Home Alla ricarica Dalla bolletta al costo della ricarica. Risultato? 0,09 euro a kWh

Dalla bolletta al costo della ricarica. Risultato? 0,09 euro a kWh

49
CONDIVIDI

Capire dalla bolletta elettrica quanto sia effettivamente costata la ricarica di un’auto elettrica è più complicato di quanto si possa immaginare. E’ infatti necessario “depurare” il costo unitario a kWh di una serie di costi fissi che si sarebbero sostenuti comunque e raffrontare due bollette con e senza consumi legati all’auto. L’ha fatto per noi il professor Alessando Abbotto.

di Alessandro Abbotto∗ 

Qualche giorno fa ho analizzato la mia bolletta elettrica confrontando il periodo settembre-ottobre 2020, durante il quale non ho ricaricato a casa l’auto elettrica (a quell’epoca utilizzavo solo colonnine pubbliche), con lo stesso periodo del 2021, in cui ho ricaricato la batteria sempre a casa.

Il confronto ha registrato un maggiore consumo di +408 kWh e una maggiore spesa di +38 euro, corrispondente pertanto ad un costo unitario di 0,09 euro/kWh.  Nel mio caso, pertanto, questo è l’effettivo costo unitario di ricarica a casa.  Ho riportato la sintesi di questa analisi nella prima parte dell’articolo [VEDI].

Questo è il dettaglio della mia bolletta

Alla luce dei vari commenti riporto ora in maggior dettaglio tutte le voci della bolletta elettrica per completezza.

Innanzitutto, mi scuso per l’eccessivo dettaglio ma ho preferito inserire tutte le voci in modo che chiunque possa verificare in maniera puntuale e confrontare compiutamente con la propria bolletta. Cercherò di essere il più chiaro e sintetico possibile.

Lo slalom fra costi fissi e costi variabili

Come ben spiegato anche in questo articolo di Vaielettrico,  la bolletta elettrica consiste di 2 voci principali (voci n. 1 e 2) oltre alla spesa per oneri di sistema e infine a imposte e IVA. Quanto riportato nella bolletta dipende sia dal contatore (sono quindi spese fisse) che dall’energia consumata (in kWh). Solo la prima, ovvero la spesa per la materia prima energia elettrica, dipende dal contratto personale scelto. Come vedete è, tutto sommato, una parte minoritaria del costo della bolletta, meno del 50%.

Per ciascuna di queste voci ho riportato la spesa e il consumo nel bimestre settembre-ottobre 2020 e il corrispondente valore per il 2021. Nelle ultime due colonne, in carattere rosso, ho infine riportato la differenza tra i due periodi come pure la differenza per unità di energia (kWh).

Come atteso la spesa fissa, ovvero la somma di tutte le voci dipendenti solo dal contatore, è rimasta sostanzialmente invariata. La spesa dipendente dal consumo è passata da 69 a 105 euro, per una differenza di 36 euro. Se dividiamo la maggiore spesa per l’incremento di kWh (+408 kWh) si ottiene il valore di 0,09 euro/kWh. In realtà la maggiore spesa, tenendo conto anche dell’IVA (che dipende anche dai kWh consumati) è di 38 euro. Il costo unitario, riportato al centesimo di euro per kWh, rimane comunque lo stesso.

L’importanza di ricaricare nei momenti giusti

Come già espresso nel primo articolo, il basso costo è dovuto al maggiore consumo di energia soprattutto nella fascia notturna e festiva, ovvero nei periodi nei quali effettivamente l’autovettura viene posta in ricarica. Grazie a questo utilizzo il costo unitario, al netto delle spese fisse legate al contatore, è risultato essere molto basso. Questo spiega i maggiori costi unitari che alcuni lettori hanno riportato nel caso in cui il consumo venga distribuito uniformemente nell’arco della giornata.

E quando le elettriche saranno dieci milioni?

Giustamente è stato posto il problema del carico sul sistema elettrico se tutte le future automobili elettriche venissero caricate di sera e nella prima parte della notte. Esiste a questo proposito un dettagliato studio di RSE, società controllata dal Gestore servizi energetici (GSE), che stima al 2030, su un parco circolante di 10 milioni di veicoli a batteria, l’impatto sul consumo totale di elettricità. La conclusione è che l’impatto previsto è molto modesto, meno del 5% (a livello mondiale è mediamente ancora più basso).

Chiaramente l’aumento della domanda di picco in certi momenti della giornata può rappresentare in alcuni casi un problema. È quindi preferibile distribuire le ricariche sull’arco della giornata, sfruttando, laddove possibile, impianto fotovoltaici durante le ore diurne (quando il costo in questo caso è minore) e semmai restituendo di notte l’energia accumulata in eccesso (V2G). Due pratiche virtuose che, nei prossimi decenni, diventeranno sempre più comuni con l’incremento del parco circolante elettrico.

