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Comprerei la Volkswagen ID.3, ma…/ Vaielettrico risponde

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Comprerei la Volkswagen ID.3, “ma non c’è più la versione che avevo scelto”, ci scrive Roberto. Vaielettrico risponde (con il parere della Casa). Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati all’indirizzo mail info@vaielettrico.it .

Comprerei la Volkswagen, ma con ricarica a 100 kW

comprerei la Volkswagen“Sono un vostro assiduo lettore che vorrebbe al più presto entrare nel mondo delle auto elettriche. Stavo aspettando l’incentivo ISEE per acquistare una Volkswagen ID.3 City. Mi sembrava un ottimo compromesso, visto che rientra nell’incentivo, ha una buona autonomia e sopratutto ha di serie la ricarica rapida a 100 KW. Andando sul sito VW, però, nel configuratore non la trovo più e trovo invece motorizzazioni con nomi diversi. Dei quali il più economico è il Pure Performance, che però ha la ricarica rapida solo a 50 KW. Che voi sappiate la VW ha cambiato motorizzazioni? In tal caso potrebbe aver perso un cliente, in quanto per me la ricarica a 100 KW è un requisito essenziale…Ritengo infatti che l’autonomia non sia importante, ma che faccia la differenza la possibilità di ricaricare in un tempo tipico da sosta in autogrill. In alternativa quali auto consigliereste con carica rapida nella stessa fascia di prezzo o inferiore?Roberto Palermo

comprerei la VolkswagenChe cosa suggerisce la VW, da noi interpellata

Risposta. Abbiamo girato il quesito alla Volkswagen, che ci ha confermato che la versione City è in effetti stata “trasformata” nella Pure Performance. Togliendo Comfort Pack e ricarica fino a 100 kW e riducendo il prezzo di 1.500 euro. Questo per lasciare maggiore possibilità di scelta ai clienti. Ritenendo che con quel taglio di batteria (48 kW) che la maggior parte dei Clienti non sia così “legata” ai 100 kW di velocità di ricarica. L’alternativa percorribile, suggerita da VW, è “ricrearsi” la City ordinando una Pure Performance con caricatore da 100 kW e Comfort Pack (rispettivamente 685 +855= 1.540 euro). Sul resto: purtroppo al momento non siamo in grado di dire se e quando entrerà in vigore il famoso sconto del 40% con ISEE sotto il 30 mila euro. Quanto alle alternative, non ci risultano auto che ricaricano oltre i 50 kW nella fascia di prezzo che Le interessa. Infine: ci piacerebbe sapere che cosa pensano i lettori della sua idea che non è importante avere grandi batterie (e autonomie), ma piuttosto ricaricare velocemente.

comprerei la Volkswagen Vaielettrico rispondequi i nostri consigli a un lettore interessato alla VW ID.4. Qui invece la risposta a un altro lettore che chiede lumi sulla Skoda Enyaq iV e qui infine a un altro incerto tra Tesla Model 3 e ID.3.

 

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63 COMMENTI

  1. Comunque VW ha fatto bene a cambiarle nome, City è stato un errore, sembrava di acquistare qualcosa di limitato quando invece con 48kwh puoi permetterti grandi viaggi.

