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Dal diesel a una elettrica: Andrea chiede consigli

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Attualmente Andrea guida una Mazda Cx5 a gasolio, ma l'elettrico lo tenta.

Dal diesel a una elettrica: Andrea guida una Mazda Cx5 a gasolio ed è tentato dal passaggio. Per lavoro fa molti km: gli conviene? Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i quesiti vanno inviati all’indirizzo info@vaielettrico.it

dal diesel alla elettricaDal diesel a una elettrica: col gasolio arrivato a 2 euro al litro, la mia Mazda Cx5…

“Vi seguo con molto interesse da parecchio tempo, sono agente di commercio. A gennaio dovrò sostituire l’auto e vorrei passare all’elettrico soprattutto per i costi di gestione che in questo momento storico sono insostenibili. La mia auto (Mazda Cx5 diesel) non fa più dei 16/17 km/LT a 2€ litro, è veramente troppo. Qualcuno si trova nella mia stessa situazione? Ho la possibilità di ricaricare nel box, dove installerei una wallbox. Mi piacciono molto la Skoda Enyaq, la Nissan Ariya e la nuova Megane E-Tech. Purtroppo gli ecoincentivi sono ridicoli: ho fatto qualche preventivo per il noleggio a lungo termine, ma a mio avviso ancora troppo caro, meglio leasing o acquisto con buy-back. Se qualcuno è nella mia stessa situazione e ha esperienza in merito, ogni consiglio è bene accetto“. Andrea

dal diesel a una elettrica
La Nissan Ariya è lunga 460 cm, poco meno dell’Alfa Romeo Stelvio. È stata di recente protagonista di una breve prova su strada di Vaielettrico. Qui il video 

Un primo confronto sulla spesa per fare 100 km

Risponde Paolo Mariano Non ci dà molte informazioni sulle sue necessità di mobilità. Non ci dice ad esempio quali siano le percorrenze giornaliere massime, né se le capiti di essere in trasferta per giorni (e quindi pernottare fuori). O se al contrario rientra a casa ogni sera. Né ci dice quanti km percorra annualmente. Ma ci dice che ci segue da parecchio tempo. E quindi immagino che la sua scelta di un’elettrica (oltre che supportata dalla voglia di risparmiare), sia giustificata da un’attenta analisi di fattibilità. Lo diciamo spesso. Le elettriche non sono per tutti. Ma sono per molte più persone di quante poi vi si avvicinino.  Veniamo ai costi di gestione.Se stimiamo un consumo non superiore a 20 kWh/100km, immaginando un mix tra ricariche casalinghe e pubbliche, possiamo stimare una spesa di circa 6 o 7 euro/100km. Contro i circa 12 euro che spende attualmente.

Dal diesel a una elettrica
La Skoda Enyaq, un’altro dei modelli elettrici all’attenzione di Andrea.

Dal diesel a una elettrica / Occhio alle offerte dei noleggiatori

Come saprà, i costi di manutenzione sono irrisori per le elettriche. Che non pagano bollo e hanno costi assicurativi generalmente più bassi della controparte termica. Quando andrà quindi a paragonare gli importi delle rate del leasing o dell’acquisto con formula buy-back, tenga conto anche di questo. Se le sue percorrenze fossero ad esempio di circa 4.000 km al mese, un’elettrica le potrebbe costare in energia circa 280 euro. La sua termica più o meno 485 euro. E consideri che il costo per le ricariche dell’elettrica potrebbe essere più basso, anche di molto, se la percentuale di ricariche casalinghe fosse più alta, o totale. E se i consumi medi, come probabile, fossero più bassi di quelli presi in esame (20 kWh/100km). Le consiglio di scandagliare attentamente le proposte dei grandi noleggiatori. Soprattutto sull’elettrico, in questa fase, se si è disposti a scegliere tra auto in pronta consegna (che non mancano!), le offerte spesso sono  ottime.

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24 COMMENTI

  1. Si tenga il Diesel, riduca la velocità di crociera a 125 km/h e vedrà dei bei benefici. Altrimenti prenda una Tesla con duecentomila CV (equivalenti) ma con il cruise al massimo a 110kn/h.

