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Con l’auto elettrica in Ztl: prende 8 multe, il giudice le annulla

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Va bene che la legge non ammette ignoranza. Ma neanche otto multe consecutive a un’automobilista elettrico che entra in Ztl senza essere iscritto alla lista comunale. 

Lo ha deciso il giudice di Pace di Palermo che ha annullato le contravvenzioni ricevute da un’automobilista. Una sentenza che potrebbe interessare proprietari di auto elettriche di tutta Italia.

Una sentenza  che ha dato ragione all’automobilista con auto elettrica

La storia è stata resa nota dalla stampa locale palermitana e siciliana che hanno descritto la vicenda dopo la sentenza del giudice di Pace  che ha annullato le multe recapitate a una automobilista elettrica, difesa dagli avvocati Massimo Petrucci e Cinzia Picone, per non aver rispettato il regolamento comunale sulla Ztl.

Come succede nella gran parte delle città italiane non basta l’auto elettrica per poter circolare liberamente nella zona a traffico limitato ma è necessario richiedere un permesso, spesso anche eseguire un versamento seppure di poche decine di euro,  e aspettare così di essere iscritti nella lista comunale.

La motivazione del giudice: manca l’informazione all’automobilista

La signora palermitana non si è iscritta, non ha quindi rispettato il regolamento, ha ricevuto ben otto multe ma ha presentato ricorso. Il giudice di pace gli ha dato ragione. Vediamo la motivazione della sentenza scritta dal giudice Giacoma Valenti: “Pare ovvio che il cittadino deve essere adeguatamente informato o, quantomeno, messo nelle condizioni di avere contezza di tale specifico obbligo. Presupposti non rinvenibili nel caso che ci occupa“. Un difetto di informazione.

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Nel dettaglio il giudice di Pace ha constatato che nel verbale non si fa riferimento al regolamento tecnico e la non osservazione di questo non autorizza l’emissione della multa. Quindi la non iscrizione nella lista bianca secondo il giudice: “non può costituire motivo per considerare legittimo e non rimediabile l’eventuale addebito sanzionatorio a carico di chi è autorizzato dallo stesso regolamento comunale a circolare nella Ztl“.

Un precedente per altre città

La vicenda non si ferma a Palermo come giustamente hanno sottolineato i legali dell’automobilista: “Si tratta di un caso di assoluto interesse – commentano gli avvocati Massimo Petrucci e Cinzia Picone, – dato che potrebbe riguardare tutti i cittadini che, pur possedendo auto elettriche, si sono visti recapitare le sanzioni per il fatto di non aver registrato i veicoli nella lista bianca del Comune“.

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Si annuncia una valanga di ricorsi. Ma il problema resta soprattutto per i non residenti che non hanno i tempi o a volte il diritto di poter accedere e circolare in una Ztl di un’altra città. Problema uguale per chi prende in prova un veicolo elettrico per testarlo. Per non pagare una multa nella gran parte dei casi deve evitare la Ztl.

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25 COMMENTI

  1. Avevo già predetto, da “appassionato” della materia legale, che queste multe sono impugnabili, soprattutto quando l’ (omesso) atto amministrativo è a titolo gratuito. https://www.vaielettrico.it/nella-ztl-con-lo-scooter-elettrico-multato/#comments

    La mia profezia (voce perennemente fuori dal coro, ma tant’è) evidenziava anche un altro espediente: ricorrere “sempre” al giudice di pace, uomo di legge e di diritto, e non al prefetto, uomo dei regolamenti e della burocrazia interno alla polizia e non sufficientemente neutrale.

    “Massimo avevo ragione anche stavolta” ormai è una firma (apposta creata per fare inca@@are Massimo), potrei farne un jingle da presentare a Sanremo …

    Baci e Buone feste!

  2. Eppure, quando entro in area B la telecamera rileva la targa vede alla motorizzazione che veicolo è e manda o non manda multa, se giro per una città ci sono da anni affiancati (o all’interno) dei velox i rilevatori di targa per verificare che il mezzo sia assicurato…se entri in ztl cmq la targa viene rilevata e paragonata con un database interno dove vede chi ha pagato.. Il collegamento alla motorizzazione lo han tutti i comuni con una polizia locale..
    Perché quelle telecamere non fanno lo stesso cavolo di controllo e le elettriche girano liberamente ovunque in Italia senza attese di uffici comunali eterne e bollo per pagargli lo sbattimento di aggiungere una targa a un database? Perché l’onere della prova deve essere mio solo quando non porta guadagno? Ahh che sia un modo di far multe anche dove non servirebbe farle?