  2. Buongiorno,
    sono il lettore che ha posto il quesito e vi ringrazio molto per la cortese e precisa risposta!
    In effetti non avevo approfondito gli optional della Pure Performance e quindi non avevo visto la ricarica DC a 100 kW.
    Per la cronaca in questi giorni sto valutando anche la Peugeot e-208, farò un salto in concessionario e poi farò qualche confronto prima di decidere. Purtroppo il bonus ISEE è saltato, per cui valuterò un po’ cosa si riesce a fare senza e le offerte dei vari costruttori.
    Per quanto riguarda il dibattito su autonomia/tempi di ricarica: certamente l’autonomia è un fattore molto importante e se avessimo auto elettriche con autonomia di 900 Km e ricarica in 5 minuti il discorso morirebbe sul nascere, perché saremmo equivalenti ad un’auto termica. Essendo però attualmente l’autonomia di un’auto “accessibile” economicamente intorno ai 300-400 Km, ho ritenuto (mia scelta personale) importante avere la carica DC a 100 kW. Questo perché ritengo per le mie esigenze quotidiane ampiamente sufficienti 400 Km di autonomia (che faccio in una settimana e posso ricaricare a casa in una notte) e per i viaggi lunghi, che faccio di rado, ritengo accettabile (anzi raccomandabile) l’idea di fermarmi una mezz’oretta o meno ogni 200 Km circa per fare una pausa e ricaricare l’auto. È vero che allo stato attuale le colonnine superiori ai 50 kW non sono tantissime, ma sono destinate ad aumentare velocemente nei prossimi anni sopratutto in autostrada.
    Il settore delle auto elettriche è in veloce evoluzione e sono convinto che nel giro di pochi anni avremo autonomie molto superiori a prezzi inferiori, anche per questo sto valutando soluzioni di acquisto che mi permettano di contrastare la svalutazione del mezzo che sarà probabilmente inevitabile con l’avanzamento tecnologico (valuterò soluzioni come progetto valore oppure NLT).
    Per concludere: sì, il diesel può essere più pratico allo stato attuale, ma personalmente ho diverse motivazioni (condivisibili o meno) per passare all’elettrico:
    – senso civico e rispetto dell’ambiente: dobbiamo metterci in testa che dobbiamo cambiare passo o a farne le spese saranno le generazioni future (prima del solito dibattito: a casa ho scelto un fornitore che garantisce la provenienza da fonti rinnovabili al 100% e appena possibile installerò un impianto fotovoltaico)
    – amo la tecnologia e nelle auto elettriche è alla sua massima espressione
    – silenziosità: migliora l’esperienza di guida e se in città avessero tutti l’auto elettrica ci sarebbe un piacevole silenzio
    – possibilità di climatizzare l’abitacolo in anticipo: dev’essere una goduria
    – manutenzione: possiedo una VW Polo Diesel ed in questi anni ho speso soldi per manutenere componenti che in un auto elettrica neanche ci sono…in ultimo 800 euro per la valvola EGR, un assurdo espediente per inquinare un po’ meno
    – efficienza: nelle auto termiche la maggior parte dell’energia viene dispersa in calore, nelle auto elettriche quasi tutta l’energia diventa movimento…ed io sono un fanatico dell’efficienza

    Molte persone si vantano del fatto che con il loro diesel possono fare 800 Km di fila senza fermarsi a rifornire, ma quante persone hanno necessità di farlo tutti i giorni? Questa è la domanda che ognuno dovrebbe farsi. Poi tra qualche anno miglioreranno ulteriormente autonomie e tempi di ricarica, così anche questi alibi finalmente cadranno.

    Grazie e buona giornata!

      • premesso che ho spiegato e rispiegato che A VOLTE, io di km ne devo fare 500 + 500 per lavoro in 4 tappe, PER LAVORO e non è un vanto ma è una necessità.
        Tutto è iniziato per dire che per il momento, con quanto sopra non ritengo idonea per me un auto elettrica, nemmeno una Tesla che peraltro non mi posso permettere. In futuro ci credo e staremo a vedere.
        Se qualcuno ha un suggerimento su questo tema è bene accetto.
        Secondo in questa comunity si parla di auto elettriche e relativa tecnica e non delle abitudini e delle persone…

        • In questo caso, visto le necessità è meglio, secondo me, un diesel, certo.
          Sempre facendo delle giuste pause, e mi sembra che ci siano, se ha detto 500+500 in quattro tappe, che vuol dire 250Km + pausa, in media.
          Buonanotte

      • sig Martino si ricordi che un camionista può guidare 8 ore su 24. In autostrada anche a 90 km/ora sono 720 km.
        Un camion è anche potenzialmente molto più pericoloso che un auto oltre ad inquinare molto di più.
        Se ha così paura farebbe bene a stare a casa e non mettersi al volante.

      • niente per me è normale. ma leggendo qui sembra che chi ama l’ elettrico faccia una sosta ogni due ore di viaggio. Stranamente coincidenti proprio con le ricariche.
        A chi si meraviglia di queste percorrenze voglio dire che un camionista, per legge, può fare 8 ore di guida ogni 24 quindi anche a 90 km/h percorre oltre 720 km con un mezzo diesel potenziamente molto più pericoloso di un auto e molto più inquinante.

        • Se non sbaglio i camionisti sono tenuti a sostare per 45 minuti ogni 4 ore e mezzo di guida. E sono camionisti…Concederà al signor Rossi di fermarsi 20 minuti ogni 2-3 ore?

