Colonnine a Torino: dopo la mail di protesta sul vizietto di parcheggiare negli stalli di ricarica, sono arrivate altre segnalazioni. Eccone una, con alcune proposte. Vaielettrico risponde. Per scriverci: Info@vaielettrico.it
Colonnine a Torino: “Ricariche fuori servizio o occupate da abusivi”
“Sono residente in via Angelo Mosso a Torino. Attualmente, le colonnine più vicine si trovano a circa 450 metri di distanza, come quelle in piazza Massaua 21, fronte Hotel. Ma risultano spesso inutilizzabili, poiché occupate da auto tradizionali che non effettuano laricarica. Oppure in corso Marche , vicino al supermercato Gigante , spesso fuori servizio. Questa situazione limita fortemente la possibilità di ricaricare il proprio veicolo elettrico, rappresentando un significativo disagio per i residenti dell’area. Desidero precisare che ho già scritto al Comune.
Ecco che cosa servirebbe…
L’installazione di colonnine vicino Liceo Cattaneo /Iistituto Tecnico Carlo Levi in via Sostegno. O anche vicino al giardino di via Angelo Mosso o su Via Pietro Cossa, consentirebbe di:
- Favorire la mobilità sostenibile in zona, vista la presenza anche di un Cinema e la metro.
- Rendere più agevole l’utilizzo di veicoli elettrici da parte dei residenti e studenti
- Rispondere a una crescente necessità di infrastrutture di ricarica
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e l’impegno che dedicate alla promozione della mobilità verde“. Lorenzo Saettone.
Risposta. Fa un certo effetto vedere quanto mail di protesta sulla situazione ricarica arrivino dalla capitale italiana dell’automobile. Gli attori su piazza sono molti, a cominciare dalla multa-utility di zona, Iren. Ma a giudicare dalle mail che ci arrivano occorre uno sforzo per fare di più: gli automobilisti elettrici non sono di serie B. O no?



La soluzione credo sia tecnologica e ancora una volta dobbiamo imparare dalla Cina: lì gli stalli hanno un paletto a terra che si abbassa solo se ricarichi effettivamente. Non ho capito bene come funziona, credo con un badge e/o la carta di credito. E’ l’unico modo altrimenti continueremo a rovinarci il fegato con chi per incuria o per furbizia ne approfitta con l’auto termica.
Tra non molto sarò anche io un utente di un auto full Electric e quindi è da un po’ che verifico le colonnine che utilizzerò. Abito a pochi passi da Torino e frequento la città di Bardonecchia dove la situazione, purtroppo, è quella già segnalata nei precedenti commenti. Soprattutto in questo periodo invernale, a Bardonecchia alcune colonnine sono impossibili da utilizzare per via di qualche fenomeno che parcheggia l’auto termica sugli stalli (che sono proprio fronte piste…).
Storia triste di questa mattina, sempre a Torino.
Provo ad approfittare di una promozione di EV Way su colonnine Edison Next a 0,39 €/kWh. La più comoda per me in via Monginevro, nel parcheggio di Norauto/Mc Donald’s, trovo i posti occupati da due auto termiche, di cui una del servizio di sharing Free2move abbandonata con uno pneumatico a terra.
Di solito in questi casi faccio la segnalazione al numero del comando di polizia municipale ma in questo caso il parcheggio è privato, quindi decido che sarebbe tempo perso per me e per loro. Decido di affacciarmi nel negozio Norauto, che con l’occasione della ricarica avrei voluto visitare, ma è pieno di persone e gli addetti già difficili da trovare normalmente in questo tipo di attività non sono facilmente contattabili. Decido di desistere, ma aspetto qualche minuto con l’auto davanti alle colonnine che utilizzo per scrivere una mail al servizio di assistenza di EV Way, non tanto perché penso che abbiano modo di risolvere la questione, quanto per informarli che avrei tanto voluto approfittare della promozione, ma per ricordare loro che a volte le colonnine non sono utilizzate, non perché non ci siano i clienti che le VOGLIONO usare ma perché i clienti non le POSSONO usare.
Un vero spreco di risorse, economiche e non, e questo è uno degli esempi più classici della mobilità elettrica che non vorrei.
Attendo la loro risposta, che sarà credo una presa d’atto, ma niente di più.
La soluzione ci sarebbe, ogni volta che un utente elettrico trova uno stallo occupato irregolarmente, gli si lascia un ricordino….tanto L italiano medio quello capisce.
Non siamo nella giungla. Il ricordino lo dovrebbe lasciare la Municipale
Forse un modo ci sarebbe.
Trattare le attesa di ricarica come parcheggi a strisce blu con posteggio a prezzi raddoppiati se li si usa per parcheggiare e non per caricare. Regola da applicare anche per i furbi delle BEV.
E chi controlla?
Massimo, premesso che l’attuale meccanismo di divieto di parcheggio a me va benissimo da possessore di BEV.
L’idea di equiparare le soste negli stalli a strisce blu, farebbe sì che gli eventuali abusi potrebbero essere sanzionati dagli ausiliari del traffico.
Per la cronaca: ho appena letto su “ Estense.com” la segnalazione di una ciclabile ( da poco inaugurata a Ferrara ) e resa inservibile x la presenza di tante auto bellamente parcheggiate senza nessun rispetto x le regole…le osservazioni e la richiesta di interventi x il rispetto delle leggi sono identici…cosa pretendere nel paese dei condoni…
-cosa pretendere nel paese dei condoni…-
Dove per “condoni” si intende l’italianizzazione del genovese “gondoni”, a sua volta derivante dall’inglese “condom”, profilattico, a sua volta dall’italiano guanto(ne), a sua volta da germanico want con suffisso accrescitivo.
Il significato dello specifico uso di tale parola è facilmente individuabile nell’ovvia metonimia (contenuto al posto del contenitore) e in questo contesto serve ad esplicitare il condivisibile giudizio di merito espresso dall’amico Cavallo nella narrazione del suo aneddoto.