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Così non va: l’Antitrust francese dà le regole per la ricarica

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La pubblicità della rivista Autoplus per la mappa delle colonnine autostradali in Francia
Charxcontrol

Il mercato della ricarica è imploso (leggi) e finalmente l’Antitrust se ne è accorta; ma paradossalmente solo in Francia, dove pure le tariffe di ricarica sono tra le più basse in Europa. Brava comunque l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato transalpina che ha messo nel mirino trasparenza dei prezzi e concorrenza.

All’inizio del 2023 l’Antitrust francese aveva avviato un’indagine sul “funzionamento concorrenziale delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici“. Il parere è arrivato ora, come leggiamo sul sito specializzato d’Oltralpe  Automobile Propre. Per molti versi le raccomandazioni che ha rivolto allo Stato e alle aziende del settore francesi potrebbero essere riproposte tali e quali in Italia.

Tariffe semplici, chiare e comparabili

La ricarica in Francia

In gran parte riguardano i prezzi: tariffazione poco trasparente; poche informazione sui costi della ricarica; troppi e diversi i metodi di pagamento; offerte tariffarie complesse, difficili da confrontare tra loro.

Per semplificare,  l’Antitrust francese chiede  tariffe basate esclusivamente sul prezzo per kWh e che tale prezzo sia evidenziato con chiarezza sul sito di ogni fornitore. In autostrada, che sia anche esposto in totem prima dell’ingresso in ogni stazione di servizio. I prezzi di tutti i fornitori dovrebbero poi essere monitorati e inseriti in un comparatore. Al termine di ogni ricarica il costo totale del rifornimento dovrebbe comparire sul display della colonnina.

Come in Italia, anche in Francia, sottolinea l’Autorità, non tutte le zone sono egualmente coperte da impianti di ricarica. La sua raccomandazione è di creare un organismo di coordinamento dedicato a coprire le aree non servite o mal servite.

Ovunque colonnine di più operatori

Riconoscendo che quello della ricarica dei veicoli elettrici è un mercato nascente e ancora immaturo l’Antitrust sollecita i decisori politici a garantire la massima concorrenza. Ogni bando di concessione di nuove installazioni, per esempio, dovrebbe prevedere più lotti. Questo consentirebbe di avere più operatori presenti in ogni territorio.

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Una colonnina installata da Electra, giovane star up della ricarica francese

Il panorama degli operatori è variegato. Molti sono piccoli o molto giovani e potrebbero presto passare di proprietà, in un processo di consolidamento. Perciò l’Autorità sollecita un’attenta vigilanza per evitare che pochi grandi network conquistino  posizioni dominanti sul mercato, ostacolando la concorrenza.

Sante parole, quanto mai adeguate a fotografare la situazione italiana.

LEGGI ANCHE: Ricarica, la concorrenza è un’Arte

 

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33 COMMENTI

  1. “Per molti versi le raccomandazioni che ha rivolto allo Stato e alle aziende del settore francesi potrebbero essere riproposte tali e quali in Italia […] l’Antitrust francese chiede tariffe basate esclusivamente sul prezzo per kWh”

    Oh, quindi anche VaiElettrico è ufficialmente contro gli abbonamenti e favorevole alle tariffe basate esclusivamente sul prezzo per kWh. Prendo nota con piacere.

    • Cancella la nota. Tariffe basate sul kWh significa escludere quelle a tempo o miste. Anche gli abbonamenti sono basati sul kWh.

      • Allora nell’auspicare che le stesse raccomandazioni si applichino anche in Italia non avete letto cosa dice l’AGCM francese.

        https://www.autoritedelaconcurrence.fr/fr/communiques-de-presse/bornes-de-recharge-pour-vehicules-electriques-lautorite-rend-son-avis-sur-le

        L’AGCM nel suo documento prima descrive la babele/opacità dei prezzi della ricarica, ricostruendo le diverse tariffe che cambiano in base ai diversi operatori di ricarica (“OdR”) e operatori della mobilità (“OdM”), con abbonamenti e costi diversi, quindi “L’Autorité suggère l’expérimentation sur autoroutes de l’installation de totems affichant le prix de la recharge à l’acte en amont de la station et aux entrées principales d’autoroutes.”, ovvero il prezzo della ricarica presente nei cartelli all’ingresso della stazione di rifornimento proprio come avviene con le pompe di benzina. Quindi si parla chiaramente di un unico prezzo.