          • Io una volta sono arrivato a Capo Nord senza mai fermarmi: mi rabboccavano il serbatoio in corsa, altro che fermate o soste. Fatturare, altro che ricaricare…

      • io rispondevo al sig Nando e all’ altro signore che diceva che non vorrebbe incontrare chi guida per 800 km al giorno…. non al sig. Martino.
        Poi i camionisti lavorano e non tutti fatturano. vedi sotto.
        Per me chiunque può fermarsi anche ogni dieci minuti.
        Cmq, sig. Degli Espositi, per le soste non vale la matematica perché se qualcuno ha bisogno del bagno ogni due ore evidentemente non può trattenersi per altre due. Ergo i camionisti che si trattengono per oltre 4 ore non fanno una cosa eccezionale..

  3. Se vuole ragione per forza le posso dire: ha ragione.
    Ma scusi, arrivo a Rovereto e invece di andare in albergo vado qualche ora a ricaricare l’ auto? Oppure arrivo presto, vado al museo e poi esco dopo un’ora per non occupare la colonnina?
    Poi siccome voglio allungare il viaggio non contento dei lavori e code mi fermo anche una mezzoretta, (se non trovo la colonna già occupata) a fare un po’ di carica… Con il mio diesel, schifoso, ho fatto tutto con un pieno. Le ripeto so cosa vuol dire lo stress da rifornimento, purtroppo l’ ho già sperimentato con il metano.
    Il risparmio oggi? In un viaggio così forse 5/10 euro, peccato che la ID3 costa 1,5 volte la mia auto, ( con gli incentivi), non si sa cosa varrà fra 5 anni e quanto dureranno le batterie…
    Già però si risparmia il 50 % in meno per i tagliandi.
    Premesso che io guidavo con il metano già 20 anni fa, riparliamo di spirito ecologico quando si vedranno sparire i camion diesel, visto che uno di loro vale 10 auto. Perché devo pagare io una cosa che da vantaggi ecologici insignificanti, economici nulli con in compenso tanti problemi pratici?
    Guardi qui parlate sempre di come organizzare e programmare il viaggio a me non serve, questo per il vantaggio più grande.

  4. Giovanni, può fare anche 1000 km in un giorno, con un’elettrica, con un minimo di organizzazione.
    Non è un problema.
    Ma il problema è un altro. Forse percorrere alla guida così spesso così tanti km in un giorno non è salutare, nè sicuro.
    Nè per lei, nè per gli altri utenti della strada.

    • ecco la solita risposta fuori tema. Qui si parla di auto e non di salute. Peraltro per me non è assolutamente un problema

        • Guardi io parlo di un fatto oggettivo. La risposta è legittima ma fuori tema,. Si parlava di tecnica automobilistica e siamo finiti a parlare della mia salute, è un fatto oggettivo, io non ho deciso niente.
          Se a lei la cosa poi non piace e da risposte anche sgarbate è un suo problema.

          • Sgarbato o no, sono il moderatore di questo blog e decido chi va fuori tema. Lei, per esempio, ci informa orgoglioso di non aver mai necessità di sostare quando viaggia. Sono fatti suoi, perciò fuori tema

          • caro signor degli Espositi
            Io in maniera garbata ho fatto presente ed in tema con i messaggi precedenti, che DOVENDO fare anche 500 + 500 km al giorno per il momento non ritengo idonea per me un auto elettrica. Anche questo è un fatto. Poi mi hanno risposto che forse uso il catetere come se il dover correre tutto il giorno per lavoro sia un disonore da sfottere. Lei quindi può censurare quello che vuole. Ho capito che non sono bene accette le voci fuori dal coro e me ne starò zitto zitto e buono buono.

          • Le ripeto gentilmente che qui i casi personali, anche se fenomenali come il suo, hanno un interesse relativo. Il fatto che l’auto elettrica non faccia al caso suo non toglie che possa andar bene alla maggioranza degli automobilisti, con vescica standard.

