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Claudio ci racconta i suoi 44 mila km con la Tesla Model S

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La Tesla di Claudio
La Tesla Model S di Claudio il giorno della consegna, nel 2017, con fiocco rosso. Da allora ha percorso 44 mila km.

Claudio ci racconta i 44 mila km percorsi con la Tesla Model S”. Il dirigente d’azienda svizzero è uno degli amici che condividono la loro esperienza su Vaielettrico.it

                                di Claudio Ombrella

Claudio Ombrella
Claudio Ombrella

Da due anni abbiamo in famiglia una Tesla Model S 75D. Per ben 27 anni abbiamo avuto sei auto tedesche e anche un’italiana di prestigio. Di professione faccio il dirigente in un’azienda di informatica.  Nel 2016 una delle nostre auto tedesche aveva raggiunto la rispettabile età di 13 anni e 320.000 km. Ci siamo chiesti con mia moglie quale sarebbe stata la prossima auto, nel caso questa avesse un guasto importante che superasse il valore venale dell’auto. Così in agosto abbiamo preso appuntamenti con due marchi tedeschi: del primo eravamo clienti ventennali, dell’altro non lo eravamo mai stati”. 

Il primo approccio con una Tesla…

“Qualche mese dopo, negli USA, ebbe l’opportunità di fare un giro come passeggero in una Tesla Model S. Un viaggio nei dintorni di San Francisco che cambierà per sempre il mio rapporto con le auto. La deformazione professionale giocò un ruolo fondamentale: trovarsi in un’auto che, a detta del proprietario, riceveva aggiornamenti software per migliorare le funzionalità sembrò un sogno ad occhi aperti. Così il 20 gennaio 2017, una giornata fredda e grigia, arriviamo all’appuntamento al Tesla Service Center di Berna.

la Tesla di Claudio
La Tesla Model S di Claudio: il primo approccio con la marca era avvenuto durante un viaggio negli Usa

A riceverci c’è Andy, persona squisita, che ci spiega l’auto nei dettagli e ci permette un bel test drive in città, autostrada e, molto importante, in una strada di campagna con tanta neve. Dove avrò la possibilità di fermare l’auto e affondare l’acceleratore partendo come un razzo senza sbandare, grazie all’ottima trazione integrale. Un aspetto importante per noi che, in Svizzera, ogni inverno dobbiamo fare i conti con la neve.

…e con un Supercharger, vicino a Martigny

Ritorniamo a casa entusiasti anche se, lo ammetto, prendiamo un pò di tempo per riflettere sul prezzo, non indifferente. Nel frattempo mi informo su come caricarla sia a casa che in viaggio, usando la rete Supercharger. E di come arrivare a quei posti lontani che frequentiamo, tipo i nostri viaggi in Italia. Troviamo risposte alle domande, ma ancora ci manca la decisione finale, pensando a come gestire i tempi di ricarica.

Supercharger Martigny
Il Supercharger sull’A9 vicino a Martigny (foto: Chargemap)

Coincidenza della sorte, eravamo in viaggio verso l’Italia con la nostra auto termica quando ci fermiamo presso l’area di servizio Relais du San Bernard, poco prima di Martigny. Troviamo una stazione Tesla Supercharger con diverse auto in carica. Arriviamo alle 15,20 con il solo scopo di fare un salto alla toilette e prendere veloce un caffè al banco del bar. Usciamo alle 15,40 e ci rendiamo conto che la pausa ci avrebbe permesso di caricare una Tesla per poter continuare il viaggio in Italia.