        A questo punto scatta l’obiezione: ma questa scelta non riduce la concorrenza? “Si cette intensification de la transparence tarifaire peut accroître le risque de collusion sur le marché, l’Autorité estime que, dans ce secteur émergent, l’information du consommateur prime sur ce risque lequel fera, en tout état de cause, l’objet d’une surveillance par l’Autorité. Par ailleurs, le renforcement de la transparence tarifaire réduit les coûts de recherche pour les consommateurs, ce qui stimule in fine la concurrence entre OdR mais également entre OdM.” ovvero l’AGCM dice che in questa fase la necessità di trasparenza PREVALE sul rischio di cartello dei prezzi.

        Per una maggiore comprensione suggerisco la lettura del documento integrale (per chi ha fretta anche solo da pag. 88): https://www.connaissancedesenergies.org/sites/connaissancedesenergies.org/files/pdf-actualites/avis%20complet%20de%20l%27Autorit%C3%A9%20de%20la%20concurrence%20du%2030%20mai%202024%20relatif%20au%20secteur%20des%20infrastructures%20de%20recharge%20pour%20v%C3%A9hicules%20%C3%A9lectriques.pdf

        Ma torniamo agli abbonamenti, tanto per fornire una risposta completa. Gli abbonamenti francesi NON funzionano come quelli italiani, limitandosi ad offrire in cambio di un piccolo canone mensile il roaming su altre reti.

        https://izi-by-edf.fr/blog/borne-recharge-electrique-abonnement-recharge/

        Leggere i paragrafi “Izivia ou Chargemap pass ?” e “KiWhi Pass, Plugsurfing : les autres abonnements et cartes de bornes de recharge”

        E a titolo di conferma:

        https://shellrecharge.com/fr-ch/solutions/landing/carte-de-recharge-shell-recharge

        Concludendo. Gli abbonamenti all’italiana sono una furbata tutta nostra, “all’italiana” appunto, dove tutti tacciano (e VaiElettrico li ritiene addirittura necessari). Tra l’altro con forti dubbi sul rispetto delle condizioni di libera concorrenza perché il regolamento europeo impone che i prezzi praticati (B2B) devono essere offerti agli operatori concorrenti a prezzi più bassi rispetto a quelli praticati ai consumatori (B2C), cosa che oggi viene fatta solo per le tariffe a consumo e non anche per gli abbonamenti. Negli altri paesi si va in ben altra direzione, con la Francia che giustamente chiede il massimo della trasparenza sui prezzi con prezzo esposto e chiaro così che ogni utente sappia sempre in anticipo quando andrà a pagare.

        Evitate di graffiare gli specchi con le unghie per favore …

        • I Francesi e ENZO hanno naturalmente ragione. Io mi permetto di aggiungere solo una cosa: finchè non si raggiungerà l’obiettivo in Italia non solo, ma dovunque almeno in Europa, che le colonnine siano equiparate al 100% ai distributori di carburante, la Babele non scomparirà.
          Bisogna che tutti gli automobilisti siano liberi di rifornirsi del LORO CARBURANTE dovunque e senza alcun impedimento così come avviene in tutta Italia ed Europa circolando cin un’auto termica.

        • Caro Enzo, hai mai caricato a un Supercharger? Hai mai caricato a una colonnina Ionity? Conosci il network Elli? Penso di no. Altrimenti sapresti che gli abbonamenti “alla francese”, come li definisci tu, o piani tariffari come correttamente si definiscono, esistono e si utilizzando abitualmente anche in Italia. Anche Plenitude Be Charge li ha offerti per un breve periodo l’anno scorso, poi li ha cancellati. Quindi di che parli? In Francia l’Antitrust lamenta la scarsa trasparenza dei prezzi. Altrettanto vale per l’Italia. La differenza è che l’Authority francese è intervenuta, quella italiana no.

          • In Francia l’AGCM ha detto che il prezzo deve essere esposto, uguale per tutti e unico, comunque si decida di pagare, proprio come le auto a benzina. Non ha vietato gli abbonamenti che possono offrire altri vantaggi, ma non il prezzo che deve essere noto a priori, determinato e, auspica, l’AGCM, inserito in un registro pubblico e consultabile.

