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Corleone e l’auto elettrica, il feeling che non ti aspetti

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CORLEONE ELETTRICA / A sinistra Manuela Bonanno con prole e la sua Zoe. A destra Marialicia e Carmelo Moscato con la loro Hyundai Kona 64 kWh.

Corleone e l’auto elettrica, il feeling che non ti aspetti. Con poco meno di 30 EV, il Comune siciliano sfata il luogo comune di un Sud allergico alle auto a batteria.

Corleone: i volti di una rivoluzione nel profondo Sud

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Giuseppe Siracusa con le sue auto elettriche, una Citroen C Zero e una Renault Zoe. In alto un’altra C Zero, quella di Salvatore Sparacio, con il proprietario. E, a destra, Andrea Ancora con la sua Tesla Model 3 Long Range.

E qui siamo nel profondo Sud, in Sicilia, entroterra della provincia di Palermo, in un paesone che conta circa 11mila anime. In cui vedere passare un’auto elettrica non è una rarità come in gran parte dell’isola. Un piccolo censimento l’ha fatto Giuseppe Chiazzese, che nella vita fa il deputato per i Cinque Stelle. Ma qui la politica non c’entra: c’è solo la passione per le emissioni zero. Ecco dunque che cosa circola per le strade di Corleone: 6 Citroen C Zero, 5 Hyundai Kona, 4 Tesla Model 3, 4 Renault Zoe, una Twingo, 2 Smart EQ, 2 Opel Mokka. Più due furgoni, sempre a batteria. E Giuseppe è stato l’apripista, come racconta lui stesso: “Ho comprato nel 2014 un Renault Kangoo ZE, che usavamo in azienda per le consegne a domicilio. È finita che ci uscivo anche il sabato sera, proprio per il gusto di muovermi silenziosamente e senza emissioni di scarico”.

Ignazio e la sua Mokka-e: “Il pieno costa la metà”

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I mezzi EV della Farmacia Mongiovì. Sotto Leo Bonanno con la Citroen C Zero, e Ignazio Iannazzo con la Mokka-e

In molti hanno poi seguito il suo esempio, prima in famiglia e nella cerchia di conoscenze. Poi tanti altri cittadini, come documenta la nostra galleria fotografica. Tra questi anche Ignazio Iannazzo, 40 anni, che è un felicissimo possessore di un Opel Mokka-e: “Ho vinto la diffidenza e il preconcetto comprando una full electric. Aperta la portiera si entra nel futuro. Silenziosa, compatta, tecnologica, scattante, green. E si ricarica comodamente, anche se l’incremento dell’infrastruttura di ricarica meriterebbe maggiore attenzione delle Istituzioni e più coraggio delle società energetiche. Ma fare un pieno costa meno della metà rispetto al diesel. Si guida come un qualsiasi altro veicolo termico, ma con la certezza di rispettare la natura. Tante le agevolazioni fiscali, e in molte città ti permette di circolare gratuitamente nelle zone a traffico limitato“. Tornare al termico? “No grazie!“, taglia corto. E nel vostro Comune a che punto siamo? Raccontatelo scrivendo a info@vaielettrico.it  : l’Italia, soprattutto in provincia, è sempre piena di sorprese…


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3 COMMENTI

  1. Troppi comuni ancora sono completamente sprovvisti di punti di ricarica. Quello in cui vivo io, 1500 abitanti ma migliaia di passaggi di turisti nel weekend perché zona di interesse turistico, neanche una colonnina AC figuriamoci in DC. Ho pianificato un viaggio di 120km tra le montagne friulane per raggiungere la val Pusteria passando per Sappada: 1 punto di ricarica 22Kw in AC lungo l’intero tragitto! E il Friuli è stata una Regione molto generosa con gli incentivi fino al 2020 infatti auto EV se ne vedono spesso. Ma se uno non dispone di posto auto privato è quasi impossibile pensare di passare ad una elettrica

  2. Un abbraccio al portavoce Giuseppe Chiazzese, quello che ha introdotto l’emendamento nella legge bilancio che prevede in autostrada “che le infrastrutture messe a disposizione assicurino ai fruitori tempi d’attesa per il servizio non superiori a quelli offerti agli utilizzatori di veicoli a combustione interna”. Bravo Giuseppe e bravi i colleghi parlamentari di tutte le altre forze politiche che hanno approvato il tuo emendamento (anch’io non voglio fare promozione politica). Io credo che l’auto elettrica la si aiuti così, costruendo oggi l’infrastruttura di dopodomani e avendo il coraggio di guardare serve avanti.

    Ora 2 appelli Giuseppe, se puoi e se mi leggi: lavora per far ripristinare gli ecoincentivi per le elettriche nuove, magari limitando ulteriormente il prezzo (già all’ultimo rinnovo siete passati da 60000 a 50000 euro per il prezzo massimo) e l’importo dell’incentivo ma allargando la platea; ma soprattutto lavorate ad un accordo di libero scambio con gli altri paesi (a partire da Cina e Corea) per abbattere i dazi sull’import/export delle auto oltre che a una semplificazione della normativa: solo così avremo una reale concorrenza tra i venditori e una corsa all’acquisto di auto elettriche.

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