Contributi Pac della Ue? Controllo con i droni

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In attesa dei droni urbani per il trasporto passeggeri e la logistica aerea — gli scenari immaginati per il 2019 dal regista Ridley Scott in Blade Runner — i droni stanno riscuotendo un grande successo in agricoltura. Sono molto utili nei terreni scoscesi, per l’agricoltura di precisione e ora anche per i controlli sui contributi della Pac. A danno di chi froda, ma allo stesso tempo utili per accelerare i pagamenti destinati alle imprese agricole. La novità è l’accordo tra Enac e Agea, l’agenzia che si occupa dei pagamenti in agricoltura.

Dall’agricoltura di precisione ai controlli di precisione

Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, e Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, hanno firmato un accordo significativo per rafforzare legalità e trasparenza nel settore agricolo. L’intesa prevede l’impiego di droni per i controlli di precisione sulle superfici ammesse ai contributi comunitari. Uno strumento che consente di contrastare pratiche scorrette sugli aiuti Ue, ma non solo: i droni vengono utilizzati anche a supporto degli agricoltori in caso di calamità naturali e per la mappatura puntuale di aree a rischio di illeciti ambientali o caratterizzate da particolare complessità morfologica.

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Nell’Appennino l’accademia di Volo per i droni

I dati messi a disposizione da Enac, frutto di metodologie automatizzate e di sistemi di intelligenza artificiale, potranno integrarsi con quelli raccolti dalle fotocamere multispettrali installate sui droni. La diffusione di queste “macchine volanti” sta alimentando una filiera ad alta tecnologia capace di generare nuovi posti di lavoro. Non a caso è intervenuto anche il presidente di CAI Agromec, Gianni Dalla Bernardina, sottolineando come il riconoscimento ufficiale del ruolo di questi mezzi di rilevazione — già impiegati da tempo dalle imprese agromeccaniche a supporto dell’agricoltura di precisione — apra nuove opportunità per il settore.

Drone batte ambulanza in un intervento di soccorso

Secondo Dalla Bernardina, è auspicabile che il dialogo tra le due componenti del sistema, quella pubblica per i controlli sui premi Pac e quella privata per l’acquisizione dei dati produttivi, possa presto integrarsi, così da favorire una gestione più razionale del territorio rurale e della produzione agricola.  Sinergia utile per valorizzare le attività agricole che hanno necessità di dati per fare le scelte ottimali.

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