Da Bari a Otranto la ricarica è un’incognita

Da Bari a Otranto la ricarica è un’incognita. È quel che lamenta un lettore, chiedendo maggiore attenzione per un tratto di Puglia molto trafficato. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettico.it
Da Bari a Otranto
Nel grafico di Motus-e la distribuzione delle ricariche in Italia: ancora forti carenze al Sud, Puglia compresa.

Da Bari a Otranto colonnine assenti o mal funzionanti

“Sono un fedele lettore e vi ringrazio per la divulgazione che fate. Nel tempo avete contribuito a convincermi che la mobilità elettrica è ampiamente alla portata di molti, se hanno possibilità di ricaricare a casa. Il problema diventa quando si è costretti a caricare in qualche colonnina. Nel mio Salento ci sono zone, e rinomate località turistiche, dove o sono assenti (Marina di Nardò) o non funzionanti. E se le trovi, sono anche male organizzate.  Ad Otranto unica colonnina con la segnaletica che lascia lo spazio per un solo posto auto!!! Non va meglio nella più organizzata Bari. In prossimità della Fiera del Levante stessa situazione: 2 colonnine per soli 2 posti auto. Mi chiedo se sia possibile che nessuno verifichi queste installazioni. Il gestore sicuramente ha minori incassi o fatto un investimento inutile. Bella la transizione green, ma quando trovo queste situazioni ho difficoltà a convincere che già oggi tutti possiamo guidare una BEV. Ancora grazie. Davide Andrea Russo, Galatina (Le)

Carenze gravi, in unazona ad alto afflusso turistico

Risposta. Ovviamente quelle citate non sono le uniche ricariche nei lunghi tratti di Puglia richiamati dal lettore. Però è innegabile che il numero di colonnine fuori uso o di limitata fruizione continua ad essere troppo elevato. E te ne accorgi soprattutto quando, in periodi di vacanza come questo, ti capita di viaggiare fuori dalle tue zone abituali. Una regione ad alto tasso di turismo come la Puglia non può permettersi di avere una rete di ricarica non all’altezza. In caso contrario chi arriva in auto dal Nord Europa opterà in futuro per altre destinazioni.
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Visualizza commenti (5)
  1. I supercharger tesla sono pronti da due anni a surbo(provincia di lecce) vicino ipercoop,ma non sono ancora stati attivati per ‘buracrazia’.

  2. Da tre anni faccio almeno cinque/sei volte Roma Salento. La situazione, che è andata migliorando nel tempo, è a macchia di leopardo e, paradossalmente, è più semplice per le hpc/DC che per le lente. Tra Electrip, Ionity, Ewiwa (a Porto Cesareo e Palagianello, per esempio) oltre a F2x, il viaggio dal nord è coperto abbastanza, la zona più carente (per mia conoscenza) è il basso Salento e le Murge.

  3. Daniele Sacilotto

    Anche al nordest ci sono strade e località molto frequentate dai turisti con gravi lacune di infrastruttura di ricarica. Cito Tarvisio (UD), località sciistica del Friuli che ospiterà anche la CdM di sci, piena zeppa di turisti tedeschi e sloveni in elettrico, una sola colonnina AC e neanche una fast. Idem Sappada con l’aggravante che non ci sono colonnine DC da Tolmezzo (più di 50km) sulla principale via di collegamento col Cadore e la val Pusteria. Aggiungo tutta l’area delle Dolomiti Bellunesi con importanti stazioni sciistiche senza nemmeno colonnine AC nei parcheggi e una sola DC su tutta la valle in una frazione di Agordo. Poi vai a Udine al centro commerciale e ci sono Supercharger, Ionity, Ewwiva una di fronte all’altra sullo stesso parcheggio

  4. incredibile è che la Puglia ha un capitale “sole & vento” pazzesco, lunghe coste ove sarebbero possibili installazioni off shore….

    ma anche a livello “imprenditoriale”… possibile che con tutte le attività commerciali (grandi supermercati o attività turistico-ricettive) non si riesca a dispiegare anche una semplice rete di wall-box ove poter passare l’ora o due di un pranzo per caricare a sufficienza la vettura durante le necessarie pause per i pasti?
    al giorno d’oggi allestire anche un piccolo impianto fotovoltaico rende il tutto anche più conveniente nel tempo… (quando non serve caricare auto si alimentano PdC caldo/freddo etc, gratis !) oltre che diventare un’ottima pubblicità per le proprie attività commerciali.
    Io ci spero sempre che la ricarica diventi una cosa “diffusa”, anche se a bassissima potenza (ma ovviamente sulle direttrici di traffico.. HPC q.b.) perché così ci si rende conto di quanto in Italia si può essere autosufficienti…

  5. Non sono stato mai in Puglia con l’auto elettrica, ma in primavera mi dovrò recare a Brindisi dalla provincia di Latina ed ho fatto alcune pianificazioni. Sia prendendo l’autostrada la Napoli Bari, che percorrendo la Basentana passando per Potenza la situazione non mi è sembrata così critica. Non voglio assolutamente mettere in dubbio scritto dall’autista elettrico, viaggiando da 3 anni in elettrico penso che la situazione sia molto simile al resto d’Italia, dove le arterie principali e i grandi centri urbani sono ben servite con colonnine fast in autostrada e nei centri commerciali. Ad esempio Electrip ha installato di recente delle stazioni fast ad Andria e Brindisi, Ionity è presente a Bari e Lecce, Ip planet a Lecce e Mesagne, ecc. Purtroppo invece se si vuole caricare in ac in città di notte o mentre teniamo la macchina parcheggiata la situazione diventa drammatica. È sicuramente il modo migliore per caricare, ma ci troviamo di fronte a colonnine spesso mal funzionanti oppure occupate abusivamente da auto termiche. Mi sono trovato in queste spiacevoli situazioni anche al Nord, ecco perché non ci faccio più affidamento e preferisco perdere 20 minuti prima di arrivare a destinazione caricando nelle stazioni fast nei centri commerciali, in modo da avere la batteria all’80% per il giorno dopo.

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