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Convenienza auto elettrica: l’Italia non brilla

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(Foto tratta dalla copertina del Car Cost Index 2022 di Leaseplan).

Convenienza auto elettrica: l’Italia non brilla, nei confronto di un grande noleggiatore come Leaseplan nel suo nuovo Car Cost Index. Sono rilevazioni studiate per i gestori di grandi flotte aziendali, ma utili anche per i privati.

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Costo medio mensile di un’auto segmento B (come la VW Polo o la Renault Zoe), compreso l’acquisto, su un periodo di 4 anni e 30 mila km/anno. In Italia e Germania (DE) l’elettrico (in verde) è ancora più alto rispetto a benzina (in azzurro) e diesel (in blu scuro). Fonte: Car Cost Index

Convenienza auto elettrica: con la Francia non c’è gara…

Il Car Cost Index è un’analisi approfondita sul costo totale di proprietà (TCO) e di operatività di un veicolo in 22 paesi europei. Vengono scorporate le diverse voci relative alla proprietà, inclusi  energia/carburante, deprezzamento, imposte, interessi, assicurazione e manutenzione. Nell’edizione 2022, i costi sono ponderati sui primi 4 anni di proprietà e presumono un chilometraggio di 30.000 km/anno. I principali risultati della nuova edizione dicono che, nonostante il rincaro dell’energia, i costi per rifornire restano inferiori per le elettriche rispetto a benzina e diesel. Le spese di ricarica in media rappresentano il 15% del costo totale di proprietà di una EV, mentre la voce carburanti pesa del 23% e del 28% per i conducenti di benzina e diesel. Ma all’interno di queste medie l’Italia, a causa degli alti prezzi dell’elettricità non brilla, come mostrano i grafici di raffronto con Francia e Germania in tre categorie di auto. Sono il segmento B (quello della VW Polo), segmento C (quello della Golf) e segmento D (quello della Tesla Model 3 e della VW Passat).

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Costo medio mensile di un’auto del segmento C (come la VW Golf o la ID.3), e sotto, del segmento D (come la Tesla Model 3 o la BMW Serie 3). Compreso l’acquisto, su un periodo di 4 anni e 30 mila km/anno. In Italia l’elettrico (in verde) risulta conveniente solo nel segmento D, rispetto alle ibride plug-in (verde scuro),  benzina (azzurro) e diesel  (blu). Fonte: Car Cost Index

Pesano tasse sul nuovo  e costo folle dell’energia

Dal raffronto con gli altri du grandi mercati continentali, Germania e Francia, è quest’ultima ad uscire meglio di tutte. Questo grazie anche a un costo dell’energia molto inferiore, con l’incidenza del nucleare. E anche con un regime fiscale più favorevole. Nelle auto di segmento B (grafico in alto) l’Italia esce decisamente male, come del resto la Germania. Mantenere questo tipo di auto con un’elettrica costa 902 euro al mese, contro i 697 della Francia. Va un po’ meglio nel segmento C, in cui le elettriche in Italia hanno costi sostanzialmente allineati al diesel e un po’ superiori alla benzina (molto male l’ibrido plug-in). Nel segmento D, infine, l’elettrico sembra non convenire proprio, avendo valori mensili superiori alle altre tre categorie di veicoli. E anche qui lo scarto rispetto alla Francia è drammatico: 1.162 euro al mese contro 861, quasi 300 euro. Il che spiega perché nel Paese transalpino di elettriche se ne vendano tante e da noi davvero pochine.

