Colonnine a quota 84mila, crescita record


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Colonnine a quota 84mila, con una crescita record nel trimestre-aprile giugno, secondo il consueto monitoraggio di Motus-E.

Colonnine a quota 84mila, sempre più fast e ultrafast

Colonnine a quota 84mila

 

Per la precisione al 30 giugno erano 84.564 i punti di ricarica a uso pubblico installati nella Penisola. In aumento di 6.311 unità nel periodo aprile-giugno 2026 e di 17.003 unità nei 12 mesi. In entrambi i casi un nuovo record assoluto, anche grazie all’impiego dei fondi PNRR. Da notare che
il 53% dei punti di ricarica posati negli ultimi 12 mesi è di tipo veloce e ultraveloce, dopo aver raggiunto l’anno precedente il 50% di share.
Diminuisce ancora, invece, il tasso dei punti di ricarica installati dagli operatori ma in attesa di connessione alla rete da parte dei distributori elettrici locali. So scende al 12,3% dal 14,9% medio del 2025. Un progresso che non oscura la necessità di alleggerire le procedure di autorizzazione.

Milano al 1° posto per numero di ricariche

Inaugurazione di una stazione Atlante in autostrada, in un tratto gestito da ASPI.
I punti di ricarica sulle autostrade raggiungono quota 1.516 (dalle 1.159 del giugno 2025 e le 963 del giugno 2024).Di queste l’86% è di tipo veloce in corrente continua e il 59% supera i 150 kW di potenza. Attualmente, oltre il 50% delle aree di servizio autostradali dispone di punti di ricarica. Ma serve un cambio di passo sui bandi di gara da parte dei concessionari rimasti gravemente indietro. La Lombardia continua a dominare la classifica delle Regioni con più punti di ricarica (18.177, +4.414 negli ultimi 12 mesi). Seguita da Piemonte (9.003, +2.442 nei 12 mesi), Veneto (8.122, +1.946 nei 12 mesi), Lazio (7.864, +722 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna(6.713, +1.431 nei 12 mesi). Tra le Province, Milano si attesta al primo posto (7.423 punti, +2.819 nei 12 mesi). Seguita da Roma (6.109, +465 nei 12 mesi) e Torino (4.498, +1.535 nei 12 mesi).
  • Leggi anche: le colonnine ci sono, manca chi ricarica
  • Puoi vendere l’energia che hai nella batteria dell’auto / Video-intervista a Giovanni Palazzo, n.1 di Elli-Volkswagen

Visualizza commenti (3)
  1. Si, sono “posizionate” ma spesso non sono collegate alla rete. Solo nelle vicinanze di casa ne conosco 4 . Posizionate da oltre 14 -15 mesi !!!

  2. Bene questo incremento. Ma ci sono tantissime colonnine DC che sono senza cavi perché vengono rubati. Vicino a me c’è ne sono 4 ma tutte senza cavi. Possibile non ci sia un modo (per esempio uno sportello di protezione) per proteggere i cavi ? Oppure mettere solo la presa e dotare l’auto del cavo?

    1. alla fine… visto che le vetture BEV ci portano da A > B e poi restano ore ad aspettarci… trionferà la ricarica AC distribuita “a pioggia” (con gli stessi investimenti di 2 prese HPC se ne mettono a decine in AC 😂) da utilizzare con i piccoli cavi in dotazione alle auto, meno interessanti per i ladri ..

      Comunque hai ragione PierLuigi: bisogna che i produttori (Alpitronic… ci sei?) studino colonnine da cui esce il cavo solo con “chiamata” di App o CartaCredito… non risolve il problema (potrebbero usare carte clonate o rubate …) ma almeno si devono ingegnare un po’ di più.

      Per fortuna stanno arrivando incentivi che, tra le varie possibilità, renderanno le attuali stazioni rifornimento carburanti un posto privilegiato ove piazzare le prossime HPC:

      https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/energia_energie/2026/07/22/ddl-concorrenza-40-milioni-allanno-per-convertire-distributori-a-elettrico_fbbb9e6f-880b-4f15-8716-41fe47a4a745.html

      Non sarà la panacea per la sicurezza… ma la videosorveglianza già presente dei distributori e maggior “sorveglianza” tra addetti ed utenti potrebbe essere un impiccio più difficile da superare…

      Per quanto mi riguarda continuo a pensare che tanti italiani dotati di posto auto (casa/e e lavoro) possono munirsi di wall-box e portare la quota “BEV/NEV” a valori europei e non esser più un paese arretrato (di mentalità, soprattutto) e meglio vivibile e….respirabile.

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