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Decreto Energia: rinnovabili sprint ed ecobonus auto (entro marzo)

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Ammonteranno a 700 milioni di euro i fondi destinati all’industria dell’automotive per il 2022. Nel testo definitivo del cosiddetto Decreto Energia del 18 febbraio pubblicato in Gazzetta il primo marzo (qui il testo),  gli 800 milioni di euro previsti per quest’anno nella bozza del Consiglio dei ministri del 18 febbraio scorso sono scesi a 700. I decreti attuativi, con le modalità operative, arriveranno entro la fine del mese. Altri 150 milioni di euro vanno a un fondo per sostenere lo sviluppo dell’industria nazionale dei microprocessori. Già definite, intanto, le semplificazioni burocratiche per velocizzare l’installazione di impianti fotovoltaici. 

Per l’industria auto solo 700 milioni quest’anno

Lo stanziamento del fondo a sostegno dell’automotive sarà di un miliardo di euro all’anno a partire dal 2023 e fino al 2030. Il taglio per l’anno in corso tiene conto del fatto che il decreto potrà esercitare i suoi effetti solo a partire da fine marzo, quando arriveranno i decreti attuativi. Disciplineranno le modalità di erogazione degli ecobonus per l’acquisto di veicoli a basse emissioni.

Ogni anno, la cifra messa a disposizione del ministero dello Sviluppo economico dovrà essere divisa, con uno o più provvedimenti del ministro, tra i due grandi filoni di intervento previsti dal decreto: la riconversione dell’industria e gli incentivi all’acquisto di veicoli non inquinanti.

Incentivi auto, importi a scalare e tetto al prezzo

Quanto ai criteri di assegnazione dell’ecobonus non dovrebbero arrivare grosse novità rispetto alle anticipazioni: il contributo massimo per le auto meno inquinanti, quelle elettriche, dovrebbe scendere a 9 mila euro con rottamazione.

A scalare gli importi per le altre due tipologie di vetture (ibride e anche termiche a basse emissioni). L’ecobonus, ma di importi inferiori, dovrebbe riguardare anche l’acquisto senza rottamazione e l’usato.

L’incentivo non dovrebbe riguardare le auto elettriche con prezzo superiore ai 35 mila euro, e le termiche oltre i 25 mila euro. Sarebbe infine previsto un decalage dei massimali nei tre anni successivi.

Rinnovabili, la burocrazia mette il turbo?

Un ampio capitolo del Decreto Energia riguarda poi la semplificazione delle procedure per l’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici, sia sui tetti di private abitazioni,  sia su capannoni e altri edifici, sia a terra su aree dedicate o aree agricole.

L’installazione di solare termico e fotovoltaico su tetto di edifici residenziali privati è considerata manutenzione ordinaria e quindi non sottoposta ad autorizzazioni. Ciò vale anche per le opere funzionali alla connessione alla rete elettrica dei medesimi impianti.

Questo regime semplificato varrà anche per impianti di medie dimensioni (da 500 a 200 kW) realizzati su edifici diversi, per i quali è prevista solo la compilazione del modello unico previsto dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199. Ma le condizioni e le modalità di questa estensione dovranno essere definite da un decreto del Ministero della transizione ecologica, entro il 1° maggio 2022.

Modificando decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, il nuovo provvedimento riduce anche le restrizioni per gli impianti agrivoltaici in continuità con l’attività agricola e pastorale. Meno restrizioni anche per quegli impianti che occupino una superficie complessiva non superiore al 10% della superficie agricola aziendale.

fotovoltaico campi

Meno vincoli anche per geotermico ed eolico off-shore

Entro il 1° maggio 2022 sempre il Mite, con decreto, disciplinerà l’installazione di impianti geotermici, cioè delle sonde geotermiche destinate alla climatizzazione di edifici a pompa di calore e alla produzione di energia elettrica. Dovrà individuare  i casi in cui di applica la Pas (Procedura abilitativa semplificata) e i casi in cui l’installazione può essere considerata attività edilizia libera.

L’autorizzazione  per gli impianti eolici off-shore (in mare) dovrà valere anche per le opere di connessione alla rete. Finquando non verranno individuate le aree idonee, non possono essere disposte moratorie per impianti localizzati in aree non sottoposte a vincoli.

Più in generale, nei procedimenti di autorizzazione per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili su aree idonee,  inclusi i procedimenti per l’adozione del provvedimento di VIA (valutazione di impatto ambientale), l’autorità competente in materia paesaggistica si esprime con parere obbligatorio non vincolante.

decreto energia
Parco eolico offshore di Rampion in Regno Unito

E’ previsto poi un Fondo per la decarbonizzazione e per la riconversione verde delle raffinerie ricadenti nei siti di bonifica di interesse nazionale (Sin). La dotazione è di 205 milioni di euro per il 2022, di 45 milioni per il 2023 e di 10 milioni per il 2024. Il Fondo promuoverà la promozione dei biocarburanti sostenibili utilizzati in purezza.

