Daniele: “22.000 km in Tesla Model Y: la mia verità sui lunghi viaggi”

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Daniele viaggia in Tesla Model Y da poco più di 10 mesi ma ha già percorso 22.000 km e si è fatto un’idea precisa di vantaggi e svantaggi della tecnologia a batterie. Oggi la condivide con noi.

Non c’è paragone: guidare quest’auto è una vera gioia

Tesla Model Y
La battuta di Daniele: “Non c’è paragone”

                                              di Daniele Menegaldo 

Ho percorso i primi 22.000 km con una Tesla Model Y Long Range a trazione posteriore, consegnatami tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2025. Ho maturato questo chilometraggio sia nel tragitto quotidiano casa-lavoro sia durante tre grandi viaggi attraverso l’Europa, affrontati per mettere alla prova la vettura e la tecnologia Tesla nelle condizioni più diverse.

Guidare quest’auto è una vera gioia. È comoda anche per una famiglia di quattro persone e offre un’abitabilità eccellente: noi genitori siamo entrambi alti più di 1,85 m e i nostri figli, di 9 e 12 anni, superano già 1,50 m. Lo spazio a bordo è generoso: sui sedili posteriori si viaggia comodi e senza alcuna sensazione di costrizione. Nei lunghi tragitti mi alterno alla guida con mia moglie; capita spesso che uno dei ragazzi si sieda davanti, mentre chi non guida riposa dietro.

In tutti questi chilometri, la Tesla Model Y si è dimostrata una vettura precisa, affidabile e senza il minimo problema meccanico o di funzionalità.

Daniele, moglie e i due figli durante la vacanza in Portogallo a bordo della loro Tesla Model Y

Autonomia e strategia di ricarica: la teoria e l’uso reale

La prima precisazione riguarda la differenza tra i dati dichiarati e l’esperienza reale. A fronte di un’autonomia omologata superiore ai 600 km, quando carico la vettura al 100% in AC (corrente alternata) prima della partenza, il display indica circa 530 km.

Durante i viaggi, però, la mia strategia di ricarica cambia:

  • In viaggio (Supercharger/DC): carico la batteria al massimo fino all’80-85%. Soltanto una volta in tutto questo tempo l’ho spinta fino al 95%. Caricare al 100% in DC è del tutto inutile e antieconomico in termini di tempo, dato che oltre il 60-70% la potenza di ricarica cala drasticamente per proteggere la batteria. Fermandomi all’80-85% riesco a viaggiare in modo fluido e senza alcuna perdita di tempo.
  • Margini di sicurezza e scarica: non amo viaggiare al limite. In tutti i miei grandi spostamenti sono sceso sotto il 20% di carica solo tre volte:
    1. La prima per fare un test controllato durante il primo viaggio.
    2. La seconda (non per scelta) in Portogallo, arrivando al 10% per raggiungere un Supercharger.
    3. La terza durante il viaggio di rientro dal Portogallo. A causa di un grave incidente sull’autostrada ligure, sono rimasto bloccato per 3 ore e mezza in una coda immobile, impiegando 6 ore e 42 minuti per percorrere appena 301 km. Nonostante l’imprevisto e i tempi estenuanti, ho raggiunto una stazione di ricarica tra Pavia e Milano con circa il 16% di batteria residua, senza alcuna ansia da ricarica.
  • Ritmo di viaggio: Le mie soste avvengono regolarmente ogni 2 ore e mezza o 3 ore, dopo aver percorso in media tra 250 e 300 km. Queste tempistiche coincidono perfettamente con la naturale esigenza di fare una pausa durante il viaggio.

1° Viaggio: L’inverno in Alsazia e la prova della neve

(Milano – Strasburgo – Milano: circa 1.000 km totali)

All’inizio del 2026 ho deciso di mettere subito alla prova la vettura affrontando un viaggio verso Strasburgo attraversando la Svizzera.

 

Trattandosi di una trazione posteriore in pieno inverno e con la neve, ero curioso di verificare due aspetti spesso criticati: la tenuta di strada del RWD e il calo d’autonomia al freddo (si sente dire che si perdono fino a 200 km a carica).

