Ue propone sconti sui pedaggi per camion e bus green. Italia lenta

Sconti sui pedaggi



Sconti sui pedaggi a camion e autobus elettrici per accelerare una transizione che procede ancora troppo lentamente nel trasporto merci e passeggeri. È la richiesta degli eurodeputati della commissione Trasporti e Turismo alla Commissione europea: chiedono riduzioni dei pedaggi per i mezzi che utilizzano rimorchi efficienti e uno sconto del 75% per i veicoli a basse emissioni fino al 30 giugno 2031. La proposta, presentata dal relatore Matteo Ricci (S&D, Pd), è stata approvata a larga maggioranza: 31 voti favorevoli, 10 contrari e un’astensione. Intanto in Italia partono i rimborsi dei pedaggi 2025, ma senza differenze tra veicoli elettrici ed Euro VI: nessuna premialità per le emissioni zero. Sulla A35 Brebemi, invece, è previsto uno sconto del 30%.

Sconti non solo ai veicoli ma anche ai rimorchi

La novità della proposta è l’inclusione di rimorchi e semirimorchi nella tariffazione differenziata in base alle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti. Il principio è lineare: anche se i rimorchi non hanno un motore e quindi non emettono CO₂ direttamente, incidono comunque sui consumi del veicolo trainante. Un rimorchio più leggero o più aerodinamico riduce il fabbisogno di carburante (o di energia elettrica) del mezzo che lo tira, abbassandone di conseguenza le emissioni complessive.

sconti sui pedaggi
Un camion elettrico Danfoss nel traffico autostradale

A questo capitolo si aggiunge la proposta di un incentivo temporaneo per i veicoli a basse emissioni, con particolare attenzione a quelli dotati di range extender di serie. Gli eurodeputati suggeriscono di consentire agli Stati membri che già prevedono l’esenzione dal pedaggio per i veicoli a zero emissioni di applicare una riduzione del 75% ai veicoli a basse emissioni fino al 30 giugno 2031.

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La logica della misura è in parte difensiva — e può essere letta come un arretramento — perché in un’ottica di decarbonizzazione sarebbe preferibile concentrare gli incentivi sui veicoli a emissioni zero. Tuttavia i deputati europei ritengono che la conversione alla trazione elettrica proceda troppo lentamente e che, nell’immediato, sia comunque necessario premiare chi riduce le emissioni, anche se non in modo totale.

Il valore aggiunto della refrigerazione elettrica

Un altro ambito su cui intervenire per ridurre le emissioni è la sostituzione dei sistemi di refrigerazione diesel con soluzioni elettriche, cioè dispositivi a batteria o plug‑in in grado di raffreddare il carico senza ricorrere a un motore termico. Una conversione che contribuisce in modo diretto alla decarbonizzazione del settore. Anche in questo caso, la proposta punta sulla leva dei pedaggi per incentivare il cambiamento.

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I mezzi refrigerati,, fondamentali per la logistica del freddo, si possono convertire all’elettrico

Un ulteriore tema centrale sollevato dagli eurodeputati riguarda le regole sui pedaggi stradali — quelle che determinano quanto pagano camion e autobus per l’utilizzo della rete viaria — che oggi non risultano ben allineate con le norme europee sulle emissioni di CO₂ per gli stessi veicoli. Per evitare sovrapposizioni, incertezze e burocrazia aggiuntiva, i deputati propongono di armonizzare le due normative.

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Dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore i nuovi standard sulle emissioni di CO₂ per camion e autobus. Di conseguenza, secondo gli eurodeputati, anche le regole sui pedaggi dovrebbero essere aggiornate per riflettere questo cambiamento. Sono iniziative che dovranno essere validate dal Parlamento europeo in plenaria.

