Corea del Sud, dal 2035 solo elettrici o ad idrogeno i veicoli della polizia

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La Corea del Sud punta a trasformare la flotta della propria polizia: entro il 2035 tutti i nuovi veicoli acquistati o presi in leasing dovranno essere elettrici o alimentati a idrogeno, salvo alcuni mezzi speciali. È un cambio di rotta significativo per una flotta di circa 17.600 veicoli, oggi ancora in larga parte endotermica. A fine giugno 2026 erano infatti appena 2.185, pari al 12,4%, i mezzi della polizia coreana già elettrici o a idrogeno.

L’iniziativa è stata formalizzata il 30 luglio con un memorandum d’intesa firmato dal Ministero dell’Interno e della Sicurezza, dalla Korean National Police Agency (KNPA) e dal Ministero coreano del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente. L’accordo è stato presentato presso la stazione di polizia di Gangnam, a Seoul, dove è partito anche un progetto pilota per testare sul campo la nuova impostazione.

Quasi 1.900 nuovi veicoli ogni anno

La dimensione dell’operazione è interessante soprattutto perché riguarda una flotta con un ricambio relativamente consistente. Sulla base dei dati di acquisto e leasing del periodo 2023-2025, la polizia coreana acquisisce mediamente 1.908 nuovi veicoli all’anno.

L’obiettivo non è quindi sostituire in un’unica operazione l’intero parco circolante, ma intervenire progressivamente sul naturale ciclo di rinnovo. In questo modo, la quota di veicoli a zero emissioni potrà crescere senza dover procedere a una sostituzione anticipata dei mezzi ancora utilizzabili.

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Il governo di Seoul attribuisce alla nuova generazione di veicoli anche vantaggi operativi: minore rumorosità e prestazioni ritenute più adatte alle esigenze di intervento della polizia. Nel progetto viene inoltre citato il potenziale dei software-defined vehicle, i veicoli definiti dal software, per migliorare funzionalità e qualità dei servizi pubblici.

A Gangnam il primo banco di prova: ricarica nel mirino

Il progetto pilota è particolarmente concreto. Nelle sottostazioni dipendenti dalla stazione di polizia di Gangnam saranno sostituiti 22 veicoli con motore termico con altrettanti modelli elettrici.

Non si tratta però soltanto di mettere a disposizione le automobili. Il piano prevede anche la realizzazione di una nuova infrastruttura di ricarica: nove colonnine fast da 200 kW distribuite in sei sottostazioni. Due saranno installate rispettivamente a Yeoksam, Nonhyeon e Cheongdam, mentre le altre tre saranno collocate nelle sedi di Samseong A, Samseong B e Sinsa.

È un aspetto centrale per una flotta operativa. L’elettrificazione dei veicoli di servizio richiede infatti di progettare la ricarica in funzione dei turni, dei chilometri percorsi e della disponibilità dei mezzi, non semplicemente di installare punti di ricarica.

Elettrico e idrogeno con ruoli diversi

La scelta coreana non si limita alle batterie. Il piano considera infatti sia i veicoli elettrici a batteria sia quelli a celle a combustibile alimentate a idrogeno.

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Auto ad idrogeno: il modello NEXO della coreana Hyundai

La distinzione può avere una logica nelle flotte ad alta intensità di utilizzo: l’elettrico a batteria offre efficienza energetica elevata e una ricarica che può essere organizzata presso le basi operative, mentre l’idrogeno può essere preso in considerazione per quei servizi nei quali autonomia e tempi di rifornimento rappresentano vincoli particolarmente stringenti.

La Corea del Sud dispone inoltre di una filiera industriale dell’idrogeno legata soprattutto ai grandi gruppi automobilistici nazionali. Per questo l’inserimento dei veicoli fuel cell nella strategia della polizia rappresenta anche un banco di prova per una tecnologia sulla quale il Paese continua a investire.

Un novo modello di transizione

Il caso coreano mostra una strada basata sul rinnovo progressivo degli acquisti, affiancato da progetti pilota e infrastrutture dedicate. Un approccio che potrebbe essere rilevante anche per le flotte pubbliche europee, dove il vero ostacolo alla transizione non è soltanto scegliere il veicolo a zero emissioni, ma costruire attorno a quel veicolo un sistema operativo capace di garantirne la disponibilità quotidiana.

  • LEGGI anche: “Sterilizzare i costi energetici delle flotte elettriche? Con la ricarica industrializzata” e guarda il VIDEO

 

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