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Ricarica gratuita in Alsazia

Risultato? Miti sfatati. Con un buon treno di gomme termiche, la macchina si è comportata in modo impeccabile. Mentre lungo il percorso capitava di vedere SUV 4×4 o Jeep finiti nei fossi o guidatori fermi a montare le catene, la Model Y garantiva una trazione e un’erogazione eccezionali, permettendoci di percorrere in sicurezza anche le strade di campagna e i paesini innevati per raggiungere gli hotel.

2° Viaggio: Pasqua ad Amsterdam in quattro

(Milano – Amsterdam – Milano: circa 2.150 km totali)

Il secondo test è arrivato a Pasqua con la rotta per Amsterdam, viaggiando attraverso Svizzera e Germania. In quattro a bordo, abbiamo affrontato il tragitto in totale relax, prevedendo tappe intermedie con pernotto notturno lungo la strada. L’abitabilità, la capacità di carico dei bagagliai e la capillare rete Supercharger hanno reso il viaggio estremamente confortevole per tutta la famiglia.

3° Viaggio: Il grande tour estivo in Portogallo

(Milano – Cannes – Barcellona – Madrid – Lisbona – Porto – Vitoria-Gasteiz – Carcassonne – Antibes – Milano: poco meno di 4.900 km totali).

L’ultimo test, il più impegnativo, è stato il grand tour di quest’estate: un itinerario straordinario di poco meno di 4.900 km tra Francia, Spagna e Portogallo. Abbiamo attraversato la Costa Azzurra, visitato le principali città della Penisola Iberica e raggiunto Vitoria-Gasteiz e la cittadella medievale di Carcassonne, per poi passare da Antibes prima del rientro.

In tutti gli Stati visitati (Germania, Olanda, Francia, Spagna e Portogallo) ho riscontrato una presenza massiccia di auto 100% elettriche (BEV). In particolare, oltre a tantissime Tesla, la strada è dominata dalle Renault Zoe — una vettura che ho suggerito di acquistare anche a mia moglie e di cui siamo davvero soddisfatti.

Tutti i dati delle ricarica nei Supercharger Tesla durante i tre viaggio in Europa di Daniele

Tecnologia, Autopilot e Navigatore: i punti di forza e i difetti

Su lunghi tragitti autostradali la tecnologia di bordo fa la differenza, ma non mancano gli aspetti da migliorare:

  • Autopilot Base (di serie): Promosso a pieni voti. Fa circa il 70% del lavoro in autostrada. Mantiene la corsia, adatta la velocità e permette di viaggiare molto più riposati. Non fa affatto perdere l’attenzione; al contrario, libera la mente per monitorare meglio il traffico. Per cambiare corsia basta disattivarlo temporaneamente. (Nei centri abitati con strade strette e vecchie, invece, la guida autonoma resta inutile).
  • Full Self-Driving / Autopilot Avanzato (in abbonamento a 99 €/mese): Bocciato. Durante il rientro da Lisbona ho voluto testare il pacchetto avanzato. La mia esperienza non è stata positiva:
    1. Frenate fantasma: In autostrada capita che scambi un cartello stradale al margine della carreggiata per un pedone, piantando un’inchiodata improvvisa e pericolosa (specie in corsia di sorpasso).
    2. Cambio corsia farraginoso: Il sistema attende troppo. Se un’auto si avvicina o se la linea tratteggiata diventa continua mentre la stai scavalcando, la macchina dà un colpo di volante brusco per rientrare nella corsia d’origine.
  • Navigatore di bordo Tesla: Bene in autostrada, problematico nei centri urbani. Finché si viaggia su strade dritte o in autostrada, il sistema integrato funziona egregiamente. I problemi sorgono quando ci si avvicina ad uscite complesse, svincoli o nei centri abitati. In quei contesti la rappresentazione grafica è spesso poco chiara: bisognava continuare a zoomare manualmente sul display per capire quale stradina o svolta prendere, e non di rado capitava di sbagliare strada. Da questo punto di vista, app come Google Maps o Waze restano decisamente superiori, mostrando con esattezza la corsia e la traiettoria da seguire senza generare dubbi.