Il costo vero dell’aumento di potenza a 6 kW

Infine, un commento sulla potenza. Il mio contatore aveva, sia nel 2020 che nel 2021, una potenza di 6 kW. Da alcuni anni il costo dell’energia consumata non dipende più dalla potenza del contatore ma solo dai kWh consumati. Nel mio caso, come si può leggere in tabella, la quota potenza corrisponde a circa 20 euro a bimestre. Il passaggio da 3 a 6 kW incide pertanto per solo 5 euro al mese (a cui aggiungere solo all’inizio, una tantum, una spesa fissa di circa 100 euro, proporzionale all’aumento di potenza richiesto).

Docente presso Dipartimento di Scienza dei Materiali Centro di Ricerca Energia Solare MIB-SOLAR all’Università di Milano–Bicocca

—-Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Apri commenti

49 COMMENTI

  1. È un caso piuttosto favorevole ma nulla di fuori dal mondo. Ritengo che renda bene l’idea di quanto poco costi l’energia che usiamo tutti i giorni per far funzionare le auto elettriche noi che le abbiamo. Chi non ne ha una spesso non ne ha proprio idea. E poi sui vari forum vedo i detrattori che fanno i conti con il costo al kWh delle colonnine fast autostradali per giungere alla conclusione che il diesel sia più economico..da ridergli in faccia!

    • Ma dove vivi, oggi alle 13,20 il solo costo dell’energia all’ingrosso è 0,40, aggiungi il trasporto, accise, iva insomma 0,60 se carichi a casa, per le coloninne il prezzo sicuro salira oltre 1 euro. Questa è la prospettiva per il momento. Il costo dell’energia elettrica è salito del 500%. Le auto elettriche consumano energia elettrica, in italia oltre il 60% si produce dalle centrali a metano!!!!. La Benzina è aumentata ma di un 25%. Quando vi scadranno i contratti a prezzo fisso efino a quando il venditore riesce a mantenere il vecchio prezzo (hanno il diritto di aggiornare il prezzo per cause di forza maggiore) godetevi e gioite della vostra auto elettrica. Poi quando vedrete che costa piu’ della benzina (tieni presente che la senza le accise la benzina costerebbe 0,6 a litro) andrete in biciclette.

      • Non mi interessano le tue teorie su quanto costerà l’elettricità tra 5 anni perché io potrei dirti che secondo me tra 5 anni il gasolio costera 10€ al litro. Sono solo chiacchiere. I fatti sono la bolletta che paghiamo tutti e sappiamo quanto costa.

        • fonte gse oggi 21-12-2001 Media €/MWh Baseload 437,94 Picco 490,17
          sai cosa significa ? il prezzo all’ingrosso del KWH.
          Studia e rifletti prima di scrivere cose che non conosci, o perlomeno le devi documentare con dati reale non CHIACCHIERE.
          In europa stanno rimettendo in funzione centrali a petrolio e carbone.
          Un litro di carburante produce 9,6 kwh di energia, se consideri il prezzo senza accise e balzelli vari sono 0,6 litro / 9,6 = 0,058 a kwh. Oggi con il prezzo dell’elettrone all’ingrosso è di 0,43 Kwh vedi tu quale conviene. La matematica non è teroria

          • Nemmeno la fisica è teoria. Il motore termico butta via il 70% dell’energia in calore, quindi ti resta l’equivalente di 3 kWh scarsi. Aggiungici accise e balzelli, che non ti piacciono ma ci sono e ci saranno, e il risultato è più o meno 0,6-0,7 euro a kWh effettivamente utilizzato.

          • @Antonio: il PUN è quello che è, se vuoi puoi fare da oggi un contratto a prezzo fisso per 12 mesi a 0,1355€/kWh in F2-F3 e 0,1505€/kWh in F1.
            Lo puoi fare anche tu per il tuo condizionatore che non credo riuscirai a mandare a nafta.
            Le accise sull’energia elettrica fino a 4 mesi fa erano circa il 50% (nella tua bolletta c’è il grafico a torta) adesso è circa il 25%. Lo stato ha deciso di diminuire le tasse sull’energia elettrica, hai mai visto che le abbiano diminuite per i carburanti fossili? (a parte il metano che era più economico quello per autotrazione rispetto al domestico).
            Ahhhh, ho capito….per darmi l’energia a quel prezzo me la danno usata.
            In effetti gli elettroni vanno in un filo e tornano dall’altro, quelli che tornano al fornitore me li rivendono a me usati, è per quello che riescono a farmi un 0,1355€/kWh…..