Infine sono previste agevolazioni sotto forma di detrazioni fiscali per investimenti di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili al Sud. In particolare in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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22 COMMENTI

  1. GLI ANNUNCI SALGONO GLI INCENTIVI SCENDONO
    Ai primi di aprile ci diranno che i soldi a disposizione da 700 diventeranno 600 e ai primi di maggio saranno 500. Ai primi di giugno saranno 400, ai primi di luglio 300. Ai primi di agosto 200 e ai primi di settembre 100. Ai primi di ottobre non ci saranno più soldi e se ne riparlerà per il 2023.

    La realtà è che neanche per marzo si vedrà il becco di un quattrino.

  2. Salve, qualcuno può dirmi se conviene fare un impianto fotovoltaico con aziende tipo Enel x, sorgenia ecc oppure contattare un azienda privata del posto? Enel x mette 3kw e accumulo a 7 e qualcosa..si può trovare di meglio oppure è già buono? Vorrei installare un impianto fotovoltaico ma non ho idea a chi rivolgermi

    • Sarei interessato anche io al riguardo.. magari la redazione potrebbe fare un articolo o una sorta di linee guida, vademecum ecc. senza fare nomi o pubblicità alle aziende, che ne dite?

  3. Ultim’ora: l’incentivo dovrebbe riguardare vetture fino a 45.000 + iva

    Devono avere configurato anche loro la nuova Megane elettrica EV60 techno e si sono spaventati quando hanno visto 48.694 Euroni… 😉

    Fonte: onorevole Cassese diretta FB di qualche ora fa.

    • Speriamo di no, altrimenti diventa di nuovo un bonus per i ricchi. €35000 di tetto significa privilegiare segmento al segmento A e B, dove le EV nelle città davvero servono.

  4. Mi chiedevo se in questi giorni in cui abbiamo assistito a battaglie per la conquista di centrali nucleari in Ucraina con i relativi pericoli di fughe radioattive qualcuno in più sia riuscito a capire qual è il problema con l’energia nucleare.

    • Perchè secondo te esiste un problema con l’energia nucleare?
      Specie poi con le centrali di quarta generazione? Ma conosci l’argomento?

      • Le centrali di 4a generazione non esistono…. a flamanville la centrale 3+ che doveva essere aperta 8 anni fa forse lo sarà quest’anno, con costi di costruzioni quadruplicati. Costi che ovviamente con includono quelli di gestione delle scorie, che ci terranno compagnia per qualche migliaio di anni.

      • Vediamo, 15 anni per costruirle, più di 8 miliardi di euro per la costruzione, dopo 30 anni vanno dismesse e non si sa dove allocarle dopo averle dismesse, ci sono scorie radioattive e non si sa dove allocarle nemmeno quelle…no nessun problema

      • Sì, il problema è che sono pericolose in caso di attentati, guerra, calamità naturali, incidenti… La fantascienza lasciamola a Star Wars. Oltretutto sono inutili perchè esiste l’alternativa delle rinnovabili che oggi non coprono il 100% della produzione di energia solo perchè interessi di parte non vogliono realizzarle e perchè teste di legno come te proprio non vogliono capire.

      • quelle di quinta generazione sono ancora più sicure, resistono a un urto anche di un meteorite di grosse dimensioni (> di 5 km di diametro).

    • È un bonus per immettere nella circolazione una vettura elettrica molto meno inquinante di una termica.

  5. Se è vero quello che scrivete (L’incentivo non dovrebbe riguardare le auto elettriche con prezzo superiore ai 35 mila euro) allora lo possiamo chiamare “Decreto 500-E”.

    • Secondo me può migliorare le cose, magari il costo delle auto si abbassa sotto i 35mila così da poter rientrare nell’incentivo. Avrebbe un duplice scopo: abbassare i prezzi e velocizzare la transazione energetica oltre ad evitare che tutti gli incentivi vadano ad aiutare persone che non hanno bisogno (vedi incentivi per comprare Tesla, audi, BMW,etc…)

      • Quindi tu dici che mentre le materie prime e l’energia stanno aumentando del 200/300% ridurranno i prezzi delle auto? Qualcosa mi dice di no.

    • No dai, non malignamo sempre, ci sono anche altre auto, vedi la Corsa E, la E 208, la E C4… azz, sono Stellantis anche quelle 🙂

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