Costi di ricarica: casa, lavoro e l’incognita Supercharger

Un tema fondamentale per chi sceglie l’elettrico è la gestione quotidiana della ricarica:

  1. Ricarica aziendale e domestica: Personalmente ho la fortuna di poter caricare gratuitamente al lavoro, coprendo così la maggior parte dei miei spostamenti quotidiani. Per mia moglie, invece, abbiamo installato un punto di ricarica dedicato nei nostri box. Ho predisposto l’impianto elettrico nei due garage e l’ho fatto verificare e certificare da un installatore abilitato: un lavoro eseguito a regola d’arte. Caricando a casa in AC, contando tutte le spese di materia energia, costi fissi e canoni in bolletta, il costo reale si attesta sui 0,30 €/kWh.

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  1. Supercharger e tariffe in Italia: Rispetto ai primi tempi, le tariffe dei Supercharger in Italia sono aumentate: dai primi 0,38-0,39 €/kWh siamo arrivati attorno ai 0,52 €/kWh nelle strutture dell’area milanese (come quelle di Milano CityLife o Rozzano). Avendo la ricarica gratuita al lavoro e quella domestica a 30 centesimi, uso i Supercharger esclusivamente durante i lunghi viaggi.
  2. L’esperienza in Portogallo: All’estero la rete Tesla garantisce ottimi prezzi (spesso tra 0,28 € e 0,35 €/kWh). L’unica eccezione negativa del tour estivo è stato il Portogallo: i Supercharger sono spesso distanti dalle arterie principali e ho dovuto appoggiarmi alle colonnine pubbliche locali. La stessa quantità di energia che al Supercharger pagavo 10 €, su altre torrette l’ho pagata fino a 34 €, complicata dal fatto che in Portogallo si paga spesso anche il tempo di occupazione.

A mio parere: l’elettrico richiede una nuova mentalità

In conclusione, se si mantiene la vecchia mentalità delle auto termiche, l’elettrico può sembrare meno conveniente di una vettura a benzina o diesel. Presenta svantaggi evidenti: un peso maggiore, dovuto al pacco batterie e alla struttura del veicolo, e un’autonomia inferiore rispetto agli 800–1.000 km dichiarati da alcune motorizzazioni tradizionali. Le plug-in, inoltre, una volta esaurita la carica, possono subire un forte peggioramento dei consumi, perché devono trasportare e ricaricare la batteria durante la marcia.

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Viaggio in Portogallo, dati di bordo

Se dovessi percorrere 1.000 km d’un fiato senza godermi ciò che c’è lungo il percorso — parchi divertimento, castelli, cittadine medievali, parchi acquatici, l’oceano o il mare — non avrebbe avuto senso fare questi viaggi. L’auto elettrica funziona e dà enormi soddisfazioni se si cambia approccio al viaggio: ti fa risparmiare tantissimo su bollo, manutenzione e rifornimenti, soprattutto se hai la ricarica gratis al lavoro o a un costo contenuto a casa.

Tuttavia, finché in Italia i prezzi delle colonnine pubbliche non scenderanno stabilmente sotto 0,50 €/kWh, la mobilità elettrica farà molta fatica a diffondersi davvero tra il grande pubblico, a meno di poter contare su una rete di ricarica conveniente e capillare come quella di Tesla.

Prossime tappe: l’eden delle zero emissioni

Nonostante la regola che oltre i 2.500 km conviene volare e noleggiare sul posto, la voglia di viaggiare su strada resta viva. Per il prossimo itinerario ho in mente di attraversare Svizzera e Germania fino in Danimarca, proseguendo verso Svezia e Norvegia — la nazione leader indiscutibile in Europa per la transizione elettrica — per toccare con mano come si vive dove le zero emissioni sono ormai la normalità.

