Quando denunciare l’abuso alla colonnina costa il linciaggio sui social

abuso alla colonnina



Vietato denunciare l’abuso alla colonnina. Il mondo discute di crisi energetiche, si preoccupa dei prezzi del carburante fuori controllo e perfino del rischio di fermare traghetti e aerei per mancanza di rifornimenti. Eppure da noi, sui social, quando si parla di elettrico scoppia tutto l’odio represso di chi non vuole prendere atto della realtà. A Nonantola, in provincia di Modena, basta denunciare l’occupazione abusiva nello stallo che ospita la colonnina  e annunciare la segnalazione alla polizia municipale per scatenare il linciaggio. 

Dopo il post “Non si può parcheggiare….”,  l’odio social: “Fatti gli affari tuoi sceriffo”

Maicol, con nome e cognome, pubblica un post nel gruppo Facebook “Sei di Nonantola se” per denunciare l’ennesima auto parcheggiata davanti a una colonnina di ricarica, all’interno dello stallo. Nel suo messaggio, scritto con un tono ironico ma fermo, ricorda ai concittadini che quello non è un parcheggio ma un punto di ricarica, aggiungendo che probabilmente lo sanno benissimo. Annuncia poi di chiamare i vigili, per vedere se l’automobilista ha voglia di tornare a parcheggiare lì.

abuso alla colonnina
Odio social contro chi sceglie l’auto elettrica

La reazione? In gran parte è contro di lui. C’è chi lo invita a “farsi i fatti suoi”, chi lo accusa di voler fare “il leone da tastiera” e ridicolizza la sua “macchinina elettrica”. Qualcuno ironizza sul fatto che faccia prendere una multa, come se segnalare un’infrazione fosse un atto di arroganza. Si cade veramente in basso con i veri leoni da tastiera: «Grazie, sei l’eroe di cui avevamo bisogno!», «bravo hai fatto fare la multina adesso stai meglio e fai la ricarichina alla tua macchinina!».

Milano, ora i No Vax se la prendono con le colonnine

“Ricaricate  a casa, il parcheggio è per la sosta”

L’Emilia, come tutto il bacino padano, è il più colpito dal riscaldamento globale e dalle emissioni inquinanti. Eppure l’odio contro tutto ciò che è sostenibile, dilaga: «Caricatevele a casa! I parcheggi servono per parcheggiare». Come se ricaricare non fosse un diritto: lo scriviamo da anni e neanche una crisi energetica mai vista spinge a un riflessione. Jeromin Zettelmeyer, direttore del think tank Bruegel, dice infatti che «dobbiamo aspettarci dieci anni di alti prezzi del petrolio». L’unico rimedio, se questo scenario si conferma, è investire in rinnovabili e mobilità elettrica.

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Questa storia – ma ogni giorno si leggono decine se non centinaia di post simili – dimostra che la transizione non è solo una questione di infrastrutture o tecnologie, ma soprattutto di mentalità. Servono regole chiare, certo, e più punti di ricarica, ma serve anche rispetto: per chi sceglie soluzioni più pulite e per chi semplicemente chiede che le norme vengano applicate.

  • Trucchi per risparmiare sulla ricariche/Guarda anche il VIDEO di Luca e Valerio

Visualizza commenti (35)
  1. Ma davvero date peso agli scemi che “rispondono” sui social?
    Io li ignoro, da sempre, qualsiasi sia l’argomento!
    Nel merito: il post ci sta’ ma quello che conta è CHIAMARE SEMPRE i vigili!
    Poi ci sono quelli che la “risolvono” coi vandalismi… Spesso più efficaci dei vigili… Seppure socialmente esecrabili.

    1. È quello che penso anch’io vorrei vedere le auto elettriche parcheggiate sulle pompe di benzina per vedere cosa fanno. Altro che impropri tocca andarci armati.

