Cosa abbiamo visto al Salone di Genova

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Il Salone Nautico di Genova non ha ancora un punto dedicato esclusivamente  alla propulsione elettrica. Le tecnologie a zero emissioni sono distribuite tra gli stand dei costruttori tradizionali, dei produttori di motori e dei pionieri dell’innovazione. Eppure, in questa edizione è  possibile salire a bordo e provare imbarcazioni spinte da motori elettrici. Segnaliamo   Yamaha, che  grazie a piccole imbarcazioni equipaggiate con i motori elettrici Torqeedo permette ai tanti che non conoscono la navigazione a emissioni zero un primo test. 

A bordo della barca Selva con il fuoribordo ePropulsion

Abbiamo provato l’imbarcazione presentata da Selva, una barca di 5,40 metri equipaggiata con un sistema di propulsione elettrica ePropulsion da 12 kW, alimentato da una batteria da circa 10 kWh. Al timone Stefano Castellazzi: «La configurazione garantisce un’ora di navigazione alla massima potenza, con una velocità di crociera tra i 6,5 e i 7 nodi. Riducendola leggermente l’autonomia cresce sensibilmente senza penalizzare la velocità percepita».

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Nello stand di Selva i fuoribordo ePropulsion, l’azienda ha messi a disposizione due tender e una barca per i test dei motori elettrici

La nostra guida pensa positivo: «Si tratta di un prototipo appena completato, ma siamo molto soddisfatti delle prestazioni e della risposta del pubblico».  Se si scende a 5 nodi  abbiamo 2 ore di navigazione continua, si sale a 4 ore a 2,5  nodi.

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Il rivenditore conferma che c’è richiesta di motori fuoribordo: «Abbiamo realizzato dei progetti nel Lago Cedrino in Sardegna, ma anche dei velisti romagnoli che hanno voluto un sistema tutto elettrico per la loro barca».

Il Blue Power di AS Labruna e le novità Mitek

Al Salone Nautico  abbiamo incontrato Massimo Labruna, fondatore e amministratore di AS Labruna, che a Genova presenta il kit Blue Power, una piattaforma plug and play  con diverse taglie: «Dai 50 ai 400 kW continui e ci consente di coprire una gamma molto ampia di  imbarcazioni e arrivare fino  a yacht da 38/40 piedi.  Il cuore dell’innovazione è il design all‑in‑one: controller, scambio termico, pompe di raffreddamento e anche i motori elettrici sono integrati sotto un’unica copertura, con ingombri inferiori rispetto ai motori endotermici di pari potenza. La compatibilità con nuove installazioni e refitting rende il sistema particolarmente interessante».

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Massimo Labruna

Tra i pionieri della nautica elettrica italiana, Alfonso Peduto fondatore di Mitek ripercorre con Vaielettrico  i tanti  anni di sviluppo e innovazione. L’azienda continua a sviluppare  il fuoribordo Revolver, «oggi disponibile fino a 30 cavalli e in fase di sviluppo nella versione da 40».

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Alfonso Peduto fondatore di Mitek

Accanto ai sistemi per tender e soluzioni ibride, Peduto presenta le tecnologie dedicate alla vela: «dai saildrive fissi al nuovo Rotating Saildrive, un azimutale capace di ruotare a 360 gradi, con funzioni di rigenerazione, traslazione laterale e propulsione».

I francesi di Temo, Velettrica

Consociamo bene i produttori francesi di Temo France che dall’iniziale bastone son passati al fuoribordo più classico. Lo abbiamo provato nel Golfo dei Poeti in Liguria, «ora il modello 1000 nella sua ultima versione presenta un cavo che permette di tenere la batteria a bordo». Spiegazione nello stand dell’azienda francese che in Liguria sta vendendo bene.

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La sostenibilità non riguarda solo la propulsione. Velettrica, fondata da Roberto Baffigo, lavora su un approccio sistemico che «parte dall’elica, progettata per ridurre i consumi in tutte le condizioni di navigazione. L’elica è realizzata in nylon riciclato proveniente da reti da pesca recuperate in mare o dai consorzi di pescatori, mentre il motore elimina i magneti a terre rare mantenendo la stessa efficienza. L’intero sistema è pensato per minimizzare l’impatto ambientale, massimizzare la sicurezza e gestire in modo intelligente tutta l’energia di bordo, non solo quella destinata alla propulsione».

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Interessanti anche i thrusters dei norvegesi di Sleipner con una gamma veramente molto ampia. «Sono soluzioni per le manovre in porto, ma si stanno iniziando ad utilizzare anche come sistema di propulsione». Parola di Claudio Zazza, area sales manager del gruppo.

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Claudio Zazza, manager di Sleipner

Fabio Flores di Maritime Supply ci ha spiegato il motore elettrico Pulsar pensato come motore di prua per le manovre. Un peso da 14,8 chili e una batteria da 29,6 V 30 Ah e potenza da 1 kW.

Nei Marina sempre più colonnine, ma per una nicchia di diportisti

Sul fronte dei porti turistici, Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, conferma a Vaielettrico che «la nautica elettrica sta crescendo, ma resta confinata a una nicchia. Le infrastrutture di ricarica sono migliorate, ma la diffusione commerciale richiede tempo. I marina stanno introducendo imbarcazioni di servizio a zero emissioni e collaborando con i produttori di motori, mentre si sperimentano combustibili alternativi come metanolo verde e idrogeno tramite celle a combustibile».

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Roberto Perocchio, presidente Assomarinas

 

Secondo Perocchio, «serviranno circa dieci anni per completare lo sviluppo tecnologico e la distribuzione capillare delle nuove risorse energetiche».

LEGGI anche: Bonus colonnine c’è ancora speranza. Guarda la  Video – Guida all’incentivo 

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