Consumi di energia record in luglio: +8,3%


IPlanet Promo


IPlanet Promo


Promo Estiva Vai Elettrico

Consumi di energia record in luglio: +8,3%. È il dato mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, con i condizionatori al massimo.

Consumi di energia record coi condizionatori a mille

consumi di energia record

Il risultato è legato alle temperature eccezionalmente elevate. Con il raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW, il 15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). È quanto emerge dai dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale. L’incremento di  luglio coincide con una temperatura media mensile superiore di 1,2°C rispetto a quella di luglio 2025. E di quasi 2°C rispetto alla media mensile decennale. In particolare, negli ultimi 5 giorni del mese, le temperature hanno superato la media stagionale fino a circa 6°C.  Trend che è poi proseguito in agosto, mese per il quale ci si attende un nuovo record nei consumi.

Il fotovoltaico vale metà della produzione da rinnovabili

Le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,5% del fabbisogno. Un dato che potrebbe essere ben superiore se si sbloccasse almeno una parte dei tanti progetti che giaciono da anni in attesa di autorizzazione. Il fotovoltaico ha fatto ancora una volta la parte del leone, assicurando quasi la metà della produzione complessiva da rinnovabili (49,9%). Con un incremento di 1.144 GWh dovuto soprattutto alla maggior capacità installata (+946 GWh). Segue l’idroelettrico al 26,7% ( qui pesa la carenza d’acqua). L’eolico vale invece il 10,9%, contro il 9,4% delle bionergie e il 3,1% del geotermico. La capacità installata rinnovabile è aumentata di 745 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione di 405 MW, tra solare ed eolico. Quanto agli accumuli, in Italia si registrano 948.154 impianti, per 19,43 GWh di capacità e 8,0 GW di potenza nominale.

Consumi di energia record

I VIDEO-SHORTS di Alex il principiante: domande basiche, risposte…

 

Visualizza commenti (4)
  1. Condizionatori H 24 su 24 e non solo, sei obbligato ad installarlo in casa anche chi ha sempre sopportato . smart working ? non riesco a lavorare da casa vado in ufficio causa troppo caldo/ supermercato con solo ventilatori ? Snobbato semivuoto, ora aria fresca e ritorno dei clienti

  2. Sarà bene che chi ha casa / azienda di proprietà e tetto abbastanza ben esposto si attrezzi quanto prima di impianto fotovoltaico e magari un primo piccolo accumulo….
    Il 2026 sarà ricordato come il primo dei futuri anni roventi…
    Climatizzatori PdC diventeranno indispensabili (sufficenti per scaldare casa per molti mesi… indispensabili nei nuovi “4 mesi estivi” che ci aspettano….
    Anche nei condomini dovranno pensare a soluzioni praticabili (fotovoltaico da balcone ad es ) per poter compensare con auto-produzione il gran consumo continuo degli split PdC (prima che le reti pubbliche vadano in crash o prendano proprio fuoco centraline e cabine di distribuzione, cosa quasi quotidiana di questi tempi).

    Va anche compensato il possibile calo di lungo termine nella produzione idroelettrica (tra calo precipitazioni annue e scioglimento riserve dei ghiacciai) e pure la conseguente fermata di grandissima parte delle centrali nucleari europee con raffreddamento ad acqua…come sta capitando in questo drammatico periodo, le la cui sostituzione con impianti di generazione successiva -es raffreddato a sali- sarà in tempi lunghissimi ed a costi proibitivi).