  2. Buongiorno,

    sono in una situazione simile: per lavoro percorro infatti ca. 60.000 km l’anno , l’80% dei quali in autostrada e il passaggio a un’elettrica (es. Model 3) mi solletica non poco.
    Attualmente con la mia A6 40 TDI faccio una media di 7 litri/100 km, perché tengo sempre velocità sostenute (tendenzialmente attorno ai 170 km/h, ove il traffico lo permette).
    Vorrei capire a questo punto quali potrebbero essere i consumi (e quindi l’autonomia) di un’elettrica con queste velocità.
    Grazie del contributo.

    • Per avere quelle medie con una elettrica direi che esiste una sola opzione: il treno.
      A parte che fare i 170 è pericoloso e non mi si venga a raccontare la favoletta del quanto si è bravi e prudenti etc. etc., trovi un sasso e sei morto e non c’è airbag che tenga, ai 170.
      Una Tesla Model 3 LR che ai 130 sfiora i 400 km (consumo di 19,9 kWh per 100 km), ai 170 sale a 32 kWh/100 km. Col risultato che arriva a malapena a 240 km di autostrada.
      Se deve fare 350 km in singola tratta, andando ai 130 impiega 2 ore e 41 minuti.
      Ai 170 impiega 2 ore e 4 minuti + una sosta per caricare 40kWh, circa 15 minuti. La differenza è di 20 minuti a favore dei 170 ma ha rischiato la sua vita, quella degli altri, ha usurato la macchina, rischiato 10 punti sulla patente, una multa meritata e stratosferica e ha speso 20€ di corrente in più. Ne vale davvero la pena? Lei guadagna più di 60€ netti all’ora?
      Non devo farle nè la predica nè la morale, la risposta alla domanda se esiste una elettrica che le permetta di continuare a fare i 170 in autostrada è: sì, se fa poco più di 200km a tratta, altrimenti se lo scordi.

      • Grazie Guido per la risposta, davvero completa e che ha fugato ogni mio dubbio sui consumi e autonomia delle auto elettriche alle velocità a me più consone (che so benissimo essere “fuori legge”).
        Detto questo, a 130 km/h la mia A6 consuma ca. 5,5 litri/100 km, con un’autonomia di 1.150 km (se consideriamo anche la riserva), 1.000 se non la consideriamo.
        La Model 3 LR, mantenendo un 20% di carica residua (per sicurezza) alla stessa velocità avrebbe un’autonomia di ca’. 320 km.
        A 170 all’ora la A6 avrebbe un’autonomia di 750/800 km, la Tesla di appena 200…
        Direi quindi che per un uso professionale dell’auto, il Diesel è ancora la soluzione migliore.
        Sicuramente però nei prossimi anni la tecnologia permetterà di avere batterie più performanti, leggere e con delle ricariche super rapide. A quel punto si che ci sarà un’inversione di tendenza forte. Io lo spero davvero.

        • Con 80kWh utili (e si può caricare al 100% senza problemi se si parte appena finita la carica) e considerandone l’80% (ma arrivare al 5% non è un problema per la batteria), sono effettivamente 330 km.
          Tesla beneficia anche della sua rete di ricarica dedicata, ma sempre 330 km rimangono, i 1000 km sono e resteranno per sempre irraggiungibili: non perchè sia tecnicamente impossibile, ma perchè non avrebbe senso per il tipo di mobilità verso la quale si sta andando. Solo se arrivasse un tipo di batteria tipo LFP (così non ha terre rare) o Sodio, con densità gravimetrica altissima e costi dimezzati rispetto ad ora, forse le avremo, magari parliamo di oltre un decennio e magari non avrà comunque senso perchè nel frattempo saranno talmente diffuse le colonnine o la ricarica per induzione in autostrada che non avrà comunque senso salvo veicoli davvero particolari.
          Perchè al di là dei costi, produrre veicoli da 1000 km che servono allo 0,x della popolazione “normale” (non che lei sia anormale, il tipo di percorrenza, sì!) rimane di nicchia. Normalmente le macchine hanno 5 posti e non 11 e non è che la si prende modello minibus perchè un giorno quando farà la Cresima il figlio mi porto in giro anche i 4 nonni ma per il restante 99,99% del tempo ho un veicolo che fatico a parcheggiare e che mi consuma molto e che ho pagato tanto.
          Io le riporto, però, l’esperienza di tanti Teslari che fanno 60.000 km all’anno: loro ci riescono e sono felicissimi del risparmio (perchè su quei chilometraggi, anche risparmiare 0,1€ a chilometro fa 6000€ di differenza!), provi a farsi “un giro” sui forum e a chiedere direttamente a loro… l’esperienza diretta è sempre buona cosa. Anche se non troverà viaggiatori da 170km/h…