    2. dalle mie parti di auto parcheggiate nelle aree di servizio chiuse ne vedo tantissime, non è vietato anche se trovo l’abitudine molto pericolosa: le ICE ogni tanto si incendiano -tutte le settimane ne leggo nelle cronache- e non è il caso che siano proprio dove ci sono depositi di altri idrocarburi (vicino alle pompe è vietato fumare 🚭.. sempre ! )

    3. semplice perchè sono aree di servizio dedicate. Ai supercharger Tesla nessuno parcheggia giustamente.Fino A QUANDO NON CI SARANNO STAZIONI DEDICATE ci sarà sempre questo problema

  2. Non litigate tra poco il 1 Maggio se non mettono i soldi la cosa si risolve .
    Gasolio a 2,40/2,50€ al litro
    Benzina a 2,10/2,20€ al litro
    Poi non si litiga più tutti a piedi o in bici.
    Chi si muove in elettrico verrà messo in galera sempre se lo prendono e le colonnine verranno presidiate dall’esercito che nel frattempo avrà acquistato le auto elettriche per questioni di sicurezza nazionale !

  3. Alla fine si tratta di capire se lo stallo di ricarica è sotto la giurisdizione comunale o se con la presenza delle colonnine passa al gestore delle stesse. Nel secondo caso sarebbe gestibile come un parcheggio privato con possibilità di applicazione di tariffe di sosta a chi non usa lo stallo per la ricarica .

      1. Ho letto l’articolo 158 e non si cita gli stalli delle colonnine di ricarica. Il comma “o ” parla di stazioni di carburante durante le ore di esercizio. Quindi o è il far west o c’è da valutare la logica delle concessioni comunali. Il comune concede ad un privato, il proprietario delle colonnine, l’uso di terreno pubblico. Quindi il comune sarebbe obbligato, attraverso la polizia comunale, a far rispettare la corretta destinazione della concessione. Ancora di più se il comune, per dare le concessioni, avesse ricevuto un introito

  4. Alessandro D.

    Per essere malvagi… Sarebbe facilissimo fare una legge in deroga, che per esempio per un periodo di qualche anno stabilisce che gli introiti delle multe per occupazione abusiva dello stallo di ricarica vanno interamente al comune, il quale ha facoltà di maggiorarle all’importo massimo a discrezione.

    Vedi che non solo battezzano tutti, ma anche le colonnine spuntano come funghi.

  5. Suggerimento #1 : Evitare di segnalare l’abuso nei posti riservati sui social, tanto è inutile e, come si vede, pure dannoso… ci si espone ai leoni da tastiera

    Suggerimento #2: tutti quanti “noi” che ci teniamo all’uso corretto dei posti riservati limitiamoci ad inviare una comunicazione (W.A. o PEC, secondo canale usato dal comune) con foto del soggetto su cui emettere verbale… chissà che il comune non cominci a farsi i conti sulla necessità di intervenire (visto che molti autovelox sono diventati illegittimi e non più fonte di introiti).

  6. Ma equiparare i punti di ricarica a parcheggio con tariffa che si paghi ipotizzando il costo dei kWh massimi che la colonnina può erogare nel tempo di permanenza per chi vuol parcheggiare e non caricare? Ovviamente da pagare in anticipo senza rimborso se uno lascia il posteggio prima.
    Almeno così gli ausiliari del traffico sarebbero invogliati a passare per controllare e eventualmente fare multe.

    1. 9Scusi, Bob, ma… semplicemente rispettare i divieti di sosta?
      Perché inventarsi cose astruse quando un semplice divieto di sosta dice già tutto?

      1. Sarebbe giusto quello che dici.
        Se però non viene rispettato perché non considerare le tariffe basate sul danno potenziale arrecato?
        Esempio: colonnina AC che eroga 25 kWh in un’ora e ha un prezzo di 0,65 €/kWh, porterebbe a spendere per mezz’ora 7,15 €.
        Tanto, abbiamo capito che basta toccare il portafoglio

        1. Forse mi sono spiegato male: “rispettare i divieti di sosta” è un’esortazione sicuramente rivolta alle persone, ma, dato che ci sono persone menefreghiste, anche e soprattutto alle forze dell’ordine affinché intervengano — mentre purtroppo sappiamo benissimo, anch’io per esperienza diretta (risposta dell’agente di PL: “Non può andare in un’altra colonnina?” 😱😱😱) che non intervengono praticamente MAI — sia spontaneamente che su segnalazione a sanzionare il bast…, ehm, il contravventore.
          E la contravvenzione, come da art. 159 CdS, va sanzionata con multa più rimozione o, in alternativa, blocco del veicolo, così che si trovino a dover pagare la multa più la sanzione amministrativa aggiuntiva.
          Già questa sarebbe una bellissima ‘toccatona’ al loro portafoglio! 😈😈😈

  7. Mario Bonati

    Non avete mai visto a a Striscia la Notizia Staffelli che va ad “attaccare” le cacche a chi parcheggia nei posti dei disabili?
    Stessa identica cosa. Qui elettrico/non elettrico c’entra poco, è una questione di menefreghismo generalizzato

      1. Mario Bonati

        Allora, vediamo se così si capisce meglio: mia mamma aveva il tagliando degli invalidi, ma non aveva la patente.
        Mi è capitato più volte di trovare il parcheggio per disabili occupato da chi non ne aveva diritto, e di farlo notare, prendendomi gli insulti del gentile automobilista.

