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Di Maio e gli incentivi, vogliamo la diretta streaming

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Luigi Di Maio il 10 dicembre incontrerà Case auto, sindacati e associazioni pr parlare di incentivi 2019.

Di Maio e gli incentivi. Martedì pomeriggio il ministro dell’Industria incontra imprese e  sindacati per parlare del controverso sistema di bonus-malus che dal 2019 dovrebbe premiare i veicoli più ecologici e penalizzare i più inquinanti.

Idea giusta, provvedimento sbagliato

Diciamo subito che il provvedimento è stato scritto in modo a dir poco approssimativo. Pur partendo da un obbiettivo giusto, si è finiti per compattare un fronte di resistenza vastissimo. Con un sistema di malus che tassa anche chi acquista modelli popolari come una Panda milledue. Dalle Case auto ai sindacati, dalla lobby del petrolio a giornali che informano un tanto al chilo, si è scatenata un reazione che ha indotto il Governo alla marcia indietro (guarda). E a indire questa tardiva audizione, da cui dovrebbero uscire le indicazione per il vero provvedimento da portare poi al Senato. Ma il punto da cui ripartire non è la levata di scudi (in buona parte interessata) di cui sopra. Il punto resta la situazione ambientale insostenibile che attanaglia buona parte del Paese, a partire dalla Pianura Padana. Ormai è provato da una miriade di studi scientifici che i continui sforamenti nella quantità di polveri sottili presenti nell’aria provocano malattie gravi e gravissime. Da ultimo uno studio dell’Ausl di Bologna certifica che un bambino che nasce oggi ha un’aspettativa di vita di sei mesi inferiore rispetto a un coetaneo che viene al mondo dove l’aria è pulita.

Chi scommette contro il futuro, è destinato prima o poi a perdere comunqueJeff Bezos, fondatore di Amazon

Il mondo sarà elettrico, incentivi o no

L’elettrico, checché se ne dica, è l’unica tecnologia che garantisce che un’auto si muova senza emissioni che non siano dovute al semplice rotolamento delle ruote o all’azionamento dei freni,. Peraltro contenutissimo. Non solo: il continuo calo nel costo di produzione delle energie rinnovabili sta facendo sì che tutto il mondo investa massicciamente in questo settore.

Herbert Diess, numero uno Gruppo Volkswagen

Con aumento della produzione che coinvolge anche l’Italia. E ci sono aziende, come il Gruppo Volkswagen, che non solo puntano decine di miliardi sull’elettrico, ma stanno rendendo carbon-free anche tutto il processo produttivo nei loro stabilimenti. Il mondo, piaccia o no, sta andando in questa direzione. Non va verso il metano, né verso i Diesel, Euro 6, l’ibrido o chissà che. Il perché lo spiega bene il futurologo Tom Raftery in questo articoloL’Italia non può perdere questo treno, che nel 2020 aggiungerà anche il vagone della Fiat, con l’arrivo della 500. Possiamo restare l’unico Paese d’Europa a non incentivare l’introduzione dell’elettrico? Ad accompagnarne la diffusione in attesa che, nel giro di 3-4 anni, i prezzi siano allineati alle altre auto ?

Vogliamo  sentire e vedere chi dirà che cosa

In democrazia tutte le idee sono degne di essere ascoltate. Le bufale no. Bisogna smetterla di costruire attorno all’elettrico la solita cortina di discredito. Di dire che inquina più dei diesel moderni, che l’elettricità si prende tutta dal carbone, che non avremo tutta l’energia necessaria per alimentare milioni di auto…La solita tiritera di falsità, ripetuta fino alla noia da chi sa benissimo che per sostituire un parco auto di 37 milioni di veicoli ci vorranno decenni. E che l’elettrico per lungo tempo affiancherà i motori tradizionali, senza eliminarli, ma aiutandoci a respirare un po’ meglio in città. Ecco perché chiediamo che l’incontro al ministero venga trasmesso in streaming, con un gesto di trasparenza un tempo molto caro ai Cinque Stelle. Vogliamo ascoltare con le nostre orecchie quel che diranno i lobbisti vari per convincere Luigi Di Maio a voltare le spalle all’elettrico. E scrivere nomi e cognomi  di chi spara sciocchezze in nome di una finta neutralità tecnologica.

Guarda anche l’articolo “Comprare un diesel è un suicidio, oggi lo sai”

 

5 COMMENTI

  1. Buongiorno, quest’anno ho cambiato La mia Mercedes glc 250 diesel (16.000 km) con una classe B electric drive ( 16.000 km). Devo dire che non vedo un solo aspetto negativo nel cambio macchina. Comprare una macchina diesel con 205 cavalli non ha senso perché per sfruttare i cavalli, che poi pago sul salato bollo (500 euro! per un glc), dovrei andare sempre sopra i 4000 giri e fare 10 km con un litro. Cosa diversa per la macchina elettrica. I consumi dichiarati dalla casa Mercedes sono molto più fedeli alla realtà nel caso della elettrica: 16 kWh dichiarati; adesso d’inverno con clima acceso arrivo a 17,9 kWh. Glc dichiarato combinato 5,4 l/100 km; consumo reale 6,9 l/100 km andando col piede di velluto. Ricarico da fonte rinnovabile da casa con fotovoltaico oppure da colonnina a costo zero. Unico neo devo pianificare un viaggio sopra i 220 km, ma l’ordinario lo copre benissimo. C’e Chi ammette l’errore come nel mio caso e cambia macchina, ma non tutti sono disposti a cedere il proprio status symbol per passare all’elettrico. Ve lo vedete un 40enne cambiare la sua Audi a6 euro 5 per una Nissan leaf? Questo è il vero problema

    • Ci racconta la ricarica con energia da fotovoltaico, Filippo? Come accumula? E dove ricarica gratis? Grazie.

      • Senza accumulo, riesco a caricarla da casa durante le ore di sole quando lavoro da casa, così con l’auto elettrica riesco a sfruttare l’impianto fotovoltaico altrimenti l’energia andrebbe persa visto che rivendere l’energia non conviene. Per quanto riguarda la colonnina tramiteapp zap grid oppure in centro a Treviso sono gratis o addirittura la concessionaria Carraro ha una colonnina a 22kw per i clienti

  2. Ho cambiato la mia vecchia Mercedes glc 250 diesel con una Classe B electric drive e non potevo fare scelta migliore. Ma il problema principale in Italia è questo: ve lo vedete un 40enne che cambia la sua Audi a6 diesel per una Nissan leaf elettrica? No perché perde lo status symbol, io la penso così

  3. Perché sostenete che il futuro non può essere di elettrico + metano? Il metano può essere anche prodotto prendendo la CO2 dall’aria e usando pannelli fotovoltaici per effettuare l’elettrolisi. Oppure recuperando gli scarti biologici degli allevamenti o del settore food. C’è una rete di metanodotti piuttosto diffusa in tutta italia e ci sono tantissimi distributori per auto. Mi sembra molto ecosostenibile e credo si possa affiancare all’elettrico in un periodo di transizione che potrebbe durate anche 30-40 anni.

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