Colonnine sfasciate dai vandali, un disastro italiano


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Colonnine sfasciate dai vandali, un disastro italiano. Dopo  le segnalazioni dalla Sicilia, ecco altre immagini da Latina, nel Lazio. Perché oltre che da chi ruba rame, le ricariche sono prese di mira anche dagli sfasciatutto.

Colonnine sfasciate dai vandali: “Guardate lo scempio…”

colonnine sfasciate dai vandali
Qui e sopra le due immagini che ci ha inviato Marco da Latina.
Ecco la segnalazione che ci ha inviato Marco Di Paola, che ringraziamo: “Gentile Vaielettrico , vi seguo sempre con attenzione ed è lodevole il vostro aiuto alla diffusione dell’auto elettrica e delle rinnovabili. Vi scrivo per segnalarvi una colonnina Enel X vandalizzata. Ho notato lo scempio che è stato commesso accompagnando mio figlio alla stazione. Perché la colonnina è situata nel parcheggio lato Sermoneta della stazione di Latina. Lo schermo è stato staccato e gettato ai piedi della colonnina. Non ho parole, le foto, che vi invio, commentano il fatto da sole. Un saluto, Marco”.

Come puoi investire nell’auto elettrica in un Paese così?

Colonnine sfasciate dai vandali

Già, si commentano da sole. Perché l’auto elettrica non ha successo in Italia? Abbiamo più volte elencato i motivi: costo delle auto, difficoltà di ricaricare…Ma purtroppo ce n’è anche uno testimoniato da queste foto e da questa lettera, una delle tante. Ovvero: l’elettrico è fatto per Paesi maturi, mentre il nostro troppo spesso dimostra di essere un popolo di incivili. Le ricariche, si sa, non sono presidiate, e questa scateno la violenza di vigliacchi che si divertono a sfascare quello che trovano. Tanto più se identificano nel bersaglio il simbolo di un’agiatezza e di un capriccio, come troppo spesso viene dipinta l’auto elettrica. Poi è chiaro che davanti a episodi come questi, molto più frequenti di quanto si pensi, le aziende (come l’Enel anche in questo caso) tirano il freno. Tra ladri di rame e vandali, chi te lo fa fare di investire nell’auto elettrica in Italia? P.S. Purtroppo questi incivili quasi mai vengono identificati e puniti. E questo aumenta la frustrazione.
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Visualizza commenti (8)
  1. Edwin Abbott

    Con il “clima culturale favorevole” che abbiamo nella politica e nella “saggia e posata” opinione pubblica che vuole rendere legale sparare alle spalle, io ripropongo il diritto di difesa delle colonnine: non dico una scarica letale a 500 A che trasformi i vandali in succedanei delle alette di pollo fritte, ma una scossa sufficientemente intensa da far capire ai malviventi che l’apparecchio non è disposto a subire le angherie di un fanatico frustrato.

    Voglio dire, funziona con le vacche, funzionerà anche con gli italiani.

    1. Edwin Abbott

      Gli italiani non sanno contare. Forse, se gliela fai costare 50 euro al litro, si accorgono che qualcosa non va.

      Gli americani si sentono oltraggiati perché la benzina costa “quasi un euro al litro” e votano Trump.

  2. Forse un giorno dovremmo arrivare a costruire strutture di parcheggio multipiano…con tante colonnine di ricarica (AC x soste prolungate e DC per quelle di poche ore) con accessi sorvegliati da videocamere (per i tanti motivi di sicurezza) ; ovviamente non sarebbero posizionabili in aree centrali..ma nelle periferie, presso centri commerciali e aree industriali/artigianali potrebbero risolvere il problema del parcheggio (sicuro x tutti) e della ricarica per chi posti a casa o lavoro non ne ha….
    Ho lavorato decenni in zona industriale…con terreni invenduti o capannoni perennemente sfitti (per il declino di attività degli ultimi 30 anni)…non sarebbe impossibile trovare ambienti idonei a questo scopo e fornire un comodo servizio ai tanti lavoratori della zona ..o chi abita nelle vicinanze….

  3. Buongiorno Claudio ti posso assicurare che a Latina problemi di parcheggio non esistono ce ne sono in abbondanza soprattutto in questo momento in cui molti sono in vacanza. Ad ogni modo l’occupazione di spazi di parcheggio per la ricarica non giustifica in alcun modo gesti vandalici. La colonnina in questione tra l’altro di notte sono quasi sempre occupate da camioncini in ricarica. La verità è che siamo un paese di maleducati dove le regole sono consigli da seguire, spesso proprio alla stazione di Latina ed al supermercato vicino noto auto parcheggiate nei posti riservati ai disabili senza autorizzazione, questo è sinonimo di inciviltà.

  4. A mio avviso, le immagini mostrano solo un aspetto parziale della realtà, omettendo le cause profonde della situazione attuale. Avendo un’auto elettrica da oltre tre anni, posso affermare che l’utilità delle colonnine di ricarica viene percepita solo quando c’è un reale utilizzo. Quando invece sottraggono spazio a parcheggi preziosi rimanendo inutilizzate, l’opinione pubblica si irrigidisce. Il motivo di questo inutilizzo è semplice: chi non ha la possibilità di ricaricare a casa si affida inizialmente alla rete pubblica; tuttavia, accorgendosi che la benzina è più economica e comporta meno disagi, decide di tornare ai modelli tradizionali. Le colonnine finiscono così per essere occupate solo brevemente, quasi come un parcheggio, da chi già ricarica privatamente. Il problema cardine risiede nelle tariffe troppo elevate, che allontanano gli utenti e lasciano le infrastrutture deserte.

  5. Credo sia chiaro che oggi servano più colonnine a ricarica rapida e in luoghi controllati tipo aree di servizio. Quelle sparse sul territorio purtroppo sono alla mercè di gente senza scrupoli per cui spesso sono inutilizzabili. Buona l’idea di IP Planet dove trovi ogni tipo di rifornimento.

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