          • Giovanni, mi dispiace che lei abbia preso male la mia battuta del catetere, e se si è sentito offeso, prima di tutto mi scuso con lei. Ovviamente intendevo che per fare 500+500 km in un giorno è secondi me necessario fermarsi a fare qualche pausa, almeo per espletare bisogni fisiologici, mangiare, bere un caffè, fare una telefonata.
            Non so che lavoro lei faccia, personalmente ritengo poco opportuno viaggiare così tanto senza fare soste, indipendentemente dalla tipologia di auto, benzina, diesel, elettrica o carrozza a cavalli.
            E spero che ogni tanto si faccia una bella risata, fra un km e l’altro 😉

          • per quanto sotto non è un caso né personale né eccezionale, se si legge qua e la in questo stesso blog si vede che c’è chi ne fa molti più di me…
            Ognuno ha le sue abitudini, io riporto le mie senza vantarmi assolutamente

  5. Salve, mia sorella ha comprato a Marzo una City consegnata l’altra settimana. Quello che non capisco sono i tempi di ricarica….se la batteria è 48 KW/h, a casa alla spina normale (con contratto da 7 KW) dovrebbe caricare max 3 Kwh e quindi impiegare circa 16 H ( torna). Col trifase in dotazione invece carica fino a 100 Kwh ? Quindi in un supercharger può caricare il 100% in circa mezz’ora ? E le conseguenze sulla batteria della ricarica rapida ? In casa invece se si monta un Walbox mi hanno detto che può arrivare a 7,5 KWh, a patto che ovviamente si faccia un nuovo costoso contratto, non molto per una spesa di 1800 €. Ora comunque controllo che versione è stata consegnata e il contratto e se nel caso abbiano consegnato una Pure Performance con ricarica da 50 Kwh e senza pack abbiano praticato lo sconto giusto. Ultima domanda, ma le versioni superiori (ora non so se e come rinominate) hanno la ricarica fino a 100Kwh di serie ?

    • Buon giorno Paolo,
      se la batteria accetta una ricarica in corrente continua alla potenza di 50 kW, questo significa che 50 kW è la potenza massima (di picco) che la batteria accetta. E non la potenza che è in grado di reggere per tutta la durata della ricarica. Per questo, quando si parla di ricariche FAST, è necessario essere consapevoli della curva di ricarica. La curva di ricarica ci indica come cala la potenza all’aumentare dello stato di carica della batteria. Quindi una ricarica a 100 kW di potenza non significa che lei ricarica per tutto il tempo a 100 kW. Tendenzialmente ricaricherà alla massima potenza dallo 0 al 30/35% per poi veder calare la potenza.
      La ricarica rapida implica un’usura più veloce della batteria. Infatti lo stesso costruttore consiglia di limitarne l’uso a quando è indispensabile.
      Le versioni con batteria da 58 kWh hanno ricarica a 100 kW di serie. Quelle da 77 kWh hanno ricarica a 125 kW di serie.

    • Tutti con questo pathos di dover fare 700KM tutti i giorni, tutte le settimane, tutti i mesi di ogni anno…
      La vita in automobile… magari si potesse entrare al supermarket direttamente con l’auto…

      • infatti io al supermercato ci vado con la bici nemmeno elettrica, ma quando devo fare 500 km andata e ritorno ci vuole un auto ed una autonomia seria. Lo stress è tanto anche solo una o due volte al mese!!

        • Scusi Giovanni, quando deve fare 500 km andata e ritorno, cosa fa’? Percorre 250 km, poi si gira e torna a casa senza nemmeno scendere dall’auto? O resta fermo per qualche ora almeno?

          • Mi fermo come tanti 10 minuti per il bagno. Non certo un ora. Io mi sposto per lavoro, non mi permettere di perdere due ore al giorno !!
            Queste come il catetere sono argomenti poco seri usati perché non si sa dare una risposta sensata e oggettiva.

          • Giovanni, io sono qua per darle delle risposte sensate e oggettive.
            Lei ha parlato di un viaggio di 500 km andata e ritorno. Quindi andata di 250 km e altrettanti km al ritorno. Immagino che tra la prima tratta (di andata) e la seconda (di ritorno), ci sia una sosta (durante la quale poter ricaricare).
            Diversamente lei viaggerebbe solo per il gusto di viaggiare. 🙂
            Potrebbe essere che, nel luogo di destinazione, non ci sia la possibilità di ricaricare.
            in questo caso dovrebbe necessariamente farlo in itinere. Verificare prima la presenza sul percorso di una FAST e programmare un rabbocco.
            Se lei percorre per lavoro tutti i giorni una media di 500 km, è sensato scegliere un’auto con pacco batteria generoso. Per restare in ambito ID.3, ID.3 77 kWh le consentirebbe di percorrere i 500 km (fast permettendo), con circa 30 minuti di soste per la ricarica.