  • LEGGI anche: “Il nemico dell’auto elettrica non è il diesel ma la paura di sbagliare prodotto” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (33)
  1. Francesco Giossi

    Molto bene, ma andare oltre all’80% in FAST è del tutto inutile, ti si allunga il tempo di ricarica e non serve praticamente a nulla

    1. Non so può sempre generalizzare, a seconda della propria batteria e della situazione colonnine, a volte è necessario caricare fino alla 85 90 % per arrivare alla colonnina successiva

    2. Sia la mia che i due furgoni in ditta vengono sempre portati al 100%; molto spesso i due furgoni vengono messi già in carica quando sono al 50% fino al pieno batteria mentre il mio pick up viene ricaricato una volta alla settimana e parte dal 5-10% residuo fino al pieno esclusivamente in hpc

  2. Però la Tesla usata è il meglio acquistabile oggi, con costi elevati.
    Con T03 o Spring quei viaggi sarebbero stati fonti di esperienze meno positive, e l’auto più venduta in Italia è la Pandina che costa 1/5 e ha autonomie equivalenti.

  3. Io ho preso la seconda Y performance, ora ho la juniper, e appena ritirata sono partito con mia moglie e siamo andati ad Oslo ad aprile, miglioramento notevole in ambito consumi rispetto alla vecchia, proprio non sono paragonabili, ho provato già 2 volte AP Avanzato, ora vi sto scrivendo dal Lussemburgo e L ho usato a salire i gg scorsi, ma comodo con poco traffico, scomodo se il traffico aumenta, inaccettabile la scelta di non poter avere contemporaneamente AP e Cruise Control come sulla vecchia, nota dolente, i sedili sono per me massacranti continuo a bloccarmi con la schiena, ho fatto provare L auto a diversi amici ma la parte sotto le scapole sembra che abbia una gobba che schiacci i muscoli dorsali, faccio un viaggio di 300km e poi devo andare 3 volte dal fisioterapista. Questo è il più grande peccato xke x il resto sono decisamente contento.

    Io in 5 mesi ho fatto quasi 16k km.

    Bisogna cambiare mentalità si, e necessario, ma si matura si cresce e si può anche arrivare a capire che una corsa non ti fa guadagnare tempo, lo dice uno che si è fatto 30km a 250 in Germania con questa auto. Non uno che viaggia solo a 110 sulla corsia di destra

      1. capita continuamente… Ho avuto decine di clienti che han dovuto cambiare modello per problemi di comfort/ ergonomia…
        A volte anche le prove su strada (che io trovo indispensabili! L sono comunque troppo brevi per verificare anche aspetti importanti come la comodità dei sedili nei lunghi viaggi….che molti scoprono solo dopo ….
        Può anche darsi che la Y precedente fosse comoda e la Juniper no per cambio tipo di sedile ….
        Mi dispiace per Francesco che confidava nei miglioramenti..ma talvolta capita che qualcosa invece sia peggiorato…

          1. Vero …mi è capitato varie volte con alcun clienti (soprattutto molto alti e/o pesanti) anche se può avere un costo elevato viste le dotazioni di airbag laterali o certe tipologie di finiture dei rivestimenti… Ed ovviamente a carico del cliente…

  4. Sono sei anni che giro in Kona 64 e caricando a casa le mie abitudini sono decisamente migliorate !!

  5. Gratis questo gratis quello ma per quanto lo stato ha bisogno delle accise guardate il regno unito io non sono contro l elettrico ma preferisco la mia Mercedes kompressor a GPL .

    1. Trovo sempre molto affascinante questo ragionamento che ogni tanto salta fuori: siccome forse in futuro le agevolazioni non ci saranno più, allora preferisco non goderne neanche adesso che ci sono…. Meglio così eh! Meno siamo più dura la pacchia, ma proprio non capisco. (Io intanto tra metano ed elettrico son 15 anni che non pago il bollo)

  6. Analisi corretta,i viaggi di piacere mitigano i limiti strutturali ancora presenti nell utilizzo di un veicolo elettrico…fossero di lavoro sarebbero ben più evidenti e significativi(dopo 4 anni di m3 lr 21 ,ho acquistato una performance HL un anno di vita da un rappresentante,non poteva gestire tempi e autonomie..)..in realtà riscontro negli spostamenti medio brevi il reale problema,tipo 3/400 km tra andata e ritorno,dove la possibilità di concluderli senza ricaricare rischia di condizionare tutto il viaggio o la necessità doverlo fare incide in maniera significativa sui tempi e spesso i km da percorrere….per quanto concerne i costi e la praticità nell uso quotidiano solo la colonnina a lavoro o a casa lo rendono un mezzo più economico…temo altresi l adeguamento del costo alle colonnine(più alto per ammortizzare i costi di impianto oltre un pizzico di speculazione),coinciderà inevitabilmente con la fine di altre agevolazioni riservate alla nicchia elettrica allorquando questa diverrà di massa.

