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Crisi energetica: il “modello Ponte Morandi” per le rinnovabili

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L'inaugurazione del viadotto sul Polcevera che ha sostituito il Ponte Morandi due anni appena dopo il corollo.

La crisi energetica ripropone l’urgenza di trovare un’alternativa sicura e sostenibile al gas russo e alle fonti fossili. I progetti per installare in Italia la necesssaria potenza da fonti rinnovabili ci sono, ma la burocrazia li frena. Perchè non affidarsi a un Commissario straordinario all’energia che la scavalchi? Questa è la proposta di Vaielettrico. Voi cosa ne pensate?

Commissario taglia burocrazia, miracolo a Genova

Se c’è in Italia un caso virtuoso di efficienza amministrativa che tutti ricordano _ forse l’unico negli ultimi vent’anni _ è la ricostruzione a tempo di record dell’ex Ponte Morandi. Fu possibile ricostruirlo in dodici mesi e inaugurarlo a due anni esatti dal crollo perchè il sindaco di Genova Marco Bucci, nominato Commissario straordinario, ebbe pieni poteri contro i lacci e i lacciuoli della burocrazia.

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E’ la stessa burocrazia che oggi  ci impedisce di realizzare progetti di generazione elettrica da fonti rinnovabili già depositati per 280 GW. Quattro volte più di quelli che ci basterebbero per compensare il mancato approvvigionamento di gas russo. E i prezzi del kWh tornerebbero ai livelli dei primi mesi 2021.

LEGGI: Rinnnovabili in lista d’attesa? Quattro volte più di quel che ci serve

«Se già oggi il prezzo dell’energia elettrica fosse dipendente solo dal costo industriale delle fonti rinnovabili e non – come oggi accade – ancorato al costo della produzione a gas, il prezzo di riferimento della componente energia della bolletta dell’ultimo trimestre sarebbe inferiore di quasi il 90%» ha dichiarato l’Amministratore delegato di Terna Stefano Donnarumma.

Rinnovabili e crisi energetica, i costi del non fare

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Stefano Donnarumma

I progetti giacenti in attesa di autorizzazione sono pronti e interamente finanziati da capitali privati. Riguardano grandi impianti a scala industriale, in parte eolici off shore e in parte fotovoltaici, per la maggior parte localizzati nel Mezzogiorno dove abbondano irraggiamento solare e vento. E dove più rischia di mordere la crisi economica conseguenza della crisi energetica. Realizzarli, e farlo in fretta, ci darebbe un triplo vantaggio competitivo: sicurezza energetica, costi energetici  “normalizzati” e una forte spinta all’economia del Sud.

Certo, nel conto all’ingrosso delle richieste di connessione già presentate ci sarà tanta “fuffa”: progetti approssimativi e velleitari, attori improvvisati e poco affidabili, interventi incompatibili con la normativa ambientale. Ma almeno uno su quattro avrà le carte in regola per ottenere il via libera? Scommetteremmo di sì. Scoprirlo al termine di un iter autorizzativo bizantino che può durare 5 o 6 anni sarebbe una beffa: la crisi energetica è oggi e oggi va risolta.

Un’idea per la Meloni contro la crisi energetica

La nuova maggioranza a trazione Giorgia Meloni sta disegnando proprio in questi giorni l’organigramma del futuro governo, la cui prima “gatta da pelare” sarà il caro energia. Anzichè la tradizionale redistribuzione delle competenza tra ministeri, il nuovo premier potrebbe cambiar gioco. Scorporare dai vari ministeri, in particolare quello alla Transizione ecologica (Mite), le responsabilità attuative delle politiche energetiche e affidarle in bolcco a un Commissario straordinario per l’energia con gli stessi poteri che ebbe Bucci per realizzare il nuovo viadotto sul Polcevera.

Mettiamo alla prova Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma è indicato da tutti i media come uno dei manager di Stato più in sintonia con la nuova maggioranza. E il toto-poltrone lo accredita per le più svariate collocazioni. Noi lo vedremmo bene nei panni di Commissario all’energia, vincolato a mettere a terra i numeri e le soluzioni che lui stesso ha snocciolato.