          • @Antonio: scordavo, allora trasformerai la tua caldaia a metano in diesel? Perchè l’aumento dell’energia elettrica è dovuta all’aumento del metano.
            E riscordavo ancora: la matematica è proprio teoria, non è una opinione, ma è teoria.
            Antonio??? quanto fa quattro virgola cinque per due?
            Otto virgola dieci? ahahah

  2. Il sistema per calcolare il costo del kWh basato sul rapporto tra differenza di costi e differenza di consumi è valido solo se il mix fascia alta/bassa resta invariato…
    E non mi sembra questo il caso.
    D’altronde il risultato ottenuto dovrebbe insospettire.

    • Considerazione corretta di massima ma qui si vuole calcolare il costo marginale dovuto alla ricarica dell’auto fatta in F2-F3. il conto del prof. Abbotto, il dettagliato o il più semplice Delta€ / DeltakWh è sempre valido. Per calcolare quello di ricarica auto, la bolletta minore dovrebbe esserne priva (come nel caso dell’articolo) e quella maggiore aggravata dalla carica dell’auto (come nell’articolo). La ricarica in effetti si dovrebbe fare solo in F2-F3. Il problema di prendere due bollette così distanti (1 anno) rischia di non riuscire a fare un confronto a parità di condizioni economico/contrattuali/fiscali. Il mio suggerimento di prendere due bollette adiacenti, in modo da avere uguali condizioni economico/contrattuali/fiscali, con adeguata variazione di fatturato, considera in effetti un mix probabilmente similare, mentre il costo di ricarica come suggerito dovrebbe essere in F2-F3. Il costo marginale risulta più alto dell’effettivo dovuto alla sola ricarica ma, siccome il prezzo dell’energia tra F1 e F2-F3 varia di circa il 10%, il risultato sarà superiore all’effettivo sicuramente meno del 10%.

  3. Professore buongiorno, mi meraviglio che dall’alto della sua scienza pubblichi una cosa del genere. Oggi il prezzo della sola componente energetica sul mercato all’ingrosso pun è di circa 0,30 centesimi ogni kW il costo che lei ha sostenuto appartiene ad un vecchio contratto in prossima scadenza. Inoltre lei non ha tenuto in considerazione che gli oneri di sistema in parte sono stati aboliti momentaneamente dal governo Draghi. Finché ha questo contratto si goda la sua auto elettrica, in futuro, quando pagherà l’energia elettrica a prezzo di mercato cioè 0,45 kWh allora inizierà a utilizzare la bicicletta.

    • Anche a 0,45 kWh l’elettricità per auto sarebbe comunque più economica del gasolio.
      Come spiegato bene in questo articolo invece la preghiamo una frazione di quel prezzo oggi, non in scenari futuribili apocalittici tutti da dimostrare.

      • Si ma la energia elettrica non paga accise come il diesel e benzina. per il momento lo stato rinuncia alla tassazione per il futuro ? sicuramente dovrà bastonare
        Quando fate affermazione date una informazione completa
        Grazie

      • Se è così tanto conveniente perché non pubblicare i dati reali? E comunque cari i miei ecologisti dell’auto elettrica, quest’anno a causa di una impennata di consumi di energia elettrica, non solo il costo è aumentato soprattutto qui in Italia, ma sono aumentate anche le emissioni di CO2 a livello mondiale, perché tante nazioni hanno riattivato centrali a carbone e sottolineo a carbone, per poter soddisfare la richiesta!!! Go electric…mah!

        • Quindi secondo te tutti quelli che hanno un’auto elettrica sono degli ecologisti? Cioè, credi ci sia così tanta gente, ricca magari, disposta a fare beneficenza in favore dell’ecologia. Sai quanti che sono ricchi perché buttano via i soldi?
          Dovresti chiederti se non sei tu quello a cui sta sfuggendo qualcosa.

          • Ecologia ed economia condividono la stessa radice “eco” e potrebbero tranquillamente essere la stessa parola se il concetto di “casa di tutti” fosse sentito come quello di “casa mia”.
            Il commento a cui ho risposto, con la parola ecologisti, voleva dipingere chi ha un’auto elettrica come una specie di hippie idiota che non sa fare due conti e questo è quanto di più lontano dalla realtà.