            Gli abbonamenti dovranno reinventarsi se dovesse passare la proposta AGCM perché dovranno essere rimodulati per offrire altri vantaggi (da capire se di natura anche economica). Quindi non la babele italiana del liberi tutti dove ognuno decide il suo prezzo a consumo e ci sono altri prezzi ancora diversi in base agli abbonamenti. Il modello è copiato pari-pari dai distributori di carburante, quindi prezzi esposti e chiari, unici, sito web governativo per raccogliere i prezzi e le loro variazioni, app di confronto prezzi (inteso non come prezzi diversi per la stessa colonnina ma come prezzi praticate da colonnine diverse, come fa l’app PrezziBenzina). Lo scrive l’AGCM nel suo documento. Personalmente ritengo questo orientamento estremamente illuminato. A farne le spese oltre a Ionity forse anche Tesla che applica prezzi scontati ai veicoli Tesla. Elli non mi risulta offra abbonamenti in Francia ma solo in Germania, Italia, Norvegia e Svezia. L’abbonamento con un diverso prezzo applicato NON è previsto dall’AGCM francese che parla chiaramente di prezzo unico esposto a priori: se il prezzo applicato sul totem non è quello praticato ma vale quello dell’abbonamento ci stiamo prendendo solo in giro. E’ questa la novità della proposta di AGCM altrimenti avrebbe detto va tutto benissimo così, non toccate nulla, w gli abbonamenti che offrono prezzi diversi!

            Off topic: sempre l’AGCM francese – che meraviglia! – avvisa in anticipo il legislatore di un altro possibile problema futuro, ovvero che la ricarica plug&charge possa essere legato a un sol operatori della mobilità (“OdM”). L’AGCM avvisa il legislatore che da subito dovrà essere implementata una piattaforma che consenta di scegliere liberamente l’operatore col quale fare i pagamenti. Auspicio che avevo indicato anche io nei commenti proprio su questo sito.

          • Il costo a kWh per una certa colonnina deve essere uguale per tutti e deve essere esposto tramite cartella, questa la proposta dell’agcm. Possono variare le penalità per chi non stacca a ricarica finita (e vanno riportate nel dettaglio dello “scontrino”, insieme al prezzo finale). Ovviamente colonnine diverse possono avere prezzi diversi, anzi dovrebbero, proprio per evitare cartelli. Ma il prezzo alla colonnina deve essere uno solo ed esposto, questo dice l’AGCM.

            Plug&charge: certo che non mi è sfuggito, e infatti il mio commento a quell’articolo, anticipando proprio quanto detto dall’AGCM, era “Se il sistema è plug&charge e io ho il contratto con 2 operatori, ad esempio becharge & a2a, e vado a caricare presso una colonnina enelx, quale dei 2 contratti andrà a coprire le spese?”. L’AGCM ha scritto chiaramente che il legislatore deve prevedere che il plug&charge deve essere collegabile all’operatore scelto dall’utente. Il protocollo CharIN, essendo Multi-MO-PKI, dovrebbe in effetti prevedere lo switch tra diversi operatori di mobilità, vedremo alla fine se, quando e come sarà implementato.

          • Quattro chilometrici commenti per rigirare e confermare il succo di quello che abbiamo scritto noi. Quanto tempo sprecato!

          • AHAHAHAHAHA no, dai, va bene così, mi sta già bene che VaiElettrico auspica che, come suggerito dall’AGCM francese per la Francia, anche in Italia, per ogni singola colonnina, vi sia un prezzo al kWh unico esposto che è quello che tutti gli utenti, sia con abbonamento che senza, finiranno per pagare esattamente quando ricaricano a quella colonnina. Sono già contento così, è già una soddisfazione questa qui, prendo e porto a casa.

          • Enzo siccome di solito ride bene chi ride ultimo scommettiamo che:
            – gli abbonamenti potranno esserci, perché un conto è mettere il prezzo sulla colonnina, altro è fornire sconti in cambio di abbonamenti.
            – Si potranno avere abbonamenti con il kWh a prezzo scontato
            – Tesla non avrà assolutamente nessun problema, esponendo il prezzo nominale (senza abbonamento). I clienti Tesla e i sottoscrittori di abbonamento caricheranno alle relative tariffe (scontate)
            – La raccomandazione dell’antitrust è ragionevole: dare un’indicazione precisa a chi è in viaggio sui costi che dovrà sostenere se non ha altri tipi di contratto.