        La stessa cosa succede con Striscia: quando lo fanno notare, spesso vengono insultati.

        Ora, visto che lei è molto più intelligente di me, mi spiega la differenza?

        P.S. Quando qualcuno non capisce, bisognerebbe sempre porsi la questione: “magari mi sono spiegato male” …

        Grazie.

          1. Mario Bonati

            L’ho omesso, dando per scontato che ci arrivasse da solo, ma EVIDENTEMENTE la sopravvaluto: naturalmente mia mamma era in auto con me …
            Ora, che glielo ho spiegato bene bene, mi spiega la differenza?

            Grazie, gentilissimo come sempre

          2. Alessandro D.

            Ocio Massimo, terreno scivoloso. Se il Nostro è l’accompagnatore di sua madre disabile e senza patente e la sta portando in giro, fosse anche dal parrucchiere, ha tutto il diritto di usufruire dei posti auto riservati.

            Discorso diverso se si avvale del talloncino quando la mamma è a casa. in quel caso avresti ragione tu. Ovviamente non sto nemmeno pensando che sia l’abitudine del nostro amico, ma purtroppo di accompagnatori sanissimi che “fuori servizio” se ne approfittano ne ho visti ohimè a decine.

          3. Caro Alessandro. Non fare il maestrino: so benissimo come funziona la faccenda disabili, anche perchè conosco un paio di amici sanissimi che usano il pass dei parenti per scorazzare nella ZTL di Bologna.

          4. Questo è il classico qui pro quo. Io avevo il pass disabili di mia suocera che era senza patente e lo usavo quando trasportavo lei . Cosa perfettamente lecita con la presenza del titolare del pass

          5. Secondo il mio modesto parere il commento del sig. Mario è pertinente e chi non l’ha proprio capito ma anzi l’ha attaccato con eccessiva acredine è il sig. Massimo.

          6. Lei, come Mario, non afferra una differenza sostanziale: l’odio per l’elettrico è un atteggiamento diffuso. In alcuni casi (vedi Milano) addirittura organizzato. Nulla a che fare con l’esempio degli stalli per disabili.

          7. Mario Bonati

            @Massimo Degli Esposti
            Ok, se vuole fare la vittima a tutti i costi, perché secondo lei sono tutti brutti e cattivi con chi usa le BEV, allora è inutile proseguire.
            Però, ed ho un’esperienza di anni a tal riguardo purtroppo, le posso garantire che non è così. Semplicemente la gente se ne frega degli altri, e parcheggia le auto dove gli fa più comodo.
            Se questo significa creare problemi a un disabile, ad uno che deve ricaricare, o bloccare un passo carrabile, non è un loro problema e se ne fregano.
            Tanto sanno che al 99% se anche uno chiama le forze dell’ordine per far valere un proprio diritto, questi manco escono, anche perché sotto organico, o magari prima che arrivino, loro se ne sono già andati

          8. Mario Bonati

            @Massimo Degli Esposti
            Premesso che non “voglio avere ragione”, sto solo esponendo fatti. Se ci vuole credere bene, in caso contrario a me non cambia niente.
            Per rispondere alla sua domanda, non ho mai visto campagne social, ma vandalismi ai danni degli stalli riservati ai disabili, nei 15 anni circa in cui ne ho avuto bisogno, ne ho visti eccome.
            Naturalmente non ho foto, perché quando è successo mi sono limitato a segnalarlo a chi di dovere.

  8. Ma io non capisco: se fossi un sindaco chiederei una mappa di tutte le colonnine e poi chiederei a un vigile (in bicicletta!) di fare un giro e eventuali multe. Sarebbe win win: se niente multe tutto ok possiamo fare un altro giro tra un mesetto, se molte multe meglio ancora: molti denari per le casse del comune! E dopo un po’ colonnine libere.

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