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Cinquino sempre più leader in Germania

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Cinquino sempre più leader in Germania, il più grande mercato automobilistico d’Europa. Anche in luglio consegne della 500 elettrica oltre quota 2 mila.

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La top tedesca di luglio (grafico tratto da Cleantechnica).

Cinquino sempre più leader: 2.170 consegne in luglio

Stiamo parlando di un mercato, quello delle elettriche pure, che vale 8 volte quello italiano:  28.815 EV immatricolate (il 14% del totale) contro 3.617. E ancora una volta la 500e è nettamente leader, con 2.170 vetture consegnate. L’expolit di un mese? No, perché anche esaminando il cumulato dell’ultimo trimestre  troviamo la piccola made in Italy al comando, con 6.977 immatricolazioni, contro le 4.859 della VW ID.3 e le 4.796 della Opel Corsa-e. Di questo passo, l’obbiettivo di superare le 25 mila consegne nel 2022 nel solo mercato tedesco è alla portata di mano. Un successo storico, vista l’atavica diffidenza dei tedeschi per le automobili italiane. Colpisce anche il fatto che in Germania su 4 auto nuove che si vendono, una ha la spina per ricaricare. Oltre alle 28.815 elettriche, infatti, in luglio si sono vendute anche 23.712 ibride plug-in. La quota di mercato complessiva è del 25,5%, ma mentre le EV continuano a crescere (+13% anno su anno), le PHEV sono in netto calo (-21%).

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La Renault Megane, l’elettrica più venduta in Francia in luglio.

In Francia deve lasciare la leadership alla Megane

Ancor più significativo è il fatto che la vendite di EV in Germania continuino a crescere, anche se più lentamente, in un mercato complessivo in forte calo (-34%). Cleantechnica, un sito specializzato in analisi di mercato, fa notare che è stato il peggior luglio da parecchi anni a questa parte. Con un’economia sempre più bloccata dalla crisi Ucraina e dai timori per un’imminente recessione legata alle interruzioni nelle forniture di gas. E il risultato delle elettriche sarebbe stati ancora più eclatanti se Tesla non avesse difficoltà a consegnare le auto prenotate. La causa: una partenza più lenta del previsto del nuovo stabilimento tedesco di Grunheide. Per la 500 elettrica luglio non è stato invece un buon mese in Francia. A lungo leader di mercato, la piccola Fiat ha dovuto accontentarsi del 4°posto, con 938 immatricolazioni. Nelle prime tre piazze altrettanti modelli transalpini, con l’eclatante primo posto della Renault Megane (1.937 consegne), davanti alla Peugeot e-208 (1.379) e alla Renault Zoe (953).

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17 COMMENTI

  1. @caprone smettila di insultare la Fiat e fatti rifilare pure un bidone tedesco se la cosa ti allieta, ce ne sono molti sul mercato di bidoni tedeschi e li fanno anche pagare cari per gli intelligentoni.

  2. Bella la cincent elettrica. Ma come tute le fiat se compri quella costruita lunedi, venerdi, o in base allo sciopero… ed ha un difetto profondo fai prima a farla pressare che tranquillo non troverai mai la soluzione al problema

    • Mi sembra che dai tempi dell’Alfasud le cose siano un tantino cambiate.
      Che significa che Fiat è migliorata tanto ma anche che la rinomata qualità tedesca è peggiorata.
      Se 30 anni fa comprare macchine made in Korea era da poveracci, oggi rincorriamo la loro affidabilità (con VAG ferma a 2 anni di garanzia contro i 7 o 5 di Kia e Hyundai).

      • Rifare la 500 in elettrico è stata una sfida impareggiabile.
        Nessuno finora ha osato tanto.
        Forse riuscirà nell’impresa anche l’italiano della Régie con la tanto attesa R5.
        Ma non finisce certo qui.
        Abbiamo Lancia da troppo tempo in attesa.
        Rifare in elettrico la Fulvia Coupé HF Fanalone è però ben altra impresa, qualcosa che solo a pensarci fa tremare i polsi, una sfida assoluta, come rifare la Stratos e l’Integrale anni dopo senza averle costantemente evolute e sviluppate generazione dopo generazione per riproporle improvvisamente elettriche.
        Sembra che con l’elettrico non esistano tabù a patto di avere motori e piattaforme impostati come quelle di quei miti irripetibili che si vuol trasfigurare e reinterpretare eletrizzandoli.
        È un sogno possibile?
        “Allora dov’eravamo rimasti?” Verrebbe da chiedersi.
        Ai favolosi anni ‘70, all’anno 1972 al Monte, quando la piccola Fulvia era spacciata perché era una faccenda tra Porsche 911 e Alpine A110.
        E lì sotto i flash del Col de Turini altri miti d’oltralpe: lo squadrone delle ringhiose Alpine di Dieppe volute da Jean Rédélé con la preparazione motoristica di un italiano: Amedeo Gordini, il tecnico progettista e guru del “Nous mettons tout notre savoir faire” per vincere.
        Inevitabilmente viene da chiedersi: “Quale significato ha oggi ripercorrere il passato e riproporre in elettrico vetture entrate nel mito dell’auto per le imprese sportive che hanno compiuto?