          • Non metto in dubbio che ci siano dei teslari che fanno 60k km l’anno. Ma è un modo diverso di approcciare il “viaggio”, un modo più rilassato da un certo punto di vista, ma anche più ansioso dall’altro.
            Per come uso io l’auto siamo ancora lontani, ma confido che fra qualche lustro le macchine elettriche saranno la maggioranza del parco circolante con i relativi vantaggi (infrastrutture, autonomia, costi).

  3. Un consiglio che mi sento di dare sulla base della mia esperienza è che il confort e il piacere di guida di una elettrica è così superiore che anche scegliendo una vettura di fascia più bassa di quelle indicate da lei le sensazioni sarebbero più simili ad una vettura premium. Mi viene in mente per la sua circostanza una ID.3

    • Infatti sto valutando anche la nuova Megane che per il momento ho solo visto dal vivo in concessionaria,la seduta è comoda e rialzata come piace a me,inoltre è decisamente compatta,per le mie esigenze potrebbe andare bene quella con la batteria maggiorata

  4. Io sto valutando la Volvo XC40 Recharge omologata autocarro N1, così i costi di gestione almeno sono a carico della PIVA/società.
    Per ora é l’unica auto elettrica o ologabile N1 (a parte la Nissan Leaf che é arrivata a fine produzione e la Kia e-niro che non sanno se il modello 2022 é omologabile, la vecchia lo era). Ha anche una buona autonomia, l’ho provata per 200km tra autostrada, urbano ed extraurbano, i consumi sono più alti di altre auto elettriche provate, però mi é piaciuta e ci sto pensando.

    • Molto bella,ho provato la recharge core,quella con un solo motore, mi ha stupito positivamente il silenzio e il piacere di guida anche se la prova è stata breve.

      • Si per l’omologazione N1 è obbligatoria la Single Motor, ma ti consiglio la versione Plus perchè almeno ha la guida assistita di livello 2 e per chi fa molta strada, è una comodità unica

  5. Grazie per avere pubblicato il mio quesito e a tutti coloro che hanno risposto;sono Andrea , l’agente di commercio.
    Mi sembrava di avere scritto i km annui percorsi che comunque sono circa 40000 così spalmati :20% città,45% strade statali e il 35% autostrada.
    Il mio spostamento massimo in un giorno è anche di 400/450km (in realtà una volta al mese), mediamente 150/250 km al giorno dipende dai giri visite. Mi sto informando più o meno da tutti i concessionari (Nissan,Volvo, Renault,etc.)per capire cosa propongono (in realtà poco e spingono ancora sul diesel nonostante tutto)

    • La scelta di SUV (o come li si voglia chiamare) ha una qualche motivazione rispetto ad una berlina che offre consumi nettamente migliori? Anche la auto visionate mi lasciano perplesso, si spazia da 30 a 60k euro quindi è difficile darti una risposta. A sensazione credo che una model 3 standard range potrebbe fare al caso tuo visto che non fai mai viaggi lunghissimi, ma hai lasciato troppe variabili aperte che possono modificare il risultato

  6. Commento che Diego ci ha fatto pervenire via mail, non riuscendo a postarlo:
    “Gli EV costano molto caro e sul mercato dell’usato non si trova ancora praticamente niente.
    A gennaio 22 ho scoperto il Noleggio luglio termine di auto già usata.
    Ho trovato una Leaf40 di 2 anni e 20’000 km ad un canone accessibile.
    Se tra 4 anni sarà obsoleta e con batteria fiacca, non sarà più un mio problema…
    Se fai lunghi spostamenti quotidiani, devi calcolare di poter fare la singola tratta con il salto di batteria da 80% a 20%; meglio se 80-20% tra andata e ritorno.
    Ultimo consiglio:
    Per i costi di esercizio considera i KWh erogati dai contatori,
    ma,
    per l’autonomia di viaggio, considera qualche app che legge direttamentela batteria (power cruise control).
    Tra le due cose balla 15-20%.
    Ultima cosa:
    Nel traffico, con EV, ogni velocità è quella giusta:
    2, 5, 15… km/h niente sussulti, niente cambio anche automatico che deve destreggiarsi;
    ci si sposta in silenzio, sperando che il traffico finisca presto”.