  7. Ho letto con piacere l’esperienza di Daniele e, oltre a condividerlo, vorrei aggiungere la mia esperienza da “nonteslaro”. In quattro anni ho percorso anch’io oltre 20mila km/anno per ca. due terzi autostradali o simili in singole tratte di 600/750 km a 40 gradi al sud in estate e sottozero in inverno in montagna. Rispetto al racconto di Daniele, sono in linea sull’esperienza di guida, la mia Volvo nel 2022 probabilmente era la “non tesla” piu’ simile ad una tesla, con un po’ meno autonomia ma un infotainment/navigatore migliore essendo Google integrato (Android Automotive) con molte app disponibili, (anche ABRP).
    Differente la mia esperienza di ricarica, posto che in città non ho ricarica casalinga. In AC e DC fino a 100kw ho un abbonamento mensile con A2A con 200 kW a 0,425 (85 euro), abbiamo anche una smart per la routine quotidiana in citta’, mentre per le HPC, seguendo le offerte dei singoli operatori o con l’abbonamento Volvo, riesco a stare sotto i 0,50 salvo emergenze.
    Per finire, ormai so che posso arrivare a caricare anche con meno del 10% e sto apprezzando molto le ricariche fuori casello dove esci dal caos autogrill, trovi bagni puliti e buon cibo a meta’ prezzo (ed a volte anche il supermercato per fare la spesa) facendo al massimo 5 minuti in più di strada.
    Cio’ detto, massimo rispetto per chi vive di corsa e non ha l’autonomia decisa dalla prostata….

  8. Questo continuo sostenere che per apprezzare le auto elettriche si debba cambiare mentalità lo trovo francamente insopportabile! Io in un viaggio ad esempio per andare a trovare i miei o per imbarcarmi su un traghetto faccio 400-600 km e generalmente faccio una singola sosta di al massimo un quarto d’ora! Inoltre in autostrada cerco di viaggiare vicino ai limiti e se la strada (leggi tutor) lo consentono anche un pochino sopra! Con un auto elettrica invece dovrei pianificate con attenzione le soste di ricarica, tenere velocità più basse per non avere un taglio importante dell’autonomia e sopportare costi di ricarica ben superiori ai 52 centesimi…. già se non hai una tesla e non hai abbonamenti particolari si spende in genere sui 70 o più centesimi! Alla fine spenderei ben di più che con la mia auto gpl…. E guardate che non sono assolutamente contro le auto elettriche, mi sono già fatto installare una wall box e sto seriamente meditando di comprare a mia moglie un auto elettrica, visto che la usa per giri brevi e un autonomia di 200-300 km le basta ed avanza, ma per i viaggi anche no! Non devo essere Io a cambiare abitudini deve essere l’auto che asseconda le mie!

    1. Cambiare le abitudini non è un dramma: si cambia lavoro, si cambia città, si cambia compagno o compagna, si cambia dieta, abbiamo cambiato moneta. Una persona normale ha la flessibilità per metabolizzare qualsiasi cambiamento in un paio di settimane. Con l’auto elettrica ne vale la pena? Secondo noi sì. E vedrà che presto farà carte false per “rubare” l’auto a sua moglie.

    2. Caro Fabio, credo che Lei abbia gia’ cambiato mentalita’ molte volte nel fare le cose (email anziché posta, acquisti on line, internet e relativi smartphone anziche’ libri/giornali e telefono fisso…
      Comunque per fare 400 km basta una sosta di quindici minuti e se proprio deve farne 600, Le assicuro che i dieci minuti in piu’ li recupera in assenza di stanchezza e rilassatezza (ed in fila all’imbarco del traghetto può tenere l’aria condizionata accesa senza essere multato!

