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Comal ha un’idea meravigliosa: colonnine off the grid

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Comal ha in testa un’idea meravigliosa (come diceva un tempo Cesare Ragazzi): un impianto di ricarica con colonnine “off the grid”, scollegate dalla rete. E alimentate esclusivamente da pannelli fotovoltaici.  Quindi indiscutibilmente green. L’idea è diventato un prototipo e il prototipo il primo impianto del genere in Italia. Salvo imprevisti, Comal lo inaugurerà in aprile presso una concessionaria auto di Roma.

comal colonnine off the grid

Ce ne parla Alfredo Balletti, amministratore delegato di Comal Group di Montalto di Castro nella video intervista di copertina, per il nostro canale youtube.

Comal, il fotovoltaico made in Lazio va in Borsa

Comal progetta, produce e installa impianti fotovoltaici di grande potenza installati a terra, con capacità di produzione energetica da 1MW fino a oltre 80 MW (per impianto). E’ quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana dal 2020, ha realizzato oltre 40 centrali fotovoltaiche per un totale di oltre 650 MW di potenza. Su proprio brevetto, produce Tracker Sun Hunter, un sistema di movimentazione dei pannelli ad inseguimento solare capace di aumentare del 15-16% la resa energetica annua di un impianto fotovoltaico. Tutti i componenti sono made in Italy al 100 per cento.

Dal nucleare ai panneli ad inseguimento solare

Tracker Sun Hunter ha suscitato l’interesse di Enel che poche settimane fa ha coinvolto Comal nel suo progetto di riconversione e valorizzazione di una parte dell’area della ex centrale termonucleare di Montalto di Castro. Comal insedierà all’interno del perimetro della ex centrale uno stabilimento per la produzione dei suoi inseguitori solari, raddoppiando la capacità produttiva complessiva. Nella stessa area Enel realizzerà una centrale fotovoltaica con accumulo da 10 MW di potenza, il cui progetto è in fase di autorizzazione.

Fotovoltaico e accumulo, ecco la ricarica “senza rete”

L’idea della stazione di ricarica Comal con colonnine off the grid è maturata invece un anno fa. Da appassionato di auto, anche elettriche, Balletti sa perfettamente che sono i “biberonaggi” (brevi ricariche ripetute in tutte le occasioni di fermo macchina) la modalità di rifornimento ottimale per qualsiasi veicolo a batteria.

«Di qui l’idea di una stazione autonoma dalla rete _ spiega _ e alimentata da un impianto fotovoltaico di dimensioni medie attraverso un accumulo a batteria capace di 250 kW per un’ora.  Una stazione del genere è comunque in grado di rifornire 5-10 kWh in una ventina di minuti a un numero sufficiente di auto, anche nell’arco di una giornata nuvolosa, quindi senza apporto del fotovoltaico. Nel contempo il sistema alimenta i servizi della concessionaria. In caso di un surplus di  produzione, invece,  l’impianto sarà collegato alla rete solo per cedere energia, senza mai prelevarla».

Realizzare il prototipo non è stato semplice. «Tutte le tecnologie necessarie sono già disponibili _ aggiunge Balletti _ ma abbiamo dovuto integrarle sviluppando componenti  su misura».

comal colonnine off the grid
Alfredo Balletti e il presidente di Comal Guido Paolini (a destra) il giorno della quotazione in Borsa

L’accumulo, per esempio, è un oggetto composto da 14 armadi, ciascuno con più elettronica che celle batteria al litio. Un inverter bidirezionale che potesse rapportarsi con caricatori sia in corrente alternata sia in corrente continua offrendo tutte le tipologie di connessione, e nel contempo alimentare i servizi o mandare il surplus in rete, di volta in volta stabilento le priorità, non esisteva sul mercato. Comal ha dovuto progettarlo, insieme a un fornitore specializzato.

Per ora è un prototipo (costato un milione di euro)

Perciò, dice Balletti «non mi illudo di aver risolto tutti i problemi tecnici e che  il giorno dell’inaugurazione tutto funzioni alla perfezione, appena girato l’interruttore». La stazione di Roma sarà a tutti gli effetti “sperimentale”. Ha comportato un investimento non trascurabile (un milione di euro) ma Balletti è convinto che ne ricaverà know how, esperienza e opportunità di sviluppo ulteriore. Pensa infatti di poterne ricavare un “modulo” da replicare e mettere sul mercato.