    • Perché non funziona così: le telecamere non sono in rete con la MTC ma vanno a controllare un DB gestito internamente.
      Qui si fa confusione tra tipologie di ZTL che hanno lo stesso nome ma sfruttano parti diverse della normativa per essere autorizzate

      • A Milano però funziona così: entro, legge la targa, identifica la tipologia di veicolo e conferma se il veicolo può circolare, può circolare a pagamento (e quindi resta in attesa del pagamento) o non può circolare. Perché negli altri comuni no?
        Oltretutto sul sito del comune di Milano c’è una pagina che permette di verificare se la propria auto è autorizzata o meno a circolare, vuol dire che si sono fatti un db interno a Milano? Che si aggiorna quotidianamente? Anche se fosse penso che l’esperienza potrebbe essere replicata uguale in molti altri comuni.

        • milano è un comune come gli altri 7800 presenti in Italia, tra l’altro con proprie peculiarità: le ztl non sono state ideate per Milano ma per le città con i centri storici, per decongestionarle dal traffico.
          Non capisco perché poi non si possano usare mezzi di trasporto pubblici ma si preferisce la mobilità veicolare.

    • Mi fo sorridere amaramente, che un cittadino che vive in Italia immagino da anni, non si renda conto che non si tratta di un caso isolato, ma della modalità standard della repubblica italiana, con ricadute in ogni aspetto della realtà italiana. Lo scopo della stessa, nei fatti, non è quello di semplificare la vita dei cittadini, come avviene nel resto delle altre nazioni confrontabili, ma di rendere compleso o di fatto impossibie tutto quanto è tranquillamente funzionante in altri paesi. Non è da correggere il singolo procedimento,perché sono infinite le cose che non funzionano. È da cambiare la struttura dello stato partendo dalla costituzione che è un enunciato di vuote parole che non si sono mai concretizzate. Una ma soluzione rapida c’è trasferirsi in un paese dove non si sia sudditi come in italia 🤔

  3. Un ulteriore problema è rappresentato dalla frammentazione. Se mi registro a Roma (come nel mio caso) l’autorizzazione NON vale nei comuni limitrofi che hanno le loro liste. Non c’è trasmissione nemmeno a livello di città metropolitana o di Regione. Basterebbe infatti avere una lista regionale consultabile da tutti i comuni per ovviare il problema. Arrivare poi ad una condivisione nazionale mi sembra un sogno…

    • No, non c’entra niente: le ztl sono state pensate per togliere traffico dai centri storici, non per permettere di entrare alle auto elettriche. Se i parcheggi sono riservati ai residenti, se si cerca di rendere più vivibili le strade centrali, etc. non importa quale sia il combustibile che ti spinge ma lo spazio che occupi.
      POI è stata sfruttata come normativa per incentivare l’elettrico e perseguire gli intenti di miglioramento dell’aria, però in un centro storico di 5000mq ha poco senso cercare di ridurre l’inquinamento quando le macchine vengono parcheggiate nelle aree limitrofe…
      Non paragoniamo le esperienze di Milano con quelle delle numerose città sotto i 100.000 abitanti che hanno istituito le ztl solo per decongestionare i centri dal traffico VEICOLARE

      • Va bene decongestionare e agevolare il trasporto pubblico ma è sempre meglio e soprattutto salutare sostituire un’auto a carburante fossile con una elettrica

        • No, è solo una toppa e legata solo a una parte del problema: non si incentiva l’uso dell’elettrico permettendo di accedere alle ztl, perché i problemi dei centri storici sono legati alla salvaguardia dei pedoni, dei residenti e alla scarsità di parcheggi. Inoltre, premendo il tasto sulla mobilità individuale non si incentiva quello che è il vero obiettivo della svolta “green”, ovvero ragionare come collettività e non come individualità.
          Poi, poniamo il caso che tutti ci compriamo auto elettriche: nelle grandi città come si tornerà a viaggiare nelle ztl? perché un’auto elettrica occupa la stessa porzione di carreggiata di una a benzina e necessita della stessa area di parcheggio…

          • Ben venga il trasporto pubblico (elettrico naturalmente), ma non si può eliminare quello privato (almeno non ora). Visto che l’inquinamento atmosferico è un gravissimo problema sanitario ben venga la conversione della flotta ad emissioni zero anche attraverso questo incentivo.