  4. scusi ma se l energia, come dice lei , la si vende a 8 centesimi in f3 a cui vanno aggiunte le perdite di rete che sono del 10.2 %della quota energia che fa gia 9 centesimi. a cui vanno aggiunte le accise di 2 centesimi e la quota variabile di 3 e il dispacciamento di 1 cent.
    come fa la somma a fare 9 . e dimenticavo l iva
    inoltre lei ha sottratto l agevolazione che c é per gli oneri di sistema da ottobre , in modo non corretto.
    mi associo a tutti quelli che si lamentano di questi articoli perché secondo me sono basati su calcoli non esatti o non attuali visto i rincari dei prezzi dell energia e quindi forvianti per chi magari vuole avvicinarsi al mondo della mobilità elettrica

    • Nel suo precedente commento lei scrive: “Ammetto di non aver letto l’articolo ma il professore e il giornalista continuano con questa tesi…”. E già questo non mi sembra il miglior degli approcci. Ma ora lei insiste associandosi alle lamentele. Lamentele? Ma vogliamo proprio scherzare?
      Facciamo così, Andrea: legga l’articolo e anche le tre risposte che il professor Abbotto ha pazientemente dato ad altri lettori. Si sforzi di capire quello che c’è scritto (per esempio, che si tratta del suo caso personale, ampiamente documentato, e non pretende che sia valido per tutti) e se qualcosa ancora non le quadra, chieda con cortesia ulteriori spiegazioni.

      • ho letto tutto e vorrei precisare che mi sono permesso di dire la mia solo perché ho visto che lei si prende la briga di rispondere . ho anche fatto una veloce ricerca in internet , ho trovato una multinazionale che blocca il prezzo per 24 mesi e in f3 é di 12 centesimi .trovo quindi strano che ce ne sia un altra che lo blocca a 8
        poi il professore parla di G.S.E. é proprio questo che pubblica il Pun di cui parlavo nella mia risposta all altro articolo. scusatemi ma sapete che il Pun si sta formando intorno ai 30 centesimi in questi giorni?
        ci tengo a sottolineare che non vorrei mancare di rispetto a nessuno ma insisto che mi sembrate anacronistici

          • no no assolutamente, ma come hanno riportano altri per avere il risultato che ha avuto il professore bisogna avere una tariffa in f3 di circa 4 centesimi. poi il professore in una risposta dice che si trova a 8.
            io vorrei solo porre luce sul fatto che il mercato é in salita e non di poco. tutto qui

          • @Massimo: ora, io non avrei voluto più intervenire, se cominciamo a far polemica tra di noi, allora bene… Lasci rispondere Abbotto che mi sembra lo faccia bene ed elegantemente.
            andrea Bertolini sottolinea che non vuol mancare di rispetto e mai ha detto che Abbotto ha taroccato i dati.
            Lo vogliamo scrivere che l’articolo è solo una esposizione metodologica di come si possono fare i conti? E che il risultato è del tutto ascrivibile ad un fortunato/fortunoso contratto?
            Se invece ci si ostina a dire che il risultato è del tutto corretto e che (solo a Milano) lo si può facilmente replicare, allora si vuole sì, andare in polemica.
            1) stamattina ho simulato di essere un cliente di Milano e ho consultato diversi siti di “trovaprezzi” ed anche singoli tipo Eni, Enel, A2A, Iberdrola, ecc. Anche Altroconsumo a cui sono abbonato, sono anche stato contattato telefonicamente (quasi mezz’ora) e nella mia mail sono stato tempestato di offerte. Questo lo può fare qualsiasi NoBEV per screditare delle affermazioni che poi diventano da “fondamentalisti”.
            Alla vostra immaginazione i risultati.
            2) è lo stesso Abbotto che dice nella risposta del 17 Dicembre 2021 at 21:14 “…Per gli oneri di sistema ho già tenuto conto della differenza che lei dice togliendolo dal costo…” di aver “normalizzato” i dati. Per i NoBev questa “normalizzazione” è quello che dice lei, un “taroccamento”. Non possiamo mostrare il fianco così facilmente.
            A tal proposito, avendo ripetutamente e ancor ripetutamente letto (almeno la parte che riguarda in “costo marginale”), non ho trovato alcun riferimento dell’ “adeguamento degli oneri di sistema” tra le due bollette.
            Per cui, pur non volendo replicare, adesso replico e chiedo: le due bollette da 113,76 e 151,26 sono i costi finali effettivi e non con gli oneri di sistema “tolti dal conto lordo”?
            Se sì, i confronti non sono fatti a parità di regimi fiscali.
            Se no, dove è stata considerata da differenza degli oneri di sistema? che non lo vedo? lo chiedo umilmente, non lo vedo.
            Poi le considerazioni del togliere o mettere o uniformare gli oneri di sistema è tutto opinabile.
            a) Si ritiene che la diminuzione del set-ott 2021 vada a regime? o verrà annullata come in nov-dic 2021? allora si devono equiparare le due bollette riducendo nella prima (set-ott 2020, 113,76€) la differenza degli oneri (0,017424€/kWh x 570kWh). O forse toglierli da tutte e due e in quest’ultimo caso avremmo addirittura un “costo marginale” di meno di 0,09€/kWh.
            b) si ritiene che la riduzione e annullamento degli oneri sia transitoria a che con il prezzo dell’energia a regime, fuori dall’attuale picco, verranno ripristinati. In questo caso i conti li ho già fatti aggiungendo alla bolletta del 2021 la differenza degli oneri, risultato il costo marginale diventa 0,1378€/kWh, ben il 53% in più di quello calcolato.
            I dati sono dati, non c’è da considerarli “taroccati”. Su Abbotto ci fidiamo.
            E’ come i dati dei morti Covid, circa il 50% vaccinati e 50% non vaccinati, allora il vaccino non conta niente! Ma i 400 morti (vado a memoria) dei vaccinati sono relativi a 45 milioni di persone vaccinate, i 400 morti non vaccinati sono relativi a 5 milioni di persone non vaccinate. Circa 9 volte tanto. E allora???