«Potrebbe essere una soluzione interessante per grandi esercizi commerciali, concessionarie auto, aziende con flotte elettriche, parcheggi a rapida rotazione. Le norme che disciplinano il mercato elettrico non consentono di vendere energia autoprodotta con una tariffazione vera e propria, ma offrire un servizio di ricarica alla clientela può rientrare in una lungimirante politica commerciale».

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17 COMMENTI

  1. Ho letto che il prezzo del gasolio sta superando quello della benzina. Quanto mi dispiace per quelli che continuano a dirci che con la loro auto diesel fanno 800km senza mai fermarsi e quanto costa poco. Ah..mi dispiace proprio tanto! Speriamo che questa tendenza non degeneri se no rischiano di dover stare proprio muti e casa. Eh, sarebbe un peccato!

    • A parte che nessuno ha mai detto che costa poco il diesel, soprattutto pensando che quando il barile costava uguale nel 2008 cmq costava 80 cent meno di ora e non ho ancora capito da dove arriva la differenza, magari ricordo male ma il rapporto euro dollaro non era così diverso da giustificare da solo il tutto.
      Cmq, fossi in te non ne sarei tanto felice, i camion che ti portano la frutta e il latte e il pane al supermercato vanno cmq a diesel e pagherai anche tu come tutti l’aumento dei costi.. Quello dell’elettricità è già arrivato e con la nuova ondata di crisi anziché scendere come doveva fare tornerà a salire o se siamo fortunati resterà sui livelli attuali, alcuni dei gestori ora ha tolto dai siti le tariffe a prezzo bloccato dando mille versioni diverse di prezzi legati al pun o tutela… Non starei così tranquillo a gongolare 😅 ricordati che buona parte della corrente in Italia arriva da gas e derivati del petrolio… Idroelettrico in questo periodo sta facendo veramente fatica per cui.. Anche il tuo mix energetico non ti fa più inquinare meno…insomma cenè per tutti

  2. Tecnicamente fattibile, certo, ma non ha econonomicamente senso l’off-grid per le auto elettriche: negli USA li fanno già e costano 70mila dollari, e caricano due auto a 3kW di potenza, quindi non potrà che caricare qualche veicolo al giorno con un payback infinito.
    Piuttosto che si attivi e si renda obbligatorio fra qualche anno il Vehicle 2 Grid, così da stabilizzare la rete.

  3. C’è una cosa che abbiamo avuto sotto gli occhi fin ora e l’abbiamo sottovalutata… In Italia non si può vendere direttamente l’energia autoprodotta… In effetti lo diamo per scontato ma.. Ma perché? In casi come questi in cui il collegamento alla rete è solo per vendere un eventuale eccesso
    .. Perché non di dovrebbe poter vendere l’energia anche direttamente sul posto? Cioè, non per le case perché devi cmq passare per i cavi di e distribuzione e affini, ma un giga parco fotovoltaico che vende corrente tutto l’anno, se fuori mette una piazzola con una decina di stalli e rivenderla qual’è il problema? Non fanno nemmeno troppa concorrenza dato che difficilmente ci sono solar farm in centro città o paese, ma non vedo perché non siano liberi di fare ciò che vogliono coi propri mezzi sul terreno di proprietà di chi lo gestisce.
    Magari, e dico magari, si incentiverebbe un po’ la diffusione, banalmente un qualsiasi privato voglia aprire un distributore con fotovoltaico e vendere direttamente potrebbe farlo, siamo lo stato delle microimprese, dovremmo essere coerenti, alla fine vale solo per le auto elettriche, per tutto il resto devi riversare cmq in rete per raggiungere tutta l’Italia, ricaricare qualche decina di auto a settimana non fa fallire di certo e distribuzione o terna
    Cioè, pure i produttori di latte possono venderlo direttamente tramite i distributori automatici in diversi comuni senza per forza svenderlo alla centrale del latte, che comunque ne avrà la stragrande maggioranza dati I piccoli volumi dei distributori rispetto all’industria casearia tutta.
    Tutto a km zero, e per l’energia invece no? Deve passare per forza per decine di km di cavi e trasformatori di potenza disperdendone una discreta parte per forza? Dei no logo della ricarica si potranno pur organizzare no?

