Dateci le tariffe francesi e vedrete l’auto elettrica anche da noi come si vende. Un lettore fa il confronto tra le ricariche, concludendo…Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Dateci le tariffe francesi: 0,39 nelle ricariche da 50 kW

“Vedo che fate spesso confronti con la situazione dell’auto elettrica in Francia: là si vende tot, da noi infinitamente meno. Sul tema ho visto richiamato un vostro recente articolo su Linkedin. Poi, scorrendo, mi sono imbattuto in un altro post su una stazione di ricarica Ionity a Gevrey-Chambertin. In autosrada (A31), dove di solito paghi di più anche la benzina! E ho notato subuto due cose nelle fotografie che accompagnano il post. La prima: bene in evidenza, all’ingresso della stazione, ci sono esposti i prezzi delle varie potenza di ricarica, cosa che da noi ti sogni. La seconda: i prezzi sono molto migliori delle nostre stazioni che forniscono potenze simili. Siamo a 0,62 per le colonnine da 200 o 350 kW e a 0,39, udite udite, per le DC da 50 kW. Da noi manco nelle AC meno più lente trovi da ricaricare a 0,39. E allora la differenza tra noi e la Francia è tutta qui: prezzi esosi da noi e molto più appetibili da loro. Tutto il resto sono chiacchiere“. Walter Tonioli
Confronto impari non solo con la Francia, in tutta Europa…

Risposta. È un gatto che si morde la coda. Le tariffe da noi sono alte perché le sessioni di ricarica sono poche, essendo poche le auto elettriche. Ma fina a quando le tariffe restano esose l’auto elettrica non si vende. E il governo, tutto preso dalla partita di gas e petrolio, se ne disinteressa. Evitando di investire su quello che potrebbe contenere il prezzo della materia prima energia, ovvero uno sviluppo serio della produzione da rinnovabili. E così chi va all’estero si preoccupa di riempire la batteria prima di rientrare in Italia, come i vecchi frontalieri della benzina. Peraltro non è solo con la Francia che il confronto è impari: come abbiamo ricordato in un recente articolo, siamo i più cari dell’Europa continentale (grafico qui sopra).
- Tempo di scooter elettrici: Silence S02, autonomia 140 km e batteria trolley / VIDEO-TEST


Già scritto in più di un post, sapere il prezzo dell’ energia alla colonnina in Italia è pari al mistero di Fatima. Inoltre se si vuole inventare l’elettrico ci vogliono prezzi promozionali dell’ energia e possibilmente non fatti con i soldi dei cittadini, tipo incentivi auto EV
Ma se chi gestisce la rete è una società quotata in borsa e che quindi deve fare utili, come possiamo pensare che farà l’interesse collettivo?
In realtà, con abbonamento di 16,99€ al mese, io pago la Ionity 39cent anche in Italia con ricarica a 350kW. Il problema è che, a meno di non fare svariati abbonamenti moltiplicando i costi fissi, si è poi obbligati a fermarsi solo alle Ionity e non si possono sfruttare i vari Atlante, Ewiwa, FreeToX, ecc. Con ricariche ad alta potenza ampiamente disponibili, se ne può usare poi solo una minima parte, ossia quelle dell’operatore con cui si è fatto l’abbonamento. Secondo me è questo il vero problema. Non è possibile una differenza mediamente del 50% fra tariffe con e senza abbonamento
La Francia ha il nucleare. Da noi l’italiano medio è nimby, vuole tutto purché non dia fastidio a lui.