            Stai riempendo i commenti di roba senza senso…

          • No Leonardo, non sei in Italia che fatta la legge trovato l’inganno. Se lasci gli abbonamenti e ti limiti ad esporre il prezzo massimo (quello senza abbonamento) stai contravvenendo allo scopo e alle indicazioni dell’AGCM (che al momento solo queste sono, indicazioni). Se lo stesso avvenisse in Italia, ad esempio, la babele dei prezzi rimarrebbe perché dovendo ricorrere ad abbonamenti vari rimarrebbe la complessità nella determinazione del costo di ricarica che l’AGCM chiede di eliminare, proprio perché fare il rifornimento di carburante è facile e semplice, ricaricare l’auto con la babele di tariffe richiede una laurea in matematica. Quindi per quanto mi riguarda quelle raccomandazioni hanno sì impatto sulle politiche di Tesla e Ionity (solo le loro perché tanto gli abbonamenti francesi non sono come quelli italiani). Ho riempito la pagina di commenti ma vedo che ancora non passa il messaggio …

            Per inciso l’abbonamento potrà rimanere ma non potrà incidere sul costo al kWh. Questo dice l’AGCM (non io). Che poi il futuro governo francese deciderà di non fare nulla è altro paio di maniche …

          • @Enzo ma porc… ma hanno giustamente chiesto di indicare il prezzo al kWh sul sito web e sul totem, e questo non significa che ti possano fare sconti ulteriori come nel caso degli abbonamenti.
            Altrimenti invece di favorire la concorrenza l’ammazzi!

    • Tralasciando il fatto che quelle sono le richieste delle autorità francesi (non di vaielettrico) e che gli abbonamenti visti finora in Italia erano perlopiù a tempo (pagavi tot euro per tot kWh, al più con un fisso mensile), il senso di quella frase è che vogliono eliminare le tariffe a tempo o miste kWh/tempo che in Francia sono diffusissime e che rendono difficile (se non impossibile, nel caso delle HPC) sapere esattamente quanto andrai a spendere.

      • No, sbagli. Il senso di quella frase è che l’AGCM francese vuole che la tariffa sia unica e chiara e consenta all’utente di sapere in anticipo quanto pagherà, ovvero: quanto costa caricare presso la colonnina sita in via Emilia, 42, Vattellappesca? Costa 0.5 €/kWh PER TUTTI, prezzo chiaro, riportato con un cartello nei pressi della ricarica e presente su tutti i navigatori satellitari (Waze e Google Maps, citati nel report dell’AGCM) e su un apposito sito web governativo che andrà a riportare i prezzi di tutte le colonnine. Questo è quanto proposto dall’AGCM. Gli abbonamenti all’italiana con sconti e prezzi diversi non sono minimamente previsti dall’AGCM proprio perché si va in ben altra direzione: un prezzo unico, indifferentemente da come ricarichi, valido per qualunque auto (leggiti i report che ho indicato nel commento a Massimo). La babele italiana invece è: tu paghi 5, quell’altro 7, quell’altro con l’abbonamento 3, etc. etc. L’OPPOSTO di quanto vuole l’AGCM francese per la quale VaiElettrico scrive “le raccomandazioni che ha rivolto allo Stato e alle aziende del settore francesi potrebbero essere riproposte tali e quali in Italia”. Ecco, magari la nostra AGCM chiedesse le stesse identiche cose.

        • Ah beh, se lo dici tu. Quindi se l’autorità vieta gli sconti ed impone a tutti un unico prezzo, per te è positivo solo perché così ti vedi il numeretto sul cartello in autostrada?
          Il problema delle ricariche non è certo questo, perlomeno non per chi l’auto elettrica la usa. In Francia c’è un grosso problema con le tariffe a tempo, per dire.
          Come detto nell’altro mio messaggio, servono soluzioni nuove per una realtà nuova. Caricare un’auto elettrica non è come fare benzina. Bisogna risolvere i problemi, non annullarne i vantaggi.

