Consiglio UE: meno burocrazia per le colonnine. E contro il furto dei cavi…

furto di cavi



Il Consiglio dell’Unione Europea introduce modifiche rilevanti per l’infrastruttura di ricarica elettrica, in particolare sul contrasto al furto di cavi. Tra i punti chiave della nuova direttiva, infatti, la possibilità di sostituire più facilmente i cavi danneggiati o rubati nelle stazioni di ricarica, senza dover affrontare procedure di verifica complesse e costose. Un intervento atteso dagli operatori, alle prese negli ultimi mesi con un aumento dei furti e degli atti vandalici.

La revisione della Direttiva sugli strumenti di misura (MID) si inserisce nella strategia europea per accelerare la diffusione delle infrastrutture e sostenere la decarbonizzazione dei trasporti e dell’industria. La revisione amplia infatti il campo di applicazione a tutti i dispositivi di ricarica per veicoli elettrici, inclusi quelli destinati a treni, imbarcazioni e aeromobili.

Danni o furto di cavi: procedure più snelle

La novità più concreta riguarda i requisiti per i cosiddetti EVSE (Electric Vehicle Supply Equipments), vale a dire l’infrastruttura tecnica che permette di trasferire in sicurezza l’energia elettrica dalla rete alla batteria di un veicolo elettrico.

In particolare, secondo la nuova direttiva, i cavi delle colonnine dovranno essere progettati per essere facilmente sostituibili in caso di danneggiamento o furto, senza compromettere le prestazioni del dispositivo e senza innescare iter di ricertificazione onerosi.

furto di caviIl tema è tutt’altro che marginale. In diversi Paesi europei – Italia inclusa – gli operatori delle reti HPC hanno denunciato negli ultimi mesi danni per milioni di euro legati al furto di cavi in rame. Oltre al costo materiale della sostituzione e alla perdita di ricavi per il fermo impianto, la necessità di ripetere test completi dopo l’installazione di nuovi cavi ha generato ulteriori ritardi e spese.

Con la nuova direttiva, l’obiettivo è ridurre questi ostacoli burocratici, garantendo al tempo stesso la correttezza della misurazione dell’energia erogata, aspetto centrale per la tutela dei consumatori.

Per gli operatori europei, tuttavia, c’è ancora molto da fare. In un post su LinkedIn del 27 febbraio 2026, Aurélien de Meaux, CEO di Electra, chiede un piano d’azione immediato e coordinato che includa: monitoraggio sistematico delle stazioni di ricarica, rapido intervento della Polizia, smantellamento delle bande organizzate e chiusura completa della rete di rivendita in modo che il rame rubato non possa essere venduto. In sostanza, un contrasto attivo contro il furto e la commercializzazione sul mercato nero del rame contenuto nei cavi.

Ricarica su display auto e smartphone

La revisione chiarisce anche le modalità di visualizzazione dei dati di misura, dando priorità a digitalizzazione e smart metering. Se per contatori di gas ed elettricità resta l’obbligo di mostrare i risultati direttamente sul dispositivo, per le colonnine di ricarica sarà possibile utilizzare il display del veicolo o un dispositivo finale, come lo smartphone, per mostrare i dati di consumo.

Una scelta che riconosce l’evoluzione digitale dell’ecosistema EV, dove app e infotainment di bordo sono già oggi strumenti centrali per la gestione della ricarica.

furto di cavi

Direttiva da recepire

Con l’approvazione del Consiglio dell’Unione Europea, l’atto legislativo oggi è formalmente adottato. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno poi 24 mesi per recepire le nuove regole nel diritto nazionale.

Ora resta da capire come queste disposizioni verranno tradotte operativamente e quando gli operatori di punti di ricarica potranno beneficiare di una reale semplificazione. In alcuni mercati europei – tipo quello italiano, dove il PNRR finanzia l’installazione di migliaia di nuove colonnine – la riduzione dei tempi di fermo e dei costi amministrativi potrebbe rappresentare un fattore chiave per migliorare l’affidabilità della rete pubblica e rendere più capillare l’infrastruttura di ricarica.

  • LEGGI anche: “Eccoli in azione i ladri del rame delle ricariche” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. Renderanno la sostituzione più facile , ma non ci sarà un contrasto attivo ai furti.

    Qui a Roma, le Enel X sono TUTTE vandalizzate , i cavi sono stati tagliati e a quelle che hanno ripristinato i cavi ( vicino al lavoro di mia moglie ad esempio) sono stati nuovamente tagliati ancora prima che rientrassero in servizio.

    Vanno riprogettate, chiudendo i cavi in una sorta di armadietto blindato che si aprirà solo autenticando l’utente.

    Altrimenti sarà una guerra persa in partenza, c’è poco da fare.

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