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Daze, dalla ricarica automatica alle wallbox intelligenti

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Daze

Due giovani neo laureati con l’idea di semplificare la ricarica delle auto elettriche e un ambiente ideale per fare impresa, come la Bergamo di Brembo e del Kilometro Rosso. Il risultato è Daze Technology, la vera novità della ricarica Made in Italy.

Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni, i due ingegneri che hanno fondato Daze nell’agosto 2016.

I due giovani, oggi trentenni, si chiamano Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni. La loro avventura imprenditoriale inizia subito dopo la laurea in ingegneria elettronica, nel 2016, con il progetto di un sistema di ricarica automatico. Oggi il progetto è diventato un prodotto, Daze Plug. E’ una piattaforma a pavimento che “sente” il veicolo posteggiato e si connette automaticamente alla presa collocata sotto il pianale.

Daze Plug a bordo di una supercar italiana ?

Sedici secondi per l’aggancio e l’avvio automatico della ricarica, 6 secondi per lo sgancio a fine operazione, zero interventi dell’utente. Ci sono voluti due anni per svilupparlo e trasformarlo nel prototipo funzionante presentato al CES di Las Vegas nel gennaio 2018. E un altro per metterlo a punto col supporto di BMW. Oggi Daze lo sta adattando per la prima applicazione commerciale che riguarderà un modello di hypercar elettrica  di una blasonata casa automobilistica italiana. Sarà un’applicazione rivoluzionaria perchè la nuova auto sportiva a batterie non avrà il tradizionale caricatore di bordo per la ricarica in corrente alternata, ma potrà essere caricata solo in corrente continua.

Questa soluzione, già ipotizzata da alcuni costruttori cinesi, consente di alleggerire le autovetture di alcune decine di chili. «Riteniamo che nei prossimi anni molti costruttori di auto ad alte prestazioni smetteranno di dotare i loro modelli di on board charger» ci dice Andrea Daminelli motivando la scommessa di Daze. E non solo per risparmiare sul peso e sui costi.

Daze scommette: ricarica DC anche a casa

«Noi _ aggiunge _ pensiamo soprattutto all’ecosistema domestico, che ruoterà attorno a tre dispositivi accomunati dall’utilizzo della corrente continua: generazione fotovoltaica, accumulo statico di energia e auto elettrica. La ricarica in DC risponde all’esigenza di facilitare il dialogo dell’auto con la casa in proiezione V2H e V2G».

Daze Plug ha collezionato premi, tra i quali la “call for ideas di Enel X” del 2019.  «Ma abbiamo capito in fretta che i tempi per un impiego industriale sarebbero stati lunghi» prosegue Daminelli. A quel punto lui e Zenoni hanno sfruttato le conoscenze acquisite per entrare nel mercato B2C della ricarica privata, domestica o aziendale, con una gamma di wallbox. «La spinta è venuta dalla partnership con Engie EPS che ci ha permesso di sviluppare e industrializzare Daze Box. Da questa è poi derivata Easy WallBox, il dispositivo di ricarica domestica abbinato a tutti i veicoli elettrificati del gruppo FCA e realizzato su nostre specifiche».

Quale sarà il prossimo passo?

L’abbiamo già compiuto in verità: da poco più di una settimana abbiamo attivato un nostro e-commerce rivolgendoci direttamente ai clienti privati. Dal nostro sito è ora possibile acquistare il dispositivo per la ricarica domestica e nei parcheggi privati, alcuni accessori come il totem per distanziarlo dal muro, il cavo connettore per la ricarica pubblica con presa tipo 2, accessori per installazione semplificata del power managment come il cavo di segnale.

Quali sono le caratteristiche distintive della vostra Daze Box?

E’ nata con le specifiche dal progetto FCA, quindi a un prezzo accessibile. Ci siamo concentrati sul design, sul cavo integrato e sul sistema di power managment già integrato nella wallbox.

Con Daze Box a casa bastano i 3 kW

daze

Quali sono i vantaggi?

L’utente non deve preoccuparsi di inserire timer o regolare la potenza di carica. Può attaccare l’auto e dimenticarsene anche se in casa ha la potenza minima di 3 kW. A modulare la carica senza rischi di sovraccarichi e distacchi , infatti, ci pensa la wallbox.  Penso che siamo gli unici in Italia ad offrire un prodotto del genere.

Poniamo che un cliente compri Daze Box on line: poi chi la installa? avete una rete di installatori?

Stiamo cercando di crearla. Per la Lombardia e le aree limitrofe sì; per le altre aree in questa fase ci limiteremo a consigliare un installatore vicino.

I prezzi?

Daze Box costa 799 euro, i cavi di connessione 200 euro 

Nel parcheggio sperimentale di Mirafiori realizzato da FCA, Engie EPS e Terna voi avete sviluppato e industrializzato le 35 colonnine con 70 punti di ricarica in Dc da 50 kW. E’ un settore nuovo per voi: avete intenzione di entrare anche sul mercao delle colonnine pubbliche?

No. Noi siamo nati con la missione di realizzare soluzioni innovative per semplificare la ricarica privata. Per questo come azienda siamo molto sbilanciati sul settore ricerca e sviluppo, cecando di intercettare le nuove tendenze dell’ecosistema della mobilità elettrica.

Wall29ox su misura per condominio e azienda

Quali sono, secondo voi, i nuovi trend?

Pensiamo che nei prossimi anni si svilupperanno soprattutto le ricariche condominiali, in parcheggi pubblici e condivisi e nei parcheggi aziendali; quindi in luoghi aperti, dove sarà necessario prevenire atti vandalici e ricariche abusive. Entro novembre termineremo i test di un nuovo prodotto  ad hoc, più robusto, in metallo anzichè in plastica, con prese tipo 2 e Tipo 1 e senza cavo integrato, dotato di una chiavetta che ne permette l’attivazione ai soli proprietari. 

