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Come scelgo la mia nuova elettrica?

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La Opel Corsa-e in ricarica: facciamo bene i conti sullo sconto reale con cui è proposta.

Come scelgo la mia nuova auto elettrica? I criteri non sono gli stessi a cui siamo stati abituati per le auto a benzina o a gasolio. Ecco una breve guida.

Come scelgo? Cominciamo dalla ricarica

Al di là di tutte le altre valutazioni relative all’auto di per sè, una volta filtrato il mercato per tipologia dell’auto e per autonomia nel ciclo WLTP, sarà utile verificare anche la potenza di ricarica accettata dall’auto. Quella che il nostro sistema di ricarica è in grado di erogare, e il tempo tipicamente a disposizione per la ricarica. In genere le moderne auto elettriche accettano ricariche in corrente alternata ad almeno 6 kW.

Come scelgoOra, la potenza accettata dall’auto sarà il livello massima al quale ricaricheremo in corrente alternata, indipendentemente da potenze superiori della colonnina utilizzata. Se la nostra colonnina, o wallbox, eroga invece una potenza inferiore, tale potenza sarà quest’ultimo il livello di ricarica. A questo punto un concetto importantissimo e troppo spesso non considerato: la ricarica in km per ora.

— Leggi anche: 10 cose da sapere prima di acquistare un’elettrica

Come scelgo? Pensiamo alla ricarica in km/h…

come scelgoCome scelgo la mia nuova elettrica? La considerazione più importante dobbiamo farla su questo. Se sappiamo di poter ricaricare a casa ad esempio alla potenza di 3,7 kW e che per percorrere i nostri 70 km giornalieri la nostra auto consuma 10 kWh, dovremmo assicurarci che nella peggiore delle ipotesi la nostra auto resti parcheggiata a casa la notte per circa 3 ore (10 kWh / 3,7 kW = 2,7 ore). E se questo fosse il nostro caso, non dovremmo nemmeno preoccuparci ad esempio, nella maggior parte dei casi, di un aumento di potenza della fornitura. Potremmo semplicemente programmare la ricarica tra le 2 e le 5 del mattino, quando non ci sono altri assorbimenti. Una volta stabilito il consumo dell’auto e la potenza di ricarica, ciò che dovremmo annotarci è il numero di km recuperati per ogni ora di ricarica.

Facciamo un esempio con la piccola Twingo Z.E.

Facciamo un esempio: prendiamo Renault Twingo. La sua batteria da 22 kWh consente 190 km di autonomia nel ciclo di omologazione WLTP. Se, come detto sopra, consideriamo di non scaricare mai la batteria oltre il 20% e di non caricarla mai sopra all’80%, sappiamo che una ricarica dal 20 all’80 % sarà un rifornimento in cui caricheremo poco più di 13 kWh. Ora, la Twingo ha un consumo che, nella peggiore delle ipotesi, si attesta attorno ai 18/20 kWh/100km. In queste condizioni l’autonomia dell’auto nel range 80 – 20 % ci consentirebbe i nostri famosi 70 km di autonomia, ma significherebbe che i 13 kWh di energia devono essere ripristinati ogni giorno. Quindi, 13 kWh / 3,7 kW = 3,51 ore, ovvero almeno 3 ore e mezza circa di ricarica giornaliera.

Il consumo e le sue variabili: vanno provate, ora

Come scelgo la mia nuova elettrica? Abbiamo preso come regola generale (molto conservativa) questa. Ma il mio invito è il seguente: una volta identificate le auto che potrebbero fare al caso vostro, visitate le concessionarie e chiedete di poterle provare. Non solo per un breve test drive, ma chiedete di averle in prova per almeno 48 ore. Questo vi consentirà di verificare personalmente i consumi dell’auto sui vostri percorsi quotidiani, di rendervi conto del processo di ricarica, di verificare bene gli spazi a bordo, le funzionalità e le prestazioni. Fatelo magari finché le temperature sono basse. In questo periodo dell’anno i consumi sono i peggiori in assoluto per un’elettrica. Non potranno quindi che migliorare.

Per la ricarica durante la prova potrete utilizzare il caricabatterie type 2 – schuko e collegarlo a una normale presa di casa. Se non ne avete la possibilità, identificate una colonnina Fast vicino casa e utilizzatela per ripristinare la carica durante le vostre prove. Guidate l’auto, caricate il portabagagli, usatela insomma, come se fosse vostra. L’auto elettrica è prima di tutto un’auto. Come scelgo? Dev’ essere economicamente sostenibile, ma soprattutto fare bene il suo lavoro, e deve essere piacevole da guidare.

Posso comprarla anche se poi parcheggio in strada?

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Arco (TN), una nuova colonnina di ricarica è stata installata a servizio del parcheggio dedicato agli utenti del servizio bancomat della banca. La sosta massima consentita è di 15 minuti. Le due cose sono incompatibili.

Tecnicamente si. Ma perché allora il prerequisito indispensabile (all’inizio del mio articolo) è quello di poter ricaricare a casa (o almeno al lavoro)? Beh, diciamo questo. A oggi, a meno di una grande propensione all’utilizzo di un veicolo elettrico (che possa far digerire qualche compromesso), se viene meno questa condizione, è necessario un certo impegno da parte dell’utilizzatore. Serve identificare ad esempio una colonnina fast alla quale affidarsi per le ricariche, consapevoli che questo significa recarsi presso la colonnina apposta per ricaricare e attendere i tempi necessari. Eventualmente accettare il fatto di trovarla occupata, oppure non funzionante, almeno fino a quando non ce ne saranno di più. E, a secondo delle capacità di ricarica dell’auto e delle nostre percorrenze, prepararsi a qualche attesa. A meno di riuscire a incastrare, con un po’ di fortuna e molta programmazione, le soste (palestra, piscina, spesa…). con le ricariche.

