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COP 27: accordo ai supplementari sui disastri climatici

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disastri climatici

Il 27esimo summit della Conferenza delle parti (COP) di Sharm el-Sheikh sul clima sarebbe stato un totale fallimento, il peggiore in 30 anni di storia, se all’overtime non si fosse raggiunto un accordo forse storico sui ristori ai Paesi fragili colpiti dai disastri climatici.

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Nasce il fondo “Loss and Damage”

Siamo al terzo filone del negoziato, quello denominato “Loss and Damage”. L’intesa raggiunta porta con sè poco altro, se non la conferma degli obiettivi sottoscritti a Glasgow l’anno scorso. Obiettivi (1,5 gradi a fine secolo sul fronte mitigazione e il solito fondo in stand by da 100 miliardi di dollari all’anno sul fronte adattamento) che sembravano in procinto addirittura di essere abbandonati.

Fino alla chiusura ufficiale dei lavori, venerdì scorso, il testo del documento finale conteneva infatti solo paragarafi in bianco, cioè rinvii. Poi, ormai a un passo dalla rottura, almeno un accordo è stato trovato: i Paesi ricchi guidati da Usa e Ue istituiranno un fondo di solidarietà per ristorare i costi dei disastri climatici causati dal riscaldamento globale nei Paesi più poveri e vulnerabili.

Pagano i ricchi, incassano i Paesi fragili (non la Cina)

I Paesi emergenti e in via di sviluppo, guidati dalla Cina, hanno accettato lo schema di massima e hanno sottoscritto un testo oggi in fase di stesura definitiva. Prevede la nomina di una commisisone tecnica di esperti che porterà il progetto del fondo alla prossima Cop28 di Dubai, l’anno prossimo. Uno degli aspetti da smarcare riguarderà la procedure di erogazione dei fondi. L’Ue non vorrebbe che avvenisse attraverso  pagamenti diretti, troppo esposti a possibili contenziosi, ma piuttosto attraverso il finanziamento di programmi assicurativi.

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Frans Timmermans

Si è arrivati all’accordo in extremis solo dopo la minaccia del vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, di abbandonare il summit e far saltare il tavolo. Anche a Cop 27 Bruxelles puntava molto in alto, ma pochi sembravano disposti a seguirla. I paesi del G77+Cina, guidati da Pechino, chiedevano a gran voce il fondo di solidarietà, pretendendo però che ad alimentarlo fossero solo i Paesi ricchi, responsabili della gran parte delle emissioni climalteranti pregresse. L’Ue era disposta a sborsare, escludendo però che a beneficiarne fossero anche Paesi come Cina e India, ormai vere potenze industraili diventate negli ultimi decenni due delle aree di maggiore inquinamento.

Salvi, per ora, gli obiettivi climatici. Ma senza impegni

Alla fine il compromesso è stato incardinato su tre punti chiave: il fondo dovrà essere finanziato da una base più ampia base di donatori, quindi anche dalla Cina, ma destinato solo ai Paesi più vulnerabili;  contestualmente il documento finale confermerà esplicitamente tutti gli ambiziosi impegni di mitigazione del cambiamento climatico presi l’anno scorso alla Cop26 di Glasgow, anche se di fatto i piani operativi e vincolanti per la riduzione delle emission di CO2 dei singoli paesi grandi inquinatori arrivaranmo solo l’anno prossimo.

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Le inondazioni in Pakistan, un esempio eclatante dei disastri provocati dai cambiamenti climatici

Simon Stiell, segretario esecutivo delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico, ha commentato: «Non è stato per niente facile. Ma questo risultato darà benefici ai più fragili in tutto il mondo».

Durante la COP27 la richiesta di accelerare sul fondo “Loss and Damage” era stata portata avanti da una delegazione di 134 Paesi guidata dal Pakistan. Il Paese asiatico è diventato un simbolo per via delle gravissime inondazioni degli ultimi mesi. Rappresenta un caso palese di quello che si prevede succederà sempre più spesso in futuro. Sherry Rehman, ministra del cambiamento climatico del Pakistan, ha definito l’accordo «storico».

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8 COMMENTI

  1. Questi burocrati non hanno ancora capito che il grosso dei problemi son loro che non vogliono decidere, e sì che hanno sia figli che nipoti, ma 🤦

  2. onestamente dalla cop 1 ad ora cosa è cambiato. Assolutamente niente, si produce di più e si inquina di più., più c02, più gas di scarico ecc… il genere umano è gia morto da diverso tempo. la terra soppravviverà gli esseri viventi no…. Unico peccato che non esista THANOS, lui si che aveva ragione, metà della popolazione mondiale KO.

    • Fare di ogni erba un fascio, come fa lei Luca, non aiuta a prendere le decisioni giuste per risolvere i problemi. L’Europa, per esempio, ha rispettato tutti gli impegni del pacchetto 20-20-20 presidalla COP 3 (Protocollo di Kyoto) e, con il Green Deal e il pacchetto “Fit for 55”, alla COP 21 (Accordo di Parigi). E alla COP 27 ha imposto l’accordo su “Loss and Damage”.

      • quante nazioni c’erano alla prima e quante oggi sono presenti a parlare e prendere decisioni?
        dopo 30 anni si sta parlando sempre degli stessi problemi? si
        se il mondo fosse stato interessato veramente, bastava la prima per decidere un percorso di riduzione dell’inquinamento globale valevole per tutti.
        ma, ribadisco, sono 30 anni che alla cop si parla parla parla sempre delle stesse cose ma di effetti “tangibili” sul pianeta non se ne vedono.
        quindi il dato di fatto è che prima vengono le economie dei vari paesi, e poi (molto poi) ci si penserà

  3. I politici non riusciranno mai a rinunciare alle regalie di coloro che detengono il potere energetico, neppure di fronte all’avvenire dei propri figli.

  4. Non ho fino ad ora commentato più che altro per mancanza di informazioni: non riesco a valutare le decisioni prese (o rimandate) perché non mi sono interessati a sufficienza dell’argomento. Probabilmente perché mi sento estraneo, nel senso di impotente e insignificante relativamente alla posta in gioco. Non è come dire “spengo la luce così risparmiamo” , io sto qui e la mia voce non arriva e mai arriverà a “loro”, concretamente.
    A giudicare dagli altri commenti, non sono il solo a sentirsi distante: quindi ulteriormente grazie per l’articolo, così è un po’ meno lontano.

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