Differenze assurde nei prezzi di ricarica, com’è possibile? C’è chi fa pagare tre volte di più, fa notare un lettore… Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Differenze assurde nei prezzi tra una marca e l’altra

“Ho scorso le vostre tabelle sulle ricariche meno care nelle varie potenze. Non sono uno specialista, tantomeno delle auto elettriche, ma cè qualcosa che non torna anche a un profano come me. Scusate ma com’è possibile che, per lo stesso tipo di ricarica, Tesla Supercharger faccia pagare 30 centesimi al kWh e altri facciano pagare 90 centesimi? La differenze ci sono anche nella benzina, tra un distributore e un altro e tra una marca e un’altra. Ma è come se ci fosse chi fa pagare un litro un euro e un concorrente che lo fa pagare tre euro, assurdo. Temo che questa jungla, come la definite voi stessi, sia uno dei motivi che tengono lontani tanti italiani dall’auto elettrica. Ed è, se permettete, un buon motivo. Un cordiale saluto”. Paolo Guerra
Urge semplificare, così è una jungla per specialisti

Risposta. È difficile capire queste differenze per chi si occupa quotidianamente di questi temi, figurarsi per un profano. E comunque il lavoro di Adiconsum e TariffEV, che sfocia in tabelle come questa sopra, è prezioso. E accende un faro su un mondo troppo complicato. Fatto di sconti, convenzioni, tariffe in roaming (su colonnine di altri gestori rispetto alla tua app)… In realtà le differenze sono meno marcate di quanto appare a prima vista, ma comunque ci sono. Nel caso dei Supercharger, 0,30 è il prezzo minimo applicato ai proprietari di auto Tesla, che però in alcune stazioni e in certi orari possono arrivare a pagare anche 0,60. Chi non guida una Tesla, nelle stesse ricariche, paga di più. Alla fin fine, comunque, chi guida un’auto elettrica si studia le colonnine che si trovano sui suoi percorsi abituali. E trova le app con cui spende meno, cercando di non impazzire.
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Resta il fatto che lo stesso bene viene venduto pubblicamente con aumenti del 200%. Secondo me è un abuso e una truffa . L’unica difesa e mettere in conto nell’acquisto di una elettrica anche quello di un garage personale vicino casa e fornirlo di contatore
Molto giusto il commento della redazione, a cui vorrei aggiungere la considerazione che l’utilizzo delle colonnine, per una grandissima maggioranza di utenti di auto elettrica, quegli “italiani medi” che fanno sì e no 100 km al giorno e 10-15.000 km all’anno, rimane un evento del tutto sporadico e legato alle situazioni di viaggi oltre l’autonomia dell’auto.
Se quindi si ricarica ad una colonnina solo saltuariamente, non ha senso diventare matti nella ricerca del prezzo al kWh più basso in assoluto per risparmiare poche decine di euro all’anno.
È invece sufficiente adottare alcune misure generali tipo dotarsi di alcune delle app generaliste che offrono prezzi mediamente accettabili (ad es., Electroverse, EVDC, NextCharge, …) e, in caso di viaggi concentrati in periodi specifici (tipo vacanze estive o invernali), considerare di stipulare uno degli abbonamenti mensili da pochi euro di uno/due fornitori (ad es., Tesla, Ionity, Electra, …).