          • Non stai criticando me ma l’AGCM francese. Non sei d’accordo con la sua proposta, non con la mia. L’AGCM francese ha lavorato un anno su quel documento sentendo tutti gli attori della filiera, partendo proprio dai consumatori. Se vuole il prezzo esposto unico avrà saputo far di conto, no? Non mi pare che sui giornali qualcuno scriva che l’AGCM è impazzita, anzi …

  2. Ci vorrà qualche anno di pazienza…
    Se in Europa riusciremo ad avere una rete energetica connessa, in cui distribuire la produzione da molteplici sorgenti (tra f.e.r. , centrali nucleari e gas etc) magari arriveremo pian piano ad avere un abbonamento mensile per quote kW (come già proposto per elettricità di casa con medesimo schema del traffico voce/dati cellulare da nota compagnia telefonica ): a quel punto si sceglierà il proprio livello di consumo ed eventualmente paga un extra consumo a tariffa non scontata.
    Penso che nei paesi con forte prevalenza di energia F.E.R. (che va spesso a PUN <0,7€) avranno presto bisogno di assicurare flussi di cassa (per coprire il costo manutenzione e sviluppo rete) magari con abbonamenti a prezzo "fisso" (eventualmente indicizzato periodicamente)

  3. però il prezzo kWh varia nel tempo,in base alla disponibilità di energia in rete
    con le rinnovabili anche durante il giorno e di parecchio

    Tesla ha messo due tariffe on-peak e off-peak dentro e fuori picco
    con il massiccio uso delle rinnovabili io penso che il prezzo alla colonnina dovrebbe variare ogni 10 minuti mezzora legata alla borsa elettrica di chi compra all’ingrosso per la colonnina
    insomma costo di gestione manutenzione + PUN istantaneo o quasi per l’energia

    il prezzo delle FER è a livello regionale quasi locale oramai

    potrebbero esserci molte differenze di prezzo tra caricare da Milano a Roma fino a Palermo
    oltre che per colpa dell’orario anche per il rendimento fotovoltaico
    0,9 Bolzano
    1,2 Roma
    1,5 Palermo

  4. Già che ci siamo, visto che si cita l’Automobile Propre, tocca segnalare che anche in Francia tante cose non vanno esattamente come ci appare qui in Italia.
    Anche lì si parla di un 25% di colonnine “scariche”, tra guasti e quant’altro.
    Avevo già letto l’articolo tempo fa (ogni tanto ci guardo) ma avevo volutamente evitato, visto che si cade sullo specifico argomento… Segnalo.

    https://www.automobile-propre.com/bornes-de-recharge-en-panne-des-chiffres-de-plus-en-plus-inquietants/

      • Sig. Ugo, immagino che sia una battuta senza aver riflettuto, vero?
        A parte l’assurdità di acquistare elettrico x ricaricare a gasolio, quale efficienza complessiva avrebbe generatore a gasolio +alternatore e carichino per la ricarica AC dell’auto? Se si arriva al 10% è tanto. Per quanto mi riguarda, fermarmi al distributore é diventato un atto antico da cui mi sono allontanato felicemente: 8-10 mesi all’anno dove ricarico in larghissima parte dal fotovoltaico è un a bella emozione. Nessun generatore mi darà questa sensazione.
        Cordiali saluti

  5. Mah, a me sembra un modo vecchio per regolamentare un sistema che dovrebbe invece abbracciare un approccio più moderno. Non ha molto senso dire “devono esserci colonnine di più operatori”, quanto piuttosto bisognerebbe imporre un prezzo all’ingrosso in modo che più operatori possano competere alla pari nella fornitura, qualunque sia l’azienda che ha installato la colonnina (un po’ la distinzione che c’è tra distributore e fornitore di energia elettrica per la casa). E poi, che prezzo dovrebbero mettere esposto nei totem in autostrada? Di quale operatore?

    • in autostrada mi pare palese: il prezzo del fornitore presente nell’area di servizio..
      Per quanto riguarda le colonnine mi pare tu faccia confusione: a casa paghi distributore di zona e fornitore di energia su una struttura finale tua, nelle colonnine paghi al proprietario della struttura il costo di quest’ultima piú distributore e fornitore. Imporre un prezzo all’ingrosso a chi?

      • Il prezzo del “fornitore presente nell’area”… peccato che io alla stessa colonnina in autostrada possa rifornirmi con Enel X, con Be Charge, con A2A, con Electroverse… ed ognuno mi faccia un prezzo diverso. Nonostante stia usando la stessa colonnina Free To X. Quindi quelli di Free To X secondo te che prezzo dovrebbero espormi? (Nota, se non lo sapessi: Free To X non offre alcun servizio di ricarica all’utente finale).

