GNV mette la prua sulla decarbonizzazione. Almeno in porto, dove le grandi navi e i traghetti generano le emissioni più nocive per chi vive nelle città portuali. In Italia si attende l’avvio del cold ironing in 40 scali, dopo i 700 milioni investiti con il Pnrr e il via libera agli sconti sull’energia, ma la Compagnia è già pronta all’alimentazione da terra. Nei giorni scorsi ha effettuato due test in Spagna e in Francia, validi anche per i porti italiani.
I test su GNV Aurora e GNV Excellent
GNV Aurora e GNV Excellent sono state le navi protagoniste dei test sul funzionamento dell’alimentazione da terra. La prima è stata testata nel porto di Barcellona; la seconda a Sète, in Francia. Esito positivo. I test effettuati in Spagna hanno consentito di verificare il corretto funzionamento del sistema predisposto a bordo per il cold ironing, attraverso il collegamento della nave all’infrastruttura elettrica disponibile a Barcellona.

Il test ha permesso di «verificare il corretto funzionamento dei quadri elettrici di bordo e degli apparati dedicati alla gestione dell’energia proveniente dall’infrastruttura portuale». È stata confermata, quindi, la piena funzionalità del sistema installato sulla nave, che potrà essere utilizzato durante la sosta in porto.
Cold Ironing: ok decreto per alimentazione da terra. A quando i bandi?
GNV Aurora, seconda unità della flotta alimentata a gas naturale liquefatto (GNL), fa parte della prima serie di unità di ultima generazione commissionate al cantiere GSI. Secondo la compagnia, le innovazioni consentiranno «una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 50% per carico trasportabile rispetto alle unità di precedente generazione».

Alcuni numeri: stazza lorda di circa 53.000 tonnellate, lunghezza 218 metri, larghezza 29,60 metri. Velocità massima 25 nodi, oltre 1.700 passeggeri in 426 cabine e fino a 2.780 metri lineari di carico.
In arrivo i test anche per GNV Polaris, Orion e Virgo
La compagnia sta pianificando i test anche sulle altre tre nuove unità di ultima generazione – GNV Polaris, GNV Orion e GNV Virgo – oltre a proseguire il piano di installazione degli impianti su altre navi già operative nella flotta. L’obiettivo, anche in vista degli obblighi operativi dal 2030, è la decarbonizzazione dell’intera flotta durante la sosta in porto.
Costa Crociere testa il cold ironing a La Spezia e usa camion elettrici
Positivo anche il test su GNV Excellent, operativa sulle rotte del Maghreb con scalo a Sète, relativo alla sicurezza dell’impianto di alimentazione elettrica da terra installato a bordo. Nelle prossime settimane è prevista un’ultima prova tecnica, che comprenderà la conclusione delle attività di messa in servizio dell’impianto, con lo spegnimento dei generatori di bordo durante la permanenza in porto.
L’eliminazione di tutti gli inquinanti
GNV sta investendo nell’adozione del cold ironing. Durante la sosta, una volta collegata alla rete elettrica di terra, la nave può spegnere i generatori di bordo, eliminando le emissioni e riducendo significativamente fumi e rumore nelle aree portuali, comprese le emissioni dirette di ossidi di azoto e ossidi di zolfo.
Elettrificare i traghetti è possibile: l’80% a batteria entro il 2035
«Stiamo investendo in soluzioni tecnologiche concrete, capaci di ridurre in modo significativo le emissioni non solo in navigazione, grazie all’impiego del GNL, ma anche durante la sosta in porto, attraverso l’alimentazione elettrica da terra». Parole di Matteo Catani, amministratore delegato di GNV che conclude: «Questo risultato testimonia la solidità delle scelte industriali adottate in linea con gli obiettivi di transizione energetica del settore e del Gruppo di cui GNV fa parte».
Bene la sosta in porto a zero emissioni, ma la navigazione?
Se la riduzione delle emissioni durante le soste è vicina al traguardo — anche se non imminente in Italia, dove occorre ancora bandire la gestione delle infrastrutture e adattare le navi — per la navigazione la scelta dell’elettrico resta complessa.

Esistono traghetti elettrici sulle rotte medio-brevi e, più recentemente, sono state varate portacontainer capaci di collegare Oslo con Rotterdam. Sono allo studio anche carburanti alternativi come ammoniaca e metanolo.
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sospetto che queste navi abbiano sempre almeno un po’ di generatore alimentato a metano in funzione, consumando i vapori che si formano dal serbatoio liquido, invece di sfiatarli in atmosfera
però la domanda ci sta.. e più che per queste navi, mi chiedo se non sfiatino in atmopsfera metano le navi cisterna che trasportano metano liquefatto a bassa temperatura dall’america all’europa.. speriamo invece che almeno lo brucino
Basilio ma quando spegne i motori a metano cosa succede hai serbatoi del metano liquido? Scaricano in atmosfera il metano come fanno i serbatoi dei camion?