    • Diego, non è sempre vero che gli EV costino molto cari all’acquisto. Dipende in buona parte dalla fascia di prodotto. Nella fascia alta le elettriche sono quasi sempre più economiche della loro controparte termica. Nella fascia bassa non lo sono quasi mai. Ma, a seconda di quanti km vi si percorrono, lo possono diventare più o meno rapidamente. visti i più bassi costi di gestione.
      Non è vero che bisogna considerare necessariamente di effettuare le due tratte partendo con batteria all’80% e utilizzandola solo fino al 20%. La batteria si può utilizzare tutta. Importante è solo non lasciarla carica al 100% a lungo (basta programmare la ricarica per ripartire quando raggiunge il 100%). Né è consigliabile lasciarla scarica a lungo. Ma basta ricaricare subito.
      Power Cruise Control è un ottimo strumento. Io lo definisco l’angelo custode del viaggiatore elettrico. Ma non è assolutamente indispensabile per muoversi.

  7. Passare subito all’elettrico ed abbattere definitivamente il monoblocco del diesel con un proiettile magnum, così diventa inutilizzabile e smette di fare danno.

  8. Ci sono degli aspetti da tener conto sulla gestione dell’auto nel caso l’auto sia per uso professionale professionale e deve fare tanti chilometri, per questi aspetti io punterei una Tesla Model 3, il problema non sono le auto in se, ma l’ecosistema che gli gira attorno per il rifornimento, software di gestione rifornimento e assistenza in caso di guasti, su questi aspetti tra Tesla e il resto delle case automobilistiche c’è un abisso e non andrei a spendere un sacco di soldi per una non Tesla.
    Diverso è il caso di un uso privato dell’auto per il quotidiano e qualche viaggio turistico

    • Mi accodo, un conto è uso privato e un conto è uso da agente di commercio, si presuppone un chilometraggio importante (almeno 3000 km mese), la rete fast di Tesla, soprattutto al Nord, è capillare e si aggiunge alle altre fast o quick che sono comunque utilizzabili.
      Inoltre la Model 3 LR è in assoluto uno dei veicoli con la più alta autonomia ed è imbattuta come sicurezza attiva e passiva (test EURO NCAP) che per qualcuno che è sempre in macchina, a mio parere, è uno degli elementi di scelta.
      Il valore di rivendita è semplicemente stratosferico, perdono pochissimo, basta guardare sul sito Tesla la ridicola differenza tra un nuovo e un usato anche con percorrenze che deprezzerebbero qualsiasi altra macchina.
      E non trascurerei il discorso FSD, che ha estremamente senso per chi ne fa uso intenso, fa la differenza tra arrivare stanco o assolutamente riposato, anche con le enormi limitazioni date dalle attuali leggi, che si spera si ammorbidiranno.

      • Buon giorno Bernardo, buon giorno Guido,
        non abbiamo sufficienti informazioni sul lettore per poter affermare quanto dite, a mio avviso.
        Tesla offre senza nessun ombra di dubbio la migliore esperienza d’uso (in termini generali) per chi arriva dal termico. Su questo siamo tutti d’accordo.
        Ma in un’auto c’è anche dell’altro. I prodotti Tesla non sono i migliori per qualsiasi tipologia di utilizzo. E noi non sappiamo troppe cose sul nostro lettore per poter suggerire un modello piuttosto che un altro.
        Detto ciò, gli argomenti che citi, Guido, sono pienamente condivisibili.
        Il Full Self Driving? ok, ma al momento non c’è ancora… 🙁 e tutte le auto sul mercato, Tesla o non Tesla, hanno tutte un sistema di livello 2. Da questo punto di vista, piuttosto, se posso dire, il sistema di guida assistita di Tesla è forse al momento il meno raffinato.