    • Non ha capito. Non si può vendere l’energia elettrica con una tariffa, perchè questo è un servizio riservato a operatori con precise caratteristiche. Nessuno vieta di fornire una ricarica gratuitamente o abbinata ad altre tipologie di prestazioni (come la sosta)

      • Ho capito benissimo, in modo gratuito esiste già ovunque, il divieto è banalmente limitato a tutte le attività che bypassano il servizio elettrico nazionale, per far pagare le tasse potrebbero tranquillamente dato che cmq servirà una partita Iva per fatturare…
        Banalmente spianerebbe la strada a tutti gli autogrill per installare quanto più fotovoltaico sui tetti pensiline auto etc per avere un margine di guadagno maggiore, velocizzando non poco la crescita delle infrastrutture.
        In ogni caso anziché fatturati la corrente ti faranno pagare la sosta dove ci sono gli stalli e risolvono così, ma è un modo stupido di procedere

        • -ma è un modo stupido di procedere-

          chissà come mai, visto che siamo in ItaGlia, la cosa non mi sorprende… 😀

  4. Chissà che questo non porti successivamente a una creazione di stazioni di ricarica off grid private acquistate con la formula delle comunità energetiche. Potrebbe essere una soluzione per privati residenti in condomini che non dispongono di superficie solare per un proprio impianto, oppure nemmeno di un box auto dove ricaricare l’auto.

  5. Penso che tutte le colonnine installate dovrebbero per legge avere dei sistemi fotovoltaici con accumulo proporzionati alle potenze installate. Chiaramente dove questo è possibile, penso a quelle autostradali che forse stanno arrivando, ma anche alle altre.

  6. Forse il problema di questa soluzione tecnica è trovare lo spazio a disposizione : secondo l’articolo una stazione fotovoltaica di ricarica puó ospitare “un numero sufficiente di auto” (diciamo almeno qualche decina), aggiungiamo i voluminosi “armadi” degli inverter per l’accumulo e diventa evidente che si potrá contare solo su poche aree dismesse di una certa ampiezza.

    • Un “numero sufficiente di auto nell’arco di una giornata” abbiamo scritto. Non tutte contemporaneamente.

  7. Molto molto interessante per quanto riguarda gli sviluppi per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di 40 impianti fotovoltaici poi i pannelli che da circa 200 watt sono arrivati a 6/700 l’agrivoltaico i nuovi impianti offgrid. Davvero un settore molto molto dinamico direi impressionante… E non poi si dice che l’italia potenzialmente non potrebbe diventare 100% rinnovabile…

  8. in pratica invece del vehicle to grid abbiamo il charger to grid
    ma pechè porci dei limiti con l’accumulo a 250 kWh ?
    quando tesla vende i megapack e cominciano a esserci concorrenti con le ferro-aria e le batterie a flusso

    lungo le autostrade e ferrovie si possono fare campi fotovoltaici di centinaia di MW in qualche decina di km
    impianti di questo tipo dovrebbero far tacere per sempre la domanda tipo del no-elettric che dice
    “non ci sarà abbastanza energia per le auto ”
    non solo ,l’energia ci sarà , ma le strade cederanno energia alle città .

    sarebbero auspicabili sistemi simili anche per le wallbox domestiche ,Wallbox to grid
    in questo caso si ricaricherebbero quando il gestore ha dei surplus di energia da “sprecare”
    magari dotate “solo” di qualche decina di kWh;
    prezzi e tecnologie delle batterie permettendo

    se con Tesla non abbiamo chiesto e non abbiamo ottenuto una gigafactory per le auto..
    forse potremmo chiedere e ottenere una MegaFactory

    o sono io che ho sbagliato dimensione o linea temporale

    • Il problema non è la fattibilità teorica è quella pratica, siamo un paese che nonostante lo stato abbia imposto l installazione di semplici colonnine di ricarica in autostrada, i gestori delle autostrade

      • come non quotarti
        io definisco lo stato,apparato italiano “mafio-fascio-sovietico-fantozziano”

        ma c’è da dire che nel primo dopoguerra non era così
        e anche recentemente ci sono dei piccoli miracoli
        tipo il ponte di Genova , costruito in due anni

        forse questo paese da il meglio di se solo in caso di catastrofe
        o forse sono solo congiunture astrologiche

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