          • @Daniele CL: rileggendo mi accorgo che potrei essere frainteso, quando scrivo “…se cominciamo a far polemica tra di noi, allora bene…” non voglio assolutamente dire che va bene se cominciamo.
            “allora bene!” voleva essere una esclamazione per dire “non andiamo bene per nulla”.
            Ehhh, non è facile scrivere…
            Dovremmo trovarci seduti a un tavolo a berci un caffè…o quant’altro 😉😁 ma un caffè con l’auto elettrica costa più o meno che con una termica????

  5. ammetto di non aver letto l articolo ma il professore e il giornalista continuano con questa tesi. quindi: quest’ anno ad ottobre ci sono degli sconti in bolletta relativi agli oneri di sistema , non é che la ditta che fornisce il professore abbia abbassato i prezzi perché fornisce energia verde.
    secondo dal dettaglio risulta che il costo al kwh é 0.045 che é un prezzo super agevolato ma che presto scadrà

    • Articolo fuorviante, rappresentativo di un caso specifico in un momento di assoluta non rappresentatività del mercato elettrico e dei costi sostenuti dai clienti medi. Da sostenitore della mobilità elettrica trovo scorretto pubblicare informazioni del genere illudendo gli utenti di costi di 90 €/MWh per ricarica casalinga di veicoli. Siete un forum molto seguito sul tema, credo abbiate delle responsabilità oggettive a riguardo. Si finisce per fare un terribile autogol venendo sbugiardati dai numerosi commenti riportati, facendo una pessima figura per cercare di rappresentare una situazione idilliaca di carattere assolutamente temporaneo.

      • Certo che è un caso specifico, chi lo nega? Tuttavia è il caso di un utente che non beneficia di privilegi o condizioni particolari: ha semplicemente scelto fornitore e formula contrattuale con accortezza (sul mercato) e gestito correttamente le ricariche della propria auto. Cosa impadisce ad altri di fare altrettanto? La sua osservazione sul momento “non rappresentativo”, poi, è del tutto fuori luogo. Solo le leggi fondamentali della fisica sono eterne. Forse.

      • Come rispondevo in un altro commento se lei oggi stesso cerca in rete come utente (almeno nell’area metropolitana di Milano) trova offerte con quota Energia a 8 centesimi/kWh in fascia F3 con fornitori molto noti (e non escludo che, cercando con fornitore meno noti, riesca a trovare promozioni ancora più competitive). Questo contratto, se desidera, lei lo può stipulare oggi stesso e ricaricare, per la parte quota energia, a questo importo per la Quota Energia per i prossimi 24 mesi. Tra l’altro ha anche la soddisfazione di utilizzare energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili, aspetto non trascurabile. Poi si vedrà (dipenderà dall’aumento della quota rinnovabile sulla produzione di energia elettrica, dal prezzo estremamente oscillante del gas naturale ecc.). Certo, comporta, se vuole risparmiare, ricaricare principalmente in fascia F3, come mi pare scrivevo esplicitamente. Tuttavia, come anche qui commentavo, questo per me (e credo per molti lavoratori diurni) non rappresenta una limitazione perché io utilizzo l’auto di giorno e quindi la ricarico solo di notte (di norma a potenza molto bassa, 1,2-1,4 kW, perché più che sufficiente a garantire la mia esigenza giornaliera di chilometraggio in circa 10 ore di ricarica).