E in Italia? I camion elettrici, equiparati agli euro VI

Abbiamo registrato le gigantesche differenze negli incentivi all’elettrico tra l’Italia e altri Paesi (leggi), il differenziale limitato nei sostegni regionali alle alimentazioni termiche ed elettriche (leggi).  Sui pedaggi il copione si ripete: vediamo  cosa dicono le  “Disposizioni relative alla riduzione dei pedaggi autostradali per transiti effettuati nell’anno 2025” pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27 aprile 2026 (qui il link).

sconti sui pedaggi
Ricarica dei camion elettrici a Bolzano con Alpitronic

Il documento stabilisce l’intensità del rimborso dei pedaggi autostradali pagati nel 2025 dalle imprese di autotrasporto merci. Sono contributi  riservati a veicoli a basso impatto ambientale e si intendono con queste le classi Euro V, Euro VI o mezzi elettrici, con una riduzione massima del 13%.   Sono previsti incentivi aggiuntivi per i transiti notturni e una soglia minima di fatturato annuo pari a 200.000 euro per accedere al beneficio.

Ma i  mezzi elettrici non beneficiano di alcuna premialità nonostante l’investimento per un veicolo a batteria sia molto più alto. Un differenziale di costo che viene premiato in altri Paesi europei dove sono esonerati dal pagamento dei pedaggi. Essendo veramente poche le unità circolanti in Italia, l’impatto sui conti pubblici darebbe insignificante.  Tanto che lo sconto green del 30% è già in vigore sulla di A35 Brebemi per veicoli elettrici e LNG o GNL.

  • LEGGI anche: Via a Milence, primo hub di ricarica per camion in Italia e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (4)
  1. Gestione infrastrutture e manutenzione che tu corra alimentato ad aria fritta o kerosene non cambia nulla, non vedo il perché differenziare la tariffa….. Baiata galattica!

    1. Che tu stia in una regione che respira inquinamento da industrie di raffinazione idrocarburi o ti avveleni con NOx e PMx non cambia nulla, se non quanto ci metti a morire.
      Il traffico alimentato ad idrocarburi (come emettono i tuoi “giocattoloni” americani..ma soprattutto TIR e BUS) crea due incovenienti: avvelena l’aria per tutti i viventi – e penetra pure in profondità nel terreno – e diventa un costo sociale rilevante per malattie e decessi (60.000 morti anno solo in Italia).
      Poi c’è il costo “commerciale” di dover continuare ad importare a caro, ed ora carissimo, prezzo gli idrocarburi (raffinati o da raffinare) per cui paghiamo salatissimo il costo dell’auto-avvelenamento… e ovviamente a te Eraldo cambia poco se spendi 500 o 1000 euro in più all’anno per “giocare” coi V8 americani, ma in Italia abbiamo una enorme parte della popolazione che si gli aumenta il rifornimento di 5 euro al mese poi rinuncia alle cure mediche oppure non cambia i vestiti (e chiudono negozi in tutta Italia) o se li compra su Shein, Temu o Vinted (alimentando ulteriormente i viaggi dei corrieri – coi mezzi inquinanti ! – per ritrovarsi zeppi di indumenti usa&getta (impossibili poi da riciclare perché con fibre miste di bassa qualità… Se li bruci in “termovalorizzatori” poi ottieni altri inquinanti).

      Far diventare una Nazione indipendente energetcamente è un grande sforzo, da ottenere nel tempo… ma Non è una baiata galattica.

      1. Hai un dato errato , l’ISTAT parla di circa 40000 morti per inquinamento mentre c’è ne sono cinque volte tanto legate ad ictus ed infarto e quasi tre volte tanto per diabete e ancora per covid anche se nn se ne parla più. Che tu giri con 5 tonnellate di tir a diesel o 5 tonnellate ad aria fritta ai gestori della rete stradale il costo di manutenzione e gestione è lo stesso e siccome la manutenzione delle infrastrutture non ha nulla in comune con nox e CO2 le cose nn sono da mescolare; vedo che nessuno rinuncia a muoversi tutti i Wk verso monti i mare anche se gli costa 50€ in più il wk solo per spostarsi se andare a Jesolo da Mestre solitamente ci metto 40 minuti adesso al wk c’è ne impieghi un’ora e mezza tecnicamente è più percezione che realtà la crisi