Permetterà anche un uso condiviso, con riconoscimento dell’utente e contabilizzazione separata dei prelievi?

Per il momento no. Presto però saremo in grado di mettere sul mercato un versione attivabile con carta Rfid che abiliterà anche un uso condiviso. Tutte le nostre wall box sono già in grado di misurare i prelievi.

Che altre novità vede all’orizzonte della ricarica domestica?

Daze sta ragionando sulla ricarica in corrente continua, non solo per i nostri sistemi automatici, ma anche per le wall box. Anche per le auto che non saranno dotate del connettore automatico, infatti, si apre la prospettiva di integrazione fra generazione fotovoltaica, accumulo statico e batteria auto in sistemi V2G e V2H per condomini e aziende, oltre che per le abitazioni indipendenti.

Ricarica automatica, sarà standard?

Tornando al sistema Daze Plug, non crede che si debba arrivare a uno standard condiviso?

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Ritengo che si debba inevitabilmente procedere per gradi. Quando ideammo quella soluzione, pensavamo che il nostro sistema potesse essere un kit da installare after market. In realtà implica modifiche al veicolo che richiederebbero una nuova omologazione e problemi con la garanzia. Anche la predisposizione della presa di serie richiede riprogettazione di componenti, test e procedure che non durano meno di due anni. Perciò ci stiamo concentrando su progetti specifici, con singole case automobilistiche che stanno sviluppando nuovi veicoli per i quali Daze Plug può rappresentare un valore aggiunto, da utilizzare solo per la ricarica domestica e senza rinunciare alla presa laterale per la ricarica pubblica. Il problema dello standard si porrà fra qualche anno se il sistema si diffonderà e si renderà necessaria la compatibilità su tutta la rete  

LEGGI ANCHE: La ricarica in condominio: come fare, con che sgravi

12 COMMENTI

  1. Non male, però costicchia….diciamo che in commercio si trovano altre wallbox da 399 sempre entro il range dei 3 kW…quindi non è fra le più economiche…con un cavo da 5 mt mi da 679 € sul loro sito.

    • Sì, ma non confondere le WB cinesi (o la Elli versione super base) con questa che ha di serie la gestione flessibile del carico sul contatore, come fa Zappi.
      Se il prodotto è veramente made/manufactured in Italy e non solo “designed”, la cifra secondo me è corretta.

      • Guarda in realtà sono interessato alla Daze proprio perché italiana, sperando appunto offra una certa sicurezza come qualità. Anche perché non faccio molti km giornalmente (in tempi normali…in tempo di COVID zero dato che sono a casa in Smart Working) non ho particolari esigenze e mi va bene rimanere col contratto da 3,4 kW che ho ora. Quindi la sto proprio prendendo in considerazione.

  2. “non avrà il tradizionale caricatore di bordo per la ricarica in corrente alternata, ma potrà essere caricata solo in corrente continua, a 7 kW in monofase e 22 kW in trifase”
    Evidentemente c’è un refuso : per favore sistematelo .
    Grazie

  3. La ricarica a 2,7kW in modo2 domestica (easy wallbox) è una soluzione altamente pericolosa e che è causa in tutto il mondo di incendi. Infatti far passare più di 2 kW per 5-8 ore da una presa installata in garage o in giardino da chissà chi, chissà quando, e senza la supervisione di un installatore professionista, non è una idea innovativa ma creerà grossi problemi a FCA. In Gran Bretagna è già oggi illegale.

    • Easy wallbox in modo 2 ricarica ad amperaggio ridotto proprio per evitare i rischi che lei sottolinea. Solo una volta correttamente installata con connessione dedicata può ricaricare ad amperaggio nrmale quindi a 2,7 kW

    • Dopotutto per installare una wall box correttamente servono solo cavi dimensionati correttamente direttamente collegati ad un interruttore magnetotermico anch’esso dimensionato per il massimo assorbimento di corrente della wall box il tutto collegato il più vicino possibile al contatore enel.

      Non ci vuole un genio.

  4. “penso che siamo gli unici in Italia ad offrire un prodotto del genere” (cit.)
    direi di no
    esiste PRISM di Cartender,che ho installato e perfettamente funzionante a casa mia, con caratteristiche anche superiori: gestisce in modo integrato ed automatico la produzione da fotovoltaico, con eventuale batteria di accumulo, e l’assorbimento di energia dalla rete pubblica.

  5. Interessante la prospettiva di ricarica in DC per chi ha il fotovoltaico, così da gestire la macchina come una vera e propria batteria di accumulo, senza però buttare i soldi in una batteria di accumulo domestica. Non ho però idea di quanto costi un inverter AC-DC per non far fare il lavoro a quello interno nella macchina e che efficienza abbia… comunque positivo il fatto di bypassare le limitazioni dei dispositivi integrati e buttare in batteria tutto quello che offre il FV ed oltre dialogando direttamente con il BMS

  6. AC = Avanti Cristo
    DC = Dopo Cristo.

    Scherzi a parte PC portatili, Tabblet, smartphon sono tutti in DC.
    Il primo passo sarebbe togliere il caricabatteria dalle auto e venderlo come optional esterno.
    Chi ha 2 EV è infatti inutile che acquisti 2 CB…. Me ne basta uno.

  7. Auto senza l’AC… scelta coraggiosa. Le batterie sono DC nativamente, l’AC é un male necessario. Per una supersportiva sono d’accordo con loro ma prima di arrivare ad avere solo il DC serve una nuova categoria di prodotti. Il trifase é ovunque e convertire 22kw in DC costa decisamente troppo per ora.

    La wallbox per me é competitiva anche se per 3kw continuo a non essere convinto.

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