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Di Caprio scommette sulla BYD-rivoluzione/2 La storia

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Wang Chuanfu, fondatore di BYD

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Mister Chuanfu cambierà il mondo?

Da un retroterra così importante non poteva che nascere un’azienda che non nasconde le sue vere ambizioni: “cambiare il mondo”. Sì, perché l’obiettivo di BYD sembrerebbe proprio quello di rendere il mondo un posto più pulito. Proprio perché BYD ha un grande sogno, ha scelto per rappresentarla chi lo condivide. Una persona che da anni è impegnata nella salvaguardia dell’ambiente e ha creato una sua fondazione chiamata, con poca fantasia, LDF. Stiamo parlando di Leonardo Di Caprio, il celeberrimo attore americano che ha accettato di fare da testimonial a BYD solo dopo aver toccato con mano la qualità e la serietà del suo progetto. Ne è nato uno spot dedicato al mercato cinese in cui la visione del colosso cinese si mescola a quella di Di Caprio in un connubio che appare indissolubile.

Ma chi è il capo di questo mostro (gentile) dell’economia cinese? Wang Chuanfu. Un cinquantunenne figlio di umili contadini (morti entrambi mentre lui era ancora uno studente) dello Anhui che si è costruito il successo studiando chimica e mettendo a punto una ricetta insuperata per la creazione di batterie elettriche. A ventinove anni ha fondato la BYD Company concentrandosi, inizialmente, sulla produzione di batterie per cellulari e smartphone. Oggi quasi tutti i dispositivi in circolazione montano una delle sue batterie.

Nel 2008 è stato l’uomo più ricco della Cina ed è da qual momento che ha cominciato la sua scalata all’automotive. Ad oggi BYD conta 188.000 impiegati in tutto il mondo e i suoi 22 parchi industriali (di cui alcuni sparsi per il globo) occupano una superficie di 17 milioni di chilometri quadrati. Wang è il prototipo del “sogno cinese”. BYD sta inoltre investendo anche all’estero perseguendo un piano industriale molto peculiare.

Autobus BYD a Torino

Invece di irrompere sui mercati delle altre nazioni ha deciso di farsi conoscere prima a livello di rapporti con le autorità, con i governi, con i sindaci. Ecco allora che gli autobus elettrici BYD Ebus viaggiano in quasi tutta Europa. Dapprima sono sbarcati nella zona orientale del continente e poi sono piovuti accordi in tutto il mondo. Col Governatore dello Stato di California Arnold Schwarzenegger, con la città di Los Angeles, con la UNEP (United Nations Environment Programme) e, infine, all’inizio del 2017 con il Cile al quale BYD fornirà autobus elettrici per diverse tratte.

Eppure, in quest’ultimo caso, un pizzico di Italia c’è. A comprare i bus elettrici BYD in Cile è stata Enel Chile, una società controllata dall’italiana Enel. La domanda sorge spontanea: perché in Cile sì e in Italia no? Intanto a essere lungimirante è stato il Comune di Torino, che ha acquistato ben 23 BYD Ebus per rinforzare il trasporto pubblico della città. Sono costati 8 milioni e mezzo di euro e sono in grado di assicurare un’autonomia di circa 300 chilometri trasportando ciascuno 40 passeggeri. Si tratta inoltre di autobus per la cui costruzione è stato utilizzato pochissimo carbonio e possono essere ricaricati completamente per 4000 volte prima di dover cambiare batterie. Un primo passo importante verso la totale mobilità elettrica.

Giornalista economico presso Il Sole 24 Ore, caporedattore economia Quotidiano Nazionale QN, coordinatore Corriere Imprese Emilia Romagna. degliesposti@vaielettrico.it