Le colonnine pubbliche soffrono ancora di problemi di affidabilità e una parte consistente dei disservizi nasce da problemi di connessione dati con la rete. La statunitense Xeal Energy sostiene di aver eliminato il problema sviluppando un protocollo che permette allo smartphone dell’automobilista di comunicare direttamente con la colonnina, senza passare da rete cellulare, Wi-Fi o server esterni. Dopo aver diffuso la tecnologia negli Stati Uniti, l’azienda punta ora anche sul mercato canadese, con un’offerta rivolta soprattutto agli immobili residenziali e commerciali.
La connessione dati è il punto debole delle colonnine
Chi utilizza regolarmente le stazioni di ricarica pubbliche conosce bene uno dei principali limiti dell’infrastruttura: colonnine apparentemente funzionanti che però non riescono ad avviare una sessione di ricarica a causa di problemi di comunicazione con il backend.
Secondo Xeal Energy, fino al 95% dei malfunzionamenti sarebbe riconducibile proprio alla dipendenza da reti cellulari o Wi-Fi, che introducono molteplici possibili punti di guasto. Una stima che andrebbe verificata in contesti differenti da quello nordamericano, ma che evidenzia un problema noto anche agli operatori europei.
Un protocollo di dialogo diretto smartphone-colonnina
Per superare questa criticità, Xeal ha sviluppato un protocollo proprietario che crea un collegamento diretto e crittografato tra il telefono del conducente e la stazione di ricarica.

In questo modo non è necessario che la colonnina sia collegata a una rete mobile, a un’infrastruttura Wi-Fi oppure a un server remoto per autorizzare la ricarica. L’azienda afferma che questa architettura permette anche la funzione tap-to-charge e dichiara di poter garantire un uptime del 100%, cioè una disponibilità continua del servizio.
Naturalmente, si tratta di una dichiarazione del produttore che dovrà essere confermata dall’utilizzo sul campo e dalla capacità del sistema di gestire grandi reti di ricarica nel lungo periodo.
Più punti di ricarica con la stessa potenza disponibile
Oltre all’aspetto della connettività, la piattaforma integra un sistema di gestione dinamica dell’energia.
La tecnologia distribuisce la potenza disponibile tra le diverse colonnine, consentendo – secondo Xeal – di installare fino a tre volte più punti di ricarica utilizzando la stessa capacità elettrica dell’edificio rispetto a un’infrastruttura non gestita.
Si tratta di una funzione particolarmente interessante nei condomini, negli edifici direzionali e nei parcheggi aziendali, dove spesso il limite non è lo spazio disponibile ma la potenza elettrica installata.
Dall’esperienza negli Stati Uniti all’espansione in Canada
Xeal riferisce di aver già installato la propria piattaforma presso oltre 300 clienti distribuiti in circa 500 città statunitensi. Tra questi figurano grandi realtà immobiliari e aziende come UBS, Brookfield, Pfizer, oltre alle università di Princeton e del Texas ad Austin.
Ora la società estende la propria presenza al Canada, puntando sugli immobili residenziali e commerciali. Il CEO e cofondatore Nikhil S. Bharadwaj sottolinea come circa il 35% dei canadesi viva in complessi residenziali e che oltre l’80% delle ricariche avvenga in ambito domestico, rendendo fondamentale disporre di un’infrastruttura affidabile.
Una soluzione che potrebbe interessare anche l’Europa
Il tema dell’affidabilità è centrale anche in Europa, dove la crescita della rete pubblica deve accompagnarsi a un miglioramento dell’esperienza d’uso.
Non si sa se e quando la tecnologia di Xeal sarà proposta in Europa, dove gli operatori devono rispettare standard tecnici e requisiti normativi specifici. Ma certo un sistema meno dipendente dalla connettività potrebbe rappresentare una strada interessante. In particolare per le installazioni condominiali e aziendali.
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