Home Scenari Comunità energetiche e prosumer, ARERA detta la regole

Comunità energetiche e prosumer, ARERA detta la regole

13
CONDIVIDI
arera
ARERA (Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente) ha approvato il Testo Integrato dell’Autoconsumo Diffuso (TIAD). Contiene le nuove regole che definiscono i requisiti e le procedure per l’accesso al servizio che valorizza l’autoconsumo diffuso (qui il testo). E fissa gli adempimenti in carico del gestore dei servizi energetici (GSE).

Il documento descrive le tipologie di autoconsumo diffuso ammesse, come vengono valorizzate e con quali benefici economici. Delinea in sostanza la nuova figura del prosumer.

Nel TIAD regole tecniche e modalità organizzative

Ricordiamo che l’energia autoprodotta dai soci della comunità viene utilizzata prioritariamente per l’autoconsumo istantaneo sul posto e successivamente per la condivisione con i membri della comunità, mentre l’energia eventualmente in eccedenza può essere venduta anche tramite accordi di compravendita. In quest’ultimo caso è previsto un incentivo riconosciuto sul valore dell’energia condivisa.

Nel TIAD confluiscono le regole tecniche per produrre e condividere l’elettricità autoprodotta da fonti rinnovabili, fissate dal GSE, e le modalità organizzative e le procedure per usufruire del servizio fissate da ARERA.

arera

Dagli autoconsumatori in condominio…

Queste le modalità organizzative identificate da ARERA:

gruppi di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente: almeno due  prosumer residenti nella stesso edificio, titolari di un impianto di produzione a fonti rinnovabili direttamente interconnesso alle utenze. La produzione elettrica può essere in capo a soggetti terzi e i clienti finali possono non essere parte della configurazione, purché titolari di punti di connessione nello stesso edificio o condomini.

-gruppi di clienti attivi che agiscono collettivamente. I componenti regolano i rapporti tramite un contratto di diritto privato tramite un soggetto responsabile, alle stesse condizioni di accesso dei gruppi precedenti.

Alle comunità energetiche di area

-comunità energetiche rinnovabili (CER). Sono soggetti di diritto autonomo costituiti da persone fisiche, PMI, enti territoriali e autorità locali. La partecipazione è aperta a tutti i consumatori purchè i punti di connessione siano ubicati nella stessa zona di mercato. L’energia elettrica immessa deve provenire da impianti entrati in esercizio dopo il 15 dicembre 2021 o precedenti ma con una potenza nominale totale non superiore al limite del 30% della potenza complessiva che fa capo alla CER.

-comunità energetiche dei cittadini. Sono soggetti simili ai precedenti che non  perseguono profitti finanziari. L’energia condivisa deve essere fornita da impianti gestiti da un produttore facente parte della comunità stessa oppure da produttori terzi, anche diversi dal referente della configurazione.

Fino ai prosumer individuali

-autoconsumatori individuali di energia rinnovabile “a distanza” con linea diretta: sia singoli autoconsumatori che produttori terzi. Può essere presente un’unica unità di consumo e un solo impianto di produzione, collegati con una linea elettrica diretta, di lunghezza non superiore a 10 km.

-autoconsumatori individuali di energia rinnovabile “a distanza” che utilizzano la rete di distribuzione. In questo caso possono essere presenti più unità di consumo purché appartenenti alla stessa zona di mercato; e ovviamente anche più impianti di produzione, ubicati in aree nella piena disponibilità dell’autoconsumatore.

clienti attivi “a distanza” che utilizzano la rete di distribuzione. Sono i clienti finali che utilizzano la rete di distribuzione per condividere l’energia elettrica prodotta e accumulata con uno o più impianti di produzione ubicati presso edifici o in siti diversi e la consumano nei punti di prelievo di cui sono titolari.

Il documento era stato sottoposto a consultazione a partire dal 26 settembre scorso.

-Iscriviti alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Apri commenti

13 COMMENTI

  1. Io ho una domanda molto semplice: cosa ci guadagna un produttore di energia a creare una comunità energetica?
    Nel mio caso ho installato il FV personale sul tetto del condominio e sono in attesa dell’attivazione da quasi due mesi.
    Potrei creare una comunità energetica con i miei vicini… ma quale sarebbe il vantaggio per me?
    Quale le controindicazioni?
    Grazie per il vostro lavoro

  2. Comunque, parlando più seriamente… se con tutta la calma di questo mondo la redazione riuscisse a spiegare meglio, magari con esempi facilmente comprensibili, le varie “configurazioni” della cosa… Secondo me sarebbe davvero molto utile.

    Per “semplificare” un lavoro che potrebbe non essere immediato, suggerirei di concentrarsi sugli aspetti che potrebbero essere più interessanti ai c.d. clienti privati.
    Che in ultima analisi in gran parte sarebbero i lettori di questo sito che si stanno magari domandando come potrebbero attrezzare il loro domicilio in rapporto a questa iniziativa.

    Immagino che entità come alberghi, industrie, zone artigianali e quant’altro partano dal presuposto di rivolgersi prima a un progettista che magari conoscono già, e comunque magari hanno le spalle “più larghe” per gestire meglio la cosa.
    il privato, che potrebbe legittimamente essere del tutto sprovveduto o quasi, magari vorrebbe avere una qualche idea più precisa prima ancora di rivolgersi a un progettista.

    Grazie per l’attenzione.

    • Organizzzeremo un incontro dedicato all’auto elettrica e le comunità energetiche al prossimo Key Energy di Rimini, in marzo. Quindi avremo modo di ritornare abbondantemente sull’argomento, cercando di capirne qualcosa in più, noi per primi. E ne parleremo diffusamente sul sito. Un po’ di pazienza Alessandro: qui siamo sommersi di lavoro (e tu non ci scrivi più niente…)

      • -(e tu non ci scrivi più niente…)-

        Guarda, volentieri.
        Però non posso fare il grafomane.
        Devo scrivere di cose che possono interessare a tutti, i miei sproloqui su auto sportive ed esperienze sul campo possono forse piacere, ma rimangono tali.

        Però la storia di quel giorno che sono andato a sciare con il presidente di Suzuki Italia forse diverte qualcuno, se vuoi te la scrivo.

        Oppure, se mi prometti calma a un pizzico di autonomia, posso anche “crearti” dei contenuti interessanti. Quello sì.
        Per esempio mi incuriosiva l’idea di interrogare un’azienda tipo la Gewiss in merito alle esatte specifiche tecniche delle prese schuko “domestiche”.
        Tanto per mettere un punto ad un argomento sempre aperto, sentendo il parere di chi certe cose le produce.

        Però mi serve un indirizzo mail con estensione @vaielettrico.it
        Per sperienza so perfettamente come funziona, lavorando con una @gmail combini poco, se ho le spalle coperte sono capace di andare fra le gambe del diavolo, da collaboratore esterno con una casella “giusta” ho fatto cose che nemmeno ti immagini ;D

        Fammi sapere 😉

        Per intanto grazie per la promessa.

  3. Credo di non aver capito le novità. E adesso, cosa cambia?
    Da prosumer mi piacerebbe aderire ad una CER ma come si fa’?
    Forse bisogna cominciare chiedendo info all’installatore del FV?

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome