Cold Ironing: l’Ue sconta l’elettricità per le navi in porto. Ma le banchine…

cold irooning

Sono quasi due anni che la Commissione Europea – ne avevamo scritto a giugno 2024 – ha dato il via libera agli aiuti di Stato per sostenere il cold ironing nei porti. Si tratta dell’incentivo pensato per far spegnere i generatori diesel, altamente inquinanti, e alimentare con energia elettrica le navi ormeggiate in banchina. Interi quartieri – dove i comitati, con collette, si sono dotati di dispositivi per rilevare l’inquinamento – sono stati letteralmente asfissiati. Finalmente qualcosa si muove per ridurre il forte inquinamento delle città portuali, anche se non mancano problemi rilevanti ancora da risolvere. L’energia agevolata ora è realtà, ma restano da completare i 40 cantieri per le banchine elettriche finanziati dal Pnrr. Senza dimenticare che anche le navi devono essere attrezzate per l’alimentazione da terra.

Senza sconto gli armatori non utilizzerebbero l’energia

Nel testo della Commissione europea che abbiamo commentato nel 2024 si legge: «I beneficiari non utilizzerebbero l’elettricità di terra senza sostegno pubblico». Parole chiare anche se non possiamo dimenticare  l’investimento di Grimaldi per Zero Emission in port, in questo caso l’elettricità è quella delle batterie che si ricaricano in navigazione, e gli esempi delle compagnie di crociera che già si alimentano da terra in diversi porti europei. In Italia Costa Crociere sta facendo i test a La Spezia. stiamo parlando di un parte della flotta interessata dall’alimentazione a terra.

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Vediamo ora l’adozione italiana della norma europea con il decreto n. 10 del 22 gennaio 2026 del Ministero dei Trasporti. Il provvedimento «dà attuazione all’agevolazione che prevede uno sconto sugli oneri generali di sistema per l’energia elettrica utilizzata dalle navi ferme in porto, incentivando il cold ironing, il sistema che consente di spegnere i motori durante la sosta». In questo modo si evitano le emissioni.

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L’obiettivo, come sottolinea la nota del Ministero, «è ridurre l’inquinamento nei porti e nelle città costiere, migliorando la qualità dell’aria e abbattendo le emissioni». Grande sensibilità ambientale al Ministero? Non sembrerebbe, considerando che Salvini, sulla scia del petroliere Trump, è in prima linea contro l’Emission Trading System (ETS). Una posizione condivisa con Grecia e Maltache però ha già investito nel cold ironing – e sostenuta anche da Portogallo e Croazia.

Come funziona lo sconto, navi pronte ad attaccare la spina?

Lo sconto autorizzato dalla Commissione Europea nel giugno 2024 – sul tema si procede a passo lento – è destinato ad armatori e operatori. Il decreto definisce le regole per la gestione del servizio di cold ironing, il trasferimento dei benefici economici e il monitoraggio nel tempo della misura di agevolazione. «Con questa misura, il Governo accompagna il sistema portuale italiano nella transizione energetica, coniugando sostenibilità ambientale e competitività», sottolinea il Ministero.

Cold Ironing
Test cold ironing su Costa Crociere

Resta da capire quanti enti gestori completeranno i lavori finanziati con le risorse europee del Pnrr e, soprattutto, se abbiano previsto un modello di gestione. Una volta terminati i lavori, infatti, sarà necessario bandire le gare. Altro tempo.
I dubbi riguardano anche la capacità delle navi di alimentarsi tramite i cavi da terra. Il bando del Pnrr dedicato si era rivelato un flop. Dal canto suo, Assoarmatori si è sempre mostrata favorevole alla transizione energetica. Gli armatori restano ottimisti: «La maggior parte del naviglio è già pronto ad attaccare la spina, il traguardo oggi è senza dubbio più vicino».  Resta però aperto «il nodo relativo alle unità che, benchè  equipaggiate per attingere energia da terra, continuano a pagare l’ETS poichè la rete non è nancora pronta».

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Si leggono molte proteste sugli ETS, con i soliti politici pronti a cavalcarle. Ma se funzionasse l’infrastruttura di terra non si pagjhefrebbero. La direttiva (UE) 2023/959, che estende l’ETS al settore marittimo, stabilisce infatti che le quote si applicano solo alle emissioni reali delle navi.

Cold Ironing
Alimentazione da terra in un porto norvegese

Queste sono le criticità. Anche se i 700 milioni stanziati per le banchine elettriche, gli sconti sugli oneri generali di sistema voluti dalla Commissione Europea e gli investimenti degli armatori rappresentano segnali positivi. È evidente – ed essenziale – l’intervento pubblico per ridurre i costi, come riconosce Assoarmatori: «Un passaggio fondamentale per far sì che l’elettrificazione delle banchine sia concretamente utilizzabile per fornire energia alle unità in sosta negli scali, senza che questo comporti un aggravio di costi per gli armatori».

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Visualizza commenti (3)
  1. Ivone, Francia

    Ma, lo sconto sugli oneri generali di sistema per l’energia elettrica utilizzata dalle navi ferme in porto, non sarebbe opportuno applicarlo anche per “l’energia elettrica utilizzata dalle colonnine pubbliche per la ricarica di auto elettriche”?

  2. Senza sconto gli armatori non utilizzerebbero l’energia….
    Unico loro scopo guadagnare soldi, dell’inquinamento se ne sbattono.
    Si adeguano quando costretti e piangono miseria per ottenere incentivi….

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