  2. Lo sconto tariffario sui pedaggi per i mezzi elettrici andrebbe fatto erga-omnes, proprio per premiare concretamente chi si sposta con mezzi ecologici di cui tutti hanno beneficio ma il cui maggior investimento iniziale grava prevalentemente su chi ha scelto di impegnarsi (non solo finanziariamente ma anche con un sostanziale cambio di abitudini, tra minori velocità medie, soste più frequenti e, spesso, ricariche a prezzi “rapina” in autostrada se non tutelati da valide forme di abbonamento).
    In particolare lo sconto fiscale va garantito (e ripeto GARANTITO ! ) a tutti gli operatori professionali perchè son coloro che fanno annualmente più km e quindi incidono maggiormente rispetto ad un “signor Rossi” qualunque che magari in autostrada va 3 volte l’anno.
    Investire maggiormente su trasporto di merci/persone in elettrico (con TIR & BUS a batterie, che percorrono rotte fisse… quindi prevedibilissime le soste per ricarica) significa diminuire non solo l’inquinamento (dannoso per tutti, ora ed in futuro) ma anche e soprattutto sui costi, l’inflazione che paghiamo carissimo tutti quanti (stanno calcolando un Aumento di spesa di 1.000€ a famiglia con i rincari dei prodotti petroliferi e l’impatto sui prezzi al consumo).

    Oltre ai miliardi spesi dal governo per un transitorio abbassamento erga-omnes delle accise sui carburanti, secondo me dovrebbero anche consentire un abbattimento dei costi tariffari autostradali per veicoli elettrici (veri… non “ICE mascherati” con un po’ di elettrificazione) tramite un abbassamento dei canoni di concessione, anche per iniziare a compensare eventuali lavori di adattamento della rete viaria ai veicoli elettrici (maggiori punti di sosta & ricarica, coperture FV + BESS, ma anche eventuali maggiori costi di riparazione dell’asfalto visti i maggiori pesi degli automezzi a batteria (a meno che non si disponga di aumentare la velocità di ricarica a fronte di minori autonomie e quindi favorire pacchi batterie più leggere…. nb io son passato da un SUV gasolio da 17qli ad una BEV – per i miei usi equivalente – da 17q.li in ordine di marcia).
    Faccio presente che le ultime tariffe autostradali negli anni hanno causato lo spostamento di molti autotreni dalle reti autostradali toscane A11/A12 ad itinerari su statali/provinciali e soprattutto la famigerata FI-PI-LI che sta letteralmente crollando a pezzi, causando ogni giorni ritardi per code da intasamento, km di imbottigliamenti per incidenti anche gravissimi, con costi ai danni dei malcapitati avventori (c’è anche un gruppo social: “i dannati della FI PI LI” ove si scambiano segnalazioni e lamentele). La Regione Toscana per sostenere i grandissimi costi di mantenimento e ripristino causati da un eccessivo uso dei TIR vorrebbe mettere un “pedaggio” per mezzi pesanti (che ha causato feroci polemiche da parte dei tartassati operatori del trasporto coinvolti) e che non hanno spesso grandi alternative per i percorsi o per comprimere costi oramai fuori controllo, in primis quello dei carburanti.. che noi italiani importiamo a carissimo prezzo; forse aiutare qualche azienda (che già ha risorse finanziarie adeguate e magari spazi logistici idonei) ad investire maggiormente sull’elettrificazione della sosta sarebbe un grande aiuto a tutti (avremmo strade usate meglio, coi mezzi commerciali in autostrada ed i mezzi privati, specie dei meno abbienti, su strade non tariffate più sicure, ben mantenute, più silenziose e pulite anche per tutti coloro che vi abitano/lavorano vicino… e nel tempo pure un contenimento dei costi inflattivi visto che chi investe per elettrificare i propri spostamenti spesso investe anche in autoproduzione F.E.R., così grava meno sulle reti pubbliche, su un minor import di gas/idrocarburi per generare la nostra costosissima corrente elettrica e magari la rende pure più stabile ed a prova di futuro se implementa anche accumuli per sopperire nei momenti di stress rete.

    (ps ci attende un estate autunno bollente… magari stare in scia a mezzi che non sono stufe su ruote diminuisce le sofferenze di chi è costretto a stare tanti km in auto ogni giorno, respirando polveri sottili e gas nocivi )

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