— oggi con un mix di rinnovabili di grande taglia e accumuli di energia ottieni rapidamente energia stabilizzata h24 a circa 50-100 €/MWh, e in futuro è previsto sarà ancora meno, circa 30-70 €/MWh
— come spiega anche Terna, sono costi inferiori all’elettricità da centrali a metano, che invece sta sui 100-160 €/MWh e ci condiziona il prezzo alto elettricità in Italia
— invece un ipotetico nucleare di nuova costruzione in Europa avrebbe l’elettricità più cara in assoluto, fuori mercato, secondo gi analisti a circa 160-240 €/MWh, cioè più caro delle già care centrali a metano
— è diverso il caso delle centrali vecchie Francesi anni 70 e 80,
quando costava molto meno costuirle, e quando la costruzione era stata ampiamente sovvenzionata dallo Stato tramite altra tassazione pubblica sui contribuenti oppure debito pubblico; oggi la loro elettricità, se consideri solo i costi di manutenzione e rifornimento, è vendibile a un costo apparente basso, circa 70 €/MWh..però è non è il costo vero, la bolletta elettrica è solo un acconto.. è “finanza creativa” che nasconde le spese nel bilancio pubblico invece che nelle bollette
è come pagare giusto la benzina per usare l’auto vecchia e già pagata dal nonno.. la sui finché va.. ma se dovessi ricomprala nuova oggi ci penseresti due volte.. per questo In Spagna dismetteranno le centrali vecchie senza poi farne altre nuove.. e per questo nel mondo in generale le installazioni di nuove centrali sono da tempo percentualmente pochissime, una piccola e costosa nicchia di mercato
== grafico
costi aggiornati al 2024 delle varie fonti di energia stimati in modo specifico per l’Europa dagli analisti del Fraunhofer Institute, l’immagine è presa dal report completo di dati e calcoli, disponibile sul loro sito:
https://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/studies/cost-of-electricity/jcr:content/contentPar/sectioncomponent/sectionParsys/imagerow/imageComponent1/image.img.4col.large.png/1728050961342/Levelized-Cost-of-electricity-2024.png
== grafico
costi stimati del 2023 dei noti analisti economici Bloomberg (link a una pagina del giornale Guardian) per diverse aree geografiche del mondo, notare i costi in Europa sono strutturalmente più alti che in Oriente:
https://i.guim.co.uk/img/media/087f87dc3632acedfe3190f014b4f0e84c5b26a1/0_0_902_801/master/902.jpg?width=1140&dpr=2&s=none&crop=none
…. c’è anche una verifica sul campo:
la centrale nuculare di più recente costruzione in Europa, è quella di Hinkley Point C in Inghilterra da 3,2 GW, è in costruzione da una vita, sta costando oltre 80 miliardi € ( stima ufficiale provvisoria di EDF, 54 miliardi + oneri finanziari); non è un “caso sfortunato”, la sua gemella nel sito Sizewell, secondo il piano di finanziamento del governo inglese, ne costerà altri 80-90 o più altri miliardi, e altri costi esagerati si sono visti in America nella costruzione dell’impianto di Vogtle
in dettaglio di questi 80 miliardi per Hinkley point C, circa 20 li hanno persi a fondo perduto durante la costruzione EDF (come penale) e lo Stato Inglese (prestiti a interessi agevolati a lunga scadenza, facendo due conti sono soldi in pratica regalati); la quota rimanente non sovvenzionata, verrà ripagata vendendo elettricità a 160 €/MWh.. che è già non conveniente
.. escludendo la sovvenzione (in questo caso moderno parrebbe limitata a solo circa un 20% del costo di installazione), siamo a un costo complessivo di 200 €/MWh; poi mancano ancora le spese per la gestione scorie e lo smantellamento finale, per questo Bloomberg arriva a stimare anche 300 €/MWh
Copia incolla di propaganda antinucleare. Siamo al livello di novax e terrapiattisti. L’unico mix che funziona scientificamente è nucleare x baseload + solareFV/eolico per picchi con poco accumulo
Certo Mauro. Il suo copia incolla funziona “scientificamente” se il buon Dio si decide a mandarci sole e vento nei momenti di picco della domanda.
— ci sono centinaia di pubblicazioni scientifiche recenti con simulazioni di mix 100% rinnovabili, per es. questa calcola che i mix rinnovabili per ogni nazione europea comporterebbero un ottimo basso prezzo elettricità all’ingrosso di 30-70 €/MWh ( 3-7 cents al kwh):
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0196890425009239
— gli addetti ai lavori inoltre spiegano che i mix rinnovabili sono INCOMPRATIBILI per motivi tecnici ed economici con l’obsoleto e costoso nuculare, che se fosse aggiunto ai mix anche in piccole quantità farebbe alzare notevolemente il prezzo elettricità.. qui è spiegato in modo comprensibile da un ricercatore del CNR esperto di simulazioni di mix energetici:
https://www.greenreport.it/editoriale/59523-eclisse-nucleare-come-rinnovabili-accumuli-e-flessibilita-rendono-obsoleti-gli-schemi-energetici-del-secolo-scorso
di “energia nucleare” @Marco ne abbiamo tantissima da anni in Italia… basta considerare quanta fornitura ci fa EDF: nel 2025 abbiamo avuto importazioni medie orarie di circa 2,7 GWh , per coprire circa il 10% della domanda elettrica nazionale … Quindi…. abbiamo già energia elettrica da nucleare, senza che ci costi uno “sprodondo rosso” 📉 nei bilanci pubblici per costruire “nostre centrali” (comunque realizzabili solo importanto tantissimi materiali e tecnologie).