          • no io faccio anche 500 + 500 km….a volte per fare un meeting di due ore. Ma che gusto di viaggiare!
            l’ unica auto sensata è quindi una diesel, inutile sbattersi con i pacchi batteria. A metano facevo 380-420 km ed ero disperato.

  6. Il mio parere è che la possibilità di ricaricare a 100kW è ancora raro in Italia, ci sono molte più colonnine da 50kW (enelX soprattutto).
    Poi dipende dall’uso che uno ne fa, se la necessità è di fare spesso lunghi viaggi sicuramente meglio avere la possibilità di fare ricariche a 100kW, quando ci saranno le colonnine aggiungerei, viceversa se le ricariche avverranno quasi sempre in casa in alternata direi che non serve proprio a niente tale possibilità.
    Io più che altro terrei conto dei problemi della ID.3 e della ancora scarsa formazione delle officine autorizzate sia a fare diagnostica sia ad avere pezzi di ricambio in Italia ( sono tutti in germania ) sia la possibilità di avere, in caso, una vettura sostitutiva per 2-3 settimane, tempo medio di riparazione di una ID.3, vettura che VW non fornisce, ci si basa sulla “gentilezza” dell’officina.

    • Giusto Piero con la mia Passat 2000 turbodiesel con un pieno faccio 1000 km e vado dove voglio e non spendo 40 mila euro per una auto elettrica con 300 km di autonomia.

  7. La scelta dell’auto elettrica deve essere anche una scelta in merito all’uso che se ne vuol fare.
    I 48Kw della ID3 prefigurano percorrenze che variano dai 180 ai 240 km. Le stazioni di ricarica in
    autostrade sono già rare di per se, quelle otre i 50Kw poi piuttosto rare per ora. (la più vicina Ionity
    a casa mia – Torino – è a 170Km).
    L’idea di associare la tempistica del rifornimento carburante a quella della ricarica elettrica è
    un concetto errato. Vince la programmazione della trasferta che utilizza i tempi di non utilizzo
    della vettura per la ricarica. E spesso vincono i rabbocchi frequenti rispetto ad una ricarica
    completa. Poi alla fine vale il discorso che molti non hanno ancora assimilato: la ricarica
    completa si fa a casa a costi bassi ed alle colonnine esterne rabbocchi e basta.
    Certo nel viaggio di lunga percorrenza ci si deve adattare con quello che offre il mercato oggi
    ma con una semplice App come ABRP ci si può facilmente rendere conto che il rifornimento
    e soprattutto la lunghezza del viaggio “elettrico” rispetto viaggio a “carburante” è trascurabile.

    • io sono venuto da Firenze a Rovereto per vedere la mostra di Raffaello e Botticelli. Dovrei avere il pathos di programmare la fermata/ricarica andata e ritorno? Certo che il parametro percorrenza è primario, non serve che lo sia tutti i giorni ma anche solo due volte al mese!

      • Firenze – Rovereto avrebbe potuto farlo in un’unica tratta con una id.3 58 kWh. Immagino che a Rovereto sia rimasto almeno tre o quattro ore.
        In quattro ore avrebbe ricaricato circa 44 kWh nella colonnina proprio davanti al Mart. Al ritorno, un rabbocco di 20 minuti a Mantova e sarebbe arrivato di nuovo a casa.
        Con auto dall’autonomia maggiore, avrebbe potuto non fermarsi né all’andata né al ritorno, esattamente come con una termica. Con la stessa ID.3, ma con batteria da 77 kWh, avrebbe potuto farlo.
        Il punto è: se le interessa, perché ne apprezza l’ecologia, l’economia o il piacere di guida, scende anche a qualche piccolo compromesso.
        Se non le interessa, non lo fa. Almeno fino a quando non sarà obbligato a farlo. E quando i vantaggi saranno probabilmente inferiori a oggi.