    3. immagino faccia i 600 km ogni secondo giorno giusto? visto che per lei e’ una tragedia fermarsi 10 minuti…

    4. mario milanesio

      @Fabio
      “… e sto seriamente meditando di comprare a mia moglie un auto elettrica, visto che la usa per giri brevi e un autonomia di 200-300 km le basta ed avanza,…”

      boh, solo a me suona un po’ anni ’60 con “…le donne chiuse in casa mentre l’uomo va al lavoro…” (cit. vediamo chi indovina!)

      sua moglie l’auto non se la compra da sola?
      poi, per carità, affari loro.

    5. Sono d’accordo con lei, è l’auto che deve essere realizzata pe essere a mio servizio e soddisfare le mie esigenze e non io che devo adeguarmi al veicolo . Mi viene da sorridere quando sento gente che afferma che se hai elettrico e termico poi usi solo l’elettrico. Non è assolutamente vero le usiamo entrambi mia madre usa principalmente l’ elettrico per piccolissimi spostamenti locali ( deleteri per il termico per i frequenti accendi e spegni) io il benzina per casa lavoro ecc. E soprattutto per viaggi che vanno oltre i 500 km aereo niente rotture ci code ai caselli, niente autogrill, viaggi rilassato, dormi in aereo,angi in ristorante e non prendo multe per eccesso di velocità

    6. @Fabio
      Per la vettura da viaggio basterà aspettare penso ancora massimo 2 anni ed arriveranno sul mercato auto BEV con prestazioni elevate ed autononie compatibilincon spostamenti veloci (vista la probabile diffusione di modelli 8/900V con ricariche di pochi minuti) oltretutto dal prezzo molto vicino alle corrispettive “termiche” (nelle varie declinazioni mild o full Hybrid che stanno alzando i listini per risultati che poi occorrono 100.000km per recuperare il maggior costo)

      https://www.automobile-magazine.fr/toute-l-actualite/article/52774-volkswagen-golf-et-t-roc-passent-au-full-hybrid-le-surcout-est-il-vraiment-rentable

      Per il resto sono pienamente d’accordo con Massimo Degli Esposti… basta poche settimane per adattarsi a nuovi comportamenti….anche se il più delle volte la motivazione è quella puramente economica (quando si riesce a spendere molto meno ad usare l auto)

  9. Ciao Daniele, condivido pienamente tutto quanto scritto, da poco ho un’auto elettrica (full) e devo dire che il piacere di guida ne ha giovato molto. Io posso ricaricare a casa con sistema fotovoltaico, ma ahimè quando si viaggia (per ora il mio riferimento è l’Italia) i costi alla colonnina salgono. Se davvero si vuole cambiare la filosofia, facendo abbracciare a quanti più utenti possibili, la tecnologia elettrica in auto, bisognerà che lo Stato e le istituzioni ci credano davvero, andando a controllare che i prezzi alla colonnina siano davvero convenienti.

    1. Macché… qui stanno a spendere miliardi per ridurre le accise sul carburante, e poi lo vediamo tutti che fine fanno quei soldi e in che tasche finiscono… i prezzi di gasolio e benzina forse diminuiscono?

  10. Giovanni Stoto

    “caricare gratuitamente al lavoro” è stato scritto tre volte. Il discorso si chiude qua.

    1. anche no… io di chilometri ne ho fatti quasi 100.000 in 2 anni e mezzo… e non ricarico gratis al lavoro. Ma ho risparmiato migliaia di euro comunque

  11. Andrea Azzalini

    Ho letto con interesse l’articolo. Anch’io come te ho acquistato una Model Y l’anno scorso e tra poco raggiungerò i 20.000km.
    Condivido quanto hai scritto. In questo momento mi trovo in viaggio in Danimarca arrivando dalla Germania. La diffusione dei supercharger è incredibile e anche i costi di ricarica sono contenuti.
    Riguardo al nostro bel paese è proprio necessario spingere la diffusione delle colonnine di ricarica (non necessariamente Tesla); sinceramente, ad oggi, se non avessi la possibilità della ricarica domestica sarei incerto se acquistare una BEV.
    Buon viaggio, Andrea

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