        • Già me l’immagino, la Fulvia Coupè 2022, 5 metri di auto per 1,80 di altezza!

          Se la 500 è grande come una Ka, non oso immaginare quanto grande diventerebbe una Fulvia.

          Ho visto da non molto una sfilata di auto storiche, è impressionante quanto le dimensioni delle auto sia cresciuta nel tempo.

          • Quello è più dovuto alle norme sulla sicurezza passiva che altro (crash test in primis).
            Concordo sul principio però. Anche a me piaccionio le auto “piccole”.
            Ma mi piacciono di più le ossa integre. Se a ottobre dell’anno scorso non avessi avuto attorno tanta “ciccia”, semplicemente non sarei qui a darvi noia con i miei sproloqui.:D

  3. Avete sbagliato la didascalia del grafico, è la top francese, non tedesca.

    Per il resto il comparto plugin+bev (inteso come percentuale di vendite) fa un +4% nel primo semestre rispetto allo scorso anno che può sembrare buono ma l’anno scorso si era assistito a un +8% rispetto al semestre precedente. Lo spiego meglio così:
    Gennaio – Giugno 2020: di tutte le auto vendute, l’8% ha “la spina”
    Gennaio – Giugno 2021: di tutte le auto vendute, il 16% ha “la spina”
    Gennaio – Giugno 2022: di tutte le auto vendute, il 20% ha “la spina”
    Quindi io sto guardando le preferenze sul venduto, cosa acquistano coloro che entrano in un concessionario e ne escono con un’auto nuova.
    In pratica la corsa all’elettrificazione continua ma la spinta sembra rallentare. Che poi all’interno delle auto “alla spina” c’è una cannibalizzazione delle BEV a danno delle PHEV è un dato, significa che migliorano autonomia e presenze di colonnine e diminuisce l’ansia da ricarica.

    • – in pratica la corsa all’elettrificazione continua ma la spinta sembra rallentare –

      Come a dire che chi la voleva comprare e aveva i soldi l’ha già comprata. Adesso arriva la parte più difficile. 🤭😇

        • Posto che lo dicevo più per forzare il pensiero di Enzo che altro, in realtà come al solito il fenomeno presenta delle chiavi di lettura più complesse, come sai perfettamente meglio di me. Per esempio si potrebbe anche dire che nei momenti di crisi il mercato si polarizza sulle fasce più alte e sulle fasce più basse. In una parola la forbice si apre. Seguendo questa chiave di lettura, del tutto legittima e del tutto comprovata, a questo punto si potrebbe dire che sì, è strano che le vendite delle elettriche rallentino. Ma siccome l’economista sei tu, sono pronto a scommettere che mi insegni che l’economia è una scienza esatta fino a un certo punto. E soprattutto che per trarre delle conclusioni è un po’ poco basarsi sul trend di soli tre anni in questo specifico.

          • /// si potrebbe anche dire che nei momenti di crisi il mercato si polarizza sulle fasce più alte e sulle fasce più basse \\\ Sono d’accordo, il problema è che al momento la fascia bassa del mercato non offre molta scelta, il che spiega il rallentamento delle vendite.. Speriamo che la situazione si sblocchi con l’arrivo dei modelli Kia/Hyundai e una migliore “gestione” di eUp e ID1 da parte di mamma VW.

  4. Prima o poi la filosofiat verrà a galla e saranno tutte a riempire il mercato dell’usato e le autodemolizioni.

      • Buonasera Direttore: nel senso che colpito per l’ennesima volta da problematiche tipiche fiat (questa volta su panda a metano) sono arrivato alla saturazione e quindi oltre ad evitare di acquistarle in futuro (a questo punto tutte quelle sotto Stellantis) arrivo a scrivere quello che ho scritto.

        • Per quanto riguarda il marchio Fiat non mi esprimo, per quanto riguarda il modello 500 invece non posso che esserne super soddisfatta. Possiedo una 500L del ’72 che mai perde un colpo nemmeno dopo mesi di fermo in garage, ho avuto per 12 anni una 500 1.3 multijet (senza mai avere un problema e sostituita solo per sfizio per il passaggio all’elettrico) e ora da novembre ho una 500 elettrica con la quale ad oggi ho percorso 9000 km. Cosa posso dire a riguardo? Che sono ampiamente soddisfatta delle 500 in tutte le loro versioni!

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