    • Sono d’accordo con lei, Gianni.
      Non dobbiamo puntare ad avere auto elettriche da poter utilizzare come termiche.
      Ma capire in che modo possiamo usare un’elettrica.
      Se ci interessa.
      E i motivi per i quali potrebbe interessarci sono: ecologici, economici, prestazionali, di confort.
      p.s. a Torino ci sono almeno due dozzine di punti di ricarica FAST e almeno due ultra FAST 😉

  8. Certo che vorrei ricarica più rapida ma non si può. É un vincolo della tecnologia. O spendi di più e fai più paralleli oppure scegli di bruciare la chimica. Giorno per giorno non si nota ma dopo un anno se ne riparla.
    Non mi pare ci siano margini per ridurre le autonomie, il che é problema perché non so se le colonnine in continua da 50kw abbiano un senso a questo punto.

  9. Bisogna considerare che Volkswagen con le varie id.3 guaste si sta comportando non tanto bene rispetto a PSA o altre case…

    • Però al contempo ha una buona dotazione in rapporto al prezzo di listino (bisogna vedere le scontistiche che quando cercavo io erano avari con gli sconti e alla fine auto per me migliori costavano meno…)

    • Come non darti ragione… da tenerne conto in caso di acquisto purtroppo… inoltre direi che l’affidabilità di questa macchina è abbastanza bassa, sia a livello software che a livello hardware. Ho cambiato la mia vecchia golf GTI del 1999 per non rimanere più a piedi ed invece avrei fatto meglio a tenermela 🙁

      • Cerchiamo di relativizzare.
        Anch’io ho avuto un problema con la mia ID.3, risolto in un paio di settimane. Ma è evidente che per alcune auto con un problema di cui si scrive e su cui si accendono i riflettori, ce ne sono altre migliaia che circolano.
        E anche le auto termiche si fermano.
        La differenza, al più, quello si, è che ad oggi le officine sono perlopiù impreparate a intervenire sulle elettriche. E coinvolgono la casa madre. E questo allunga i tempi.
        Ed è chiaro che per il singolo utente che si trova in questa situazione, è un disagio. Ma, statisticamente, è molto più raro che accada rispetto a quanto avviene con un’auto termica.

        • Capisco il punto di vista, il rischio di avere un’auto termica ferma è forse statisticamente più alto, ma è anche statisticamente provato che è molto più semplice ripararlo.
          Viceversa se sei un cliente elettrico vai magari più tranquillo, ma se ti si rompe il mezzo, id.3 in questo caso devi tenere conto, adesso, ti tempi lunghi di fermo e purtroppo la casa madre, nonostante sia a conoscenza di queste tempistiche ti lascia a piedi senza neanche una data più o meno certa in cui riavere la propria auto.
          Insomma, meglio farsi un servizio assistenza auto con l’assicurazione, che copra più giorni di fermo.

  10. Io ho ordinato una pure performance e ho aggiunto come optional la carica da 100 kW( 660 euro) non ho preso il confort pack perche’
    lo ritengo non indispensabile

  11. Una 2008 elettrica costa di fatto uguale ad una ID3, a livello dimensionale è simile, e carica a ben più di 50 kW. Anche a livello di batterie non sono distanti. Ahimé la 2008 è un SUV e sicuramente in termini di efficienza la ID3 sarà migliore.

    • mi spiace dirlo ma le peugeot , sono auto di serie elettrificate
      in fatto di spazio la ID.3 è una spanna sopra a qualsiasi auto adattata a elettrica
      dovete vederle dal vivo per rendervene conto
      resta inteso
      le peugeot e le sorelle opel e ds , sono ottime auto
      ma lo spazio vivibile della id.3 è molto migliore IMHO

  12. Per me il lettore ha perfettamente ragione
    per l’utilitaria elettrica perfetta bastano 50 kwh
    e una ricarica di 40KWh in meno 10 minuti (praticamente 300KW di potenza impegnata)
    sono sicuro che in 10 anni ci arriveremo
    oggi siamo a 18 minuti (vedi 20-80% di Ioniq5 e kia ev6)

