Colonnine mutilate e abbandonate a se stesse anche in Francia, senza più possibilità di utilizzo. Un post su Linkedin di Stephan Semeria fotografa la situazione.
Colonnine mutilate e abbandonate: “Come a Pompei nel 79 d.C.”

“I cavi rubati stanno sicuramente facendo fatica a ricrescere sui terminali ad alta potenza di Lidl!”. Inizia così, tra l’ronico e il desolato, il resoconto che Semeria ha pubblicato dopo avere monitorato tre stazioni di ricarica saccheggiate dai ladri di rame a dicembre. “Tutte e tre saccheggiate contemporaneamente a fine 2025, è evidente che queste infrastrutture sono ancora nello stesso stato non operativo. Lì il tempo si è fermato lì, come a Pompei nel 79 d.C.! Semeria è il presidente onorario della più importante associazione di automobilisti elettrici francesi, FFAUVE. E chiede che qualcosa si faccia, in un senso o nell’altro: “Non c’è dubbio che ripristinare i cavi porterebbe a nuovi furti! Rimetterli a posto con dispositivi di protezione dovrebbe essere tentato, giusto? Ovviamente è facile dirsi quando i soldi non escono di tasca tua! Lasciare le cose così come sono è comunque un segnale negativo! Maglio spostare queste ricariche HP in siti Lidl meno esposti? Rivenderli, se non è possibile? In ogni caso Lidl deve agire, in una direzione o nell’altra, non credete?”.
Tempi di ripristino insostenibili, come in Italia

A sentire gli operatori, la situazione per quel che riguarda i furti di rame alle colonnine è peggiore in Francia che in Italia. Da noi i blitz negli ultimi mesi sembrano essersi un po’diradati, mentre le catene transalpine sono continuamente oggetto di blitz criminali. Il che pone seri problemi di agibilità delle colonnine, in un Paese in cui ormai ci si avvicina alle 40 mila auto elettriche vendute al mese. Con una quota di mercato che sfiora il 30%, contro l’8% italiano . Per prevenire i furti si è tentato di tutto, a partire dai sistemi di protezione citati da Semeria. Ma finora i ladri di rame hanno continuato a colpire. E i tempi di ripristino spesso sono molto lunghi, come peraltro più volte segnalato dai lettori anche da noi.
Q&A
D. Perché vengono mutilate le colonnine di ricarica?
R. Il rame contenuto all’interno fa gola alle organizzazioni criminali, dato che il prezzo di questo metallo è molto aumentato negli ultimi tempi.
D. Come contrastare questi furti?
R. Purtroppo non è facile identificare e denunciare i ladri, che spesso agiscono di notte a volto coperto, quando nessuno presidia le colonnine. In Italia si ha avuto notizia di un solo fermo, dopo un furto di cavi in una stazione Enel a Ladispoli.



Andavano progettate fin dall’inizio con i cavi occultati in un armadio con blindatura leggera, con apertura tramite autenticazione di ricarica.
Mi chiedo perché se l’ho pensato io che sarebbe finita così, che di mestiere faccio altro , ma vivo in una città ( Roma ) dove il degrado si tocca con mano , chi di dovere non l’abbia considerato.
Ad oggi riprogettare tutte le colonnine da zero , penso che abbia dei costi insostenibili. Qui in Italia abbiamo Alpitronic che è un azienda leader di mercato, sarebbe interessante sentire un loro parere sulla possibilità di creare colonnine con cavi protetti.
È lo stesso motivo per cui Enjoy ha di fatto ritirato la flotta, troppi atti di vandalismo , troppi furti.