Citroën Ami sul banco degli imputati dopo il racconto del calvario di Flavia. Ma Ami trova anche sostenitori. E le lamentele sulla qualità dell’assistenza coinvolgono altri modelli, anche termici. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it.
La mia Panda ibrida, ferma in officina dal 13 ottobre
“Ho letto del calvario che sta attraversando la proprietaria della Citroën Ami ma il problema non è tanto della vettura quanto della mancanza di professionalità di tutta la rete di assistenza meccanica. Io non ho una Citroën elettrica ma una normalissima e vendutissima Fiat Panda ibrida. Ha una rumorosità che ho lamentato fin dal primo tagliando, era il mese di luglio 2024 e l’auto aveva percorso circa 9.000 km.
Per cercare di eliminarla mi hanno sostituito in quattro interventi diversi prima un tendicinghia poi l’alternatore poi ancora il volano e infine il gruppo cambio e differenziale ma il rumore è lì tale e quale. Attualmente è ferma in concessionaria dal 13 ottobre 2025 (oggi è il 17 gennaio 2026!!) e io credo che anche qui ci sarà lavoro per gli avvocati„. Sandro Canella
Citroën sconsiglia vivamente la ricarica alle colonnine…
“Ho letto la protesta della signora bolognese sull’Ami. La casa sconsiglia vivamente, ed anche per ragioni di sicurezza, il caricamento dalle colonnine che non è infatti possibile col cavo fornito dalla Citroën. Io sono possessore di una Ami da cinque anni , nessun problema se non la sostituzione della batteria di servizio (120 euro a domicilio).
Il servizio assistenza dipende dai concessionari più o meno seri e competenti. L’Ami ( semplice quadriciclo non scordiamolo) è stata una svolta per la mia mobilità in città. Al momento ho circa 20.000 km e nessun problema ( facciamo a gara in famiglia per usarla ben 5 persone). Ricordo infine che rottamando un ciclomotore mi è venuta a costare meno di 6.000 euro, con 0,49 cent al supermercato che pasta ti aspetti?„. Luigi Madonna

Strane anomalie sul mio Combo elettrico, ma Opel nemmeno mi risponde
“Ho letto l’articolo della Citroën Ami della Signora Flavia e a quanto pare è simile alla mia storia. Nel 2023 finalmente acquisto il combo elettrico ma subito noto delle anomalie strane: la ricarica da casa a 3 kw ci mette 20 ore; dalla pubblicità ingannevole Opel dice 30 minuti e l’auto è Carica! In inverno l’autonomia di 160km senza riscaldamento mi sembra una presa in giro, in autostrada meglio se vado a 90 km/h.
Ho scritto varie volte a Opel e senza risposta. Mi sono sentito in un bagno di sangue. Chiaro che con gli incentivi dell’epoca era un affare, bollo non pagato per 3 anni ma i consumi sono come un Porsche in inverno!! È chiaro che demotivato a continuare in queste condizioni tra 1 mese mi scade il rientro dell’auto in Opel o la maxi rata cosa che opterò come prima soluzione, al prezzo di 3 anni di rate e un auto rottamata dell’ epoca. Consiglio vivamente di non acquistare un Opel Combo di cui si millantano tanto economiche prestazioni. Tutte bugie belle e buone. Sono tornato con un auto a gasolio e felice di essere senza ansia dí prestazioni e dí assetto confortevole„. Nicola Lenoci
Risposta- Auto troppo complesse e con troppa elettronica per un servizio di assistenza ancora focalizzato sulla meccanica.
Digitale & batterie: se qualcosa va storto nei “software defined vehicle”…
Fatto sta che vicende come quella dell’amica Flavia con la sua Citroën Ami e le molte altre che ci stanno snocciolando i lettori, sembrano moltiplicarsi di anno in anno. Non vogliamo gettare la croce addosso alle sole officine di autoriparazione che si trovano alle prese con veicoli nuovi e crescenti problemi di diagnostica. Proprio per questo sarebbe il caso che i car maker si facessero carico direttamente dei casi più complessi. Quanto meno che rispondessero agli utenti. Voi cose ne pensate?
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