      • @Massimo Degli Esposti: sono in perfetto accordo con Giulio soprattutto col termine “autogol”. Nel precedente articolo mi ero permesso di difenderlo in quanto lo consideravo esempio di come fare i conti. Questo è il secondo e non sembra più un esempio ma una dimostrazione e questo non va bene.
        Primo: Non solo per il particolare contratto del prof. Abbotto ma soprattutto perchè non si possono fare confronti tra due periodi con regime fiscale diverso. Ricordo che nel 2020 sett-ott gli oneri di sistema erano 0,041817€/kWh mentre, transitoriamente, nel sett-ott 2021 sono stati 0,024393€/kWh (per nov-dic sono stati azzerati) con una differenza di 0,017424€/kWh. Se ci fossero state le stesse tasse nel 2021 la bolletta di Abbotto non sarebbe stata di 151,26€ ma ci sarebbe stato un aggravio fiscale di 0,017424 x 978kWh + IVA = 18,745€. La bolletta sarebbe stata 170€.
        Facendo il confronto con questa il delta consumo rimane di 408kWh ma il delta costo diventa 56,24€ da cui il costo marginale dell’energia diventa 0,1378€/kWh, ben il 53% in più di quello calcolato. Direi, da ing., che un simile errore non è accettabile.
        Secondo: per la mia zona, Forlì 47121, attualmente, ovvero oggi, non trovo alcun fornitore che mi applichi per la sola energia un prezzo minore di 0.12€/kWh, poi la scheda di confrontabilità mi dice che spenderei di più che con maggior tutela, ma questo è un altro capitolo.
        Terzo: il contratto del prof. Abbotto presumo sia a prezzo fisso, probabilmente è a scadenza. Sfido ambedue (Abbotto e Degli Esposti) a fare un confronto fra la prima bolletta del nuovo fornitore con quella di 1 anno prima.
        Quarto: faccia il confronto tra lug-ago 2021 e lo stesso set-ott 2020. O se volete tenere lo stesso periodo lug-ago 2021 con lug-ago 2020 (stessi oneri di sistema) anche se per me i confronti dovrebbero essere fatti tra periodi adiacenti con sufficienti differenze di consumi: il costo marginale dell’energia (che è quella da considerare per la carica delle nostre BEV) non dipende da chi è il responsabile del maggior consumo del periodo. Che sia l’auto o il condizionatore o la PdC non importa.

        • Non sono l’avvocato d’ufficio di nessuno, tanto meno del professor Abbotto che sta già replicando con ammirevole pazienza. Confesso anche di non amare la matematica, quindi non entro nel merito. Però mi permetta: che toni vi permettete di usare? Qui abbiamo un utente qualificato che si prende la briga di calcolare al centesimo, disaggregandole, tutte le voci della propria bolletta, spiegarne il senso, distinguere fisso da variabile, confrontare periodo pre e post ricarica auto e via dicendo, il tutto per mettere il risultato a disposizione di tutti noi e deve difendersi dalle accusa di aver prodotto un articolo “fuorviante”, “non rappresentativo” e addirittura di aver “fatto autogol”. Ma santo cielo, cosa vi rode dentro a gistificazione di tanta aggressività?

          • @Massimo: forse non ci siamo capiti se il mio intervento (anche quello di Giulio) è sembrato aggressivo. Lei stesso, non più tardi di 10 gg fa, mi ha ringraziato per aver sostenuto in acceso dibattito con Raffarle Zirlando e il sottoscritto (scusandosi) si è complimentato con lei per la sua pacatezza e dettaglio nelle risposte alle solite tiritere.
            E nel primo articolo del prof. Abbotto l’ho difeso considerando i calcoli come un “esempio” metodologico. Ma in questo, oltre la pregevole spiegazione del come disaggregare e valutare i costi fissi e variabili, viene fuori la conclusione che il “costo marginale” calcolato è del tutto corretto e che qualsiasi di noi ci può raggiungerlo facilmente.
            Questo è un fantastico sito di divulgazione e non è un semplice forum. Un qualsiasi lettore che legga e riconosca che i dati non sono coretti, poi non si fida neanche di tutte le altre sacrosante informazioni. Non si parla di valori che si discostano del 10-20% da quelli di noi comuni mortali, ma del 200% (spero che si fidi che non sono di primo pelo e seguo il mercato libero costantemente, passai per un istante a XXXX Light e finchè non mi obbligano rimango in maggior tutela).
            Ribadisco che l’articolo è pregevole nel descrivere il “metodo” e le varie voci. Discuto sul proporre i vari conti come “dimostrazione” che il valore di 0,09€/kWh sia facilmente raggiungibile. Già nel titolo si evince questo!
            E non posso non apprezzare di come il prof. Abbotto abbia ringraziato la correzione fatta da Paolo riguardo l’aumento di potenza.
            E nell’ultimo paragrafo dell’introduzione anticipa che anche dall’analisi dettagliata si dimostra che il “costo marginale” si può fare semplicemente dal rapporto tra “DeltaBolletta” e “DeltaConsumo”. Lo possiamo fare facilmente e semplicemente tutti. Questo però tra 2 bollette con uguali condizioni contrattuali (costo energia, oneri e accise).
            Non si fanno confronti con periodi a diverso regime fiscale, a prescindere del proprio “amore della matematica”😉. E’ fuorviante.
            Non mi stancherò mai (beh…mai dire mai 😁) di ringraziare voi per la gestione di questo sito ed anche tutti i vari collaboratori/lettori che scrivono e condividono con noi le loro esperienze.