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32 COMMENTI

  1. Siamo arrivati al punto in cui è ordinario rendere straordinario l’ordinario affinché si riesca a compierlo grazie ad un commissariamento.
    Vabbè, se non c’è altro modo…

  2. sarebbe così semplice eliminarla..
    solo che poi ci sarebbero centinaia di migliaia di disoccupati in più!!

  3. Dove bisogna firmare?
    Sono pronto a sottoscrivere immediatamente.
    Qui é tutto un problema di politiche nazionali ed europee, ma invece di convergere ci stiamo allontanando.
    E mi sento di fare un plauso alla Meloni che, da personaggio che ha intimorito l’Europa, ha omesso di festeggiare la vittoria dimostrando grande serietà.
    Serietà politica che serve non solo all’Italia ma anche ad altri paesi membri che si stanno dimostrando poco solidali per quanto riguarda la crisi energetica.
    E allora perché non provare a rimediare a livello nazionale?

    • Accelerare l’installazione di potenza rinnovabile non significa divergere dall’Europa, bensì raggiungere agli obiettivi di decarbonizzazione fissati da Bruxelles nel pacchetto “Fit for 55”.

      • Grazie per la precisazione, in effetti il mio pensiero si era allargato anche sul price cap del gas perché ne avremo bisogno ancora per un lungo periodo, ma é off topic

  4. Se la Meloni lo fa e il commissario riesce davvero a spingere le installazioni di rinnovabili, abbiamo solo che da guadagnarci, sia per ricorso inferiore al gas, sia per una maggiore indipendenza, sia per posti di lavoro.
    Scommetto che i progetti con le carte in regola sono ben più di un quarto di quelli presentati.
    Quelli senza le carte in regola andrebbero cancellati subito, o modificati per rientrare nei criteri

  5. Forse è venuto il momento di allargare il proprio orizzonte.
    Le rinnovabili il cui “combustibile” è a costo zero sono intermittenti.
    Sono indispensabili vettori energetici come idrogeno verde e metanolo e batterie stazionarie di enormi capacità.
    Economia all’idrogeno, economia a metanolo, economia al litio sono oggi insufficienti e non è detto che soddisferanno tutto il nostro fabbisogno.
    Forse è venuto il momento di rivolgere lo sguardo altrove.

    • Intanto guardiamo a ciò che è già possibile oggi. Cito Stefano Donnarumma: “Coerentemente con il suo ruolo di regista del sistema elettrico nazionale, oltre a investire 18 miliardi di euro nei prossimi dieci anni per sviluppare la rete e abilitare le fonti rinnovabili, Terna ha da tempo evidenziato la necessità di promuovere lo sviluppo di capacità di accumulo di grande taglia, fondamentale per accumulare grandi volumi di energia nelle ore centrali della giornata, quando la produzione del fotovoltaico è strutturalmente sovrabbondante, per restituirla soprattutto nelle ore serali e notturne. Per realizzare gli accumuli previsti dal Pniec al 2030 si può stimare un investimento complessivo necessario pari a circa 15 miliardi di euro che porterà un duplice beneficio: da un lato avrà un impatto positivo sul Pil pari a oltre 40 miliardi di euro; dall’altro, grazie agli accumuli, sarà possibile immettere in rete circa 16 terawattora all’anno di energia rinnovabile“.

      • Semplifico gli obiettivi di Stefano Buono.
        Entro il 2030 newcleo avrà costruito la prossima generazione di sistemi nucleari.
        Questi gli obiettivi dichiarati:
        – eliminare i depositi geologici per scorie nucleari;
        – impiegare nella fissione un flusso a neutroni rapidi per evitare la produzione elementi radioattivi di lunga vita;
        – sviluppare l’Accelerator Driven System (ADS), la combinazione passivamente sicura di un acceleratore di particelle e di un reattore sub-critico;
        – accelerare l’impiego del torio per avere energia economica, pulita, sicura e inesauribile dai nuclei e bruciare i rifiuti nucleari di lunga vita prodotti dalla vecchia generazione di reattori nucleari.
        Nel 2030 sarà il costo dell’energia prodotta a decidere quale tecnologia prevarrà. Sperando che anche le altre restino a supporto.

