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Dalla Grecia (a Venezia) la barca elettrica costruita in giardino

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La nautica elettrica greca guarda all’Italia grazie all’ingegnere Andreas Apostolopoulos, fondatore di Greek Electric Boat Assocation, che ha scelto motore e batterie Transfluid per spingere Pelasgos. La barca di legno che si sta costruendo in giardino, ad Aigio sul Peloponneso.

Dopo il varo prua dalla Grecia a Venezia

Andreas può contare sulle sue competenze da ingegnere e su Eisam, un artigiano esperto di origine egiziana,  per costruire la barca. Ha iniziato dal progetto e dalla scelta di  legni regionali come il pino nero dell’isola di Pitagora, Samos, ma anche dell’antica foresta dell’ Epiro, infine l’eucalipto della terra di Ulisse: l’isola di Itaca.

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E’ in costruzione la barca in legno dell’ingegnere Andreas Apostolopoulos

Legno dal sapore mitologico che sarà spinto dalla  tecnologia elettrica italiana di  Transfluid come ha confermato Andreas, che ci segue sempre, a  Vaielettrico: “Pelasgos avrà un motore da 30 kW e batterie da 30KWh dell’italiana Transfluid. Il nostro obiettivo è che questo progetto diventi il punto di connessione tra Italia e Grecia in questa nuova era di barche elettriche”.

Lasciamo la descrizione di Pelasgos all’ingegnere: Si tratta di un’imbarcazione da diporto con dislocamento di circa 10 tonnellate, 12 metri di lunghezza e 3,6 di larghezza con pescaggio di 1,30 metri. Il sistema di propulsione di Transfluid dovrebbe assicurare un’autonomia da 5 ore. Si navigherà a vela con il supporto dell’elica rigenerativa e il fotovoltaico in modo da ricaricare le batterie o alimentare direttamente il motore”.

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Veduta dall’alto del cantiere in giardino dove si sta preparando la barca

La rotta di Pelasgos dalla Grecia all’Italia  si finanzierà ospitando tre passeggeri paganti per l’itinerario- Finita l’impresa Apostolopoulos con Pelasgus tornerà a navigare nell’Egeo, per promuovere la mobilità elettrica nelle 227 isole greche. Su questo fronte “stiamo cercando partner ambientali ed educativi che utilizzino la nostra barca per divulgare la tematica delle emissioni zero”.

Un cantiere di barche in legno ma elettriche

Oltre l’aspetto educativo c’è un progetto imprenditoriale: “A Digeliotika, ad Aigio, è stato allestito un piccolo cantiere navale con l’obiettivo di produrre lussuose imbarcazioni elettriche in legno. Le strutture appartengono alla società Iliofos, specializzata in elettropropulsione e anche nella costruzione di imbarcazioni di lusso in legno. E’ prevista la costruzione anche di barche  da 16 e 21 metri dove si è già registrato l’interesse di potenziali acquirenti”.

La costruzione della barca è iniziata a settembre scorso e si pensa di chiudere il cantiere ad aprile così da poter partecipare alla sfilata veneziana delle barche elettriche ospitate dal Salone.

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Vesper
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3 COMMENTI

  1. Ogni sera carichi dove? Diciamo chiaramente che per avere um’auto bisogna disporre di un posto auto con annessa rete elettrica e finiamola con questa ipicrisia di far finta che tutti in Italia hanno il garage e il fotovoltaico sul tetto. Onii volta lo dite(che bisogna avere un posto auto) ed ogni volta ve lo scordate. Quesra impisizione è ipicrita e classista

    • E si perché la barca la carichi a casa 🤦
      Comunque mi sembra che sia stato detto e ridetto che per ora l’elettrica non è per tutti, e soprattutto per chi non ha box con annessa presa , lo danno pure i sassi, e per quanto riguarda il fotovoltaico NON è d’obbligo, siamo in moltissimi a caricare con l’energia elettrica prelevata dalla rete, ma mi sembra che non sia un problema 🤷

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