        • Vero, non abbiamo informazioni, sarebbero necessarie per una risposta mirata.
          Le mie infatti sono considerazioni generiche.
          Dissento bonariamente sul sistema di guida assistito di Tesla che sia il meno raffinato… ovviamente basato sulla mia esperienza sia diretta (ho guidato auto aziendali Audi, Skoda e anche Mercedes, più Renault però di segmento C) e indiretta (le testimonianze di chi ora ha Tesla e proveniva da BMW o Mercedes), non tutti siamo fortunati come certi personaggi che vanno in giro per le Dolomiti guidando auto da sogno!
          Azzardo una difesa alla mia teoria (che ribadisco, è parziale e pure viziata dalla mia adorazione per il marchio): il FSD con le attuali leggi europee è “castrato” e quindi alla fine non può che fare una minima parte di quello per cui è stato pensato. I filmati della beta V11 in circolazione su YT sono abbastanza eloquenti, ma finchè la normativa Europea non toglierà certe assurde limitazioni (esempio: lo sforzo al volante inferiore ai 5kg costringe a vistosi rallentamenti per stare dentro ai parametri in curva o costringe allo sgancio continuo) non può assolutamente esprimersi. Le limitazioni sembrano pensate per favorire tutti gli altri produttori, se si volesse essere maliziosi, dato che quando sono state imposte l’unico veicolo che le superava al momento era Tesla.
          All’evento Tesla di Settembre a Bologna, parlerà Fabrizio De Vitali (Devix) rientrato da poco in Italia dopo 3 anni di permanenza USA, che racconterà la sua esperienza come beta tester della FSD: lui non concorderebbe!

        • “Da questo punto di vista, piuttosto, se posso dire, il sistema di guida assistita di Tesla è forse al momento il meno raffinato.” Quando l’ho scritto io mi hanno lapidato.

          • “Quando l’ho scritto io mi hanno lapidato” : lei non ha scritto quello che ha scritto Paolo Mariano.
            Le parole hanno un peso: nella forma, nella sostanza, nell’emittente, nel destinatario, nello stile e nella cronologia.
            “Il sistema di guida assistita tesla (criminalmente chiamato Autopilota) è pessimo” non è come scrivere “se posso dire” e “forse” e usare la forma sottrattiva (“meno”), perchè è dichiarativo, definitivo e assertivo, sorvoliamo sulla veridicità (nella classifica NHTSA ci sono 3 modelli Tesla in testa, perchè la Model Y deve ancora avere dati sufficienti, così potranno essere 4).

        • Si d’accordo facevo conto che il lettore percorra tipo 4000km al mese.
          Ho voluto anche togliermi un sassolino dalla scarpa sul gruppo Volkswagen, possiedo una e-Golf e sono supercontento per l’uso che ne faccio, quotidiano e turismo e pagata come mezza Tesla, ma è mai possibile piazzare dei software per gestire il rifornimento a bordo macchina così penosi? Io dico che una squadretta di ingegneri neolaureati in informatica con spirito di iniziativa avrebbero fatto di meglio , non capisco come ragioni il consiglio di amministrazione della VW, peccato perché le auto sono ottime dal punto di vista hardware.
          E poi sfornare macchine demandando alla pubblica assistenza l’installazione delle colonnine? Bisogna che le case costruttrici ci mettano del suo perché se aspettano i tempi della politica stiamo freschi, è inutile che Diess AD VW vada in giro con una ID.3 a lamentarsi dell’assenza delle colonnine
          A ben guardare le mie considerazioni sono esattamente la politica industriale di cui si è dotata Tesla, tanto di capello a Elon Musk non c’è che dire.
          Poi si costano tanto, quindi va bene per chi ne fa un uso professionale, o ha possibilità economiche, altrimenti si può spendere meno, però non è che le altre auto costino tanto meno di una Model 3, parlo sempre di auto di un certo livello.Per una ID.4 si parla di ben 50k€, non è che manchi molto per una Model 3 LR è la differenza li vale appunto per l’ecosistema Tesla, che gli altri marchi non hanno, ma non solo, non ci hanno ancora capito nulla li vedo come imbalsamati.

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