        • Premetto che il mio scopo è di mettere a disposizione dei dati affinché poi ciascuno, in autonomia, giunga alle conclusioni che desidera.
          Riguardo le sue precisazioni osservo solo quanto segue.
          1) Per gli oneri di sistema ho già tenuto conto della differenza che lei dice togliendolo dal costo lordo della bolletta e poter fare, come dice lei, un confronto corretto. I valori in tabella ne tengono già conto. Nel primo articolo avevo addirittura normalizzato al centesimo i costi diversi per kWh nei due periodi, per rendere ancora più confrontabili i due bimestri. Come dicevo le conclusioni non cambiavano.
          2) Ho precisato già diverse volte che i costi si riferiscono a Milano. Chiunque può verificare in rete che sia così. Ho anche aggiunto che, chiunque desideri, può stipulare un contratto oggi stesso con prezzo bloccato per i prossimi 24 mesi all’importo che ho indicato (e si tratta di una multinazionale molto nota in Italia e all’estero, tra i primi gruppi mondiali nel settore energia). Quindi a me pare che sia qualcosa che non si riferisca solo al passato. Purtroppo non posso parlare per il resto d’Italia perché non conosco i dati. Spero che queste precisazioni siano state utili.
          3) Il mio contratto non è particolare o riservato. Come dicevo è di una multinazionale tra le prime al mondo e chiunque lo può stipulare. Nell’area di Milano i prezzi sono quelli che ho detto e sono verificabili.
          Se mi permette il punto è che si tende a parlare di costo dell’energia medio nelle 24 ore. Il senso del mio articolo è proprio quello di invitare a ricaricare in periodi particolari, come già facciamo tutti per altri sistemi di elettronica a batteria ricaricabile, dallo smartphone al notebook. Noi tutti già usiamo questi dispositivi di giorno e li mettiamo in carica di notte. Si tratta di fare lo stesso con un altro sistema a batteria: l’automobile elettrica. In tal caso il costo vero non è più quello sulle 24 ore ma quello appunto notturno. L’unico elemento a sfavore è che, quando vi saranno milioni di vetture elettriche anche in Italia, non tutti potranno ricaricare di sera o nelle prime ore della notte per evitare picchi di domanda che potrebbero essere poco gestibili dalla rete. Questo punto l’ho affrontato in un altro commento.

  6. Credo che non sia il periodo per fare questi conti. Il costo dell’energia a novembre-dicembre è passato a 0,218760€/kWh in F1 e 0,197480€/kWh in F2-F3 (maggior tutela) e le accise sono state annullate. Per inciso a lug-ago e sett-ott l’energia era a 0,13(F1) e 0,11(F2-F3) €/kWh Per chi ha fatto un contratto a prezzo fisso questo incide favorevolmente, nessun aumento dell’energia e riduzione delle accise, ma per la maggior parte non è così.
    Invito ognuno a fare i propri conti prendendo 2 bollette e fare delta€ diviso deltakWh, non importa se il maggior consumo dipenda dall’auto o dal riscaldamento o altro, così si valuta il “costo marginale” dell’energia. E farlo con bollette adiacenti, non da un anno all’altro, in pochi hanno il contratto a costo fisso.

  7. Salve, dai suoi calcoli si evince un costo materia (Comp. energia + Dispaciamento) di 39,87 euro. Diviso per i KWh consumati (570), risulta il costo unitario della materia di 0,067 euro/KWh. Io sono nel mercato tutelato e sull’ultima bolletta il costo della materia risultava 0,197 euro/KWh, nelle ore notturne. Ma quale gestore sta utilizzando ? Grazie

    • Buongiorno, preferisco non rispondere per non fare pubblicità ma se va su qualsiasi comparatore o anche su siti di riviste specializzate (ad esempio Altroconsumo) trova offerte migliori, almeno per la mia area (Milano). Può trovare di tutto, da mono a fasce, prezzo bloccato per 12 o 24 mesi. Tenga anche conto che io cambio spesso per cogliere sempre le migliori offerte sul mercato. Al momento ad esempio vedo che per Milano vi sono offerte con prezzo bloccato 24 mesi per la parte Quota Energia a 8 centesimi/kWh in fascia F3. Forse se ne trovano anche di più basse. Tutte le altre voci (Spesa per il trasporto e la gestione del contatore e Spesa per gli oneri di sistema) sono definiti da ARERA e quindi uguali per tutti.

