 90% (a meno di periodi di consegne particolarmente intensi).

    Sono cose fondamentali che fanno un grossa differenza per chi arriva all’elettrico senza esperienza.

      1. E infatti ValerioZ si è detto d’accordo riguardo al noleggio con quel “Sacrosanto!” iniziale, ma poi ha giustamente (secondo me) allargato il discorso alla vendita dei BEV, che andrebbe accompagnata da adeguate informazioni e offrendo convenzioni sia per sistemi di ricarica casalinga che per la ricarica presso le colonnine.
        Non sarebbe una novità assoluta: alcune case automobilistiche già lo fanno, ma dovrebbe diventare lo standard di assistenza iniziale ai nuovi clienti di BEV se si vuole davvero che l’auto elettrica diventi di massa.

        1. la mia esperienza è abbastanza differente… sia dove lavoravo (i reparti vendita e consegna erano fortemente pressati per essere preparati a spiegare bene le vetture vendute ai clienti) che da acquirente, in altra concessionaria… ove nonostante avessi specificato che ero un ex-collega l’addetto mi ha voluto descrivere tutto abbastanza dettagliatamente (anche se conosco bene il limite di “ricezione” di tante informazioni nuove in questi momenti 😂); la mia BEV era stata caricata al 100% (anche se l’ “indovinometro” segnava un’autonomia molto più bassa di quella poi riscontrata nei 4 anni d’uso, segno che i km percorsi negli spostamenti pre-consegna eran stati fatti molto “allegramente” .. come da tradizione dei reparti logistici e consegna .. ). La Card ricarica fornita era invece da abbinare al metodo di pagamento (potrei volerlo fare con altre carte in mio possesso… trovo giusto non trovarlo già fatto dalla concessionaria…), ma le spiegazioni disponibili su sito ufficiale, app e libretto d’istruzioni (questo sconosciuto !!) son comprensibili ai normo-dotati…
          Certi inconvenienti possono capitare a volte nei “giorni NO” di certi soggetti incaricati … o nelle aziende con meno riguardo al rapporto con la clientela….
          Vediamo se l’estrema competizione con marchi asiatici / cinesi porterà a grande attenzione all’assistenza alla clientela potenziale e soprattutto acquisita…. (nb coi cinesi ho abbastanza esperienza personale… possono pure far finta di non capire l’italiano ed esprimersi tra loro in “mandarino”… ma generalmente son molto, molto esigenti sia in consegna che assistenza….. anche se spesso hanno una maggior moderazione ed educazione nell’esprimere eventuale disappunto….).

  5. Credo sarebbe bastato creare un codice fiscale fittizio usando uno dei mille tool che si trovano sul web, ma sono d’accordo che non si possa noleggiare un’auto così.

    1. Davvero scandalosa questa cosa! Com’è possibile che si pretende il codice fiscale a persone non residenti in Italia?! Io ce l’ho da qualche parte perché sono residente AIRE, ma per tutti gli altri…. per fortuna che ci sono questi tool, ma la maggior parte non ci pensa nemmeno a questa possibilità!

  6. probabilmente temono furti o clonazioni della tessera RFID .. Su auto a noleggio non ci sono neppure gli originali della carta di circolazione ma solitamente una bella fotocopia….

    Pure dove rifornisco io (gratis) hanno rubato la tessera RFID di avvio ricarica ed il distributore è stato costretto a chiederne altra e mettere un addetto all’avvio ed allo stop (se anticipato rispetto all’ora offerta)…

    Comunque anche io mi auguro di trovare un santo come Daniele Sacilotto se un giorno mi trovo in difficoltà ! Complimenti a Daniele… hai un ammiratore in Italia ed un nuovo amico in Corea…

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