Macchina nuova, targa nuova

Cominciamo a capire che le nostre pause in strada servono anche a caricare l’auto. In poche parole, il fabbisogno biologico va a pari passo di quello energetico per l’auto. Personalmente sono finiti gli anni dove guidavo 700 km senza fermarmi. Qualche giorno dopo rientriamo in Svizzera e una notizia ci lascia di sasso: il marchio tedesco del quali siamo clienti da 20 anni è sotto inchiesta per i problemi di emissioni. La famiglia capì subito che erano cambiati i tempi. Due giorni dopo, chiamai Andy a Berna per bloccare un’auto in pronta consegna, configurata come la volevamo noi, ritirata 10 giorni dopo. Piccolo dettaglio: in Svizzera le targhe si spostano da auto in auto del proprietario (rimangono le stesse). Però, per dare un taglio alla nostra storia con l’auto termica, ordiniamo numeri nuovi, dando indietro la vecchia targa.

Gli aggiornamenti migliorano costantemente l’auto

A fine agosto arriva il primo dei tanti aggiornamenti che faranno l’auto sempre migliore, con nuove funzionalità che non esistevano al momento del ritiro. Quali il PIN code per usare l’auto, la possibilità di limitare la velocità massima anche dall’applicazione del telefono, i continui miglioramenti all’Autopilot...

Schermata Model S Claudio
La schermata con i dati sui consumi e altro del Model S di Claudio.

Ma anche la possibilità di lasciare il climatizzatore acceso dopo esser scesi dall’auto. O il Sentry Mode, il “la modalità sorveglianza” che usa le telecamere per monitorare quello che succede nei dintorni dell’auto, e tante altre cose. L’auto ha più funzionalità rispetto al giorno che l’abbiamo ritirata. E abbiamo pure fatto l’aggiornamento dalla versione 8.x alla 9.x, con un nuovo interfaccia utente.Per quanto riguarda la ricarica, in questi due anni e 44.000 km, non abbiamo mai avuto problemi. La rete Supercharger è sempre molto efficiente ovunque siamo andati: Bologna, Venezia, Liguria e certo dentro il territorio svizzero.

Qui ricarichi a casa, di notte, più di 50 km in un’ora

Un mito da sfatare è che non si riusce ad arrivare a destinazione, o che l’elettrica si può usare solo in città e per spostamenti di corto raggio. L’utilizzo della rete Supercharger è di una semplicità disarmante: si parcheggia, si collega il connettore e inizia la carica. Se l’auto non ha avuto la promozione di ricarica gratuita, il pagamento si fa in automatico con carta di credito, previamente inserita nel profilo utente sul sito Tesla.com. La Model S ricarica le sue batterie sia con corrente monofase che trifase. In Svizzera abbiamo un piccolo vantaggio, perché le nostre case sono equipaggiate con corrente trifase. E fa molto comodo poter caricare a 11 kW, che equivalgono a circa 52 km ogni ora di carica. In poche ore durante la notte abbiamo la batteria pronta per il giorno dopo. Le Model S 75 prodotte da settembre 2017 in poi caricano fino a 16,5 kW, circa 75 km ogni ora. La carica può essere configurata per limitare la potenza da 5A a 16A, nonché programmare la ricarica differita per usufruire della tariffa  notturna ridotta.

Claudio: si guida come una moto. E solo con un piede

La Model S è un raro  connubio di sportività. La tenuta di strada è ottima, grazie ad un baricentro molto basso e la souplesse di marcia è notevole, anche se la nostra non ha le sospensioni pneumatiche. Tutte le Tesla adottano un doppio quadrilatero all’avantreno e un multilink al posteriore. L’accelerazione si sente sempre, anche in salita: sembra di guidare una moto, il divertimento è assicurato. La nostra auto fa lo 0-100 in 4,2 secondi e ci permette di fare sorpassi in tutta sicurezza.

La Tesla Model S di Claudio
Un’altra immagine della Tesla Model S di Claudio: accelera da 0 a 100 in 4,2 secondi.