    Parafrasando il mio illustre corregionale Lorenzo il Magnifico ” chi vuol essere Fresco …Sia.. fotovoltaico! Nel doman non v’è certezza! “

    1. Caro Damiano lo scenario purtroppo è proprio quello che descrivi, ci aggiungo solo in più i futuri aumenti dei consumi dovuti ai data center e quelli (positivi) delle EV e dell’elettrificazione.
      Un segnale molto chiaro che siamo indietro con le rinnovabili è l’andamento del PUN, che solo per 4 volte in tutta l’estate (in pratica nei weekend di giugno) è andato sotto i 30€/MWh, sintomo che le rinnovabili stavano coprendo quasi tutto il carico. Roba che in altri paesi tipo Spagna è successa per 1000h nel solo primo semestre.
      Basterebbe solo questo a dimostrare a tutti gli scettici che c’è ancora tantissimo da fare, e che il sistema non è assolutamente saturo.
      Ben vengano gli investimenti di Terna su rete e accumuli, anche se la mia impressione è che “corrano” molto più veloce della reale necessità in quanto basati su programmi di installazione delle rinnovabili che vengono puntualmente disattesi.
      Il grande assente, oltre ovviamente al governo, è confindustria, che dovrebbe spronare tutti gli industriali a riempire capannoni e parcheggi di fv, se non per il bene del paese almeno per i vantaggi delle imprese stesse che sarebbero più competitive e avrebbero un’assicurazione contro il carro energia.
      E invece si piange per far diminuire tasse e accise su energia e carburanti, misura che più deleteria non si può dato che è una pura spesa improduttiva.
      E all’orizzonte non si vede nessun programma elettorale serio sui temi energia e cambiamento climatico. Lo fondiamo un partito di Vaielettrico?

      1. ciao @janvaljan … non so se il partito trasversale di Vaielettrico riuscirebbe a raggiungere la soglia di sbarramento, se rispecchia le vendite BEV / NEV in Italia 😂

        Di sicuro c’è che gli italiani previdenti devono cominciare o continuare in proprio a dotarsi di F.E.R. & B.E.S.S. (aziendali e domestici) prima di esser travolti dai prossimi shock energetici in arrivo a fine estate / inizio autunno. Non si può continuare a aspettare sperando in contributi statali sulle cose Indispensabili ! La “lotteria di capodanno” del 110% è già passata (con pesanti strascichi che pagheremo per molti anni) e mi aspetto che in futuro diminuiranno ulteriormente le quote recuperabili in denuncia dei redditi (già vinto nel 1991 la scommessa con la mia assicuratrice a proposito delle polizze previdenza privata… purtroppo ! ).

        Quanto agli accumuli (B.E.S.S. Utility scale ) in progettazione o installazione non mi preoccupo affatto che siano in proporzione maggiore rispetto al ritmo di dispiegamento F.E.R. perché serve proprio aver riserva di energia sia per stabilizzare la rete che per non disperdere quanto già prodotto dalle centrali (anche fossero a carbone) sfruttando così al 100% quanto speso per produrre i megaWatt. Oltretutto dovrebbe essere un fattore autorizzativo indispensabile anche per le richieste di realizzazione di datacenter o altri impianti energivori, che devono assicurare la loro stabilità produttiva (o quanto meno i tempi per metter in sicurezza dati o prodotti – pensiamo anche alle industrie conserviere/surgelazione per es.).
        Quanto al cambiamento climatico, se qualcuno ancora non ha capito che periodi torridi prolungati e precipitazioni con drammatiche conseguenze sono e saranno la “nuova normalità”.. c’è poco da fare se non sperare che la maggioranza ” si svegli ” e capisca che bisogna tutti quanti darsi da fare (ognuno con quanto possibile) per diminuire consumi e soprattutto emissioni….

        https://www.quotidiano.net/esteri/el-nino-amazzonia-europa-yuy2x06a

        Il grandissimo guaio è che oltre ai prossimi peggioramenti dell’economia per le situazioni internazionali (Russia ed Iran stanno aspettando l’inizio dell’autunno per le loro “vendette” anti-occidentali) si sommeranno pure i drammatici effetti de El Niño 2026 che dispiegherà i suoi effetti nel 2027.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Batterie per la nautica: le novità a immersione di Xing Mobility

Articolo Successivo

Batteria difettosa nella Leaf: che posso fare?

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!