DHL ha annunciato un piano per portare al 66% la quota di veicoli elettrici nella propria flotta entro il 2030. Un passo decisivo nella strategia di decarbonizzazione del colosso tedesco della logistica.
DHL oggi ha già 39.000 EV in servizio tra furgoni e mezzi per le consegne, pari al 41% del totale. L’obiettivo è arrivare a due terzi della flotta globale con camion e veicoli commerciali elettrici. Una transizione che interessa anche l’Europa e l’Italia, dove il trasporto urbano e dell’ultimo miglio rappresenta un tassello centrale per la logistica sostenibile.

Dalla logistica alle rinnovabili
Per arrivare a questo traguardo – e a quello della definitiva decarbonizzazione delle attività nel 2050 – DHL sta concentrando i suoi sforzi sui tre fronti più impattanti per le emissioni: trasporto aereo, su gomma e gestione degli edifici. Il piano prevede investimenti in tecnologie a basse emissioni, energie rinnovabili e carburanti sostenibili.
“Le nostre emissioni hanno toccato il picco nel 2021” – ha spiegato Toby Groom, Global Head of EV Logistics Solutions – “Per centrare gli obiettivi dobbiamo ridurle in modo mirato e strutturale. Non si tratta solo di acquistare veicoli elettrici, ma di creare infrastrutture energetiche alimentate da rinnovabili che sostengano la transizione senza spostare le emissioni da un settore all’altro.”
Anche aerei e navi sempre più green
Il trasporto aereo rappresenta circa il 68% delle emissioni totali di DHL. Ed è qui che l’azienda sta spingendo sull’uso dei carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF), che oggi coprono il 3,5% del consumo totale di jet fuel.
DHL collabora con Neste e Shell per aumentare la produzione di SAF e spinge per politiche europee più incisive che ne facilitino la diffusione.
In prospettiva, il gruppo prevede un’evoluzione verso aerei a idrogeno o a propulsione elettrica, tecnologie già in fase di test negli Stati Uniti.
La sperimentazione sui carburanti green procede anche nel trasporto marittimo, dove DHL sta testando sui propri mezzi biocarburanti, metanolo e ammoniaca verde.

Camion elettrici, una sfida anche economica
Sul fronte dei camion elettrici, l’azienda riconosce che i costi d’acquisto restano elevati, da due a tre volte superiori a quelli dei diesel. Tuttavia, considera questa fase parte del processo evolutivo naturale.
In Italia, dove DHL è già attiva con furgoni elettrici per la consegna urbana, l’espansione dei mezzi a zero emissioni potrebbe accelerare con la diffusione di colonnine rapide nei centri logistici e incentivi mirati per il trasporto commerciale elettrico, ancora poco diffuso rispetto ad altri Paesi europei.

Oltre ai trasporti, DHL sta rendendo tutti i suoi nuovi edifici carbon neutral, con impianti fotovoltaici, pompe di calore e automazione energetica.
Infine, un’altra area chiave importante è la gestione del fine-vita delle batterie dei mezzi. Attraverso i suoi EV Centres of Excellence, l’azienda promuove progetti di riciclo e riutilizzo dei materiali in ottica di economia circolare, una direzione sempre più rilevante anche per il settore europeo della mobilità elettrica.
- LEGGI anche “Ammoniaca: il carburante quasi perfetto (automobili a parte)” e guarda il VIDEO