Così come il motore ha un’ottima progressione. E quando si rilascia l’acceleratore, si attiva la frenata rigenerativa, che rimane tale fino a 15 km/h. In pratica e con le dovute precauzioni, la Model S si guida con il solo piede sul acceleratore, per poi frenare sotto i 15 km/h. Il risultato è che le pastiglie dei freni durano un’eternità, i cerchi rimangono puliti più a lungo e si recupera energia per i servizi di bordo. L’eccedenza? Nelle batterie. 

Sofisticata e semplice allo stesso tempo

La Model S, pur essendo un’auto molto sofisticata nel comparto elettronica e software, è un’auto più semplice della media. Sono in tanti a storcere il naso quando dicono che sulla plancia non c’è niente. E infatti abbiamo solo due tasti: le doppie frecce e l’apertura del vano portaoggetti. Il resto dei “tasti” è sul tablet centrale, stile-smartphone. Il famoso architetto americano Louis Sullivan disse “form follows function” cioè “prima la funzionalità poi la forma” e Tesla ha applicato questo in tanti dettagli.

Il navigatore tiene conto anche dei dislivelli

Navigatore Tesla
Una schermata del navigatore Tesla: ti dice quanta energia serve per arrivare, tenendo conto di traffico e dislivelli.

 Parliamo di navigazione. Sullo schermo centrale di 15” abbiamo le mappe Google, anche con la vista satellite, con l’algoritmo di navigazione Garmin appositamente sviluppato per Tesla. Avendo Google, possiamo anche cercare il nome di un albergo, un’azienda o un ristorante. Una volta selezionata la destinazione, il navigatore non solo calcola la strada più veloce, ma tiene conto delle info sul traffico in tempo reale. E calcola l’energia per arrivare, incluse eventuali soste per la carica, e tenendo conto dei dislivelli stradali che influenzano i consumi.

Un problema? Tesla si collega da remoto e…

Un’altra cosa di cui i proprietari dispongono è la rete neurale. Del tutto opzionale: puoi dare il consenso di trasmettere i dati di telemetria dell’auto a Tesla per poter migliorare il software. In 7 anni Tesla ha raccolto dati per ben 13 miliardi di km solo per  Model S e X, mentre siamo quasi a 4 miliardi per la Model 3. Non solo, l’auto possiede quello che nel gergo informatico si chiama “log” cioè un giornale di bordo degli ultimi 5 giorni.

Dario di bordo.
Una schermata del giornale di bordo, con tutti i dati sui km percorsi.

Se riscontrate un problema con l’auto, Tesla può collegarsi in remoto e leggere l’errore a distanza per capire il problema. A questo punto credo abbiate capito che è molto dura paragonare quest’auto con un’altra. Seguendo la strada del software, Tesla applicò il principio di “Agile manufacturing” cioè l’abilità di fare modifiche alla robotica della produzione per migliorare qualsiasi difetto riscontrato. Li chiamano ECO – Engineering Change Order – per perfezionare il prodotto.

Consumo: circa 200 Watt/km

In questo momento, gli aggiornamenti software dell’auto, arrivano più o meno ogni 4/5 settimane. L’aggiornamento può essere installato solo se l’auto è parcheggiata ed impiega circa 30/35 minuti. Lo si può installare subito dopo aver parcheggiato oppure indicare un’ora determinata, esempio alle 3 di notte quando siamo sicuri l’auto non ci serve. Durante l’aggiornamento, l’auto non si può guidare. In questi due anni tutti gli aggiornamenti sono stati completati senza nessun problema. Sicuramente i consumi sono una nota interessante per tutti coloro che pensano all’auto elettrica. Una Model S ha un consumo di circa 183 Watt per km.  Cioè: con 1 kW di energia si percorrono 6 km. In 44.000 km la nostra media è di 200 Watt per km. Tenendo conto che abitiamo in un paese dove nulla è piatto, mi sembra una buona media.

 

— Leggi anche: Armando e i suoi primi 10 mila km con la Tesla Model 3. Clicca qui per leggere il racconto di Lorenzo sui primi 30 mila km con la Renault Zoe. Qui invece: Stefano e i primi 10 mila km con la Nissan Leaf. Qui la storia di Riccardo e della sua Citroen C-Zero. 

 

27 COMMENTI

  1. Nulla di meglio per capire una vettura così innovativa che l’esperienza dei proprietari!
    Grazie.

  2. Grazie Claudio della tua testimonianza, mi hai fatto venire ancora più voglia di una Tesla!!

  3. Grazie per aver apprezzato l’articolo, se avete domande chiedete pure. Vi consiglio di provarla anche se non si ha in programma il cambio dell’auto nell’immediato.

  4. Non posso che confermare quello che ha detto Claudio sulla sua Model S. Io ho fatto 31.000 km con la mia dal 12 Settembre 2018 con diversi viaggi in Italia e in Francia. Sicuramente la migliore auto che abbia mai avuto! 🙂

  5. Interessante post ma nessuno parla di costi. 44000 km sono costati in termini di ricariche?.

    • Sentiamo quel che risponde Claudio, ma temo che per noi sarà una doccia fredda: se non ricordo male, in un tweet spiegò quanto poco costa l’energia nella vicina Svizzera rispetto all’Italia…

    • Allora Adriano, sono appena andato a controllare in auto, perché uno dei miei contachilometri si chiama “dall’acquisto” che non ho mai azzerato da quando ho ritirato l’auto. Indica 8527 kW. Di questi una parte è stata gratis presso i supercharger. Ma lasciando questo da parte, se avessi pagato tutto a casa avrei avuto due conti: di notte l’elettricità ci costa 0,11 CHF e quindi sarebbe stata una spesa di 852 CHF, mentre di giorno paghiamo 0,19 CHF al kW cioè 1620 CHF.

      Prendiamo il prezzo più caro: qui in Svizzera sono circa 1000 litri di benzina.

      Per i proprietari Tesla che pagano l’energia presso i supercharger credo che in Italia siamo ai 0,28 Euro al kW. Sarebbero 2387 Euro e prendendo in considerazione un litro di benzina a 1,6 Euro fanno 1492 litri: solo un’auto che fa 30 km con un litro pareggia il conto. Ma qui stiamo parlando di una berlina di 5m che non ha niente a che vedere con un’utilitaria.

  6. Se don un kW fai 6 per fare 44000 cene vogliono 6670 x 0,33 cent I 44000 km ti sono costati 2200. Io con jeep turbo gas casa madre 41000 km ho speso di gas 3000 e.
    Auto pagata full 21000 immatricolata giugno 2018.
    Sto scrivendo tutto ciò solo perché fra 2 anni la dovrò cambiare e sto valutando un model 3.

  7. Adriano devi anche considerare la manutenzione minima in quest’auto, di più Tesla recentemente ha detto che non c’è più bisogno di fare i tagliandi, tranne quello a 80.000 km quando si sostituisce il liquido di raffreddamento della batteria.

    Mauro Tedeschini, io avrei un foglio Excel per calcolare i costi Tesla e confrontarli con l’auto attuale. Si potrebbe pubblicare anche questo.

  8. Avete fatto diverse volte il solito errore di scrivere kW invece di kWh. kW è misura di Potenza, mentre kWh è misura di Energia. Quindi i consumi medi sono di 200 Wh (Watt ora) per km, ecc… Almeno voi di Vai Elettrico le unità di misura dovreste conoscerle!

    • Grazie Giovanni per la segnalazione, mea culpa per la distrazione. Farò le correzioni all’articolo.

  9. Se con 1kw fa 6km, allora:
    44.000km:6km/kW = 7.333 kW
    Se oltre al costo della materia prima energia ci metti anche le accise, tasse, oneri, ecc, il prezzo medio della corrente è 0,685 € per kW.
    Fai la divisione della tua bolletta elettrica, costo della fattura diviso kW consumati e fatturati in bolletta e ti viene quanto spendi realmente per ogni kW che tu consumi.
    Dunque il consumo della macchina per fare 44.000 a 6km per kw è:
    7.333kw * 0,685 €/kW = 5.023 €
    NB: Si deve considerare il vero prezzo completo omnicomprensivo dell’energia elettrica di casa, cioè circa 68,5 eurocent a kw.

    • L’energia di casa, in Italia, costa circa 20 centesimi al kwh. Non 68, 5
      Il problema é il costo della carica rapida che va dai 30 ai 50 cent per kwh
      Oltretutto al momento sull’energia elettrica non gravano le stesse accise che ci sono sui benzina e gasolio.
      Dovessero aggiungere le accise, il trasporto elettrico diventa insostenibile, considerando comunque altri risparmi tra cui la manutenzione.
      L’unica soluzione secondo me è raggiungere l’indipendenza energetica individuale.
      Possibile solo se qualcuno un giorno non decide di inventare la tassa sul sole.

  10. Con 5023€, al costo di 1,6€ al litro di benzina, vengono 3.139 litri di carburante,
    che a 20km percorsi al litro, si possono fare quasi 63.000km invece che 44.000km.
    Anche se la macchina ti fa 16km al litro di benzina, con quel carburante ci fai più di 50.000km invece che 44.000.
    In entrambi i casi, con la stessa spesa economica, spendendo in elettrico ci fai 44.000km, con la benzina ci fai fra i 50.000km e i 63.000km

  11. Chi acquista questa tipologia di auto dovrebbe avere un tetto fotovoltaico se vuole risparmiare ma l’auto elettrica, a mio avviso, non è stata ideata per il risparmio ma bensì per abbassare quanto più possibile le emissioni

    • Grazie Domenico, coincidenza anche a casa abbiamo un piccolo impianto fotovoltaico di 4,2 kWp che ci aiuta a caricare l’auto. L’impianto è stato installato nel 2014 prima di aver mai pensato ad un’auto elettrica.

  12. Sono molto ben disposto nei confronti delle auto elettriche e di Tesla in particolare.
    Il racconto di questo signore mi stava piacendo…poi, arrivato alla fine, parla di consumi in KW/Km…e mi sono cascati i coglioni.
    Lo scrive più volte, quindi non è una svista.
    Sono costretto a rimettere in discussione tutte le lodi tessute nel suo “articolo”, e a dirla tutta anche la sua affermazione di lavorare in un ambito tecnico co.e quello dei software

    • Caro Giuseppe, la mia è stata una svista, quella di fidarmi dal software che uso per dettare i testi e non scriverli a tastiera. Farò le correzioni sperando che i suoi gioielli non si siano fatti così male cadendo per terra. Cordialmente.

  13. la mia perplessità rimane sempre nel costo dello smaltimento e della sostituzione delle batterie a fine vita, avete qualche informazione?

    • In tutto il mondo si sta lavorando a progetti, ormai molto concreti, per riciclare i materiali preziosi contenuti nelle batterie o, in alternativa, usare le batterie stesse come accumulatori fissi per la capacità residua.

    • Gentile Cristina, abbiamo appena pubblicato sul sito un riassunto di tutto quello che abbiamo scritto sulle batterie litio-ioni. Entri nel canale Academy e troverà, in pillole, una risposta a tutti i suoi dubbi; nonché una ventina di link ad articoli più ampi.

    • Cara Cristina, grazie di seguire con entusiasmo l’articolo. Ci sono due cose che posso condividere. La prima è che per esempio, Renault riutilizza le batterie delle auto per impianti statici dando una seconda vita alle batterie. Nel caso di Tesla, che pure questo, bisogna aggiungere che hanno circa 106 brevetti industriali per la gestione della carica/scarica nonché il raffreddamento attivo per avere una temperatura ottimale, questo fa si che la vita utile si allunghi di molto.

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