La Cina accelera il controllo dell’intero ciclo di vita delle batterie per auto elettriche, introducendo nuove regole che obbligano produttori e costruttori a gestire direttamente il riciclo. L’obiettivo è standardizzare il settore, ridurre i rischi ambientali e migliorare il recupero delle materie prime critiche. Una svolta che arriva mentre il Paese si prepara a gestire un’ondata crescente di batterie a fine vita, destinata a superare il milione di tonnellate entro il 2030.
La nuova normativa, che entrerà pienamente in vigore entro l’anno, introduce un sistema di tracciabilità digitale completa delle batterie, dalla produzione fino al riciclo finale. Una misura che punta a eliminare le zone grigie che oggi caratterizzano il settore.
Stretta sulla filiera: ogni batteria dovrà essere tracciata

Il cuore della riforma è la creazione di una piattaforma nazionale di monitoraggio, in grado di seguire ogni batteria lungo tutte le fasi: produzione, vendita, utilizzo, manutenzione, dismissione e riciclo.
In questo schema, produttori di batterie e case auto diventano direttamente responsabili della gestione a fine vita degli accumulatori. Non solo: dovranno anche creare reti di raccolta e garantire che tutte le batterie vengano recuperate correttamente.
Un passaggio chiave riguarda anche la demolizione dei veicoli: le batterie non potranno più essere rimosse prima della rottamazione, evitando così la dispersione verso circuiti informali.
Stop al mercato grigio e ai rischi ambientali
Uno dei principali problemi che la Cina vuole risolvere è la presenza diffusa di operatori non autorizzati.
Queste realtà, spesso poco strutturate, gestiscono il riciclo in modo inefficiente e potenzialmente pericoloso, senza garantire la tracciabilità dei materiali. Il risultato è duplice: perdita di materiali preziosi come litio, nichel e cobalto; aumento dei rischi ambientali e di sicurezza
Con le nuove regole, solo operatori certificati potranno trattare le batterie esauste, mentre l’intera filiera sarà sottoposta a controlli più stringenti.
Recupero materie prime e sicurezza energetica
Il rafforzamento del riciclo non è solo una questione ambientale. La Cina punta a consolidare il proprio vantaggio nella catena del valore delle batterie, recuperando materiali critici e riducendo la dipendenza dalle importazioni. Già oggi il Paese è leader globale nel settore, con capacità di recupero molto elevate: in alcuni casi oltre il 96% per il litio e quasi il 100% per nichel e cobalto.
In prospettiva, il riciclo diventa una leva strategica per sostenere la crescita della mobilità elettrica, in un contesto di domanda di batterie destinata a crescere rapidamente anche in Europa.
Polestar: più cobalto riciclato nelle batterie di Polestar 2 e 3
Un modello osservato anche in Europa
Le nuove regole cinesi arrivano mentre anche l’Unione Europea sta costruendo un proprio quadro normativo sulle batterie, basato su tracciabilità, contenuto riciclato e responsabilità estesa del produttore.
Per l’industria europea – ancora fortemente dipendente da fornitori asiatici – il tema del riciclo è sempre più centrale. Oggi, infatti, la Cina gestisce circa l’80% del riciclo globale delle batterie, un dato che evidenzia il gap industriale da colmare.
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