        “Imporre un prezzo all’ingrosso a chi?”: al gestore della colonnina. In modo che se io vado in una colonnina Enel X ma voglio usare la mia tessera Electroverse, quest’ultima possa farmi un prezzo concorrenziale a quello che mi farebbe Enel X stessa. Sennò è chiaro che chi ha più colonnine installate è in una posizione di dominante e fa concorrenza sleale.
        Che poi è quello che accade nella telefonia, sia mobile che fissa, giusto per fare un esempio. Ci è voluto un po’ di tempo ma alla fine ci sono arrivati…

        • Il prezzo è uno e fisso (per quella colonnina), poi in base all’operatore che usi per ricaricare la percentuale va a quell’operatore. Esempio lampante: il costo per la sosta. Oggi puoi pagare la sosta con diverse app ma, in molti comuni, il costo è lo stesso qualunque app usi. Il gestore dell’app guadagna una commissione per ogni sosta che l’utente fa. Lo stesso vale per i biglietti Trenitalia che sono venduti anche da terze parti: il costo del biglietto per l’utente finale non cambia, sempre quello è, ma una commessione viene retroceduta all’operatore che ha gestito la transazione (ovvero l’app usata dall’utente). Così tu puoi comprare i biglietti di Trenitalia non solo in stazione ma anche usando app di terze parti, presso tabaccherie, etc. avendo più di un canale di pagamento ma paghi sempre lo stesso.

          Altri esempi? I bollettini PagoPA, hanno tutti la stessa commissione nonostante ogni azienda/ente si affidi a un diverso partner tecnologico. Ma anche i pagamenti con carte: quando paghi in un negozio il prezzo esposto di un bene tu paghi con carta e il negoziante riconosce una commissione alla società che ti ha fornito la carta di credito. Un tempo, ora è proibito, alcuni commercianti applicavano un prezzo variabile in base a come volevi pagare (spesso il prezzo era più basso se accettavi di pagare in contanti).

          Chi decide il prezzo? L’operatore di ricarica. Come si garantisce la concorrenza? Tra diversi operatori di ricarica, ovvero se io operatore di ricarica Pippo alla colonnina di Via Emilia, 7, Vattellappesca applico un prezzo di 0.7 €/kWh, l’operatore di ricarica Pluto può applicare alla colonnina di Via Roma, 14, Vattellappesca (magari poco usata perché meno centrale) un prezzo di 0.65 €/kWh per cercare di attrarre più consumatori, proprio come fanno i distributori di carburante. I prezzi poi verrebbero inseriti in siti/portali comparatori così per l’utente più attento diventerebbe agevole trovare la ricarica in zona al prezzo per lui più conveniente. E’ un cambio EPOCALE della politica di prezzi e di libero mercato che quantomeno merita di essere sperimentato, visto che il modello attuale non funziona.

          • Stai facendo una marea di esempi che non c’entrano un tubo e che non reggono, mi meraviglio anche che tu non te ne renda conto. Se sei lì che ti annoi, potrei suggerirti una serie di attività più interessanti e divertenti che stare qui su vaielettrico a scrivere commenti chilometrici per consumare un po’ della tua banda Internet.

    • I prezzi imposti non ci sembrano il massimo della modernità. In Italia funziona così: Il futuro della ricarica: Arera lo immagina così. Il punto dolente non è il costo dell’energia, che varia di poco tra operatore e operatore ed è una componente minoritaria delle tariffe, bensì i costi industriali fissi (ammortamento, gestione, manutenzione e assistenza. in sintesi l’efficienza dell’azienda) rapportati al tasso di utilizzo della rete. I principali operatori italiani hanno una rete molto costosa, con bassissimi tassi di utilizzo medio, circa il 2%. Ma per dimensioni e capillarità sono loro a condizionale il mercato.

      • Io non ho parlato di prezzi imposti. I costi di infrastruttura poi ce li hanno anche gli operatori telefonici che montano le antenne o posano i cavi. Facciamo l’esempio di OpenFiber: è un operatore solamente di infrastruttura, non vende ai privati. E fa lo stesso prezzo all’ingrosso a tutti gli operatori che vendono ai privati, che possono rivendere il servizio ad armi pari ed al prezzo che vogliono. Del resto anche sull’energia elettrica stessa per la casa funziona così: e-Distribuzione non è Enel Energia, anche se hanno la stessa origine. Quando parlavo di prezzo all’ingrosso per le colonnine, forse sarebbe più giusto dire: tariffa fissa uguale per tutti e vigilata dall’autorità, a copertura dei costi di infrastruttura, poi il prezzo dell’energia lo faccia chi mi vende il servizio di ricarica. Ma che possa combattere ad armi pari e su tutta la rete, che dovrebbe essere un bene a disposizione della comunità.

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