In Europa dobbiamo soltanto lavorare sull’inter-operabilità delle reti e massimizzare tutte le forme di accumulo (non solo BESS, visto che alcune nostre tecnologie a CO2 o a “Sabbie calde” le abbiamo esportate pure in USA). Magari intanto dovremmo copiare i vicini svizzeri con la loro mega batteria di flusso (che è certamente molto più veloce ed economica da realizzare.. e soprattutto più sicura ed accettabile anche dai famigerati “nimby”):
https://www.swissinfo.ch/ita/soluzioni-climatiche/la-svizzera-costruisce-la-pi%C3%B9-potente-batteria-a-flusso-redox-al-mondo/91235535
Qualche altra considerazione Marco…
Le centrali nucleari in Spagna producono il 20% del loro fabbisogno… ma non sono state in grado di compensare i due contemporanei fenomeni di sbilanciamento della rete poiché sono troppo lente nella reazione (infinitamente meglio avere accumuli, che reagiscono quasi istantaneamente)… ed oltre tutto “moderare” le centrali quando producono inutilmente (per esubero di energia in rete) ha un costo molto elevato, quindi meglio averne in quota marginale (e soprattutto se le hanno paesi vicini… cui facciamo “un favore” ad alleggerire i loro esuberi)
le centrali nucleari ci metteremo comunque decenni a costruirle anche partendo domattina (pure gli SMR non sono così “rapidi” da costruire altrimenti in USA ne avrebbero già fatti tanti..ed invece ricorrono a F.E.R. nonostante l’opposizione totale del governo Trump).
Altro: nonostante sia dagli anni ’80 che abbiamo fermato il nucleare in Italia stiamo ancora “impazzendo” sia per trovare location per il famoso deposito definitivo delle scorie italiane (che ancora NON esiste) ma anche stiamo ancora cercando collaborazioni per smantellare le vecchie centrali esistenti, viste le problematiche esistenti
https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/energia_energie/2026/05/05/accordo-sogin-nda-per-smantellamento-reattori-nucleari-a-grafite_eaae07e3-dd63-46f4-8481-d6965517ce75.html
https://energiaoltre.it/accordo-tra-sogin-e-linglese-nda-per-lo-smantellamento-dei-reattori-nucleari-a-grafite/
Se vuoi avere energia economica “da domani mattina” comincia a tifare di più per le F.E.R. 😉
@Marco : il nucleare in Francia non è cosí importante come in passato, vedremo
se verranno prese decisioni concrete dopo il recente proclama filoatomico del premier https://www.vaielettrico.it/macron-rilancia-il-nucleare-e-la-ue-applaude/
Credo che non ci sia nessun gatto masochista, ma una precisa scelta politica da parte del governo e delle aziende parastatali che in questi anni hanno cercato di ricreare un monopolio; magari installando colonnine ovunque con fondi del PNNR, senza poi preoccuparsi di attivarle o mantenerle e, ove funzionanti, tenendo artificiosamente i prezzi alti.
Finché avremo un governo incredibilmente contrario alle rinnovabili, e certa opposizione pure (sono passati da Beppe Grillo che aspirava lo “scarico” di un veicolo a idrogeno a essere no-eolico no -pale no-tutto), cosa vogliamo fare? Che poi Confindustria non sia la prima a pretendere più impegno su questo tema significa che non sono veri imprenditori ma semplicemente dei puppa-incentivi e puppa-cassaintegrazione
Ciao Walter hai perfettamente ragione, ma la situazione che tu hai inquadrato riguarda coloro che non hanno la possibilità di caricare a casa. In Italia il 70% dei possessori di case (che non sono pochi) possiede un posto auto, pertanto potenzialmente ha l’opportunità di caricare a casa, dove si possono sfruttare tariffe da 20 ai 29 centesimi, che sono assolutamente concorrenziali con benzina e diesel. Però quando parli con costoro e gli illustri tutti i pregi dell’auto elettrica, ti prendono per stupido o per folle.
Penso che le ricariche in Italia siano care per una volontà politica di frenare l’elettrico. Anzitutto pesano gli alti oneri di sistema sulla ricarica che non trovano riscontro negli altri paesi. Poi ci sono pochi grandi player che hanno un management deciso a livello governativo. E ci siamo capiti.
Non ne sono così convinto.