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6 COMMENTI

  1. Sono commosso! Finalmente dei test con dei paragoni termici sensati!
    30mila km son cmq il doppio dell’uso medio, e se già in questo caso dicono che le ricariche incidono dal 8 al 13% in meno rispetto al termico (che fino a pochi mesi fa si sbeffeggiava che aumentava il costo al litro a dismisura rispetto alla corrente elettrica che con abbonamenti etc è rimasto stabile), il problema sostanziale non è il costo delle ricariche, la Francia ha un costo dell’energia più basso? Sicuramente ma… Sono mesi che si parla del problema francese con i costi altissimi per via di una bella fetta di centrali atomiche in manutenzione tanto da non averne da rivendere a noi come ha sempre fatto, in più sfugge che anche i costi termici sono inferiori rispetto a Italia e Germania, indice che i prezzi sono inferiori anche su altro, incentivi maggiori? Mooooolte meno tasse di importazione/immatricolazione? Assicurazioni molto più basse? Prezzi onesti alle officine? Costi autostradali inferiori o assenti? L’asfalto è migliore per cui consumano meno e durano di più le gomme? 2022 senza incentivi alle flotte in Italia ricordo, che in Francia li abbiano mantenuti? Si riferiscono ai prezzi attuali o ai prezzi di 4 anni fa dato il periodo di test?

    • A corollario, dato che han preso in esame i mezzi VW, ipotizzo in Germania gli costano quel qualcosina in meno, non c’è da esportare etc, il che allarga ulteriormente la forbice e fa domandarsi, perché la Germania è così tanto più cara?

  2. Il grafico é fatto da un noleggiatore infatti prende in esame 4 ANNI un tempo bassissimo per un privato che tiene la macchina quasi 3 VOLTE TANTO in media.

    Se quei grafici fossero fatti a 12 anni avrebbero tutto un’altro aspetto perché 12 bollii, 12 tagliandi (355€ l’ultimo compreso cambio gomme estivo/inv) cambierebbero enormemente la storia.

    Ma anche cosí assumendo la metà del Kmtraggio (15.000 in 8 anni) si ha già un’idea che la differenza di costo si ammortizza abbastanza velocemente (perché è quella che incide sul costo mantenimento) infatti la differenza é piú marcata nel seg B che C è D dove anche le termiche costano.

    Per cui alcune considerazioni:
    A) se arrivano le batterie al sodio nei segmenti bassi, anche cosí il grafico cambia parecchio
    B) se compri segmenti premium anche oggi conviene l’elettrico dopo 11 anni di durata media di una BEV (con buona pace dei costa troppo).
    C) chi ha il FV abbassa quel grafico del 30% senza grossi sforzi.

    Nel mio caso, 6500KWh/anno ne consumo 3300 per casa ho un surplus netto di 3500 KWh tranquillamente.

    Intercettazione solo 1/4 sono 800KWh su 2200 per fare 15000 Km é circa il 38%.

    Ora facciamo 1.057-40%= 634.
    L’unica termica che puó sfidare una BEV sarebbe UN GPL.

  3. Che in Francia l’energia costi poco perché hanno il nucleare è una bufala che continua a girare, grazie anche a qualche nostro politico “interessato”.
    L’energia costa poco perché EdF è per l’80% di proprietà dello stato francese che stabilisce il costo dell’energia non direttamente proporzionale al costo per produrla, tanto è vero che il costo non è salito, nonostante la metà dei reattori francesi è ferma per manutenzioni straordinarie ( non possono farle ripartire per gravi problemi scoperti ).
    Poi non si prende in considerazione la produzione di energia in proprio con impianti FV che, grazie ello SSP abbassano notevolmente i costi energetici di chi li ha.
    Nonostante una casa elettrica ed una EV come la id3, circa 25000km/anno, il mio consumo energetico annuale è ancora lievemente sotto la produzione del mio impianto.

    • Non solo, bisognerebbe anche dare un’occhiata a quanti soldi lo stato francese ha buttato in EdF per evitare di farla fallire negli già solo nel corso di quest’anno.
      E non sono aiuti di stato per l’Europa, perché sono fondi per un’azienda di proprietà dello stato.
      Bravi maghi della finanza francesi.

      Poi da noi ci sono anche le offerte flat per chi carica alle colonnine, 0,31€/kWh con EnelX e 0,35 con BeCharge.

      • tecnicamente EDF è fallita ma mantenuta in vita come uno zombi dai contribuenti francesi (stato) altrimenti sarebbe il tracollo del comparto energetico; aggiungo che il dato del costo sul nucleare è comunque sempre drogato in quanto il costo di smantellamento di una centrale nucleare e delle scorie generate (ma quelle solitamente le sotterrano da qualche parte o le affondano) è talmente alto che non si azzardano mai neanche a menzionarlo

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