    • @Andrea: consolati, nel settembre 2020 noi di maggior tutela spendevamo 0,042000 €/kWh (F2-F3) . Sì, va beh, ad ottobre aumentò a 0,062340€/kWh 👀😢

  8. Buongiorno ottimo articolo utilissimo. Volevo solo aggiungere che mi pare di ricordare che ci fosse un’ opportunità gratuita da parte di ARERA e GSE di poter passare da 3 a 6kwh di consumo nelle ore notturna senza cambiare il contatore da 3kw .. CREDO la promozione fosse valida fino a Giugno 2022. Corretto?..

  9. Ottimo articolo!
    Si può trarre la conclusione che conviene “consumare tanto” dal contatore in modo tale da “spalmare” i costi fissi su tanti kWh.
    L’unica precisazione da fare è quella relativa ai costi dell’aumento di potenza, che per il mercato di maggior tutela fino a fine 2022, sono circa i seguenti:
    56 € per ogni kW di incremento (entro i 6 kW)
    23€ contributo spese amministrative.
    Bisogna aggiungere IVA al 10%
    Ipotizzando vogliate un “contatore da 6 kW”, e uso le virgolette per descrivere il modo colloquiale con cui viene definito l’aumento di potenza impegnata in una fornitura di energia elettrica, la spesa che affronterete è quindi di circa 229€ una tantum calcolati moltiplicando i 56€ per 3,3 kW, sommando 23€ contributo spese amministrative ed aggiungendo l’IVA.
    Nel mercato libero i costi potrebbero essere diversi

    • Anno scorso mi feci fare un preventivo per passare dai 3kW ai 6kW. L’incremento costava non 56€/kW ma 55,66€/kW però nelle voci di costo era riportato 55,66 x 1,6 … 89,06€. boh sarà stato un errore??? Poi, dopo 3 mesi di utilizzo dell’auto elettrica, non ritenni di fare il passaggio.
      Devo aggiungere che nel cambio 3=>6kW si deve considerare che c’è un leggero aumento delle accise che, per le sole utenze residenziali da 3kW, hanno una fascia di esenzione pari a 159 kWh/mese.

      • Aggiungo che per il maggior tutela il prezzo dell'”impegno potenza” è di 1,77€/kW impegnato al mese + IVA da cui 6kW verso i 3kW, ovvero 3kW in più sono 1,77 x 3 x 12 = 63,72 € + IVA = 70,092€ anno (5,841€/mese) in più, oltre i succitati oneri e accise per i circa 1800kWh anno (150kWh/mese) che nel contratto residenziale da 3kW sono esentati.

    • Ringrazio per la precisazione sui costi di aumento potenza. In effetti io mi riferivo al mio caso personale di aumento potenza, fatto alcuni anni fa. Riguardo al fatto di spalmare i costi fissi quello che dice è vero se uno divide il costo totale della bolletta per i kWh consumati. Nel caso della mia analisi ho invece tolto i costi fissi dal calcolo. Come commentavo il “trucco” è prendere un’offerta con un buon prezzo in fascia notturna e festiva e ricaricare l’auto durante quel periodo (nel mio caso non rappresenta un sacrificio perché io uso l’auto di giorno e quindi è in carica solo la notte; credo che sia una situazione abbastanza comune, almeno per un lavoratore diurno). Se invece si ha un impianto fotovoltaico il discorso cambia. Avere un’automobile elettrica significa anche adattarsi alle varie situazioni per cogliere il meglio. Si deve cambiare approccio rispetto al possesso dell’automobile termica, dove il prezzo della benzina/diesel non lo posso determinare io e tantomeno sfruttare rifornimento diurni o notturni per poter risparmiare.

    • Sì, esatto, conviene consumare tanto per sfruttare meglio i costi fissi del contratto di fornitura elettrica.
      Esempio: io ho il riscaldamento centralizzato condominiale e un contratto aggiuntivo del gas per piano cottura e acqua calda. Mettendo piano cottura a induzione e scaldabagno elettrico posso eliminare un contratto di fornitura del gas e i suoi relativi costi fissi. Ovviamente poi ho anche un’auto elettrica e 6kW in monofase mi bastano per tutto.

    • Professore buongiorno, meraviglio che dall’alto della sua scienza pubblichi una cosa del genere. Oggi il prezzo della sola componente energetica sul mercato all’ingrosso pun è di circa 0,30 centesimi ogni kW il costo che lei ha sostenuto appartiene ad un vecchio contratto in prossima scadenza. Inoltre lei non ha tenuto in considerazione che gli oneri di sistema in parte sono stati aboliti momentaneamente dal governo draghi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome