Clima e verde urbano: più alberi, ma dove servono

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Piantare più alberi non basta a mitigare il clima nelle aree urbane: è fondamentale scegliere dove metterli. È questa la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Landscape and Urban Planning, che propone nuove linee guida per progettare il verde urbano nei quartieri europei a clima temperato. La ricerca dimostra che una disposizione strategica degli alberi può ridurre sensibilmente il caldo percepito nelle città, anche senza aumentare la superficie complessiva destinata al verde. Un risultato che offre indicazioni concrete anche ai Comuni italiani chiamati ad affrontare estati sempre più torride.

L’ombra degli alberi vale più della quantità di verde

Lo studio, firmato da Wu e colleghi, parte da una domanda semplice: è più importante aumentare il verde urbano oppure distribuirlo meglio? La risposta, supportata da simulazioni e valutazioni progettuali, è chiara. La posizione degli alberi incide sul raffrescamento urbano più della quantità complessiva di vegetazione.

I ricercatori hanno analizzato quattro differenti tipologie di quartieri europei utilizzando il software ENVI-met, uno degli strumenti più diffusi per simulare il microclima urbano. A differenza di molti studi precedenti, però, non si sono limitati agli aspetti climatici: hanno coinvolto anche urbanisti e architetti del paesaggio, valutando fattibilità, costi, qualità estetica e manutenzione delle diverse soluzioni.

Fino a 8 gradi in meno di temperatura percepita

I risultati mostrano differenze significative a seconda della conformazione urbana. La riduzione della PET (Physiological Equivalent Temperature), un indice che misura il caldo percepito dalle persone, varia da circa 1,1 °C fino a quasi 8 °C.

Le prestazioni migliori si registrano nei quartieri con strade più ampie, dove filari di alberi di grandi dimensioni affiancati da prati riescono a diminuire fino al 45% delle superfici classificate come “Very Hot”. Anche nelle strade più strette il contributo degli alberi rimane importante, sebbene con effetti più contenuti.

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Una sintesi degli interventi di mitigazione del clima nelle aree urbane

Più alberi non significa sempre più raffrescamento

Uno dei risultati più interessanti riguarda proprio il rapporto tra superficie verde e benefici climatici. In uno degli scenari analizzati, una soluzione composta quasi esclusivamente da alberi ben posizionati ha ottenuto risultati migliori rispetto a un’altra caratterizzata da una maggiore estensione complessiva di verde.

Questo significa che non basta incrementare prati, aiuole o altre superfici vegetate. L’ombreggiamento prodotto dalle chiome degli alberi, soprattutto nelle aree maggiormente esposte al sole, rappresenta il fattore determinante per migliorare il comfort termico durante le giornate estive.

Una guida utile anche per le città italiane

Gli autori distinguono due possibili strategie. La prima punta al massimo raffrescamento, privilegiando alberi di grandi dimensioni e interventi più estesi. La seconda ricerca invece la massima efficienza, limitando costi, manutenzione e occupazione dello spazio urbano.

Decarbonizzare le grandi città è un “affare” da 10 miliardi all’anno

Tra le indicazioni principali emergono alcuni principi semplici ma efficaci: concentrare gli alberi nelle zone più irradiate, utilizzare specie capaci di sviluppare ampie chiome nelle strade sufficientemente larghe e considerare il prato come elemento complementare, non sostitutivo dell’alberatura.

Per molte città italiane, impegnate nell’adattamento ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle isole di calore urbane, queste indicazioni potrebbero risultare preziose. Le risorse economiche destinate al verde sono spesso limitate: pianificare meglio gli interventi può quindi offrire benefici maggiori senza necessariamente aumentare gli investimenti.

Lo studio si concentra sulle condizioni estive diurne dei quartieri europei a clima temperato e non pretende di fornire soluzioni universali. Tuttavia, il messaggio è netto: quando si progetta il verde urbano, la qualità della disposizione conta più della quantità di alberi piantati. Un cambio di prospettiva che potrebbe orientare le future politiche urbane verso città più vivibili e resilienti.

  • LEGGI anche: “Il cambiamento climatico è qui. Basta discuterne, affrontiamolo” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (1)
  1. A Verona per fare ciclabili tagliano interi filari di alberi che facevano ombra con la promessa di ripiantare i soliti fuscelli che abbandonati seccheranno in fretta.
    Se anche curati, tali fuscelli non faranno mai l’ombra degli alberi tagliati…..

    1. l’alternativa ci sarebbe. La strada la rendi a senso unico, recuperi una corsia, ci fai pista ciclabile e parcheggi e non tagli gli alberi.
      poi è ovvio che bisogna riorganizzare la viabilità in modo da avere anelli di circolazione a senso unico con svolte sempre a dx.

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