Dal 10 marzo via ad Agrisolare: 800 milioni per pannelli e colonnine

agrisolare



Agrisolare tris ai nastri di partenza. Dal 10 marzo si potranno inviare le domande per accedere al nuovo bando che sostiene l’elettrificazione delle aziende agricole: contributi per installare impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica per i veicoli. In campo ci sono 800 milioni di euro, che si aggiungono ai bandi precedenti da 2,3 miliardi, per un totale di 3,15 miliardi. Risorse del Pnrr. Peccato che resti in vigore il divieto di installare il fotovoltaico a terra, anche su terreni non coltivati o non coltivabili. Una limitazione che continua a pesare sulla reale capacità di espansione delle rinnovabili in agricoltura. Sul punto il ministro Lollobrigida ribadisce la linea del Governo: «Se fossero stati installati a terra avrebbero richiesto l’uso di 3.000 ettari di terra che oggi invece possono essere utilizzati a scopi agricoli». Una posizione che continua a far discutere, soprattutto alla luce del fatto che molti di quei terreni sono abbandonati.

agrisolare
Nuovo bando dedicato all’agrisolare: fotovoltaico nei tetti delle aziende agricole

Fotovoltaico solo nei tetti

Gli 800 milioni, non previsti inizialmente, sono il frutto delle richieste del ministero all’agricoltura, il dicastero con voce in capitolo sul bando, che visto il buon andamento della spesa ha voluto aprire un terzo capitolo. Come ci confermano gli addetti ai lavori, una gran parte delle aziende agricole ha investito sul fotovoltaico, grazie anche ad altri incentivi o investimenti privati. La misura riguarda anche l’agroalimentare, con la trasformazione di prodotti agricoli, dove l’energia è un costo importante che incide sui costi di produzione.

Dal ministero sottolineano come la Ue abbia ben valutato il lavoro sull’agrisolare, tanto che «Si è passati da una dotazione originaria di 1,5 miliardi a 2,3 miliardi dopo la prima rimodulazione. Con quest’ultima, che prevede 800 milioni di euro aggiuntivi, la dotazione arriva a 3,15 miliardi». Un investimento importante.

Un target quadruplicato fino a 1,5 GW di nuove installazioni

Vediamo cosa si è fatto finora con i soldi già stanziati: con i 2,35 miliardi sono stati finanziati oltre 23.000 progetti ed il target assegnato, in termini di potenza da fonti rinnovabili da installare, è stato quadruplicato passando da 375 MW a oltre 1.500 MW.

Fattoria agrisolare: altri 800milioni per pannelli sui tetti e colonnine

Per il settore agricolo ciò equivale ad un aumento della potenza installata del 47,7% rispetto a quella esistente; con i progetti già realizzati la capacità solare installata aumenta la capacità del 26%. Per alcune regioni, soprattutto quelle del Sud, l’aumento della capacità è ben più consistente: Campania+ 120%, Molise +112%, Puglia + 76%.

agrisolare
Una fattoria agrisolare

Quanti hanno già finito i lavori? «Oltre 15mila imprese hanno già completato l’investimento con una potenza installata di circa 1.000 MW ovvero 1 GW».  Il nuovo avviso, secondo i tecnici, potrà coinvolgere  tra 4.000 e 6.000 nuove imprese.

Tutte le  informazioni per partecipare al bando

Le imprese potranno presentare le domande sui nuovi progetti dalle 12 del 10 marzo e fino alle 12 del 9 aprile 2026 (consultare il sito del GSE).  Oltre l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, si finanziano quelli su stalle, cantine, magazzini, serre. Il contributo a fondo perduto è pari all’80%. La stessa misura finanzia la rimozione dell’amianto che «con i progetti finanziati ad oggi consentirà di smaltire oltre 3,6 milioni di mq del materiale, pari al 2,4% del totale dei siti mappati a livello nazionale dal ministero dell’Ambiente».

Pomodori sotto i pannelli: il fotovoltaico migliora le colture e rigenera i terreni

Risorse  anche per le batterie. «Oltre 17mila sistemi di accumulo sono stati finanziati nei progetti già finanziati e hanno dotato le imprese agricole di 721 MW di capacità di accumulo, ossia il 7,9% della capacità di accumulo totale italiana registrata nel 2024 dal Gse». Un dato importante, che dimostra però quanto il Paese sia indietro su questo settore.   Da non dimenticare il finanziamento per le colonnine di ricarica che permettono un forte risparmio sull’alimentazione dei veicoli.

E’ veramente un danno il fotovoltaico a terra?

Il ministro Francesco Lollobrigida naturalmente cavalca il successo. «Ci avevano detto che il Pnrr non era modificabile, che le risorse non sarebbero state investite, ma i risultati dicono ben altro: siamo passati da una richiesta del 30% dei fondi disponibili a dover rifinanziare il fondo a più riprese per far partecipare oltre 20.000 aziende avendo un orizzonte di quasi 30.000 soggetti. Con gli obiettivi complementari abbiamo contribuito ad eliminare oltre il 2,4% dell’amianto mappato in Italia e di contribuire alla capacità di accumulo del nostro sistema elettrico con il 7,9% senza sacrificare un solo metro quadro di suolo agricolo».

Francesco Lollobrigida

Su questo ultimo punto è legittimo dissentire: ci sono milioni di ettari di suolo agricolo abbandonati.  Con la coltivazione interfilare o i moduli in verticale è possibile far convivere allevamento e coltivazione. In alcuni casi l’introito energetico salverebbe il destino di tante aziende agricole con un futuro molto incerto. La gran parte dei titolari delle imprese agricole è over 50 e 60 e i giovani latitano. Insomma servirebbe meno ideologia e più pragmatismo.

LEGGI ANCHE: Sardegna, festival di bufale contro le rinnovabili e guarda il VIDEO

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Antifurto sui cavi Ionity in Francia

Articolo Successivo

Nio migliora il suo record: un battery swap ogni mezzo secondo il 21 febbraio

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!