        • Entro il 2030 ? parliamo di un reattore sperimentale (sottolineo sperimentale) la cui costruzione non è neppure incominciata. Che vadano avanti, per carità, ma non puntiamo certo su quello, se no siamo davvero senza raziocinio.

          • L’approccio dirompente di newcleo si basa sull’applicazione innovativa di diverse tecnologie attuali, già esistenti tra cui i Lead Fast Reactor (LFR), che utilizzano il piombo come refrigerante anziché acqua o sodio e l’Accelerator Driven Systems (ADS), basati sull’accoppiamento di un reattore subcritico con un acceleratore di particelle.

        • Le cose servono ieri non tra trent’anni, perché se anche fosse pronto e industrializzato fra qualche anno, poi ci servirebbero 20/15 anni prima di vedere un solo Watt, quindi che lui vada avanti con la ricerca, anche se per me puntare sul nucleare è una follia, ma ora come ora serve ciò che è già disponibile testato e di veloce realizzazione, quindi le rinnovabili sono già pronte e le stazioni di accumulo pure.
          C’è solo da abbattere il dinosauro chiamato burocrazia.

          Vedo solo per fare un impianto fotovoltaico su una casa sono 6 mesi che il proprietario combatte con la burocrazia e i vincoli paesaggistici 🤦🤦 quando dove ti giri ne vedi di tutti i colori e rientrano nelle stesse regole, ma è cambiata la giunta regionale e la commissione 🤬🤬

          Quindi si petizione e commissariamento, tanto in Italia non si può fare diversamente.

    • mai sentito parlare di batterie gravitazionali ?
      e accumulo mediadiante la compressione di gas ?
      e del più tradizionale accumulo in bacini idrici ?
      del VPP di Tesla , collaudato con successo questa estate ?

      La cina sta partendo con gli impianti “pilota” ; 2 GWh di gravitazionale
      Con la compressione di c02 , c’è un impianto sperimentale in Sardegna , brevetti italiani ..

      l’idrogeno verde , serve SOLO per l’industria metallurgica e alimentare , no di certo per accumulare energia almeno per il breve e medio periodo !!

      sul lungo periodo SAREMO TUTTI MORTI !!

      my 2 cent di pragmatismo e cinismo

      • Si seguito i vari progetti, ma qui bisogna cambiare molte teste o farle saltare, non vedono più in là del loro profitto 😭😭

  6. Quindi i gasdotti si possono abbastanza facilmente fare saltare? Ad esempio quello che ci collega all’algeria? Secondo me tra poco vedremo unanime convergenza sulle rinnovabili, anche quelli che dicevano che le rinnovabili non sono affidabili.

    • Facilmente mica tanto. Il Nord Stream è stato fatto saltare a 40 metri di profondità. Nell’unico punto in cui non è addirittura a 80 metri. Probabilmente non bastano sommozzatori specializzati, ma servono attrezzature speciali che possiedono solo costruttori, manutentori e forze armate di uno Stato sovrano

      • Sì e no.

        Sì, perché da un punto di vista organizzativo è più che evidente che dietro a questo gesto c’è un qualsivoglia attore istituzionale. Non fuss altro perché si parla di quattro bombe da 500 kg di esplosivo ad alto potenziale. Quindi non mine da cava tanto per intenderci. Dubito fortemente che sia possibile trovare due tonnellate di esplosivo ad alto potenziale mandando una mail a info@alqaeda.af.

