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Così e-Novia “fabbrica” le imprese della mobilità elettrica

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Andiamo alla scoperta di e-Novia, la prima Fabbrica di Imprese made in Italy. L’ha fondata a Milano, nel 2015, Vincenzo Russi, una carriera in grandi multinazionali estere, maestre dell’innovazione Deep Tech. Un’esperienza che ora e-Novia vuole replicare anche in una settore chiave dell’industria italiana come la filiera della mobilità, ora alle prese con la transizione elettrica.

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Vincenzo Russi

«Siamo una fabbrica. Come tutte le fabbriche partiamo da una materia prima, che nel nostro caso è un’idea, e vogliamo arrivare a un prodotto, che nel nostro caso è un’impresa innovativa».

Vincenzo Russi spiega così la sua e-Novia. Qualcuno sbrigativamente potrebbe pensare a un incubatore di impresa.

e-Novia, un “modello Silicon Valley”

Ma e-Novia è molto di più: non si limita ad ospitare e sostenere start up con promettenti prospettive di sviluppo, ma le finanzia direttamente per trasformarle in aziende vere. Contribuisce perciò all’investimento, divenendone socio. In alcune addirittura socio di maggioranza con più del 50% del capitale. Combina quindi le funzioni di un classico acceleratore d’impresa a quelle di un vero e proprio fondo di venture capital. E’ un modello di business unico in Italia, chiaramente ispirato all’ecosistema della Silicon Valley.

La stella polare di e-Novia è l’innovazione, come spiega Russi nella video intervista concessa a Vaielettrico. Innovazione, comunque si presenti. Tre i filoni prescelti: la robotica e l’automazione industriale, la tecnologia “indossabile”, e la mobilità sostenibile, che è poi quella che qui ci interessa.

L’e-mobility? Leggera e condivisa

Soprattutto la mobilità condivisa e leggera, perchè Russi sa bene che nell’automotive in senso stretto gli investimenti iniziali «sono fuori dalla nostra portata: solo una prototipazione costa dai 500 mila euro in su».

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Lo staff di e-Novia al Ces di Las Vegas

Tuttavia e-Novia dispone di un bel “gruzzolo” di 90 milioni di euro, raccolto fra investitori istituzionali e imprese italiane medio grandi molto attente ad intercettare nuove idee di business. Nel settore della componentistica per veicoli c’è Brembo, Landi Renzo, Strapava, Eldor, Agrati, STMicroelectronics,  tanto per citare i brand più noti e affermati.

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Il veicolo robot di Yape

A tutt’oggi e-Novia ha investito circa 3,5 milioni di euro entrando nel capitale di una decina di aziende di e-mobility. Sono Blubrake (sistemi frenanti per e-bikes) Hiride (sospensioni intelligenti per e-bikes), Yape (piccoli trasporti urbani robotizzati), Shiftic (cambi automatizzati per bici), Y.Share (dispositivi per la connettività e la gestione dei veicoli), Effortless Mobility (trazione elettrica per passeggini e veicoli a spinta), Measy (e-cargo bikes per le consegne urbane), e-Scok (meccatronica per il controllo e la sicurezza di veicoli robotizzati).

Il Rob.Y di e-Shock, azienda del gruppo e-Novia
Il Rob.Y di e-Shock, azienda del gruppo e-Novia

Quest’ultima, con la piattaforma Rob.Y, sta testando una veicolo robot per il trasporto passeggeri. Una  nicchia sì, ma molto ben frequentata da competitor internazionali come Nuro, Navya, Olli (leggi).

Le antenne sull’innovazione dal basso

Come spiega Russi, l’attività di e-Novia parte da una fitta rete di “antenne” puntate sulle fucine italiane di idee innovative. Università e centro di ricerca in primis, ma senza rifiutare a priori i progetti di singoli inventori. «Siamo pronti a valutare tutte le idee _ dice _: le sottoponiamo a un’ attenta analisi di fattibilità tecnica ed economica e si ci convincono le industrializziamo mettendo a disposizione, competenze per lo sviluppo e i capitali per trasformarle in impresa».

Fondata nel 2015 a Milano, oggi e-Novia ha uno staff interno di oltre 110 professionisti, per il 95% con laurea di secondo livello, il 16% con PhD e tutti regolarmente assunti. Moltissimi rientrati in Italia dopo esperienze all’estero. Lo stesso Russi proviene da una delle fucine internazionali dell’innovazione come Procter & Gamble.

Già 24 partecipate, 20 in pipeline

La sua  se-Novia collabora inoltre con 14 Università e con un centinaio di affernate aziende. Partecipa al capitale di 24 società, e ha in pipeline una ventina di altri progetti.

«Crediamo fortemente nel sistema industriale italiano _ dice Russi _ e nella sua capacità di innovarsi anche in settori come la meccanica e l’automotive. La rivoluzione tecnologica in corso è una grande opportunità per filiere industriali che si integrano sempre di più tra loro, in qualche modo rovesciando le gerarchie fra i fornitori di primo, secondo e terzo livello». Ora l’innovazione  può avanzare anche dal basso, dalla digitalizzazione di ogni componente meccanico. e-Novia, per esempio, sta collaborando con un grande produttore di sistemi di fissaggio ad alta resistenza come Agrati per lo sviluppo di sensori integrati nelle viti e nei bulloni.  Ma l’innovazione “deep Tech”, avverte Russi, «richiede un approccio sistemico».

“Puntiamo a un network di sistema”

La Fabbrica di Imprese e-Novia è già al centro di un network di competenze scientifiche, imprenditoriali, finanziarie e industriali europee, tra loro complementari. Apertissima però a collaborazioni strutturate con altre realtà italiane emergenti di cui Vaielettrico ha più volte parlato, come Reinova o Motor Valley Accelerator.

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