          • No, perché le ztl non sono create per incentivare l’utilizzo di mezzi elettrici ma per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità dolce e sostenibile e accrescere la sicurezza e la vivibilità dei centri storici, lasciando le auto al di fuori di essi.

          • Se è come dici tu, come mai non mettono delle sbarre mobili all’entrata delle ZTL, azionabili da una tessera in mano ad una persona autorizzata? E’ tanto semplice! Ma forse vogliono elevare le contravvenzioni pe fare cassa.

    • Siamo come ai tempi de rinascimento in cui comuni erano tutti contro tutti,mai copiare le cose che funzionano. Sfortunatamente gli stranieri vengono solo in ferie, qundo occupavano l’italia in armi, nelle loro zone le Leggi erano eguali… 😁

  4. Buonasera. Ma il vigile preposto, nel momento in cui accetta l’intestatario del veicolo, non si rende conto di che tipo di veicolo si tratta?
    È impensabile che per ogni comune ci si debba preoccupare di iscriversi nella lista bianca.

    • Se ne fregano, é il cittadino che deve reclamare se dovesse avere ragione, ricordia.oci che le ammende servono anche ai Comuni x fare cassa, e qualcuno che non reclama e paga anche se ha ragione c’è sempre. .

  5. Mi piacerebbe che si arrivasse ad una regolamentazione unica nazionale perchè poter accedere alla ztl del comune di interesse, può essere macchinoso.
    Nel caso in cui si debba accedere ad un’area ztl per esempio per lavoro ma si risiede in un comune limitrofo, occore prima registrare la targa in quello di residenza e successivamente in quello del lavoro.
    Il vero problema che noto è che ogni comune ha regole, deroghe e limitazioni proprie.
    Quindi è un bel caos ricordarsele tutte se ci si deve muovere in diversi comuni

    • Ognuno deve avere i propri sogni, ma la realtà ha dimostrato che questa è un pia illusione, d’altra parte in un paese dove ognuno ha i sui cari campanili, come si può penserare di permettere ad altri di impormi cosa fare nel MIO cortile 😁. In altre parole abbiamo voluto l’autonomia regionale provinciale,.. comunale rionale? e poi si pretenderebbe che si coordini con scelte nazionali AH AH 🤣

  6. Io però farei un distinguo.
    Ci sono ZTL che hanno una valenza ambientale e ZTL che hanno una valenza pedonale (no traffico).
    Per queste ultime non è che le elettriche debbano avere chissà quale diritto: è sempre una macchina che passa in una zona che magari deve essere pedonale, è giusto che sia normata con una richiesta.
    Come fa un non residente a saperlo? Dovrebbe essere ben specificato nei cartelli… come esistono quelli per la limitazione del traffico pre-Euro5, dovrebbe esserci una chiara indicazione (e automatismo!) che specifica se un veicolo zero emissioni può passare o meno.
    Forse nel 2050 lo avremo, chissà.

    • Guido hai ragione sulla segnaletica e la sentenza del giudice mi sembra che sia motivata da questa ratio ovvero da una mancanza di informazione. Poi ogni città ha le sue particolarità, per esempio a Vicenza il centro storico è tutelato Unesco e quindi già dal 2005 si entra in elettrico e solo i furgoni della società in house della Regione

    • Guarda che le ZTL sono nate proprio per cercare di diminuire il traffico veicolare e si differenziano dai divieti di accesso perché lasciano la possibilità di entrare di norma a residenti, manutentori, carico e scarico (in determinate fasce). Di norma in queste ztl esistono anche restrizioni per i parcheggi, riservati a determinate categorie.
      Le ztl per essere attive devono essere approvate dal ministero.
      L’accesso alle auto elettriche contrasta con l’istituzione delle ztl nei centri storici (non in quelle create appunto per migliorare la qualità dell’aria): forse dovrebbero essere suddivise in due categorie, tipo ztl A e ztl B, così da evitare fraintendimenti e casi come quello elencato.
      p.s.
      abitavo dentro il perimetro di un centro storico, ingresso e casa a piano terra, ovviamente senza marciapiedi: la vivibilità e la sicurezza sono molto migliorate dopo l’istituzione della ztl attiva in orario notturno, dal momento che di notte macchine e scooter utilizzavano quella strada come tangenziale

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