Il cold ironing, cioè l’alimentazione elettrica da terra delle navi durante la sosta in porto, è ormai vicino a tagliare il traguardo in Italia. Entro giugno dovranno essere consegnate le nuove banchine elettrificate: si parla di 40 porti coinvolti e di un investimento complessivo di circa 700 milioni. Anche se non tutti i progetti dovessero essere completati nei tempi previsti, si tratta comunque di un passo significativo verso la decarbonizzazione del trasporto marittimo. I cantieri sono in chiusura e l’abbattimento del costo dell’energia sarà possibile grazie ai 500 milioni messi a disposizione dall’Unione Europea. Resta però un nodo cruciale: chi gestirà il servizio? Solo a pochi mesi dalla consegna delle infrastrutture, il Ministero dei Trasporti ha approvato il decreto che disciplina la gestione e l’erogazione dell’energia elettrica alle navi in banchina.
C’è il decreto, ma ora servono i bandi
Il decreto approvato nei giorni scorsi definisce le norme per la gestione e l’erogazione del cold ironing. Si tratta di un servizio di interesse economico generale, affidato tramite gare pubbliche a gestori qualificati. Le Autorità di Sistema Portuale coordinano l’assegnazione delle concessioni e vigilano sul rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza tariffaria. Come abbiamo scritto di recente sono previste specifiche agevolazioni sugli oneri di sistema per incentivare l’uso di energia pulita, i cui benefici devono essere interamente trasferiti agli armatori per rendere il servizio competitivo.

Il gestore (impresa o RTI) deve dimostrare un’esperienza documentata nella gestione di infrastrutture energetiche complesse, reti di distribuzione elettrica, impianti di cold ironing o stazioni di ricarica ad alta potenza. Una volta affidato il servizio il gestore deve presentare il piano economico-finanziario, gestire le agevolazioni sugli oneri di sistema che devono essere trasferite integralmente agli armatori o agli utilizzatori delle navi.
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Infine deve definire tariffe che tengano conto di queste riduzioni e garantire l’accesso al servizio in modo equo e non discriminatorio. Queste le condizioni, ora c’è da capire quando saranno disponibili e banditi i bandi.
Dal 2030 obbligo di banchine elettrificate, stop agevolazioni
Il dato interessante più che le esenzioni sono gli obblighi. Eccoli: gli Stati membri devono garantire una fornitura minima di energia elettrica da terra nei porti della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) entro il 31 dicembre 2029 per le navi di stazza lorda superiore a 5mila tonnellate.
Navi portacontainer nei porti con una media annuale superiore a 100 scali negli ultimi tre anni, l’infrastruttura deve coprire almeno il 90% degli scali totali
Navi ro-ro da passeggeri e unità veloci da passeggeri nei porti con oltre 40 scali annui medi, deve essere garantita la fornitura per almeno il 90% degli scali
Altre navi da passeggeri nei porti con oltre 25 scali annui medi, la copertura deve essere almeno del 90%
Avviato a regime il cold ironing – nel porto di La Spezia sono partite le sperimentazioni sulle navi da crociera – il sistema delle agevolazioni subirà una significativa restrizione legata all’entrata in vigore della normativa europea.
Questa rende obbligatorio l’uso dell’elettrificazione delle banchine per determinati soggetti. In sintesi, dal 2030 il beneficio economico nazionale non sarà più generalizzato, ma verrà mantenuto solo per quei porti e quelle categorie di navi che non sono già soggetti ai vincoli di legge europei sull’impiego del cold ironing.
Il quadro normativo e ciò che accade nella pratica
Questo il quadro normativo. Nella pratica il Pnrr ha permesso l’avvio della costruzione delle banchine, l’Unione europea ha concesso le agevolazioni e ora il ministero ha approvato il decreto per la pubblicazione dei bandi che affidano il servizio. Ci siamo, quasi. Ora c’è da capire, oltre l’incidenza della guerra a lungo termine, se tutte le navi saranno adeguate alla ricarica da terra. Il bando del Pnrr sul tema è stato un flop ma gli armatori sono ottimisti sul punto. Ora la palla passa alle Autorità di Sistema Portuale per la scrittura e pubblicazione dei bandi. Li aspettano i tanti comitati dei cittadini delle città portuali che da anni denunciano le gravi conseguenze sanitarie sulla salute pubblica.
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