  13. Meglio spendere 1500 euro in più ma solo perché percentualmente non sposta più di tanto la spesa finale. Il problema della ricarica rapida è che non son tutte rose, per cui tra ricarica rapida e batteria più grande preferisco la seconda, ecco perché:
    – l’auto non riesce a tenere la ricarica rapida per tutto il range di ricarica ma solo per un (breve) periodo, poi la velocità decresce;
    – le ricariche rapide che superano i 50 kw sono oggi poche;
    – le ricariche rapide sono talmente costose che conviene camminare con un’auto diesel (0,79 euro a kwh è onestamente troooopppo caro, si perde la convenienza dell’elettrico)
    – anche con una ricarica da 100 kw si mitiga ma non si supera l’ostacolo da batteria piccola;
    – il problema delle batterie piccole è che a parità di km si fanno più cicli di ricarica e quindi c’è più usura (e le ricariche rapide accelerano ulteriormente l’usura);
    – batterie più piccole sono talvolta collegate con “cap” artificiali dei produttori, quindi le auto hanno prestazioni sottodimensionate per evitare di esaurire l’autonomia in poco tempo con tanto di proteste degli acquirenti e video “cattivi” sui social; quindi il produttore sceglie al posto suo e limita volutamente le prestazioni per garantirgli un’autonomia “passabile” anche in caso di utilizzo “sportivo” prolungato
    – batteria piccola e ricarica rapida non servono a superare l’ansia da ricarica (che non è legata solo al tempo ma anche alla “caccia” alla colonnina rapida e alla sosta non dove piace a te ma dove te lo impone l’app di route planning)

    Personalmente ritengo che 400 km di autonomia siano il limite minimo (ma minimo minimo minimo) per considerare un’elettrica (per le mie esigenze non bastano): io mi sentirei soddisfatto con autonomie da 700 km in su, anche perché, si sa, in autostrada l’autonomia crolla, soprattutto a 130 km/h, con l’aria condizionata, i dislivelli o le basse temperature esterne. Ricordiamoci inoltre che l’autonomia dichiarata fa riferimento ad una batteria carica al 100% mentre di norma, per non rovinarla, la si carica fino all’80% e si evita di scendere sotto una determinata soglia (si può caricare la batteria anche fino al 100% ma a patto che … segue elenco di regole e regoline).

    • Concordo su tutto, tranne sul costo delle ultrafast perché pagare il prezzo pieno su Ionity è da poco furbi: va in roaming con almeno un operatore italiano e si riesce a pagare anche meno di 0.40 a seconda del piano tariffario scelto.
      Non concordo anche sull’autonomia di almeno 700 km, totalmente inutile proprio in considerazione di ciò che hai correttamente detto prima sulla curva di ricarica.
      Io ho un’autonomia di 600 km, recentemente ho fatto una tratta di 2.100 km, ma il metodo più veloce è stato quello di fermarmi a rabboccare per una dozzina di min. ogni 2/3 ore mantenendo la batteria tra il 10 ed il 60%. Certo, con una batteria da 50 kWh avrei impiegato più tempo nelle ricariche perché sarei dovuto salire ben sopra l’80% (invece che al 60) abbassando di parecchio la curva.

      • Sandro ma il famoso abbonamento a Ionity si ripaga solo se sei sicuro che poi viaggerai. Esempio pratico: a marzo del 2020 è scoppiata la pandemia, non si poteva andare fuori regione, chi aveva l’abbonamento ha continuato a pagare a vuoto. Oggettivamente la formula dell’abbonamento è odiosa, come le famose “soglie” per la tariffa a casa: si basa su una scommessa, tu scommetti sul fatto che nei prossimi mesi avrai necessità di ricaricare al punto da rifarti della spesa dell’abbonamento. E’ proprio una di quelle cose premium vecchie e odiose che mi ricorda la BMW quando provò a vendere un abbonamento per usare iOS in auto. Chi va a benzina non fa abbonamenti: se usa l’auto paga il carburante, se per 2 mesi non la usa non paga nulla.

        Per l’autonomia aggiungo come considerazione anche la rivendita dell’auto: quando l’andrai a rivendere usata, il mercato punterà al modello con maggiore capienza e quelle con batterie più piccole si svaluteranno parecchio. Se già oggi si trovano auto con batterie da 64 kW a prezzi “abbordabili”, il mondo dell’usato tra 5 anni non accetterà tagli troppo piccoli (anche perché, a parità di km, più piccola è la batteria maggiore è percentualmente la diminuzione della capacità di carica).

