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Decolla ZeroAvia, il primo aereo a idrogeno

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Primo volo per un altro aereo a propulsione alternativa, in prospettiva un aereo a idrogeno. E’ ZeroAvia che il 23 giugno ha completato il volo inaugurale all’aeroporto britannico di Cranfield. si tratta di un velivolo elettrico ad ala fissa a sei posti. E’ stato sviluppato nell’ambito del progetto HyFlyer sostenuto dal governo britannico. Obiettivo finale è arrivare a produrre aeromobili commerciali a medio raggio a zero emissioni con una capienza fino a 100 posti, alimentati ad idrogeno. 

Altri voli sperimentali seguiranno durante l’ estate con l’obiettivo di testare la nuova versione della sua catena cinematica. Il progetto HyFlyer culminerà in un volo di 250-300 miglia nautiche (NM) dalle Isole Orkney in Scozia.

Entro il 2023 un aereo a idrogeno da 20 posti

ZeroAvia sta sviluppando un sistema di propulsione a celle a combustibile per aeroplani. La società con base in Californa vuole fabbricare un aereo a idrogeno da 10 a 20 posti da mettere sul mercato entro tre anni. Modelli più grandi da 50 a 100 passeggeri dovrebbero arrivare entro la fine del decennio. Voli con oltre 200 posti e un’autonomia di oltre 3000 miglia (5.556 chilometri) sono l’obiettivo per il 2040.

L’idrogeno elettrico, si legge in un comunicato, offre lo stesso potenziale di zero emissioni della batteria elettrica, «ma ha un rapporto energia-peso molto più promettente, rendendolo praticabile per operazioni commerciali su scala molto più ampia e in un arco di tempo più breve». Inoltre, «si prevede che il gruppo propulsore idrogeno-elettrico abbia costi operativi più bassi a causa dell’elevato costo del ciclo della batteria nei tipici velivoli regionali ad alto utilizzo».

Perchè è vincente l’aereo a idrogeno

Il fondatore e Ceo di ZeroAvia Val Miftakhov ha spiegato in questo articolo per la rivista Forbes le ragioni per le quali la tecnologia dell’idrogeno trova nell’aviazione la sua applicazione di maggior successo.

ZeroAvia non ha ancora fornito dettagli tecnici sull’aereo a idrogeno FC: come sarà la struttura dell’unità, l’integrazione nella fusoliera, l’ubicazione dei serbatoi o i dati sulle prestazioni. D’altra parte, ZeroAvia riferisce che recentemente è stata messa in funzione un’infrastruttura di rifornimento di idrogeno all’aeroporto di Cranfield. La società ha frattanto completato una serie di simulazioni di volo a terra con piena potenza per i voli a idrogeno a lunga distanza.

E i due partner sviluppano la filiera

Il progetto coinvolge due partner. Il Centro europeo per l’energia marina (EMEC), che è responsabile dello sviluppo dell’infrastruttura di produzione e rifornimento di idrogeno. L’ Intelligent Energy, che sta sviluppando una tecnologia a celle a combustibile  con membrana a scambio protonico (PEM), per clienti nei settori automobilistico, aerospaziale, generatore, telecomunicazioni, movimentazione dei materiali).

«Il volo di oggi è l’ultimo di una serie di pietre miliari che avvicina alla realtà la possibilità di un volo a zero emissioni», ha dichiarato Val Miftakhov. «Vogliamo tutti che l’industria aeronautica ritorni dopo la pandemia su una base solida per essere in grado di passare a un futuro zero netto, con una ripresa verde. Ciò non sarebbe possibile senza opzioni realistiche e commerciali per il volo a zero emissioni, qualcosa che introdurremo sul mercato già nel 2023».

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2 COMMENTI

  1. Speriamo al più presto, almeno dopo dagli aerei potremo chiamarle vere scie di condensa non come adesso scie chimiche…….

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