Tariffe di ricarica più basse sicuramente sarebbero comunque benvenute, è ovvio, ma, considerando anche il fatto che ad oggi il fattore più importante per passare all’auto elettrica è la possibilità di ricaricare a casa, c’è un groviglio di tanti altri fattori strutturali e culturali che frenano la diffusione dell’auto elettrica:
— il differenziale di costo con le auto termiche ancora elevato, in riduzione, certo, ma troppo lentamente;
— ormai 20 anni di perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, cresciuti molto più lentamente che negli altri paesi d’Europa;
— centri storici e interi comuni “storici” ovviamente non a misura di automobile e dove quindi la coesistenza con le automobili è da sempre difficile;
— periferie residenziali mal concepite, con palazzoni senza garage dove si litiga per parcheggiare in strada e dove occorrerebbero alti numeri di colonnine a bassa potenza e a prezzo appena superiore a quello domestico per stimolare il passaggio all’auto elettrica;
— condomini con rimesse comuni difficili da equipaggiare con punti di ricarica a causa di impianti obsoleti e intricate questioni burocratiche e di sicurezza;
— il culto italico del motore con tutte le sue implicazioni socio-psicologiche;
— la resistenza al cambiamento a tutti i livelli, dal singolo cittadino alle imprese e alle istituzioni, ecc.
..Spagna ragazzi.. la Spagna picchia come un fabbro con bassi prezzi elettricità.. e ci a messo una manciata di anni a ottenerli
mappa dei prezzi all’ingrosso nazioni europee media del 2026:
https://energy-charts.info/charts/price_average_map/chart.htm?l=it&c=IT&interval=year
Spagna 45 € / MWh
Italia 126 € / MWh
ho letto di essere in compagnia a chiedere norme per facilitare 15-20 GW all’anno realistici di nuove installazioni rinnovabili in Italia, invece dei 7 GW attuali; abbinati a corrispondenti installazioni di accumuli BESS, almeno 12 GW-h all’anno
iniziano timidamente almeno a parlarne anche in politica, persino Orsini di Confindustria temendo il linciaggio dei suoi associati ha fatto una inversione a U sul tema rinnovabili passando da detrattore ad alfiere.. però con questo governo è ancora tutto bloccato
Mi sbra siano le regioni, soprattutto a sinistra, nonché i vari verdi e comitati, “no a tutto”, che bloccano gli impianti già autorizzati. Ma va bene buttarla in cacciare contro il governo a prescindere. Per me il problema rimangono i costi di acquisto e macchine mediocri per i
prezzi attuali.
magari sei tu molto “distratto”, e che la butti in caciara perchè politicizzato pro-governo
— PD e AVS (verdi)
sono apertamente a favore delle rinnovabili, anche i grandi impianti
— M5S
sono ambigui sul tema, e specie in Sardegna contrari ai grandi impianti, purtroppo assecondano la campagna di disinformazione contro le rinnovabili portata avanti con costanza maniacale sull’Isola da tanti anni da Forza Italia tramite il giornale e la TV regionali
— FDI, FI, LEGA,
sono fieramente e beceramente contro le rinnovabili e pro metano e finta fiaba nuculare
Nel 2024 era in arrivo anche in Italia come nel resto del mondo una grande onda di richieste di autorizzazioni per nuovi grandi impianti rinnovabili finanziati da investimenti privati, onda dovuta ai prezzi scesi degli impianti, tanto che si sono accumulati in coda 300 GW di progetti di nuovi impianti che chiedono di essere valutati, visibili sul portale Econnextion di Terna:
https://dati.terna.it/econnextion
Questo governo di Traditori della Patria, invece di semplificare la burocrazia, ratificando le normative Europee come richiesto, è corso invece a proteggere gli interessi e i dividendi di ENI, scrivendo decreti per ostacolare le installazioni rinnovabili, ha quasi vietato nuove installazioni, tramite i decreti:
– Decreto Agricoltura
– Decreto aree idonee
– Testo unico e correzioni successive
— gli impianti di taglia grande devono essere autorizzati ai Ministeri del governo Mase e Mic, dove invece vengono tenuti fermi 5 o più anni e spesso bocciati o autorizzati con il contagocce.. vergogna..
— gli impianti di taglia media devono essere autorizzati in Regione, ma anche qui si è scatenato il caos a seguito del Decreto Aree Idonee e successivi scritto in modo sabotante, che hanno permesso alle Regioni di mettere una serie di vincoli non presenti prima nelle direttive generali, e modificando le norme ogni pochi mesi; questa mancanza di chiarezza scatena la competizione a lilvello locale tra assessori anche di più colori politici (ma soprattuto i soliti) a chi si mostra più contrario per ottenere più visibilità
NB: Puglia, Sicilia, Lazio, Campagnia, Basilicata, etc stanno accogliando molti progetti rinnovabili;
è la Sardegna ad essere un caso particolare, per i motivi accennati sopra;
..e il governo ci marcia per fare scaricabarile.. per esempio se il mistero MIC non avesse settimana scorsa furbescamente bocciato una serie di impianti per la Sardegna, la Regione non avrebbe potuto opporsi agli stessi impianti poi in Consiglio dei ministri, invece ora si prenderà la colpa