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Colonnine in hotel queste sconosciute: se ci sono non si vedono

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Una Palina Repower nel cortile di un Hotel

Colonnine in hotel? Un fantasma. Ci danno una valanga di informazioni inutili (specchio da trucco, cassaforte in camera, asciugacapelli) o decisamente scontate (telefono, riscaldamento, wifi). Ma non c’è un albergo, un agriturismo o un B&B che indichi nel sito o nelle pagine dei principali aggregatori se dispone di un impianto di  ricarica per auto elettriche. E chi le ha, denuncia più di un nostro lettore, spesso nemmeno sa come utilizzarle. 

La certezza di trovare le colonnine in hotel (Leggi qui) è essenziale per chi pianifica un viaggio in EV. E saperlo in anticipo diventa una discriminante nella scelta di una sistemazione per la notte. Perché gli albergatori non se ne rendono conto?  E’ una delle inspiegabili assurdità dell’Italietta. Che ogni anno ci fanno perdere qualche posizione nella classifica del turismo internazionale, pur restando la Penisola lameta più desiderata per i viaggiatori di tutti i continenti.

Altrettanto incredibile è che ci si ritrovi un altra volta nel bel mezzo della stagione, senza aver risolto l’altro problema: la quasi totale assenza di ricariche fast nelle stazioni di servizio autostradali.

Un appello: segnalazione obbligatoria

Perciò sottoscriviamo in pieno l’appello di tanti nostri lettori; rendiamo obbligatoria la segnalazione della disponibilità delle colonnine in hotel.

Proprio ieri Avvenia, società del gruppo Terna che si occupa di efficienza energetica, ha analizzato l’andamento del turismo cosiddetto sostenibile degli ultimi mesi. Rilevando i piazzamenti delle strutture ricettive italiane alla luce dei nuovi criteri ecolabel (il protocollo europeo che certifica la sostenibilità) conclude che l‘Italia non si piazza bene. Soprattutto nelle grandi città. La maggioranze delle stretture ricettive con il “bollino” si trovano infatti in Sicilia, Trentino e Sardegna.

Anche il “bollino” ecolabel le ignora

Ma la vera sorpresa è un’altra: fra gli 85 elementi di valutazione adottati per stilare le classifiche ecolabel non figura la disponibilità di colonnine in hotel. Come dire al turista: “Qui è sostenibile perfino la carta igienica e la pittura dei muri, ma come ci arrivate  _ sparando nell’ambiente quintali di CO2 o emettendo zero _ non è affar nostro”.

Eppure «una delle tendenze sempre in crescita da parte dei viaggiatori in ambito turistico  è la ricerca di strutture ricettive sempre più attente alla sostenibilità» fa notare Avvenia. E un’importante piattaforma mondiale di prenotazioni alberghiere on line (una di quelle che non chiede agli iscritti di specificare se siano dotati di colonnine in hotel) nel suo più recente “Sustainable travel report 2019” nota addirittura che «più del 70% degli intervistati vorrebbe provare alberghi e location ‘green’, sensibili ai problemi ambientali».

L’Italietta: solo 40 le strutture sostenibili

A titolo di cronaca segnaliamo che alla luce dei nuovi criteri ecolabel entrati in vigore dal settembre scorso il numero di alberghi italiani “promossi” si è ulteriormente ridotto.  Nell’elenco pubblicato da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) aggiornato all’estate 2019, sono complessivamente solo 40 le strutture tra alberghi, campeggi, rifugi, agriturismi, residence, B&b, ostelli o appartamenti che rispondono a criteri di efficienza energetica. Dodici sono in Sicilia, 10 in Trentino, 5 in Sardegna, 4 in Piemonte.

9 COMMENTI

  1. Ottimo articolo. Peraltro non mi sembra di averne visti altri in giro che affrontano la tematica dell’accoglienza dal punto di vista della mobilità elettrica. Segno che anche per i vari soggetti attenti alle tematiche della sostenibilità è un argomento ancora inesplorato e sul quale nei prossimi mesi vedremo crescere la pressione mediatica. Almeno si spera

    • Caro Riccardo noi ne abbiamo parlato in passato citando la rete Tesla di Destination Charger e quella di Repower, tutti identificabili con le rispettive App. Peraltro al momento non ci risulta che ci sia un aggregatore di App che li segnali tutti. Ma è evidente che dovrebbero essere gli albergatori in prima persona a promuovere il loro servizio. L’anno scorso organizzammo un evento sulle ricariche a Rimini. Invitammo i loro rappresentanti, li pregammo in ginocchio di partecipare, ma alla fine non si presentò nessuno. Basti questo a dimostrare quanto è vero quello che dici.

  2. Buon giorno Massimo,
    una cosa utile potrebbe essere uno spazio all’interno del vostro portale con un piccolo vademecum per albergatori e ristoratori che vogliano dotarsi di strutture di ricarica per i propri ospiti: con le informazioni basilari, come tempi di ricarica, quantità di energia necessaria, costi medi dell’infrastruttura. Questo sarebbe di grande aiuto. In molti si renderebbero conto che poche centinaia di euro di investimento sono sufficienti a dotarsi di un servizio che renderà più appetibile il proprio hotel o il proprio ristorante.

  3. Segnalo che anche sui traghetti, ove sarebbe semplice fornire corrente alle auto imbarcate, non è previsto il servizio. Ho chiesto a Grandi Navi Veloci e mi hanno risposto con supponenza: certo che no….

      • Per con i dati dell’inquinamento prodotto dai ferry boat non so quanto sia positivo per l’ambiente ricaricare con corrente prodotta dai generatori della nave.

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