        No perché esplosione subacquea segue criteri abbastanza diversi rispetto a quelli che consideriamo abitualmente validi per un’esplosione diciamo in aria. Questo perché l’acqua è più densa e di conseguenza un’esplosione avrà degli effetti più circoscritti in termini di spazio ma globalmente più dirompenti in prossimità del centro della stessa. Hai presente il classico film di guerra dove si vede gli americani che tirano le bombe di profondità a forma di barile contro i sottomarini tedeschi o giapponesi? Nella realtà quelle erano in grado di piegare in due i sottomarini anche “sbagliando” Il bersaglio di diverse decine di metri in virtù del fatto che la legnata che è in grado di dare lo spostamento dell’acqua è diverse volte superiore di quella che può dare l’aria. Quindi purtroppo tornando a noi Il guaio è che basta un qualsiasi peschereccio che abbia una gru e un cavo abbastanza lungo da calare con sufficiente approssimazione l’esplosivo. Certo, bisogna sapere esattamente dove calarlo e soprattutto bisogna averlo. Cosa che ci rimanda al punto 1.

        Morale? D’ora in avanti le marine militari di tutto il blocco occidentale avranno un compito in più da svolgere h24, lungo diverse migliaia di chilometri di tubazioni subaquee…

  7. Faccio una fondamentale premessa: non sono un burocrate, non traggo vantaggi diretti ed indiretti dalla burocrazia, anzi sono vittima (come penso molti di noi) della burocrazia che avvolge come melassa viscosa tutte le mie attività.
    Detto questo una piccola riflessione: la burocrazia è ANCHE (non SOLO) la conseguenza dell’operare dell’individuo nella società moderna.
    Lo racconto in giro come aneddoto illuminante: mia padre lavorava alla SIP (ora Telecom) e si occupava anche della riparazione e sviluppo degli apparecchi pubblici a gettone ora estinti. Mi raccontava che negli anni questi apparecchi erano diventati dei mostri di complicazione. Perchè? per farli costare di più, per aumentarne la difettosità? per fare impazzire chi li doveva riparare? per fare stizzire il cittadino che bisognoso di usarli li trovata rotti? Niente di tutto questo: semplicemente erano il risultato evolutivo di una battaglia continua tra il fornitore e il furbo di turno che escogitava sempre metodi nuovi per telefonare senza pagare………
    Uscendo di metafora penso che la burocrazia sia causata anche dal comportamento del cittadino. Viene fatta una legge/regola e subito si trova il modo di aggirarla, allora la regola viene rivista e aggiornata specificando casi e sottocasi per evitare queste furbizie. E via così fino a creare un mostro che da un parte cerca di impedire le furbizie di pochi (?) e dall’altra schiaccia chi onestamente cerca di fare qualcosa e non riesce più a districarsi nel ginepraio con il rischio, paradossale, di sbagliarsi e passare anche lui per furbetto. E’ un caso che la burocrazia sia statisticamente inversamente proporzionale alla coscienza civile di una nazione? Penso di no…..
    Quando si citano questi casi in cui “la burocrazia viene saltata” per suggerire l’applicazione del metodo anche ad altri casi mi chiedo: la burocrazia è stata saltata ma sostituita da qualcosa/qualcuno che l’ha sostituita nelle sue funzioni “nobili” o è stato concesso il “liberi tutti con tutte le furbizie annesse”?

    • Ottimo esempio e discorso su cui concordo. C’è da dire che la situazione è aggravata da una cronica idiosincrasia della politica (nazionale e locale) e delle amministrazioni pubbliche (anche qui, nazionali e locali) ad assumersi responsabilità. Si preferisce nascondere le decisioni dietro iter complicatissimi, che altro non sono che cortine di fumo, in modo che eventuali risultati insoddisfacenti non siano riconducibili ad alcuno. In tutti i passaggi, poi, ovviamente molti trovano il modo di fare il proprio interesse, preminente rispetto a quello della res publica…

    • Tutto giusto, dico sempre che abbiamo i politici che meritiamo. Il ponte di Genova però è un prototipo interessante, da cui prendere esempio. Si può fare. Banalmente ci vuole un Commissario che abbini la competenza tecnica e la rettitudine morale.

  8. In un paese che si pretende civile fare le cose a botte di commissari straordinari moralmente e politicamente dovrebbe essere vissuto come una sconfitta. Ma poichè urge portare a casa il risultato, se questo fosse l’unico sistema non potrei che approvare l’idea.

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