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Caro Costa, gli incentivi si fanno, non si dicono

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Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in un’intervista a La Stampa, spezza un’altra lancia a favore della mobilità elettrica. E dice papale papale: <Bisogna incentivarne l’uso, favorendo imprese e cittadini con la leva fiscale>

“Sconti a che per bus e bici a pedalata assistita”

Costa, napoletano, 59 anni, ex alto ufficiale della Forestale e dei Carabinieri, ha le idee molto chiare. <Non penso solo a sconti per le automobili, ma anche per i bus e le biciclette a pedalata assistita. E va sviluppata la rete di ricarica>, annuncia. Parla di incentivare l’uso del mezzo pubblico e, a differenza della “neutralità tecnologica” sempre professata dal governo precedente, prende posizione per l’elettrico e per l’ibrido senza mezzi termini.

Sergio Costa, ministro dell’Ambiente.

Parole, quelle di Costa,  che si aggiungono a quelle pronunciate a inizio giugno da Luigi Di Maio. Appena insediato al governo come ministro (tra l’altro) dello Sviluppo Economico, il leader Cinque Stelle aveva detto di volere un milione di auto elettriche in Italia entro cinque anni. Una posizione motivata anche dal responsabile energia del Movimento, Gianni Girotto. Secondo il quale <l’auto elettrica non serve solo a garantire una mobilità meno inquinante. È soprattutto un elemento che chiude il cerchio di un nuovo sistema di generazione basato sullerinnovabili. Che ha bisogno di garantire una stabilità di fornitura di energia elettrica alla rete. L’auto può essere uno strumento per fornire alla rete l’energia accumulata nella sua batteria e avere un ruolo di distaccamento. Un ruolo che dev’essere remunerato>. Insomma, un elogio alla tecnologia Vehicle to Grid  (V2G) già in fase di sperimentazione da parte di molti player, tra cui l’Enel.

Arrivano gli sconti? Allora aspetto…

La posizione di Costa è condivisibile. E in fin dei conti non fa altro che allinearci agli altri grandi Paesi europei, in cui già da tempo esistono generosi incentivi per l’elettrico. C’è solo un’obiezione di cui un governo un po’ inesperto dovrebbe tener conto. Chi conosce il mercato dell’auto sa che parlare di futuri incentivi, peraltro ancora tutti da mettere a punto, significa una cosa sola. Ovvero bloccare il mercato in attesa degli aiuti che verranno. Già il mercato dell’auto elettrica in Italia annaspa, per una serie di motivi su cui ci siamo soffermati più volte. Se poi si mette nella zucca degli automobilisti l’idea che presto arriveranno sconti generosi, sotto forma di incentivi fiscali. Ecco che il mercato si blocca completamente. Urge fare chiarezza al più presto, con date e numeri certi. Già ci pensano gli annunci delle Case auto a suggerire l’attesa. In settimana Charles Ghosn, numero uno di Renault, ha svelato (guarda) che nel 2022 la sua azienda lancerà un modello con 600 km di autonomia…

P.S. Che farà la Fiat se arriveranno gli incentivi per l’elettrico? Inizierà vendere anche in Italia la 500e, che oggi è a listino solo in due stati americani, California e Oregon?

 

5 COMMENTI

  1. Incentivare la mobilità elettrica è un dovere di ogni Governo ma bisogna avere il piano di supporto delle ricariche che non deve piu’ passare dalle energie fossili e gas.Bastano 3.000 TWh di pompaggi in Italia ed hai tutta la mobilità che vuoi,incluso il metano rinnovabile che elimina per sempre il gas importato ed i gasdotti tipo TAP.Poi se c’è qualcuno che dice che non si possono produrre 3.000 TWh da pompaggi in Italia ,si faccia avanti e se è Ceo come immgino di una partecipata Stato ,lo licenziamo per ignoranza in accoppiamento energetico.

  2. Scusate, ma a me non è chiaro, come si farebbe e in quanto tempo a passare dai 350TWh, che se ho ben capito è la disponibilità attuale, ai 3000TWh.

    • Non capisco io, caro Agostini, da dove vengano le cifre che lei cita. In particolare quei 3.000 TWh. Corretto il dato dei 350 TWh come fabbisogno di energia elettrica globale annua in Italia. Il fabbisogno aggiuntivo per alimentare l’auto elettrica, ammesso che tutto il parco auto italiano di 38 milioni di unità fosse convertito istantaneamente in EV, sarebbe al massimo di circa 80 TWh, vale adire meno di un terzo in più…. Le ricordo che già oggi l’energia elettrica in Italia deriva per circa 100 TWh da fonti rinnovabili, le cui potenzialità, però, sono molto superiori.

  3. Scusi, ma rispondevo ai dati del commento di Pier Luigi, ma forse, e a questo punto ho sbagliato io, e mi scuso, mi pareva che la risposta di Tedeschini avvallasse i dati scritti proprio nel commento.
    Grazie per la risposta.

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