        • Non sono d’accordo Enzo. Io, abitando in Norvegia, ho fatto una banale prepagata per scendere in Italia, che mi permette di caricare (anche su Ionity) a 0,40. Certo con una flat potrei addirittura spendere la metà, ma per qualche centinaio di kWh non sto comunque andando a svenarmi. Poi non è che le pandemie capitano così spesso. In una situazione “normale” uno riesce a regolarsi. Il discorso che nessuno fa le flat per la benzina non regge: semplicemente perché non esistono, altrimenti vedresti in quanti ci si butterebbero!
          Sul discorso dell’usato tra 5 anni, io sono del parere che chi cerca un usato non può permettersi un’auto nuova. A quel punto il confronto con il nuovo non ha senso: confronterà tra auto di diversi anni prima, ed il taglio delle batterie sarà quello. Se poi credi che in 5 anni le batterie radfoppieranno di capacità…

  14. Provo a dare un contributo su questo tema…
    Dopo 2 mesi e mezzo di ID.3 Tech (in realtà ce l’ho da Marzo, ma fino a fine Aprile, causa pandemia era parcheggiata in garage) e 7.ooo km, effettivamente mi sarei sempre potuto accontentare di ricariche in corrente alternata (quindi 11 KW) e solo in 2 occasioni mi è stata utile e necessaria una ricarica più veloce.
    Nella prima occasione, per come era pianificato il mio viaggio e, preferendo fermarmi nella tratta di andata, invece che in quella di ritorno (causa restrizioni di coprifuoco oltre le 23 o le 24… non ricordo più…) ho caricato ad una super fast, di fatto giovando di una ricarica a 80 KW in discesa fino a circa 60 KW.
    Nell’altro caso, in cui, invece ero veramente bello scarico, fa piacere vedere che si caricano 10km/min. a circa 100 KW. A conti fatti, per il mio uso specifico, mi sono reso conto con piacere di avere questa opportunità, ma di fatto, fruendo della ricarica fuori casa con una frequenza molto bassa, 50KW (ossia 5 km/min.) rappresenta per me una soluzione di fatto valida. E’ chiaro che il lettore che ha scritto qui sopra avrà chiaramente fatto i suoi conti 🙂 ma io suggerisco, in modo costruttivo, di riflettere anche sulla frequenza della necessità.
    Diciamo che in autostrada, se faccio 250 km filati, una ventina di minuti di sosta se ne vanno mentre vado in bagno e magari (prendo il mio classico cappuccino). Se per il mio abituale range quei 100km aggiuntivi già sono a copertura delle mie tratte più frequenti, allora non spenderei di più per avere la possibilità di caricare a velocità doppia. Diversamente, allora sì.
    Ora mi contraddico pure… perchè sono mezzo svitato 🙂 quando si spende per comperare un’auto di questa cifra, in fin dei conti, qui 1.5oo € in più, forse ci stanno… per risparmiare rispetto all’acquisto di una batteria di capacità maggiore e, diciamocelo, ci stanno veramente tutti!!!
    Nel mio caso, ho preferito dimensionare la batteria sulle esigenze di tutti i giorni, ma sarebbe molto più furbo fare come dice il lettore: è vero che la ricarica fuori casa è più costosa… ma per pareggiare i conti, credo che di KM se ne debbano fare abbastanza tantini.
    In definitiva, fermo restando che per una questione di comodità (non certo ecologica) preferisco la batteria maggiore, la razionalità suggerisce molto evidentemente di avere una batterie di capacità inferiore, ma con la possibilità di ricarica a potenza superiore. Certo, ci sarà maggiore usura… ma non saprei calcolare il punto di pareggio, vero tema in questo confronto.
    Qualcuno di Vaielettrico ci sa aiutare, con delle proiezioni che tengono conto sia dell’usura della batteria che del costo dell’elettricità anche in futuro?
    Queste sono belle domande, secondo me 🙂
    Saluti a tutti,
    Roberto

    • Assolutamente d’accordo. Batteria un po’ più piccola e ricarica molto più fast, meglio che. Batteria più grossa e ricarica meno veloce. Le case automobilistiche nel giro di qualche anno implementeranno tutto ciò. Autonomia non superiore ai 450/500 e ricariche da 300kW o più…

    • Si, razionalmente sarebbe meglio una batteria media e avere la ricarica veloce sempre disponibile, ma siccome la ricarica alle colonnine fast è cara impestata (per non dire folle), nell’economia quotidiana è più conveniente avere una grande batterie e caricare lentamente a casa e al lavoro, se conveniente.

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