Ok, posso prendermi un’elettrica. Ma poi le vacanze?

Diciamo che, dopo tutte le valutazioni del caso, ho scoperto di poter adottare un’elettrica e di poterlo fare senza cambiare nessuna delle mie abitudini quotidiane. Nel momento in cui però dovessi/ volessi affrontare un viaggio, ci sarebbe comunque qualcosa da modificare. Con un’auto termica, oggi partiamo sapendo di poter contare su una capillare rete di distributori di carburante. Sappiamo anche che il rifornimento dura pochi minuti.

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La presentazione del primo punto di ricarica in un McDonald’s in Olanda.

Se vorrò usarla anche per i viaggi lunghi, con un’elettrica dovrò fare un minimo di programmazione prima di partire. È necessario conoscere i tempi di ricarica rapida dell’auto (se l’auto la consente) e la presenza di colonnine fast lungo il percorso. Dobbiamo conoscere i consumi autostradali della nostra auto e costruire il nostro viaggio attorno a queste dinamiche. Questo dobbiamo prenderlo in considerazione prima di acquistare. Dobbiamo saperlo. Poi potremmo decidere di effettuare comunque l’acquisto, magari in considerazione del vantaggio ecologico o di quanto denaro possiamo risparmiare in un anno. Alcuni potrebbero persino decidere che con una piccola parte del denaro risparmiato in un anno guidando un’elettrica, potrebbero permettersi il noleggio di una termica per le settimane delle vacanze. Altri, felici di guidare un’auto che amano, potrebbero non sentire come un peso le soste per la ricarica.


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13 COMMENTI

    • Confermo.
      Mi è capitato l’anno scorso ad agosto di tornare a casa dal mare con la mia moto elettrica e… trovarmi sotto un diluvio, una vera bomba d’acqua. A parte dover ridurre la velocità per la pioggia intensa e la scarsità di visibilità non ho preso la scossa!

  1. Ma un auto che ricarica su strada magari con una giornata di pioggia intensa ha problemi?? O si può ricaricare tranquillamente??

  2. Ciao, le perdite in carica AC con basse potenze variano con la potenza di carica.
    nel mio caso, renault zoe 50 Kw misurando la potenza assorbita dalla wallbox con quella caricata il macchina mi risultano questi valori
    carica 2 Kw/h perdita 22.5 %
    3 Kw/h perdita 21 %
    3.5 Kw/h perdita 19.5 %
    La media delle perdite si attesta attorno al 20 : 25 % al massimo perciò possiamo calcolare un tempo di carica di 15 minuti in più ogni ora di carica come riportato nell’esempio della renault twingo.
    Bello il servizio sulla co2, rinnovabili di Armaroli vs Mariutti

    • Corretto. Per questo motivo è sconsigliabile ricaricare a bassissime potenze utilizzando il caricabatterie type 2/schuko.

  3. Tutto molto bello, solo una puntualizzazione: non tutti i kWh che vengono erogati dalla colonnina o carichiono (IC-CPD) con presa schuko, vengono immessi nella batteria della macchina. si devono tener conto delle perdite di efficenza, che ammontano, normalmente, su potenze così piccole, a circa 25%. Ciò vuol dire che, nell’esempio fatto della twingo, per ripristinare i 13kWh giornalieri, ne dovrò prelevare dalla rete 13×1,25=16,25, che diviso per i 3,7kW che avete usato voi, fanno 4h e 30.
    Questa prova l’ho fatta sulla mia e-up, controllando quanto erogato da ic-cpd e wuanto rilevato dall’auto tramite PCC.
    Ciao

    • Buona sera Athos,
      è corretto quello che dice, ma la percentuale di dispersione è normalmente compresa tra un 10 e un 15%. Per amor di semplicità ho ritenuto di non voler considerare questa tolleranza. L’obiettivo dell’articolo era quella di dare dei dati approssimativi in modo che le persone potessero farsi un’idea di massima senza impazzire con ogni singola variabile.
      Ad ogni modo grazie per la precisazione.

  4. Il punto “quanti km ricarichi all’ora” con riferimento alle tabelle (su quanto si carica in AC a seconda della potenza disponibile a casa) trovate su altro sito sino stati “illuminanti”. Perché non riportare anche qui nell’articolo la tabella?

    • Buona sera,
      Non ho capito a quale tabella lei faccia riferimento.
      Non è possibile predisporre una tabella generica perché i tempi dipendono dall’auto, dal sistema di ricarica e da quanti kWh/100km consumiamo normalmente.
      Molto più utile è indicare come calcolarli in modo che ognuno possa farlo da se.

  5. Vi seguo da qualche giorno perché voglio fare un po di esperienza in attesa che tra due mesi mi arrivi la nuova ID3.

    Vi faccio i complimenti per questo articolo perché è veramente fatto bene e semplice da capire.

    Vi sarei grato se riuscire a fare in articolo simile sulle varie Wall Box e la gestione della ricarica con il fotovoltaico.

    Bravi e grazie

    • Buona sera Gianberto,
      Grazie per i complimenti.
      Cosa le piacerebbe sapere riguardo alla ricarica da impianto fotovoltaico?

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